Andrea Amici

musicamultimedia.net

Category: Tutorials

Forse non tutti sanno che…: creare PDF da immagini in iBooks per iPad e iPhone

I dispositivi iOS contengono tutta una serie di strumenti integrati ma spesso nascosti o comunque non immediatamente raggiungibili, tuttavia estremamente utili e versatili.

Può capitare di voler creare un PDF a partire da immagini salvate sul rullino fotografico: per farlo è sufficiente selezionare le foto, quindi, come illustrato in figura, attivare la funzione di condivisione e scegliere l’icona “Salva PDF su iBooks“; a questo punto le immagini verranno unite in un unico file PDF e aperte nell’ applicazione di lettura ebook di serie sui sistemi Apple.

Il passaggio successivo sarà quello di rinominare il file creato, al quale di default viene affidato l’anonimo “senza titolo“. Dallo scaffale di iBooks si passa alla vista elenco, quindi si preme su “Seleziona”; con un semplice Tap sul file da rinominare apparirà la tastiera consentendo così di completare l’operazione.

Il file è così pronto e disponibile in iBooks e su iCloud.

Di seguito un quadro riassuntivo, in stile Pinterest… Altro su www.pinterest.com/profamici

Creare un indice analitico in Word

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Un indice analitico è un elenco alfabetico di tutte le occorrenze di una parola all’interno di un testo, con il relativo numero di pagina. Nella redazione di un libro destinato alla stampa la presenza di questo tipo di indice è fondamentale, in quanto consente al lettore di trovare in modo rapido le informazioni che gli interessano su un personaggio, un luogo o un argomento, senza dover scorrere tutto il libro; l’indice analitico, inoltre, consente la lettura di un testo seguendo dei percorsi personalizzati tematici: se sulla mia scrivania appoggio tutta una serie di volumi relativi alla musica, scorrendo i vari indici analitici e cercando in tutti il nome “Beethoven” posso crearmi un percorso di lettura a tema su questo compositore e trovarne notizie in ogni volume che ho davanti.
Con Microsoft Word è possibile realizzare indici analitici complessi e completi, in maniera (quasi) del tutto automatica; è bene pianificare con ordine la presenza di un indice analitico e personalmente consiglio di inserirlo alla fine, magari durante gli ultimi processi di rilettura, avendo ben chiaro in mente l’aspetto e la struttura finali dell’indice.
Il software utilizza degli identificatori di campo per contrassegnare le voci che andranno a confluire nell’indice; ecco la procedura per selezionare le varie parole.
Supponiamo che io stia scrivendo un brevissimo testo come il seguente:
una schermata di prova

una schermata di prova

Quando si incontra una parola da contrassegnare per l’indice la si seleziona con il mouse e si preme la combinazione di tasti: Alt+Shift+X (sul PC) o CMD+ALT+Maiusc+X (sul Mac)

La prima parola che voglio inserire nell’indice è il nome Beethoven: si apre una finestra di dialogo in cui la parola selezionata è già inserita come Voce principale; una voce principale è quella gerarchicamente più alta e in genere nell’indice analitico sta più a sinistra.
A questo punto se voglio che il programma ricerchi e contrassegni automaticamente tutte le occorrenze della voce di indice analitico in tutto il mio testo faccio clic su Segna tutto, mentre se mi interessa che nell’indice compaia solo questa occorrenza faccio clic su Segna. Quando ho terminato, faccio clic su Chiudi.

Adesso mi interessa inserire nell’indice analitico la Prima Sinfonia:

– Seleziono il testo e premo la stessa combinazione di tasti.
– Questa volta, però, la Prima Sinfonia è una voce secondaria, che andrà gerarchicamente inserita sotto la voce principale Beethoven; pertanto inserirò le due voci come nella figura a sinistra.
– Poiché mi interessa solo in questo caso l’occorrenza della Prima Sinfonia di Beethoven (la voce Prima Sinfonia, più in là nel testo, si riferirà ad esempio a Brahms…), faccio clic su Segna e poi su Chiudi: in questo modo ho contrassegnato solo questa occorrenza che andrà come voce secondaria.

Posso adesso proseguire, con lo stesso sistema, a segnare le altre voci, ad esempio Brahms, che contrassegnerò come Voce principale facendo clic su Segna tutto, perché mi interessa che tutte le occorrenze del nome Brahms vengano inserite nel mio indice analitico.

Adesso voglio inserire nuovamente come voce secondaria la Prima Sinfonia, questa volta, però di Brahms.
– Seleziono, utilizzo la solita combinazione di tasti per inserire il codice di campo e segno come Voce principale Brahms e come Voce secondaria Prima Sinfonia.
– Come avevo fatto per la Prima Sinfonia di Beethoven, anche qui faccio clic su Segna.

