Andrea Amici

musicamultimedia.net

Tag: tips and tricks

Semplici regole per arricchire l’armonia

Capita di imbattersi su Internet in qualche risorsa che riesce a puntualizzare in maniera efficace alcuni semplici concetti magari già studiati in passato. È il caso di questo video su YouTube relativo all’utilizzo degli accordi al di fuori della tonalità scelta per realizzare delle progressioni più interessanti.

Il concetto di base è riassunto in questa schermata: la progressione armonica può contenere accordi con una o più note al di fuori della scala, ma per essere gradevole deve in generale contenere almeno una nota della scala e soprattutto collegarsi con gli accordi precedenti e successivi attraverso note comuni.

È un concetto abbastanza semplice, che fra l’altro riprende precetti di base dell’armonia tradizionale.

Ecco anche il video completo:

Forse non tutti sanno che…: creare PDF da immagini in iBooks per iPad e iPhone

I dispositivi iOS contengono tutta una serie di strumenti integrati ma spesso nascosti o comunque non immediatamente raggiungibili, tuttavia estremamente utili e versatili.

Può capitare di voler creare un PDF a partire da immagini salvate sul rullino fotografico: per farlo è sufficiente selezionare le foto, quindi, come illustrato in figura, attivare la funzione di condivisione e scegliere l’icona “Salva PDF su iBooks“; a questo punto le immagini verranno unite in un unico file PDF e aperte nell’ applicazione di lettura ebook di serie sui sistemi Apple.

Il passaggio successivo sarà quello di rinominare il file creato, al quale di default viene affidato l’anonimo “senza titolo“. Dallo scaffale di iBooks si passa alla vista elenco, quindi si preme su “Seleziona”; con un semplice Tap sul file da rinominare apparirà la tastiera consentendo così di completare l’operazione.

Il file è così pronto e disponibile in iBooks e su iCloud.

Di seguito un quadro riassuntivo, in stile Pinterest… Altro su www.pinterest.com/profamici

Risolvere un problema di sleep del MacBook Pro

Il MacBook Pro che utilizzo correntemente per il mio lavoro negli ultimi giorni aveva perso la sana abitudine di andare in stop, non solo automaticamente, ma anche quando richiesto; infatti sia con la combinazione CMD+Alt+espulsione, sia dal menu Mela->Stop, sia premendo il pulsante di spegnimento e scegliendo stop o anche drasticamente chiudendo lo schermo, si otteneva solo il risultato di oscurare il monitor, mentre l’accensione fissa del led anteriore faceva comunque da spia del non avvenuto standby.

Si tratta naturalmente di un problema estremamente fastidioso, in quanto, se si prevede di allontanarsi dal computer e non lo si vuol lasciare acceso, occorre forzatamente procedere allo spegnimento, con conseguente perdita di tempo per ripartire con il lavoro.

Il problema è da imputare a qualche processo nascosto che impedisce al computer di andare in stop ed è risolvibile con un pochino di pazienza e uno sguardo al sempre fondamentale Terminale.

Aperta quindi l’applicazione Terminale, occorre digitare la seguente linea di comando: pmset -g

A questo punto, controllando la lista che viene fuori, bisogna fare attenzione alla riga: sleep, sicuramente contenente “sleep 0 (imposed by 242, 242, 80)“; i numeri ovviamente possono non essere questi stessi. Lo zero indica appunto che il computer non va in stop, così come comandato – imposed – da alcuni processi; bisogna quindi individuare quali siano questi processi; per farlo occorre dare il seguente comando: ps -ef |grep -e 242 ovviamente sostituendo il numero finale con quello evidenziato in precedenza e ripetendolo per i vari numeri che dovessero seguire imposed by; nel mio caso quindi, oltre al comando così come scritto in esempio, devo anche fare ps -ef |grep -e 80.

Trovato il processo, occorre andare a disabilitarlo; nel mio caso, in numero 242 indica l’applicazione Compressor che continuava a restare erroneamente in funzione: l’ho aperta, e dal menu Compressor, in alto a sinistra dopo la Mela nera, ho dato il comando Reset Background Processing; il numero 80 invece indicava la Condivisione connessione internet, che si disabilita dalle Preferenze di Sistema.

