Andrea Amici

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Tag: natale

Veni Domine

Volge al termine il tempo di Natale, quest’anno reso ancora più breve dalla prossimità dell’Epifania e della Solennità del Battesimo di Gesù poste in giorni consecutivi, ma c’è ancora spazio per ascoltare questo “Veni Domine – Advent & Christmas at the Sistine Chapel“, edito dalla Deutsche Grammophon, che vede protagonisti il Coro della Cappella Sistina diretto da Massimo Palombella con la partecipazione speciale di Cecilia Bartoli.

Veni Domine - Sistine Chapel

È il secondo album che la storica formazione incide nel 2017 per il prestigiosissimo marchio discografico e questa volta, come lascia intuire il titolo, il repertorio scelto è interamente dedicato alla musica sacra per l’Avvento e il Natale, dal canto gregoriano a Perotinus ai grandi maestri della polifonia, fra i quali spiccano naturalmente i nomi di Josquin Desprez, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Tomas Luis da Victoria e Gregorio Allegri.

L’incisione è stata ovviamente effettuata sotto l’occhio vigile del Giudizio Universale di Michelangelo e delle altre magnifiche opere d’arte della Sistina, con il suono del coro che “galleggia” nella splendida acustica che è una sede naturale per questi capolavori musicali.

Oltre all’indubbio valore squisitamente musicale, il disco è altresì interessante in quanto tutte le esecuzioni sono state effettuate su nuove edizioni critiche realizzate a partire da manoscritti o prime edizioni a stampa presenti nel fondo della Biblioteca Apostolica Vaticana, con un notevole valore, quindi, anche dal punto di vista filologico, impreziosito anche dalla presenza di tre prime incisioni mondiali.

Un discorso a parte necessita la partecipazione di Cecilia Bartoli; naturalmente è risaputo che all’interno della Cappella Sistina non abbiano mai risuonato, in questo repertori, voci femminili e questa stessa occasione è la prima presenza di una cantante in tale sede, quindi proprio nell’ambito dell’operazione filologica di cui il CD si fa vanto e portavoce il celebre soprano sembra quasi fuori luogo; tuttavia, ascoltando il brano di Perotinus non si può che apprezzare il risultato, in quanto il timbro speciale della cantante sembra proprio a perfetto agio fra il coro.

Mentre si spengono le luci delle feste natalizie e svaniscono le note delle musiche occasionali che prendono il sopravvento in qualunque contesto e rischiano col loro frastuono di sopraffare anche gli stessi sentimenti che apparentemente vorrebbero o penserebbero di auspicare, è bene lasciare spazio a questa musica che, invece, nasce dal silenzio e su di esso poggia, l’unica che realmente dà voce al mistero del Natale e immerge nella riflessione e nella contemplazione, perché della Solennità riesce a comprendere ed esprimere la profonda teologia e può quindi, come dice lo stesso direttore della Sistina Palombella, “aiutare il cammino dell’uomo verso il trascendente“.

Buon Natale!

Varie volte nel corso della storia umana sono stati tanti i giorni di Natale che si presentano in situazioni di ombra, difficoltà, paura e titubanza nei confronti dell’avvenire. Il Natale 2011 per noi Italiani fortunatamente non cade in un momento di guerra o nell’incubo del fallimento a livello nazionale, ma sicuramente non è in un bel momento: l’incertezza è l’orizzonte del nostro panorama, la sfiducia nel futuro è purtroppo il sentimento dominante.  
Il sistema economico è fallito, il modo di vivere su cui si è fondato lo stile degli stati ricchi è allo stesso modo fallito e ciò che sembrava ovvio non lo è più.  
Quale strada, a questo punto? È evidente che non c’è una facile soluzione, tanto meno individuale: occorrerà passare attraverso gravi vicissitudini oppure occorrerà un grande sconvolgimento che improvvisamente faccia a tutti prendere coscienza della necessità di radicale cambiamento; più verosimilmente si cercherà di “tirare a campare”, cure palliative per allungare all’estremo e mantenere in vita la convenienza dei pochi.  
Come guardare al Natale presente e, per dirla con Dickens, allo spettro del Natale a venire? Osserviamo due articoli apparsi in questi giorni, due visioni del presente realistiche ma del tutto diverse.  
Uno su La Repubblica, http://www.repubblica.it/economia/2011/12/24/news/circolo_vizioso_giannini-27141364/?ref=HREA-1 un’interessante analisi dei sacrifici passati, presenti e purtroppo futuri: una visione inesorabilmente triste che si conclude con un ironico “buon natale”, che ricorda a tutti la difficoltà di ciò che si sta attraversando e che purtroppo si attraverserà. Sicuramente vero, inutile far finta di niente come alcuni politici italiani hanno fatto nel nostro recente passato. Ma, anche questo, specchio del tempo.  
Personalmente ho trovato più consono alla mia sensibilità l’editoriale firmato dal Card. Bagnasco, apparso sull’Avvenire: http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/amorevicino.aspx  
Il raffronto di questi due articoli mi porta a una considerazione più generale.  
Buon Natale” è una frase abusata: in passato per molti un ipocrita specchio del consumismo, oggi per altri un ironico augurio presago di sventura. In realtà una locuzione che dovrebbe essere usata solo nel suo giusto ambito cristiano, unico luogo dove acquista il suo senso, altrove suonando invece falsa, oggi come ieri. “Buon Natale” è una speranza per il presente e per la dimensione escatologica, un impegno a vivere il presente in pace, in onestà, un modo di orientare la propria esistenza verso il bene futuro e la gloria oltre la morte; qualunque difficoltà diviene così una prova, non un tunnel senza uscita, il presente una sfida per la costruzione di un futuro migliore.  
Per il singolo, anche se sembra di trovarsi completamente immersi in un meccanismo impossibile da arrestare o cambiare ma al contrario all’interno del quale rimanere schiacciati, rimane sempre la costruzione del quotidiano, il proprio impegno individuale all’interno della collettività, la responsabilità nell’educare i più giovani a un’idea di esistenza che non sia solo denaro, ricchezza, consumo, edonismo, la responsabilità delle scelte sociali e nell’affermare una volontà positiva e soprattutto rispettosa della legalità.  
E allora, cristianamente: buon Natale!  
 
 
 
 
 

Buon Natale 2009

presepecasaamici_auguri2009

A tutti i migliori auguri per un Natale 2009 sereno, ricco di pace e gioia interiore!

Andrea Amici

Buon Natale 2008! – Post di mezzanotte…

Buon Natale 2008

Auguro a tutti i miei più cari auguri di buon Natale 2008!

I wish everyone a Merry Christmas!

Andrea Amici

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(la fotografia ritrae il presepe napoletano del Settecento di proprietà della famiglia Amici)

Buon Natale 2007!


Nuovamente il Natale arriva con la sua incomparabile bellezza: una festa di grande profondità, nella contemplazione di un mistero sempre più infinito, sempre più insondabile.

Guardandone la raffigurazione non si può che ammirare la perfezione di un progetto provvidenziale, di un’eternità e di una temporalità che si toccano nell’innocenza e nella fragilità di un neonato, quanto di più semplice possa esistere ma nel contempo quanto di più – a sua volta – mirabile, misterioso e incredibile possa trovarsi davanti agli occhi.

Il mistero della vita, tangibile in ogni bambino appena nato, tocca il mistero dell’eternità, mentre due figure stanno a contemplarli, nella bellezza di una notte stellata vero principio di immortalità.

Buon Natale a tutti, ricco di pace, gioia e serenità!

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