Questa è la procedura di base per contrassegnare le voci, ma ci sono delle opzioni sulle quali è bene soffermarsi.
Di default l’opzione predefinita è Pagina corrente, cioè Word inserisce un codice di campo in riferimento alla pagina in cui si trova l’occorrenza: Beethoven si trova sulla pagina 1 e quindi la voce di indice analitico inserirà un numero 1.

Un esempio per chiarire l’opzione Riferimento incrociato:
Ho creato una voce principale con il nome Vienna;
Nel mio testo si incontra il nome Hofburgtheater, un teatro di Vienna: voglio allora inserire soltanto una voce di indice analitico che mi rimandi alla parola Vienna, senza inserire alcun numero di pagina.
Scelgo quindi l’opzione Riferimento incrociato e accanto alla parola in corsivo Vedi aggiungo Vienna.

È anche possibile definire un Segnalibro in una parte del testo e farci riferimento con una voce di indice analitico, scegliendo l’opzione Intervallo pagine:

Si seleziona la porzione di testo cui si deve fare riferimento
Si inserisce il Segnalibro: Menu Inserisci -> Segnalibro e si dà un nome di riferimento; clic su Aggiungi
Ci si pone alla fine del testo selezionato come segnalibro (con un clic) e si premono i tasti per l’aggiunta della voce di indice analitico
A questo punto si sceglie se creare una Voce principale o una Voce secondaria e si fa clic su Segna.

Ecco quindi come appare il nostro testo al termine di tutte queste operazioni:

Si noti che i campi sono visibili in quanto è stato premuto il pulsante che nelle figura ho cerchiato di rosso.

A questo punto ci posizioniamo nella pagina in cui comparirà il nostro indice analitico e dal menu Inserisci scegliamo Indici e sommario oppure Inserisci -> Riferimento -> Indici e sommario a seconda della versione di Word con cui si sta lavorando.

Qui in realtà basta semplicemente scegliere un po’ lo stile del nostro indice e il numero di colonne su cui verrà a collocarsi; alla fine premere OK. Ed ecco, infine, il risultato:

Ovviamente è solo un esempio: nella realtà concreta un indice analitico di un libro mostrerà la complessità che noi stabiliremo. È necessario, nel momento in cui si apportano modifiche sia al testo sia alle voci di indice, aggiornare i campi, altrimenti i riferimenti alle pagine potrebbero non essere precisi: per far questo, si fa clic con il tasto destro del mouse sull’indice (che come si vede dalla figura è evidenziato in grigio, naturalmente solo a schermo e non in stampa) e si sceglie Aggiorna campo. In questo modo tutti i riferimenti alle pagine vengono aggiornati e l’indice è pronto.

Esiste anche un altro sistema per creare un indice analitico, utilizzando un file esterno di riferimento: sarà oggetto di un prossimo tutorial.

N.B.: Le schermate si riferiscono all’Office:Mac 2004, la versione dell’Office per la piattaforma Apple, che utilizzavo quando ho realizzato questo tutorial, ma la procedura si adatta ugualmente all’Office per Windows e alle nuove versioni. Naturalmente c’è una differenza di grafica, ma le finestre di dialogo presentano più o meno le stesse opzioni.

Le cartelle della Home

Ho ripristinato un’installazione di Mac OS X Leopard da una Time Machine e tutto è ritornato bello e funzionante: veramente una feature utile e ben fatta!

Poiché non avevo incluso nel backup le cartelle Filmati e Downloads della mia Home, in quanto le utilizzo per passaggi e lavori temporanei, naturalmente al ripristino mi sono trovato senza le suddette cartelle; Downloads si è ricreata da sola, non appena Safari ha effettuato un download da internet, l’altra, anche creando una nuova cartella con nome “Filmati” non era più come prima, ovvero l’icona non era quella di sistema, pertanto era evidente che non sarebbe stata riconosciuta come la cartella di default per i video.

Dopo aver googlato per qualche istante, ho trovato una soluzione molto semplice e veloce: ho creato una cartella Movies nella mia home che è stata subito riconosciuta con l’icona dei filmati, poi ho dato un comando da terminale:
touch $HOME/Movies/.localized
e tutto è tornato a posto! Spero che questa mia esperienza possa essere utile anche ad altre persone che si trovino eventualmente in questa situazione.

Gestire due monitor su OSX

Da molto tempo ormai mi sono abituato a lavorare con più monitor; sin dai giorni dei vecchi pc windows montavo più schede video all’interno del case proprio per poter utilizzare più schermi e distribuire il lavoro più agevolmente. Da quando ho acquistato prima il PowerBook G4 e poi l’iMac Intel ho potuto apprezzare quanto sia completa ed efficace, nonché semplice in pieno stile Apple, la gestione degli schermi secondari.

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