Creare un indice analitico in Word

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Un indice analitico è un elenco alfabetico di tutte le occorrenze di una parola all’interno di un testo, con il relativo numero di pagina. Nella redazione di un libro destinato alla stampa la presenza di questo tipo di indice è fondamentale, in quanto consente al lettore di trovare in modo rapido le informazioni che gli interessano su un personaggio, un luogo o un argomento, senza dover scorrere tutto il libro; l’indice analitico, inoltre, consente la lettura di un testo seguendo dei percorsi personalizzati tematici: se sulla mia scrivania appoggio tutta una serie di volumi relativi alla musica, scorrendo i vari indici analitici e cercando in tutti il nome “Beethoven” posso crearmi un percorso di lettura a tema su questo compositore e trovarne notizie in ogni volume che ho davanti.
Con Microsoft Word è possibile realizzare indici analitici complessi e completi, in maniera (quasi) del tutto automatica; è bene pianificare con ordine la presenza di un indice analitico e personalmente consiglio di inserirlo alla fine, magari durante gli ultimi processi di rilettura, avendo ben chiaro in mente l’aspetto e la struttura finali dell’indice.
Il software utilizza degli identificatori di campo per contrassegnare le voci che andranno a confluire nell’indice; ecco la procedura per selezionare le varie parole.
Supponiamo che io stia scrivendo un brevissimo testo come il seguente:
una schermata di prova

una schermata di prova

Quando si incontra una parola da contrassegnare per l’indice la si seleziona con il mouse e si preme la combinazione di tasti: Alt+Shift+X (sul PC) o CMD+ALT+Maiusc+X (sul Mac)

La prima parola che voglio inserire nell’indice è il nome Beethoven: si apre una finestra di dialogo in cui la parola selezionata è già inserita come Voce principale; una voce principale è quella gerarchicamente più alta e in genere nell’indice analitico sta più a sinistra.
A questo punto se voglio che il programma ricerchi e contrassegni automaticamente tutte le occorrenze della voce di indice analitico in tutto il mio testo faccio clic su Segna tutto, mentre se mi interessa che nell’indice compaia solo questa occorrenza faccio clic su Segna. Quando ho terminato, faccio clic su Chiudi.

Adesso mi interessa inserire nell’indice analitico la Prima Sinfonia:

– Seleziono il testo e premo la stessa combinazione di tasti.
– Questa volta, però, la Prima Sinfonia è una voce secondaria, che andrà gerarchicamente inserita sotto la voce principale Beethoven; pertanto inserirò le due voci come nella figura a sinistra.
– Poiché mi interessa solo in questo caso l’occorrenza della Prima Sinfonia di Beethoven (la voce Prima Sinfonia, più in là nel testo, si riferirà ad esempio a Brahms…), faccio clic su Segna e poi su Chiudi: in questo modo ho contrassegnato solo questa occorrenza che andrà come voce secondaria.

Posso adesso proseguire, con lo stesso sistema, a segnare le altre voci, ad esempio Brahms, che contrassegnerò come Voce principale facendo clic su Segna tutto, perché mi interessa che tutte le occorrenze del nome Brahms vengano inserite nel mio indice analitico.

Adesso voglio inserire nuovamente come voce secondaria la Prima Sinfonia, questa volta, però di Brahms.
– Seleziono, utilizzo la solita combinazione di tasti per inserire il codice di campo e segno come Voce principale Brahms e come Voce secondaria Prima Sinfonia.
– Come avevo fatto per la Prima Sinfonia di Beethoven, anche qui faccio clic su Segna.

Questa è la procedura di base per contrassegnare le voci, ma ci sono delle opzioni sulle quali è bene soffermarsi.
Di default l’opzione predefinita è Pagina corrente, cioè Word inserisce un codice di campo in riferimento alla pagina in cui si trova l’occorrenza: Beethoven si trova sulla pagina 1 e quindi la voce di indice analitico inserirà un numero 1.

