Andrea Amici

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Mine eyes unto the hills - Crathie 20.08.2017

Mine eyes unto the hills (Psalm 121)

Si riannoda il filo conduttore della musica di ispirazione sacra, ma soprattutto della musica che trasporta in maniera organica un sistema di simboli in riferimento a un testo religioso: i procedimenti già sperimentati nelle Tre Preghiere per Organo e rielaborati in maniera più esplicita nei Tre Salmi Luterani per coro e pianoforte riaffiorano in questo Mine eyes unto the hills, per violino e chitarra, dedicato al Ten Strings Duo, la formazione composta dalla violinista Marianatalia Ruscica e dal chitarrista Davide Sciacca.

La Crathie Kirk

La Crathie Kirk in Scozia

Il brano è stato eseguito in una doppia prima assoluta il 20 agosto 2017 in Scozia: la mattina nel corso dell’ufficio religioso alla Crathie Kirk, alla presenza di Sua Maestà la Regina Elisabetta II e di altri membri della famiglia reale, fra i quali il Duca di Edimburgo Philip e i Principi Charles e William; la seconda in concerto a St Margaret’s Braemar.

Il titolo ripropone parte del primo verso del Salmo 121, “I will lift up mine eyes unto the hills, from whence cometh my help“, nella King James Version (KJV), la traduzione della Bibbia in inglese commissionata dal re Giacomo I e pubblicata nel 1611.

Tutto il brano è ispirato a questo Salmo e in gran parte ne ripercorre la metrica e l’andamento, con una serie di procedimenti compositivi che collegano in maniera diretta il discorso musicale con quello testuale, con una forma generale fondata sulla scomposizione in episodi, in maniera simile al mottetto rinascimentale, che condividono incisi, materiali e frammenti tematici.

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Il Ten Strings Duo esegue “Mine eyes unto the hills” a Braemar.

La Gboard arriva sugli iPad e gli iPhone italiani

Mi capita molto spesso, quando utilizzo l’iPad, una volta aperta la tastiera, soprattutto se nella modalità verticale, di provare istintivamente a utilizzare il trascinamento sui tasti, il cosiddetto swype, per inserire il testo, come faccio abitualmente con il mio smartphone Android, ovviamente senza successo, visto che non è una modalità prevista da iOS.

Per chi eventualmente non lo sapesse, sui dispositivi Google è possibile inserire infatti il testo senza premere i singoli tasti, ma effettuando un trascinamento da una lettera all’altra per comporre la parola. È una modalità molto comoda che consente di scrivere effettuando dei fluidi movimenti con una mano sola, naturalmente non immune da errori, soprattutto quando ci si fa prendere la mano dalla velocità e quindi l’accuratezza del movimento diminuisce, ma che, con un pochino di abitudine, può diventare veramente gradevole.

Personalmente mi sono abituato talmente bene al sistema da riuscire anche a scrivere senza guardare la tastiera, con un semplice movimento dell’indice della mano destra, ottenendo un alto livello di accuratezza.

La mancanza di questa possibilità sull’iPad era ovviamente per me una limitazione, senza contare anche che i suggerimenti della tastiera iOS non sono dei migliori e distraggono a mio avviso l’utente.

Dopo l’ultimo aggiornamento dell’app Google, anche sugli iPad italiani arriva finalmente la Gboard, la tastiera Android che, fra le altre caratteristiche, presenta ovviamente anche la scrittura a trascinamento.

La Gboard all'opera per la scrittura di questo articolo

La Gboard all’opera per la scrittura di questo articolo

Un’altra interessante caratteristica è la possibilità di accedere direttamente dalla tastiera alle ricerche Google e inserirne quindi i risultati. Le applicazioni sono innumerevoli, dalla semplice consultazione fino alla condivisione di informazioni, link e quant’altro. Se invece si vuole aprire il risultato di una ricerca, si può utilizzare il piccolo tasto in basso a destra su ogni risultato per aprirlo nell’app Google.

Ricerche in Gboard

La funzione di ricerca (in alto) e i risultati

Unico grosso difetto è invece la mancanza della dettatura, che su Android si rivela estremamente potente e funzionale, forse più di quella del sistema iOS.

