Andrea Amici

musicamultimedia.net

Tag: Orchestrazione (Page 1 of 2)

My Fair Lady - Header

My Fair Lady

Era il 15 marzo 1956 quando “My Fair Lady”, il musical di Alan Joy Lerner con le splendide musiche di Frederick Loewe, fece la sua prima apparizione al Mark Hellinger Theatre di New York, con Julie Andrews e Rex Harrison nei ruoli principali, e fu subito un enorme successo, tanto da rimanere in scena per 2717 repliche prima di proseguire il suo trionfale percorso a Londra dove mantenne quasi lo stesso numero di presenze in cartellone. Da lì in poi è sempre stato uno dei musical più amati e acclamati, divenendo anche, nel 1964, un film di successo, per la regia di George Cukor con una eccellente Audrey Hepburn nel ruolo della protagonista.

La storia, tratta dal Pigmalione, una commedia teatrale di George Bernard Shaw del 1913, è incentrata sul personaggio di Eliza Doolittle, un’umile fioraia priva di istruzione e dalla pessima dizione, che diviene oggetto di una scommessa fra il professore Henry Higgins, esperto di fonetica e dal carattere cinico, e il colonnello Pickering: il professore, convinto assertore dell’importanza dell’apparenza e in particolare della forza espressiva della parola nell’affermazione sociale, accetta la sfida di trasformare la ragazza in una dama capace di stare perfettamente a suo agio nell’alta società e di esserne da questa accettata pur non facendone parte date le sue umili origini. La scommessa sarà vinta, ma Eliza avrà la possibilità di esprimere ciò che lei è realmente e la sua nobiltà d’animo e il cinico professor Higgins, suo malgrado, scoprirà di essere capace di profondi sentimenti e di amare la ragazza.

Da un punto di vista musicale My Fair Lady si caratterizza per una grazia e una finezza fuori dal comune. I temi sono ben definiti, di impatto, gradevoli e destinati a rimanere nella memoria, gli arrangiamenti e le orchestrazioni condotti con mano sicura ed esperta: tutto concorre alla creazione di un musical di grande qualità che riesce in più a coinvolgere umanamente ed emotivamente, caratterizzando in maniera piena le trasformazioni dei personaggi, e con al suo interno brani che giustamente sono divenuti dei grandi e immortali successi.

MusicalsWinter Day 1 - My Fair Lady

#MusicalsWinter Day 1

Nel 2012 ho realizzato un collage musicale su temi tratti da My Fair Lady, che ho poi più volte diretto con l’orchestra da camera MusiDOC.  Si susseguono in questo medley alcuni fra i più bei momenti musicali di questo grande capolavoro del teatro musicale americano: si inizia dalla celebre Ouverture, con il tema della scommessa “You Did It!”, per passare poi ai celebri temi “Wouldn’t It Be Loverly?”, “Just You Wait”, “The Rain in Spain”, “On the Street Where You Live” e infine il brano forse più celebre: “I Could Have Danced All Night”.  Qui di seguito il video della prima esecuzione.

Su Spotify, invece, sono disponibili varie incisioni, fra le quali:

La registrazione del cast originale di Broadway:

La versione londinese:

La colonna sonora del film del 1964:

Art Drawing and Music

Episode 5 – Drawing Lucy Hale as Aria

Il quinto episodio della serie “Art Drawing and Music” è dedicato al finale della serie TV “Pretty Little Liars“; Elena Amici propone nella sua speed art il ritratto di Lucy Hale nel ruolo di Aria, mentre la musica è un arrangiamento e orchestrazione di Andrea Amici del tema principale della serie, “Secret” di The Pierces.

Art Drawing and Music

Episodio 3 – “Halloween Joke(r)” Drawing – “You don’t own me” Cover

Elena Amici, nei panni di Harley Quinn per la festa di Halloween, disegna un ritratto di Jared Leto, il Joker di Suicide Squad.

Per questa speed art Andrea Amici ha realizzato un arrangiamento orchestrato per big band della canzone “You don’t own me” di John Madara e David White, registrata nel 1963 da Lesley Gore e nel 2016 da Grace.

