Andrea Amici

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Muore a 48 anni Jóhann Jóhannsson

Mentre in Italia imperversa la febbre dell’ultima serata del Festival di Sanremo e i social network, almeno dalle nostre parti, si saturano di immagini e pensieri canori e televisivi, proprio da Facebook, Twitter e Instagram ho appreso con grande sorpresa, verificando con scrupolo le fonti per non incappare nelle ormai più che frequenti fake news, che nella notte del 9 febbraio a Berlino, a soli 48 anni, è morto il compositore islandese Jóhann Jóhannsson, una delle voci più intense e interessanti della nuova via della musica colta che incrocia classica, avanguardia ed elettronica, affacciandosi, con molta originalità, anche alla musica da film, dove Jóhannsson fra l’altro ha vinto il Golden Globe per la colonna sonora de La teoria del tutto, distinguendosi poi anche per l’azzeccatissima ricerca sonora delle musiche per Arrival, film escluso dalla competizione per gli Oscar in quanto contiene, come brano iniziale e conclusivo, “On the Nature of Daylight” di Max Richter, altra voce autorevole di questa nuova tendenza che fa dell’apparente semplicità il suo punto di partenza.
Ho ascoltato spesso il suo Orphée, l’ultimo estremamente ricercato e interessante album uscito nel 2016 per Deutsche Grammophon, una riflessione musicale sul tema del cambiamento, vissuto dal compositore in prima persona nel trasferimento a Berlino assieme alla sua famiglia, sul denominatore comune dell’arte e della bellezza, un lavoro discografico denso di profonda spiritualità.

Una musica, quella di Jóhannsson, che gravita attorno alla concentrazione e al silenzio, fondendo nella strumentazione vecchio e nuovo, orchestra e strumenti classici con mai fini a se stesse elaborazioni elettroniche, sulla base di un ritorno alle funzioni elementari dell’armonia modale e tonale, sulla quale si sviluppano elementi melodici in lenta evoluzione.
Ci auguriamo, unendoci ai sentimenti di gratitudine, stima e amicizia espressi nel tweet della prestigiosa casa discografica tedesca Deutsche Grammophon, che la sua musica continui a sopravvivere ai fragori del caos della quotidianità e a toccare il cuore e la mente degli esseri umani di oggi e domani.

Il giorno dei due Papi santi

FC papi santi

La cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II (foto Famiglia Cristiana)

« Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa! »
Avevo solo sei anni, ma lo ricordo ancora perfettamente, quando lo vidi in televisione e sentii queste parole, dopo l’entusiasmo della prima bellissima impressione all’apparizione sulla loggia la sera del 16 ottobre 1978 e quel “Se mi sbaglio, mi corigerete” che conquistò immediatamente tutti.
E Giovanni Paolo II è diventato ben presto uno di famiglia: grandissimo comunicatore, acquisì subito un posto centrale e grazie alla televisione lo abbiamo sentito tutti sempre vicino e presente. Sono cresciuto con questo Papa: ero un bambino quando fu eletto, marito e papà quando morì; tutta la mia formazione cristiana e una gran parte della mia vita lo hanno visto presente.
Ricordo quando una volta a Roma un poliziotto mi portò, ragazzino, vicino al Papa a Piazza San Pietro, quando ancora gli era possibile intrattenersi vicino alla gente, senza automobile blindata e quando altre volte lo vidi – più da lontano – a Messina e a Reggio Calabria. Ricordo poi l’impressione dei tantissimi viaggi intorno al mondo e infine la malattia che poco a poco lo ha logorato, ma che per lui e per tutti è stata motivo di grande e fortissima testimonianza.
Col tempo che passa e la maturità, è possibile però leggere, conoscere, approfondire il pensiero e la spiritualità di questo grande Papa santo e così, quanto prima per la mia giovane età era solo intuito, oggi diviene una salda certezza, la certezza di aver visto con i miei occhi una figura fondamentale e impareggiabile, di una grandezza veramente incommensurabile.
Accanto a Giovanni Paolo II oggi viene proclamato santo anche Giovanni XXIII, conosciuto prima dai racconti dei miei genitori, poi dai documenti che ho letto e visto, e vengono proclamati santi da un Papa che ricorda molti tratti dei suoi predecessori, che in un certo qual modo ne è figlio e che anch’egli, dopo appena un anno di pontificato, è già nel cuore di tutti ma soprattutto sta già dando tanto alla Chiesa e al mondo contemporaneo: il Papa argentino del ventunesimo secolo, oggi a Piazza San Pietro all’ombra dei due grandi e santi Papi del ventesimo secolo e alla presenza della grandezza ora nascosta del Papa teologo, è il segno tangibile, per i credenti, della virtù teologale della speranza, della presenza nella storia dell’azione dello Spirito che porta avanti il suo progetto di salvezza aperto a tutta l’umanità e che incita a “non avere paura” purché si aprano fiduciosamente e con abbandono le porte del proprio cuore a Cristo, lasciandosi da lui guidare, come hanno saputo fare i due grandi Papi che oggi la Chiesa ci offre come modello di santità