Per avere la Gboard sull’iPad occorre quindi: scaricare e installare l’ultima versione dell’app Google, poi dalle impostazioni generali dell’iPad, seguendo il percorso “generali – tastiera – tastiere” si aggiunge la tastiera Google, consentendo l’accesso completo, per poter fruire di tutte le funzionalità. Una volta installata, dall’icona del mondo, in basso a sinistra nella tastiera, si può scegliere la Gboard come sistema di input.

Ovviamente in qualunque momento è sempre possibile, sempre dal piccolo globo in basso a sinistra, cambiare e ritornare alla tastiera di iOS oppure utilizzarne altre già installate, mentre, sempre dallo stesso pulsantino si accede alla varie impostazioni e personalizzazioni.

Regina Coeli per soprano, coro e organo

A. Amici: Regina Coeli

In occasione delle festività pasquali il Consortium Internationale Compositorum pubblica una nuova edizione della mia Regina Coeli per soprano, coro e organo. Si tratta della prima versione del brano, scritto nel 1997 ed eseguito a Messina con il coro dell’associazione musicale Corale delle Vittorie sotto la mia direzione, nel corso di un ciclo di concerti per la Pasqua di quell’anno.

Rispetto alla versione per due cori e orchestra, questa naturalmente è caratterizzata da un maggiore intimismo e in particolare mostra in maniera molto evidente i legami con il post-minimalismo da un lato e con una certa apparente semplicità nel periodare musicale che al tempo avevo analizzato nella musica di Ravel.

Ma al di là delle influenze che, per quanto mi riguarda, sono elementi da notare a posteriori e molto raramente presupposti compositivi, il brano rappresenta musicalmente un’idea di una “lode circolare” intorno alla figura della Vergine Maria incoronata Regina del Cielo, ciò che molto spesso plasticamente si vede espresso nelle volte delle chiese barocche o settecentesche, in cui l’incoronazione della Madonna è al centro di un coro di angeli rappresentati in cerchio. La fissità di una lode perenne, di una visione eternamente beata mi pare rispecchiabile, ancorché pallidamente, nella ripetitività delle frasi musicali e soprattutto nell’armonia diatonica libera che sembra effettuare un cerchio intorno a se stessa proprio grazie alla defunzionalizzazione dei percorsi armonici.

Mi sembra quindi che le due versioni del brano possano a buon diritto coesistere nel mio catalogo musicale, in quanto diverse sfaccettature ideali della medesima musica vengono messe in evidenza da due realizzazioni diverse. È come se l’idea, in questo caso, preesistesse alla sua forma e quasi si estrinsecasse in maniera incompleta, come se la forma esteriore stessa fosse, in ultima analisi, adatta solo a esprimere una piccola parte della visione complessiva.

Ascolta Regina Coeli per soprano coro e organo op.4a [audio:http://www.musicamultimedia.net/cic/wp-content/uploads/regina-coeli-op4a.mp3]

Fai clic qui per acquistare la partitura

Inno a Sant'Andrea – Partitura

La partitura dell’Inno a Sant’Andrea per coro e organo op.10 è disponibile online sul sito del Consortium Internationale Compositorum (www.compositorum.com) in una nuova pregevole edizione:

http://www.musicamultimedia.net/cic/lang/it/composers/andrea-amici/2009/03/andrea-amici-inno-a-sant-andrea/


Il brano è acquistabile direttamente sulla biblioteca online Lulu.com all’indirizzo: http://www.lulu.com/content/6336941


Altre edizioni della musica di Andrea Amici:


A.Amici: Tre Preghiere per organo A.Amici: Ave Maria A.Amici: Trittico Gregoriano
Tre Preghiere per organo op.7
(info)
Ave Maria per coro op.2
(info)
Trittico Gregoriano per organo op.5
(info)


Anno nuovo, blog nuovo

icona-wordpress.jpegIl nuovo anno porta su musicamultimedia.net un’importante novità, il cambio di piattaforma per il Blog e, in roadmap, anche per la sezione Collezione. Dal servizio blogger di Google si passa infatti alla più completa piattaforma WordPress, sicuramente più completa e ricca di funzionalità ed espansioni.