Art Drawing and Music

Episodio 1 – Lavender rose

Il primo episodio della serie Art Drawings & Music vede protagonista un disegno a matita di Elena Amici, realizzato seguendo un tutorial di Art@Fadil (http://www.youtube.com/Art@Fadil).

Il video mostra in time lapse la realizzazione di una rosa, con il brano musicale “Lavender’s Blue Variations”, composto, orchestrato e realizzato da Andrea Amici sul tema popolare inglese del XVII secolo, utilizzato anche dalla Disney nel recente film “Cenerentola” del 2015.

La musica che accompagna questa “speed art“, associando la rosa color lavanda con Cenerentola, ripercorre in quattro minuti l’intera vicenda della fiaba: il carattere lieto della protagonista nonostante le avversità, il ballo – con un riferimento musicale alle feste barocche, l’incontro con il principe, la fine dell’incantesimo con i rintocchi della campana, il lieto fine.

Collage Alfred Hitchcock Presents

Alfred Hitchcock Presents…

Un omaggio musicale ad Alfred Hitchcock e ai “suoi” compositori

Musiche per i film di Alfred Hitchcock:

  • Charles Gounod: Marche funèbre d’une marionnette
  • Bernard Herrmann: North by Northwest (Prelude)
  • Bernard Herrmann: Vertigo (Scene d’amour)
  • Bernard Herrmann: Psycho (Prelude)
  • Miklos Rózsa: Spellbound

Arrangiamento e orchestrazione: Andrea Amici (marzo 2015)

Alfred Hitchcock è stato da sempre uno dei miei registi preferiti, se non quello che per me è da considerare “il” regista: un perfezionista assoluto, un genio incontrastato, che in ogni suo film ha saputo fondere ritmi narrativi perfetti, cura di ogni singolo piccolo dettaglio, inquadrature sapientemente studiate una per una, colori e sfumature, fino a creare dei capolavori assoluti.

La serie televisiva di Hitchcock

La serie televisiva di Hitchcock

Sir “Hitch” mi ha accompagnato in tutti questi anni: ricordo da sempre i grandi film del suo periodo d’oro americano, L’uomo che sapeva troppo, La finestra sul cortile, Io ti salverò, Nodo alla gola, Il delitto perfetto, Caccia al ladro, Psycho, Marnie, Intrigo internazionale e soprattutto La donna che visse due volte – lo splendido Vertigo – forse il mio film preferito, ma anche tanti altri, e i piccoli episodi di Alfred Hitchcock Presenta, che sin da piccolo mi sono rimasti impressi nella memoria, con la sagoma del grande regista sulle note della Marcia funebre per una marionetta e la sua caustica e ironica presentazione della tematica dell’episodio.

Proprio dalla Marcia di Gounod ho voluto quindi iniziare questo mio omaggio musicale ad Alfred Hitchcock ma anche, soprattutto, a due grandi compositori dell’età dell’oro di Hollywood, Miklos Rózsa e Bernard Herrmann, che tanta parte hanno rivestito nella perfetta riuscita di questi film.

Un fotogramma da Vertigo - La donna che visse due volte

Un fotogramma da Vertigo – La donna che visse due volte

Ripercorrendo infatti con la memoria momenti della cinematografia di Hitchcock, la mente non può fare a meno di ricordare l’intensa suggestione creata dalle psicologie profonde e inconsce delineate dalle sapienti partiture che quasi ininterrottamente accompagnano le immagini.

Il grande regista era ben cosciente dell’apporto della musica alla riuscita del film, tant’è che, finché poté, nel suo periodo migliore si legò professionalmente ad alcuni nomi che seppero interpretare pienamente le innumerevoli sfaccettature delle sue pellicole.