 

San Benedetto e l’attualità europea

San Benedetto

San Benedetto da Norcia

L’11 luglio, oltre a fare giusta memoria di uno dei più grandi santi della cristianità, è lo spunto per due riflessioni fra di loro collegate.

La prima legata alla fondamentale coscienza delle radici cristiane del continente europeo nella sua dimensione umana, giacché geograficamente non avrebbe neanche una nozione di continente.

La seconda, ben più profonda che lega il passato al presente nella riflessione storica, ricorda a tutti che qualunque tentativo di unione politica fallisce miseramente, mentre un’unione basata su valori più profondi è l’unica che può funzionare.

Oggi assistiamo a un misero fallimento di qualunque “misura” volta a salvare un’Unione Europea basata solo sulla moneta unica e quindi sui vuoti disvalori dell’economia fine a se stessa.

La cristianità insegna invece che, al di là di qualunque momentaneo e contingente incidente di percorso da mettere sempre in conto quando si ha a che fare con la dimensione umana, il valore spirituale dell’uomo è quello fondamentale.

Non può esistere un’Europa senza Dio e ogni cieco tentativo di escludere i più alti valori della persona umana legati all’esperienza religiosa e a una visione spirituale non fa altro che condurre all’autodistruzione.

Sulla vita e il tempo di San Benedetto, ovviamente, c’è un’enorme quantità di materiali, ma ho trovato interessante nella sua semplicità questa pagina: http://www.ora-et-labora.net/iltempodisanBenedetto.html

Inoltre, navigando da questo sito verso tutti i vari collegamenti si giunge a letture molto interessanti, quali ad esempio questa: http://www.ora-et-labora.net/moulin.html intitolata L’idea benedettina dell’uomo e la sua attualità.

 

Io vado a votare, passaparola!

Io vado a votare
Musica & Multimedia non è un sito dedicato alla politica, né tanto meno una testata giornalistica o qualcosa di simile, ma semplicemente un sito personale, nel quale si parla di arte, di musica, e si fa anche un implicito riferimento al collegamento fra l’espressione artistica e le nuove tecnologie.
Ho deciso comunque, da libero cittadino di un paese libero, di condividere temporaneamente sul mio blog il logo dell’iniziativa “io vado a votare, passaparola” perché fermamente convinto dell’utilità teorica e pratica dei quesiti referendari che si pongono al popolo italiano.
Seppure quindi, non manzonianamente, mi ritrovo quattro-cinque lettori, con questi quattro o cinque voglio condividere la mia idea e il mio semplice impegno per fare qualcosa, una piccola goccia che tuttavia influenzerà in qualche modo il futuro.
Prima di tutte una considerazione. Nel mio precedente post di auguri alla Repubblica italiana per il suo sessantacinquesimo compleanno, ho cercato di additare, come peggiore dei mali del nostro stato, la tendenza alla disaffezione all’esercizio della democrazia. Ebbene la prossima chiamata alle urne è sicuramente la forma più alta di partecipazione democratica alla vita pubblica dello stato, poiché si abbandona la rappresentatività e si ha invece l’occasione di vivere in prima persona il proprio impegno civico. E proprio in un momento storico in cui sembra che la rappresentatività sia momentaneamente sospesa, il referendum diviene quindi un momento di altissimo impegno e necessità, creando un vero e proprio imperativo morale che rende tutti gli astensionisti in realtà dei veri e propri assenteisti dal punto di vista civico e sociale.
Secundis l’importanza e la validità dei quesiti. Non stiamo parlando qui, infatti, di piccole scelte, ma di grandi e importanti svolte. La prima ambientalistica, quella sull’energia nucleare: di fronte a chi in maniera subdola cerca soltanto un facile interesse economico e prospetta miracoli senza pensare neanche ai propri eredi, ricordiamo che l’atomo è obsoleto, come tutte le forme di energia che inquinano, petrolio compreso con l’unica differenza di avere un impatto distruttivo minore; ricordiamo che non esiste sicurezza alcuna in nessun impianto, meno che mai in uno stato dove si ha l’abitudine ad aggirare anche le più elementari norme di sicurezza in vista del guadagno; ricordiamo infine che l’Italia è un territorio geologicamente in grave dissesto e sismicamente instabile, dove le forme di energia alternative, come il sole e il vento, sono invece abbondantemente presenti ancorché ignorate.
Occorre quindi una netta presa di posizione e anche un tenere alta la guardia nei confronti di chi sicuramente vorrà eventualmente far rientrare dalla finestra ciò che viene democraticamente fatto uscire dalla porta.
La seconda scelta relativa ai beni primari, in questo caso l’acqua, che devono essere di tutti: non è la presenza del privato che può garantire un elevamento della qualità dei servizi, bensì la moralizzazione dello stato e dei suoi funzionari che ha la capacità di far fruire a tutti in maniera equa e adeguata l’accesso ai beni che sono stati creati per tutti indistintamente.
Infine che dire sul quesito che mette in campo il pronunciamento contro un esempio della legislazione ad personam : qui la risposta viene da sé; si vuole che lo stato italiano proceda sempre meno verso l’equità sociale o si vuole almeno dare un segnale di fiducia nei confronti della giustizia, seppure ribadendo la necessità di un adeguato funzionamento di tutti gli apparati dello stato?
Ci fermiamo qui, ricordando che in queste pagine si parla di arte, ma non esiste arte senza una società e soprattutto non esiste arte in un mondo devastato dall’incuria generale e autodistruttiva di capi che non hanno prospettive.

