Andrea Amici

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Tag: Arvo Pärt

ECM in streaming

Crolla uno degli ultimi baluardi contro le piattaforme di streaming musicale: da oggi il prezioso catalogo ECM è disponibile sulle principali piattaforme quali Spotify e Apple Music, segno evidente del profondo cambiamento delle abitudini di ascolto a livello mondiale.

La casa discografica, fondata nel 1969 da Manfred Eicher a Monaco di Baviera, era riuscita a stare finora in qualche modo ostinatamente fuori dalla grande distribuzione in streaming online, privando di fatto gli utenti di questi servizi di una grossa e importante fetta della storia dell’incisione musicale.

Keith Jarrett e Charlie Haden - Last Dance su Spotify

Per chi non la conoscesse, infatti, la Editions of Contemporary Music (ECM) nella sua quasi cinquantenaria esistenza, ha sfornato dischi di altissimo pregio, musicale ma anche tecnico: seguendo il motto “the Most Beautiful Sound Next to Silence“, sin dall’album di esordio (Free at Last del pianista Mal Waldron) la casa tedesca si è fatta non solo promotrice di qualità artistica nella scelta ragionata di quale musica incidere, ma anche di un’esperienza profonda di ascolto, tenendosi lontana dagli aspetti più commerciali e curando in particolare la qualità del suono, la continuità dell’ascolto in una sequenza ben definita di brani nell’arco dell’intero album, fino alla preziosa veste grafica delle copertine.

Arvo Pärt: The Deer's Cry

La copertina dell’album The Deer’s Cry con musiche di Arvo Pärt

Una linea di eccellenza, quindi, che si è consolidata nel tempo attraverso nomi quali Paul Bley, Jan Gabarek, Pat Metheny e Lyle Mays, Chick Corea e, per citare uno degli esempi che maggiormente coincidono artisticamente con la linea della casa discografica, Keith Jarrett, che nelle sue incisioni per questa etichetta spazia dal jazz alla classica passando per i suoi lunghi ed elaborati “soli” che incrociano con grande disinvoltura e agilità mondi e stili diversi, tenuti insieme dal denominatore comune del suo almeno apparente disinvolto e istintivo approccio con la musica.

E proprio muovendo dal jazz, l’etichetta di Eicher ha poi col tempo allargato i propri confini toccando la world music e quindi, con la creazione della ECM New Series, alcuni aspetti della musica classica antica e contemporanea, sia con gli esperimenti di Jarrett, cui abbiamo fatto menzione prima, sia con incisioni di Tallis e Gesualdo da Venosa, affiancate da Steve Reich, John Adams e soprattutto Arvo Pärt che diviene sicuramente il compositore di punta dell’intera produzione della nuova ECM.

Quali siano le ragioni di questa svolta è ovvio intuirlo: è un segno dei tempi, dicevamo al principio; l’asse delle abitudini di ascolto si è ormai spostato verso il web e il disco, in CD o, per i nostalgici, il redivivo vecchio vinile, è sempre più un prodotto di nicchia, destinato a decrescere sempre più, fino a giungere forse a un vero e proprio tramonto. Ma per l’ECM, se da un lato si perde l’obiettivo di un ascolto concentrato sull’esperienza continuativa dell’album e – a loro modo di vedere – anche l’aspetto qualitativo del suono, è pur vero che questo sbarco sullo streaming online consente a un potenziale enorme pubblico l’accesso a un importante capitolo della storia della musica nel suo nuovo intreccio con la registrazione.

Ma sarà poi realmente vero che il motto e la mission di Eicher vengano in qualche modo tradite dall’ascolto online? È in realtà a mio avviso solo una questione di educazione all’ascolto, perché la stessa indifferenza nei confronti della musica che scorre nel tempo può verificarsi comunque, sia attraverso gli auricolari collegati a uno smartphone sia in un comodo salotto che sembra, con la sua atmosfera, avere tutte le caratteristiche per favorire la concentrazione. La differenza sta nell’atteggiamento del singolo, non nel medium che può anche essere ininfluente: per questo vedo sempre con molto sospetto tutti gli estremismi, in un senso e nell’altro, tra i fautori di mezzi tradizionali e innovatori: la tecnologia porta grandi vantaggi a patto di un utilizzo che non sfoci nella passività, che, ahimè, in una grande fetta della popolazione ormai ha preso il sopravvento mascherata da una potenziale ma del tutto inesistente onnipotenza e onnipresenza.