Bernard Herrmann

Bernard Herrmann (1911-1975)

In particolare Bernard Herrmann, che forse più di tutti seppe integrare le immagini a un livello talmente profondo da diventare imprescindibile per il film: non si può immaginare l’inquietante atmosfera di Psycho senza le caratteristiche sequenze armoniche, melodiche e ritmiche della colonna sonora, in particolare, ad esempio, con gli effetti al limite del rumore degli archi nella celebre scena dell’assassinio nella doccia. O ancora i lunghi silenzi di Vertigo o le dinamiche di Intrigo internazionale senza il sapiente intervento delle note del grande compositore.

Il mio lavoro è consistito nel creare inizialmente una sintesi fra i momenti salienti delle colonne sonore di quattro film, selezionando temi e “gesti” sonori sicuramente presenti nella memoria di tutti; in un secondo momento mi sono concentrato sull’idea di realizzare un tessuto sonoro orchestrale uniforme lungo tutto l’arco del brano: non era sufficiente, infatti, trascrivere le partiture operando i tagli, ma si è rivelato necessario riorchestrare il tutto, per creare un continuo, unico respiro sinfonico.

Gli interventi più massicci sono evidenti nel Prelude di Psycho, originariamente scritto da Bernard Herrmann per soli archi, che qui invece, nella mia versione, coinvolge tutta la compagine orchestrale; ma tante differenze, più o meno sottili, sono presenti in tutti i brani.

Per la presentazione del brano sul mio canale YouTube ho realizzato un’animazione basata su fotogrammi dei film di Hitchcock, tratti da due siti internet: the.hitchcock.zonewww.hitchcockmania.it. La registrazione è realizzata con strumenti virtuali, prevalentemente EastWest Quantum Leap Hollywood Strings e Symphonic Orchestra Gold, in ambiente Apple.

Di questo ampio collage ho realizzato anche una versione per ensemble da camera, per il concerto Music ‘n’ Movies (http://www.musicamultimedia.net/amici/2017/05/25/music-n-movies-itinerari-di-musica-da-film/) con il Lydian Ensemble, nel quale fra l’altro è stata rimaneggiata la prima sezione, riprendendo le movenze della sigla della serie TV.

Alle pendici dell'Etna il paradosso si integra -banner

Alle pendici dell’Etna il paradosso si integra

Il 4 giugno 2015 presso la sala Refettorio di Palazzo Platamone è stato presentato il cortometraggio dal titolo “Alle pendici dell’Etna il paradosso di integra“, realizzato dal Centro E.d.A. n.4 dell’I.C. Pestalozzi di Catania in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti della medesima città.

Il cortometraggio, interamente interpretato da ragazzi frequentanti il centro territoriale permanente per l’educazione degli adulti dell’Istituto Comprensivo Pestalozzi di Catania, si inserisce nelle realizzazioni per Expo 2015, dove verrà presentato il 6 luglio nell’ambito del Cluster Bio-Mediterraneum.

Le musiche sono state espressamente composte, orchestrate e realizzate da Andrea Amici.

Maggiori informazioni sull’evento alla pagina:

http://www.pestalozzi.cc/ic/2015/06/alle-pendici-delletna-il-paradosso-si-integra-presentazione-del-cortometraggio/

 

Collage Alfred Hitchcock Presents

Alfred Hitchcock Presents

Alfred Hitchcock Presents…
Un omaggio musicale ad Alfred Hitchcock e ai “suoi” compositori
A musical tribute to Alfred Hitchcock and “his” composers

Arrangiamento e orchestrazione – Arrangement and orchestration:
Andrea Amici

Ho pubblicato sul mio canale YouTube un mio nuovo brano, un collage di musiche scritte per i film di Alfred Hitchcock, da me arrangiato, orchestrato e realizzato; per la pubblicazione in video ho montato una serie di immagini tratte dai film del grande maestro.

Il collage musicale inizia con la Marche funèbre d’une marionnette di Charles Gounod, sigla iniziale della serie di telefilm dal titolo Alfred Hitchcock presents…, prosegue con brani di Bernard Herrmann tratti dal Preludio di North by Northwest (conosciuto in Italia con il titolo Intrigo Internazionale), dalla Scene d’amour di Vertigo (La donna che visse due volte) e dal Prelude di Psycho (completamente riorchestrato rispetto all’originale per orchestra sinfonica e non per soli archi), e si conclude con il tema principale di Spellbound (Io ti salverò) di Miklos Rózsa.