Henryk Górecki

Henryk Mikolaj Górecki (1933-2010)

Henryk Mikolaj Górecki (1933-2010)

Il 12 novembre 2010 è morto il compositore polacco Henryk Górecki, all’età di settantasei anni. Era nato a Czernica il 6 dicembre 1933 ed è stato uno dei grandi protagonisti della musica contemporanea mondiale, pervenendo a uno stile personale e umanisticamente molto intenso, ricco di recuperi storici, dopo un periodo di concreta affiliazione alle avanguardie, come è accaduto al suo conterraneo Penderecki e a un compositore a lui molto più simile come Arvo Pärt.

Anche io ho conosciuto Górecki grazie alla pregevolissima incisione discografica della sua Sinfonia n.3 pubblicata diretta da David Zinman alla testa della London Sinfonietta con la voce solista del soprano Dawn Upshaw.

La copertina del CD della Sinfonia n.3 diretta da Zinman

La copertina del CD della Sinfonia n.3 diretta da Zinman

Quando l’ascoltai la prima volta mi resi conto di trovarmi effettivamente di fronte a un brano che, composto nel 1976, rappresentava un esempio di totale indipendenza linguistica ed espressiva e anche – soprattutto – di enorme impatto emotivo basato su una concezione finalmente umanistica dell’arte, lontana dal vincolo della progettualità e dai rigidi schematismi intellettuali di certa arte fine a se stessa.

Dopo la bellissima esperienza della Sinfonia n.3 ho cercato di ampliare le mie conoscenze su questo autore e ho trovato altre eccellenti pagine soprattutto nei brani per coro (con o senza l’orchestra), dove si esprime una religiosità anche al di là del testo poetico utilizzato, che pervade la musica, riportando il cattolicesimo dell’autore alle radici della storia tragica della sua patria, che ha unito il pensiero religioso con il desiderio di libertà, concetti che Górecki ha saputo perfettamente rivivere nella sua arte attraverso un orientamento mistico che rende scarne le strutture musicali fino a una nuda essenzialità dei segni, assieme al recupero dello spirito profondo e malinconico della musica della Polonia.

Evgraf Semenovich Sorokin, 1873

Lo “Stabat Mater” di Andrea Amici riceve una menzione speciale

Stabat-MaterIl brano “Stabat Mater per coro e organo” ha ricevuto al V Concorso di Composizione “Premio Iconavetere”, organizzato dall’Associazione Musicale “Iconavetere” della Basilica di Foggia in collaborazione con il Pontificio Istituto di Musica Sacra, la menzione speciale per particolari pregi compositivi per il genere contemporaneo. Il brano, scritto tra novembre e dicembre 2009, mette in musica alcuni frammenti della sequenza latina dello “Stabat Mater“, evidenziandone gli elementi di tragica e dolorosa rassegnazione.