Con grande soddisfazione apriamo quindi Spotify, o il nostro servizio preferito, e immergiamo la mente in un ascolto di grande qualità, ricordando che siamo di fronte a una grande opportunità, quella di avere, in generale, in mano degli strumenti che permettono di aprire mondi di conoscenza spesso inaspettati, che vanno assaporati con gusto e autocoscienza.

Il comunicato stampa con cui la ECM annuncia la distribuzione in streaming:
https://www.ecmrecords.com/public/docs/ECM_and_Streaming.pdf

Arvo Pärt: Sinfonia n.4 "Los Angeles"

Il 10 gennaio 2009 Esa-Pekka Salonen ha diretto alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles la prima esecuzione assoluta della Sinfonia n.4 “Los Angeles” di Arvo Pärt, lavoro commissionato dalla Los Angeles Philharmonic Association della quale  il direttore finlandese è direttore musicale e dal “Canberra International Music Festival/Ars Musica Australis”. 

Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 "Los Angeles"

Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 "Los Angeles"

La Sinfonia ha una durata di poco più di mezz’ora ed è scritta per un’orchestra di archi, timpani, percussioni (due esecutori) e arpa.

Dai primi lavori, via via passando attraverso la reazione ai fronti precostituiti dell’arte di stato dell’Unione Sovietica e dell’avanguardia seriale, proseguendo per la scelta di un essenzialismo basato sull’originale procedimento compositivo dei tintinnabula che lo ha apparentato al minimalismo ma in quella particolare sfaccettatura tipica di altri compositori di area cristiana come ad esempio Gorecki , il lungo percorso del compositore estone approda adesso a un “ultimo stile”, ultimo ovviamente nel senso latino del termine, non inteso certo come conclusivo, caratterizzato da una matura bellezza e soprattutto dalla riscoperta di percorsi narrativi che si allontanano dalla ripetitività del tintinnabulum per avventurarsi in discorsi musicali che scavano sempre di più nell’interiorità attraversando atmosfere emotivamente diverse, il tutto attraverso un colore orchestrale che diviene sempre più austero dal punto di vista timbrico e che concede poco all’effetto esteriore, ma è tutto introiettato verso una sorta di visione interiore talvolta ferma ed estatica, talvolta contraddittoria e lacerata.

E proprio quest’ultima caratteristica è spesso presente nell’arco del percorso musicale della Sinfonia con echi mahleriani sia per quanto riguarda la frammentazione della polifonia sia per gli improvvisi passi di marcia funebre, spesso presenti e riconducibili all’idea del  dolore umano originato dall’ingiustizia, uno dei motivi conduttori di quest’opera, come lo stesso autore ha estrinsecato nelle note alla prima esecuzione, ribadendo che, con la dedica al dissidente politico Mikhail Khodorkovsky imprigionato in Siberia, questo brano è dedicato a tutti coloro che in Russia sono tutt’oggi detenuti per le loro idee senza diritti, augurandosi anche che la Sinfonia stessa possa diventare una sorta di “piccione viaggiatore” che un giorno possa raggiungere anche la Siberia. 

La casa editrice Universal Edition di Vienna mette a disposizione di tutti gratuitamente la partitura completa della Sinfonia da leggere e da stampare, attraverso la piattaforma Issuu.com; la riproduciamo qui di seguito grazie alla possibilità di incorporarne il lettore; è possibile sfogliare le pagine e anche accedere a comode visualizzazioni a schermo intero.

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Per chi volesse ascoltare il brano, su YouTube ho trovato la registrazione della prima esecuzione europea, diretta da Cem Mansur alla guida dell’Orchestra Filarmonica di Helsinki:


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