Per coloro che invece preferiscono ascoltare solo la musica, senza le immagini:

 

Il “mockup” orchestrale è stato realizzato con:
East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Gold Edition
East West Quantum Leap Hollywood Strings
Apple Logic Pro X

Video editing: Andrea Amici
Images from:
the.hitchcock.zone
www.hitchcockmania.it

(marzo 2015)

Spigolature musicali nel tempo di Pasqua

Nel corso delle prossime feste pasquali potrà forse capitare di ascoltare durante una funzione in chiesa un inno che fino a qualche tempo fa era protagonista della musica cattolica nel tempo di Pasqua, soprattutto prima che una triste moda cancellasse irrimediabilmente un certo tipo di repertorio a favore di uno “nuovo”, caratterizzato spesso da superficiali banalità non solo musicali ma in molti casi purtroppo anche testuali, piatto nel suo ritmo scandito da un grattare, spesso sempre uguale a se stesso, di mani destre su corde che sinistre dilettanti e inesperte irrigidiscono su posizioni armoniche povere e prive di consequenzialità.

L’inno “Cristo Risusciti”

Mi riferisco all’inno “Cristo risusciti“, per la verità non un grande brano, non sicuramente “bello”, ma certo consono all’occasione e comunque non banale. Si tratta di un adattamento di una melodia antica, risalente a una lauda del XII secolo, con un testo italiano scritto nel 1966 da G. Stefani, e proposto in genere in una armonizzazione a corale che crea un interessante effetto, dato dalla sovrapposizione di una melodia dal sapore modale e arcaico su una funzionalità armonica appunto da “corale”, per chi ha dimestichezza con le testure e le pratiche dell’armonia tradizionale.

La melodia utilizzata in questo brano pasquale la si può facilmente riconoscere in un quadro delle “Feste Romane“, il grandioso affresco musicale scritto da Ottorino Respighi nel 1928, terzo in ordine di composizione dei poemi sinfonici dedicati alla Città eterna. La stessa antica melodia diviene infatti una sorta di cantus firmus che percorre tutto il brano intitolato “Giubileo“, il secondo dei quattro pezzi per orchestra che celebrano la romanità in quattro distinti momenti della storia e dell’anno. In particolare Respighi, con la sua fenomenale abilità timbrica e tecnica, fa del tema della lauda il simbolo del canto dei pellegrini che stanchi si avvicinano pregando a Roma, dopo il lungo viaggio, circondandolo nella prima parte del brano di una splendida atmosfera sospesa, trasfigurandolo poco a poco in un momento di alto trionfo spirituale, simboleggiando la vista dei pellegrini della meta del loro viaggio.

Una pagina di “Giubileo” dalle Feste Romane di Respighi, con una citazione della lauda del XII secolo

Nei poemi sinfonici di Respighi non è raro trovare citazioni di altri materiali, prevalentemente afferenti alla tradizione musicale italiana antica, si pensi ad esempio alla bellissima melodia del Kyrie Clemens Rector nei Pini presso una catacomba, terzo dei Pini di Roma, senza contare le trascrizioni delle Antiche arie e danze o l’uso del canto gregoriano nel Concerto Gregoriano per violino e orchestra o semplicemente al riecheggiare continuo dell’antica tradizione pre-classica italiana nei temi e nell’uso creativo del modalismo.

La citazione del “Kyrie Clemens Rector” nel brano “Pini presso una catacomba” di Respighi

Nelle stesse Feste Romane, oltre alla citazione della lauda del XII secolo, ci sono tantissimi echi di materiali preesistenti o comunque riferimenti a movenze popolari, utilizzati con una tecnica stratiforme, nuova rispetto ai precedenti poemi sinfonici romani.