Lo "Stabat Mater" di Andrea Amici riceve una menzione speciale

Stabat-MaterIl brano “Stabat Mater per coro e organo” ha ricevuto al V Concorso di Composizione “Premio Iconavetere”, organizzato dall’Associazione Musicale “Iconavetere” della Basilica di Foggia in collaborazione con il Pontificio Istituto di Musica Sacra, la menzione speciale per particolari pregi compositivi per il genere contemporaneo. Il brano, scritto tra novembre e dicembre 2009, mette in musica alcuni frammenti della sequenza latina dello “Stabat Mater“, evidenziandone gli elementi di tragica e dolorosa rassegnazione.
Nella sezione “Musica e scritti” è disponibile una pagina dedicata al brano.

Leonardo da Vinci, Annunciazione

Ave Maria supera i 10.000 ascolti

Complice sicuramente anche il titolo, sul mio canale YouTube (www.youtube.it/musicamultimedia) il video della mia “Ave Maria” ha superato ieri la quota dei 10.000 ascolti.

Fai clic per visualizzare il video

Fai clic per visualizzare il video

Il brano è stato scritto tra il 18 ed il 22 maggio del 1994 ed è stato più volte revisionato nel 1995 e nel 1997; è caratterizzato da un’architettura formale classica e da un uso espressivo dell’armonia cromatica, che non si allontana mai dalla tonalità, tranne nelle ultime battute dove gli incontri delle voci sono caratterizzati da un libero diatonismo: sicuramente la mia opera più tonale, nata quasi per caso al principio, improvvisando al pianoforte dei collegamenti armonici basati sull’alterazione di accordi costruiti sul secondo grado della scala; pian piano quelle strutture armoniche hanno suggerito un riferimento preciso alle atmosfere interiori della preghiera dell’Ave Maria, fino a raggiungere in breve il completamento finale.

La partitura dellAve Maria

La partitura dell’Ave Maria

Nel video si segue la partitura per coro accanto all”immagine dell’Annunziata di Antonello da Messina nel pregevole Restauro Virtuale di Nadia Scardeoni, utilizzato per gentile concessione della realizzatrice. Il legame fra la musica e quella raffigurazione, che tanti anni fa ho potuto ammirare al Museo di Messina in un periodo in cui l’opera fu lì esposta, è profondo: le mie note vogliono esprimere un turbamento che si traduce in un’accettazione finale, un sentimento che Antonello da Messina espone nel suo dipinto in maniera estremamente efficace.

La partitura, nell’edizione del Consortium Internationale Compositorum, è disponibile per l’acquisto via internet a partire da questo link.

Nel 52° anniversario della morte di Umberto Saba

Statua di Umberto Saba a Trieste - Fonte WikiPedia

Statua di Umberto Saba a Trieste - Fonte WikiPedia

Ricorre oggi il cinquantaduesimo anniversario della morte del poeta triestino Umberto Saba (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), uno dei più importanti scrittori del XIX/XX secolo, esponente autorevole della poesia italiana e realizzatore di una alternativa via “narrativa” nella versificazione, fra il soggettivismo analogico del simbolismo e l’oggettivismo allegorico di Montale.

Fortunatamente oggi la poesia di Saba ha ottenuto la sua giusta collocazione e il giusto riconoscimento nel panorama letterario italiano e internazionale, godendo una meritata stima negli ambienti intellettuali e non solo. In queste pagine mi piace riportare una foto della significativa statua del poeta a Trieste, ritratto a passeggio per le vie della “sua” città, non su un piedistallo o in evidenza in una piazza, ma proprio come una persona comune che si mescola nel vissuto del suo tempo e del suo spazio ma che con la sua poesia ha dato qualcosa che rende la sua personalità e la sua arte trascendente alla contingenza storico-geografica.

Nel contempo, un mio personale omaggio, di qualche anno fa, alla poesia di Umberto Saba: un madrigale per cinque voci miste su testo di una sua poesia, La mia fanciulla.

Maggiori informazioni su questo brano alla pagina:
http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-la-mia-fanciulla/

Una riflessione sulla prima esecuzione della mia Preghiera III per organo

Andrea Amici: Tre Preghiere per organo op.7 (Ed. CIC/Evensong)

A.Amici: Tre Preghiere per organo op.7

In questo momento, dall’altro lato del mondo, qualcuno ha la possibilità di ascoltare la mia musica come io non l’ho mai ascoltata: è quanto sta accadendo adesso con la prima esecuzione della mia Preghiera III per organo “Veni Creator Spiritus” in Virginia, negli Stati Uniti.

Ringrazio il collega e caro amico M° Leonardo Ciampa per la commissione dei tre brani, per questa prima esecuzione e per aver portato in tournée negli Stati Uniti le mie Tre Preghiere per organo.

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