Un esempio per chiarire l’opzione Riferimento incrociato:
Ho creato una voce principale con il nome Vienna;
Nel mio testo si incontra il nome Hofburgtheater, un teatro di Vienna: voglio allora inserire soltanto una voce di indice analitico che mi rimandi alla parola Vienna, senza inserire alcun numero di pagina.
Scelgo quindi l’opzione Riferimento incrociato e accanto alla parola in corsivo Vedi aggiungo Vienna.

È anche possibile definire un Segnalibro in una parte del testo e farci riferimento con una voce di indice analitico, scegliendo l’opzione Intervallo pagine:

Si seleziona la porzione di testo cui si deve fare riferimento
Si inserisce il Segnalibro: Menu Inserisci -> Segnalibro e si dà un nome di riferimento; clic su Aggiungi
Ci si pone alla fine del testo selezionato come segnalibro (con un clic) e si premono i tasti per l’aggiunta della voce di indice analitico
A questo punto si sceglie se creare una Voce principale o una Voce secondaria e si fa clic su Segna.

Ecco quindi come appare il nostro testo al termine di tutte queste operazioni:

Si noti che i campi sono visibili in quanto è stato premuto il pulsante che nelle figura ho cerchiato di rosso.

A questo punto ci posizioniamo nella pagina in cui comparirà il nostro indice analitico e dal menu Inserisci scegliamo Indici e sommario oppure Inserisci -> Riferimento -> Indici e sommario a seconda della versione di Word con cui si sta lavorando.

Qui in realtà basta semplicemente scegliere un po’ lo stile del nostro indice e il numero di colonne su cui verrà a collocarsi; alla fine premere OK. Ed ecco, infine, il risultato:

Ovviamente è solo un esempio: nella realtà concreta un indice analitico di un libro mostrerà la complessità che noi stabiliremo. È necessario, nel momento in cui si apportano modifiche sia al testo sia alle voci di indice, aggiornare i campi, altrimenti i riferimenti alle pagine potrebbero non essere precisi: per far questo, si fa clic con il tasto destro del mouse sull’indice (che come si vede dalla figura è evidenziato in grigio, naturalmente solo a schermo e non in stampa) e si sceglie Aggiorna campo. In questo modo tutti i riferimenti alle pagine vengono aggiornati e l’indice è pronto.

Esiste anche un altro sistema per creare un indice analitico, utilizzando un file esterno di riferimento: sarà oggetto di un prossimo tutorial.

N.B.: Le schermate si riferiscono all’Office:Mac 2004, la versione dell’Office per la piattaforma Apple, che utilizzavo quando ho realizzato questo tutorial, ma la procedura si adatta ugualmente all’Office per Windows e alle nuove versioni. Naturalmente c’è una differenza di grafica, ma le finestre di dialogo presentano più o meno le stesse opzioni.

Le discutibili nuove strategie della Apple

Ieri ho installato l’aggiornamento iOS 4.0.1 sul mio iPhone 3G attraverso l’apposita procedura “ufficiale”, cioè con iTunes, collegando lo smartphone al mio iMac; con mio enorme disappunto, al riavvio del dispositivo, la SIM Vodafone sembrava del tutto inesistente. Ho provato a ripristinare l’iPhone, sempre attraverso le vie canoniche, e, terminata la procedura, ho avuto la conferma che la mia SIM era stata evidentemente danneggiata irreparabilmente.

Mi sono quindi messo a cercare sui siti e sui forum più autorevoli per vedere un po’ se la mia stessa esperienza fosse stata “patita” da qualcun altro e ho trovato una marea di lamentele di varie anomalie sofferte dagli utenti con questi nuovi aggiornamenti. Naturalmente ho aggiunto anche la mia voce, non tanto per ricevere consigli, dato che non c’erano grandi alternative a quanto ho fatto in seguito, ma semplicemente perché ritengo necessario che le lamentele arrivino agli altri utenti e infine alla casa produttrice così che si renda conto del vicolo cieco che ha imboccato.