L’uso di questo tema nelle Feste indica chiaramente che la melodia della lauda era già nel 1928 particolarmente cara e apprezzata alla tradizione cattolica italiana, per entrare così emblematicamente in un poema sinfonico dal carattere tanto profondamente comunicativo, e continuò a esserlo, visto che nel 1966 ne venne fatto questo adattamento con testo italiano per adeguarlo alle esigenze post-conciliari.

Ecco quindi due collegamenti su YouTube per ascoltare i due brani:

Cristo Risusciti, in versione monodica:

 

 

Un adattamento polifonico:

 

 

E infine lo splendido affresco sinfonico di Respighi:

 

 

Per chi volesse ascoltare l’intero poema sinfonico, ecco una bella interpretazione della National Youth Orchestra of Great Britain diretta da Vasily Petrenko ai Proms 2009 di Londra

 

 

 

 

Il Lungo Viaggio, colonna sonora di Andrea Amici

Il Lungo Viaggio – Suite per orchestra

 

La locandina del cortometraggio

La Suite per orchestra “Il Lungo Viaggio” è stata composta da Andrea Amici per la colonna sonora dell’omonimo cortometraggio prodotto dal Liceo “G. Seguenza” di Messina in collaborazione con l’Università degli Studi della medesima città, nell’ambito del Progetto Cinema Officina Performativa 2010. Il lavoro è stato presentato in prima visione all’aula magna dell’Università di Messina l’11 giugno 2010.

Il corto, interpretato interamente da giovani liceali, con la regia di Giuliano Pagliaro, mette in scena le problematiche degli adolescenti che si affacciano verso il loro improbabile futuro, dove le possibilità di auto realizzazione sono scarse e i sogni sono destinati a infrangersi scontrandosi con la necessità di limitare le proprie ambizioni al poco che è possibile nel proprio contesto. L’unica soluzione per alcuni sembra quella di intraprendere  “il lungo viaggio” dell’emigrazione che si trasforma per il protagonista nel lungo viaggio interiore attraverso le dimensioni della memoria, dell’amicizia, della necessità di assumere in prima persona determinazioni positive nei confronti della propria realtà di appartenenza.

Nell’età dell’oro della musica da film non era raro che i compositori traessero una suite da concerto dalle grandi partiture sinfoniche che realizzavano spesso per più dell’intera durata della pellicola, per far sì che, come affermava Leonard Bernstein, almeno qualcosa di quella musica sopravvivesse al di fuori della sua destinazione e non finisse tutta fra le polveri degli archivi. Questa pratica è continuata spesso anche in tempi più recenti, basti pensare alle suite da concerto di John Williams o alle nuove versioni sinfoniche delle colonne sonore di Ennio Morricone, anche di quelle che nei film non erano destinate all’orchestra. Oggi, in maniera analoga, il compositore o i suoi assistenti selezionano brani che vengono destinati alla pubblicazione in disco, il tutto comunque a testimonianza del fatto che la musica da film nei suoi esempi migliori, anche se privata dell’immagine, “funziona” perfettamente come musica “assoluta”.

Del tutto diversa è la storia di questa Suite da “Il Lungo Viaggio”; essa infatti è l’antecedente della colonna sonora, in quanto la musica è stata scritta dal compositore prima del montaggio del film, solo leggendone la sceneggiatura, senza aver visto alcuna immagine. La Suite è quindi una sequenza di brani ispirati all’idea del cortometraggio, che poi il regista ha inserito come colonna sonora, probabilmente anche legando il montaggio di alcune scene alla musica stessa. “Il lungo viaggio” è formato da nove brani chiaramente suddivisi in due parti con un brano che nella seconda richiama l’inizio (“La spiaggia”). I primi cinque brevi movimenti sono tutti caratterizzati da elementi tematici frammentati e incerti.

Il primo brano (“La spiaggia“) è di atmosfera rarefatta e misteriosa, in quanto destinato a una scena irreale in cui i giovani si trovano riuniti su una spiaggia e immobili, come un coro di tragedia greca, recitano assieme dei versi. Una singola nota-pedale ripetuta affidata all’arpa e gli armonici dei violini mantengono immobile l’atmosfera generale mentre un soprano solista e altre sezioni dell’orchestra tratteggiano delle rapide pennellate senza direzione.