Già da tempo meditavo riguardo l’insufficienza di Blogger.com e la necessità di un qualcosa di più ricco, ma la molla che ha fatto scattare il cambiamento è stato il continuo ripresentarsi di un errore nella pubblicazione (il java.net connection time out error che a singhiozzo ha colpito vari blog), documentato in vari forum e non risolto da Google, che a dire la verità in questa situazione si dimostra molto deludente. Capisco che le esigenze di mercato influenzino le scelte di curare maggiormente alcuni prodotti anziché altri, ma la continua sperimentazione in fieri sulle varie funzionalità spesso porta a disagi e inefficienze. Vedo, ad esempio (e anche questo è ben documentato in rete), che anche l’importazione da blogger è una funzionalità evidentemente osteggiata e non funzionante e anche qui la linea di Mountain View mi pare inadeguata.

Per quanto mi riguarda ho scelto di cambiare strada: ho abbandonato la piattaforma gratuita, come del resto avevo fatto anni fa per l’intero mio sito, ho acquistato un database MySql e ho realizzato un’installazione di WordPress. Una volta completato il trasloco dei post, il nuovo blog diverrà definitivamente operativo in sostituzione del vecchio e anche la sezione Collezione verrà spostata sulla stessa piattaforma, anche se su un’installazione diversa.

Stay tuned su musicamultimedia.net/blog !

Andrea Amici: Inno a Sant’Andrea per coro e organo op.10

Il giorno 30 novembre 2008 esce sul sito Musica & Multimedia e sul relativo canale YouTube (http://it.youtube.com/musicamultimedia) l’Inno a Sant’Andrea per coro e organo, composto da Andrea Amici sul testo liturgico di Don Andrea Colavolpe, dedicato alla Chiesa d’Amalfi e al suo Protettore, nell’ottavo centenario della traslazione delle venerate reliquie del corpo dell’Apostolo Andrea da Costantinopoli in Amalfi (1208-2008).

«Questo brano è nato da una conversazione con Don Angelo Mansi, che mi ha invitato a scrivere qualcosa in onore del Santo di cui porto il nome, in occasione della conclusione dell’ottavo centenario dell’arrivo ad Amalfi delle reliquie di Sant’Andrea che, conservate, perse e ritrovate nella Cripta del Duomo della splendida cittadina che si specchia – stupenda – nel Golfo di Salerno, sono tutt’oggi conservate e venerate.

Sin da piccolo ho imparato a conoscere e venerare, attraverso i miei contatti con la Chiesa e la terra (e il mare) di Amalfi, Sant’Andrea e a lui dedico questo mio nuovo brano, a lui che ho sentito sempre vicino e al quale mi affido, affinché interceda presso Dio e conservi il mio futuro e quello di tutti i miei cari, nella speranza che anche la mia musica diventi una rete e trascini chi coglie verso l’Alto

Andrea Amici, 30 novembre 2008

Le riprese del video sono state effettuate da Andrea Amici nella Cripta del Duomo di Amalfi, dove sono custodite le reliquie di Sant’Andrea.

Uno speciale sul brano, con l’ascolto, un’introduzione dettagliata e una galleria fotografica dedicata ad Amalfi, all’indirizzo: http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-inno-sant-andrea/index.php

© 2008 Andrea Amici [SIAE]

È possibile richiedere una copia della partitura e l’mp3 del brano scrivendo all’autore; se gradite la musica di Andrea Amici e questo sito, fate una donazione:




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Regina Coeli per doppio coro e orchestra

Un nuovo brano sul canale YouTube di Musica & Multimedia: Andrea Amici, Regina Coeli per coro di voci bianche, coro misto e orchestra.

Originariamente composto per soprano e organo ed eseguito, nella prima versione, al Santuario della Madonna di Montalto di Messina e poi in un ciclo di concerti nel 1997, viene proposto a distanza di qualche anno con un organico più ampio che sopprime la voce solista e all’organo sostituisce la più variegata tavolozza timbrica orchestrale, ricreando in realtà il brano che acquisisce così un nuovo significato musicale.

L’idea fondamentale è quella di creare il senso di una lode che si esprime nella fissità circolare di un linguaggio diatonico totalmente defunzionalizzato.

A breve su musicamultimedia.net sarà disponibile la guida all’ascolto e il brano ad alta definizione.

Logic Studio

La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale Logic, che giunge così all’ottava release testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.