Personalmente, negli ultimi anni, ho scelto e consigliato i prodotti Apple perché assolutamente affidabili sul piano lavorativo: io utilizzo i computer prevalentemente nel mio lavoro scolastico (grafica, video e web design) e in privato per la composizione musicale, perché se si ha a che fare con la concretizzazione delle proprie idee – soprattutto in tempi spesso ristretti – non si può perdere tempo dietro computer che hanno continuamente problemi da risolvere. Con la Apple è sempre stato un ottimo sodalizio: delle macchine che consentono di lavorare al meglio, senza sprechi inutili di tempo. Ma da quando è entrato in scena l’iPhone le cose a Cupertino sono cambiate: l’attenzione si è spostata dalla qualità dei prodotti alla necessità di battere la concorrenza su un terreno ovviamente nuovo e senza dubbio impervio.

Non c’è dubbio che l’iPhone sia uno smartphone innovativo, con caratteristiche uniche, prima fra tutte l’interfaccia e l’usabilità tipica dei prodotti di Cupertino, ma la Apple è evidente che viaggi a tappe forzate, sacrificando la cura dei prodotti in nome della necessità di sfornarli il più compatibilmente possibile con gli imperativi della borsa e del mercato.
La strada imboccata è quindi la stessa della concorrenza storica, la Microsoft: intanto si butta sul mercato qualcosa di altisonante, ancorché bacato, perché il marchio ha un trend significativo, riservandosi le correzioni a un secondo momento. Ciò purtroppo significa ricerca assoluta del guadagno a scapito dell’utente finale, che in genere però non è stupido, e anzi non lo è proprio quel target di utenza professionale che ha sempre scelto Apple per la sua affidabilità.

Così se un tempo l’iPod ha avuto un effetto volano per quanto riguarda la diffusione in ambiente consumer dei computer con la mela, mi sembra che oggi l’iPhone potrebbe avere un effetto boomerang, allontanando l’utenza professionale dalla Apple, la quale, se così fosse, potrebbe investire sempre meno nel settore pro, con buona pace di Logic (non a caso fermo già da un bel po’ di tempo), Final Cut e Mac Pro. Una brutta strada che lascerebbe orfani tanti utenti che troverebbero le loro piattaforme e i loro passati investimenti ormai in uno stato di patetica obsolescenza.

Il nuovo motto della Apple nell’era dell’iPhone: We are not perfect

E che la strada sia questa, purtroppo, lo confermano tanti indizi, non ultima la fretta di uscire con una nuova miracolosa versione dell’iPhone (iPhone 4G) che a quanto pare non funziona proprio e uno Steve Jobs costretto a venire alla ribalta per scusarsi e inventarsi scuse, per evitare che il titolo in borsa si affossi inesorabilmente, mentre prima ogni sua uscita era per mostrare novità effettivamente significative, ma evidentemente maturate con il giusto tempo.

l’iPhone 4 e parzialmente anche il nuovo iOS sembrano un grosso flop frutto della spropositata fretta di arrivare primi, ma soprattutto sembra sempre più l’abbandono di un’immagine e di un target che erano stati il successo dell’azienda e dei suoi gloriosi computer.

Intanto, dovendo fare i conti con questa nuova realtà, consiglio a tutti, prima di aggiornare l’iPhone, di fare un backup con iTunes e poi spegnere il dispositivo ed estrarne la SIM; poi far partire lo smartphone in modalità DFU premendo e mantenendo premuti contemporaneamente il pulsante home e quello di accensione e ripristinare il sistema dall’aggiornamento scaricato dal sito della Apple e non tramite iTunes. A procedura completata l’iPhone sarà praticamente come nuovo, pertanto si può procedere all’unbrick e poi al ripristino del backup.