Un fotogramma ambientato nella Piazza del Duomo di Messina

Il secondo, il terzo e il quinto movimento, “La città e i giovani” e “Sera” (prima e seconda parte), abbandonano momentaneamente la scrittura sinfonica in favore dell’elettronica e del trio o quartetto jazz acustico o elettrico.

Fra le due versioni di “Sera” si trova il quarto brano, “Il Futuro“, l’unico non entrato nella colonna sonora del cortometraggio; gli elementi tematici già in questo movimento iniziano a essere più articolati, anche se privi di sviluppo.

Il sesto movimento, “Partenza“, segna l’inizio della seconda parte; appare un tema più lungo e articolato, che dominerà l’intera suite da questo momento in poi. In questa prima esposizione al pianoforte, con un discreto accompagnamento degli archi, il tema si caratterizza per la sua malinconia: è il momento della partenza del protagonista e del distacco verso l’ignoto.

La partenza; un’inquadratura del cortometraggio

Il settimo brano, “Il lungo viaggio“, rappresenta il cuore dell’intera suite; il tema già ascoltato nel precedente movimento, viene sviluppato nelle sue potenzialità drammatiche. Il breve viaggio per mare – il protagonista attraversa lo Stretto di Messina verso il proprio ignoto futuro accompagnato da un amico – si trasforma in una tensione interiore evocata dalla musica con un’orchestrazione tesa dal sapore tardoromantico.

La ripresa de “La Spiaggia” riporta all’atmosfera iniziale, ma immediatamente sul pedale dell’arpa e sui frammenti già ascoltati precedentemente si innesta un nuovo episodio caratterizzato da una maggiore distensione; le tensioni de “Il lungo viaggio” sono ormai alle spalle e le medesime caratteristiche dell’orchestra servono adesso a esprimere un drastico cambio.

Lo Stretto di Messina è il bellissimo sfondo del “lungo viaggio”

Si giunge quindi alla conclusione, nella quale, gli elementi “elettronici” si fondono con quelli sinfonici e il tema apparso in “Partenza” acquisisce una luce nuova, pur non abbandonando la sua sottile vena di malinconia. Questa esposizione del tema assume un carattere quasi da “melodia infinita” wagnerianamente intesa, volutamente caratterizzata da un senso di sospensione, di inconclusione: il lungo viaggio rimane aperto e sempre attuale…

 

Andrea Amici dirige l'Ensemble MusiDOC

Andrea Amici e l'Ensemble MusiDOC

Nel corso di un concerto tenutosi a Catania in Piazza Università il 10 maggio 2012 nell’ambito delle manifestazioni culturali denominate “Catania in Prima…Vera” promosse dall’amministrazione comunale, Andrea Amici ha diretto l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondaria di primo grado a indirizzo musicale, in tre brani, due suoi arrangiamenti e uno completamente originale scritto per l’occasione.

I due arrangiamenti sono due estesi collage musicali, il primo su temi di George Gershwin, intitolato The Gershwin Years, e il secondo su temi del celebre musical My Fair Lady di Frederick Loewe.

Il brano composto per l’occasione da Andrea Amici e diretto in prima assoluta al concerto si intitola Perpetuum, piccola rapsodia per quindici esecutori; dedicato ai componenti dell’Ensemble MusiDOC, consiste in una meditazione sul tempo nelle sue varie accezioni: il tempo musicale e in generale le sue possibilità di combinazione, il tempo come memoria e infine il tempo come continuità quasi infinita che “in perpetuo” ingloba le altre dimensioni.

Vai alla pagina di approfondimento, con l’analisi e il video della prima esecuzione.

Page 1 of 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Navigando fra le pagine di questo sito, ne accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" autorizzi il loro utilizzo. Consulta la pagina Informativa sui cookie per maggiori informazioni.

Chiudi