Prima di tutto il concetto di Studio: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come Final Cut Studio. Poi, novità più profonda, la rinnovata interfaccia, secondo un criterio che, a mio giudizio, ha già reso più appetibile applicazioni di per sé validissime come SoundTrack Pro, cioè la finestra unica, all’interno della quale il lavoro si diversifica a seconda del momento e del punto del work-flow. Guardando gli screenshots si nota (come sempre) la marcia in più di casa Apple: l’impressione è di avere a che fare proprio con ciò che si desiderava; Logic ci aveva abituato a strumenti utilissimi, a una versatilità che rendeva il lavoro estremamente gradevole e produttivo, anche se, personalmente, non ne gradivo a pieno l’estetica; ciò che si intravvede oggi è un’ulteriore avanzamento verso l’idea di un’interfaccia sempre più trasparente all’utilizzo che permette la concentrazione sul lavoro e la creatività, senza perdersi nei meandri di confusionari tecnicismi.

Ancora di più si dimostra efficace nella sua minimalistica concezione l’elegante interfaccia della nuova applicazione orientata al live, che mostra delle intuizioni, anche dal punto di vista della personalizzazione, veramente degne di nota. Proprio quest’applicazione è un interessante valore aggiunto a un software che già di per sé ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un leader nel settore.

In attesa quindi di una vera e propria prova su strada, dalle premesse si nota che anche Logic si adegua alla nuova tendenza di Apple di rendere il sistema sempre più intuitivo, lineare e potente ma sempre più essenziale al lavoro quotidiano, sia esso professionale che amatoriale. A questo punto non rimane che attendere fiduciosi il debutto di Leopard, che dovrebbe incarnare questa filosofia a livello di sistema operativo.

Un’ultima nota è doverosa e riguarda il prezzo di Logic Studio, e conseguentemente del fratellino “minore” Logic Express. Poter acquistare un software professionale a un prezzo che si aggira intorno ai 500 euro è una conquista notevole che, speriamo, segni l’inizio di una controtendenza, a dimostrazione che il software, con la sua naturale tendenza all’effimero e al continuo aggiornamento non possa oggettivamente gravare sul professionista in maniera così incidente.

L'Incompiuta di Schubert

Da oggi è online un mio lavoro di qualche anno fa, un’analisi della Sinfonia n.8 di Franz Schubert, conosciuta universalmente come l’Incompiuta, che ho realizzato nel corso dei miei studi di direzione d’orchestra. Si tratta di uno dei brani più eseguiti e più incisi della storia della musica, un grande capolavoro che continua a rivelare i suoi segreti sempre nuovi agli interpreti e agli studiosi, dando sempre nuovi spunti di riflessione e di approfondimento.

Il percorso che propongo relativamente all’Incompiuta di Schubert si divide essenzialmente in quattro sezioni:
  1. un’analisi generale delle caratteristiche di originalità e unicità di questa sinfonia
  2. la storia della composizione dell’Incompiuta con particolare attenzione anche al mistero della sua incompletezza (per la verità non tanto… misterioso, ma probabilmente legato a contingenze o anche all’assenza di un adeguato stimolo al completamento)
  3. la lettura della sinfonia con un’analisi più dettagliata dei due movimenti finiti corredata di numerosi esempi musicali
  4. un’ultima parte dedicata agli approfondimenti, in cui trova attualmente posto una panoramica sulla discografia, mentre è in via di completamento qualche altra pagina.

Buona lettura, quindi, nella sezione Musica!

Una Sinfonia di Beethoven e vecchi ricordi


Questo pomeriggio ho completato un altro contenuto per la sezione Musica del sito, dedicato all’analisi della Quarta Sinfonia di Beethoven. Si tratta di un “rimaneggiamento” di uno scritto realizzato per i miei studi di direzione d’orchestra al Conservatorio di Palermo. Il mio Maestro era particolarmente attento alla necessità di realizzare per iscritto delle analisi dettagliate dei brani oggetto di studio, pertanto frugando tra le mie vecchie carte mi capita di trovare appunti o realizzazioni vere e proprie, che ora metto online come testimonianza del mio lavoro.

In particolare, sono legato alla Quarta Sinfonia di Beethoven, non solo per il grande capolavoro che è – sebbene a tratti forse dimenticato, schiacciato fra Terza e Quinta – ma perché nel mio percorso di studi la Quarta è stata un po’ una mia croce e delizia: era il brano che ho eseguito per l’esame di conferma e ricordo che la concertazione fu abbastanza impegnativa e naturalmente carica di forte tensione, anche se molto istruttiva.

Mentre è già possibile leggere l’analisi navigando fra le varie pagine, ho in preparazione un video-podcast sulla Quarta Sinfonia…

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