Il futuro nel passato: Spazio 1999 su Rai.tv

L’estate, in genere, è un periodo di “riciclo” in TV; la Rai, come aveva già fatto alcune estati or sono, ripropone fra l’altro la famosissima serie fantascientifica Spazio 1999, ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson e trasmessa per la prima volta nel 1976, un’occasione, per tutti quelli della mia generazione, di rivedere qualcosa che ci ha fatto fantasticare e giocare di immaginazione nei riguardi di un futuro che ormai è già passato. Rivedendo le immagini di questa serie, certo, si notano ingenuità e soprattutto un modo di recitare e di sceneggiare estremamente datato, tuttavia da adulti, magari, si colgono taluni aspetti di contestazione e denuncia che ancora oggi possono essere attuali: soprattutto nella sua prima serie, infatti, l’intenzione evidente degli autori è quella di mostrare una problematicità del rapporto tra l’uomo e l’esplorazione dell’universo (fortemente condizionata da esigenze politiche e propagandistiche), tra l’uomo e l’ambiente, tra l’uomo e il suo futuro tutt’altro che roseo a causa di uno sviluppo selvaggio, incontrollato e insostenibile. Se consideriamo il disastro ambientale, allora incipiente e paventato, ma di cui oggi siamo primi testimoni in questi anni visto l’assoluto disinteresse della politica internazionale, si nota come il futuro denunciato nella serie televisiva ci abbia attraversato con problematiche irrisolte aprendo scenari che purtroppo non siamo in grado di prevedere.

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Il web portatile

La vacanza estiva porta spesso lontano dalla propria sede e dalla propria adsl; abituati ormai ad essere connessi ad alta velocità per tutto l’anno, per passione, per propaggini di lavoro estivo o semplicemente per “sana” abitudine, si rende necessaria una connessione a internet anche in assenza della propria attrezzatura casalinga.

L’infrastruttura dei gestori di telefonia mobile consente oggi effettivamente una discreta connettività che, seppure non consenta di staccarsi ancora dal cordone ombelicale della rete fissa, tuttavia si propone come un valido supporto alla necessità di connettività in movimento.

I limiti tutt’oggi sono costituiti da due fattori, il primo dei quali, alla fin fine non poi così troppo rilevante, è quello della larghezza di banda: se pure l’umts non sia paragonabile all’ampiezza delle ultime linee dati della telefonia fissa, in ogni caso dà la possibilità di fruire di quasi tutti i servizi disponibili senza incappare in estenuanti tempi di attesa che alla fine pregiudicano l’esperienza comunicativa; il vero limite invece sono le tariffe, realmente proibitive, data l’effettiva assenza di un piano flat. Il traffico dati sulle reti mobili prevede alla base una tariffazione “a consumo“, quindi basato sul traffico generato.

A conti fatti quindi la linea mobile, tranne a condizione di essere un ricco industriale, potrebbe servire a mala pena per controllare la propria casella di posta elettronica, senza neanche aprirne tutti i messaggi. Considerando poi che quasi nessun sito presenta una versione ottimizzata per i cellulari, o comunque un’economizzazione delle risorse, il dispendio in fatto di kilobyte è veramente proibitivo.

Entrano in gioco a questo punto le tanto sbandierate offerte dei gestori nostrani mascherate da occasioni imperdibili a suon di divertenti gag, musica e attori o calciatori famosi.

Passandole in rassegna effettivamente il panorama appare vasto, ma non sempre conveniente; per prima cosa, prima di scegliere occorre valutare attentamente le proprie abitudini e capire di cosa si ha bisogno.

Il navigatore occasionale probabilmente potrà accontentarsi di promozioni che scambiano la tariffazione a consumo con quella a tempo, ma ricordo a tutti che fu una grande conquista per il consumatore quando si passò al flat e ci si liberò dell’ansia di consultare le pagine a una velocità che di fatto impone dei tempi di riflessione nulli, soprattutto anche in considerazione dei tempi di rendering delle singole pagine.

Personalmente quindi scarto questo tipo di offerta a priori, in favore di quelle che comunque basano la tariffazione sul consumo, anche se sembra che i gestori tendano a uniformare le loro offerte all’opposto.

La proposta che a mio parere si avvicina maggiormente alle esigenze del “navigatore” moderno è quella della Wind che propone un bonus di traffico dati consistente nel suo piano Mega No Limit.

Con un’offerta di questo tipo è effettivamente possibile consultare il web, la posta ma anche aggiornare il proprio blog, procedere all’upload delle foto delle vacanze da condividere con gli amici e i parenti sui vari servizi come Panoramio, Flickr o Picasa, svolgere attività più avanzate come lo sviluppo di pagine html e della loro grafica e gestire l’aggiornamento di un sito via ftp, ricordando naturalmente che comunque c’è un limite nella gestione di volumi troppo grandi di dati.

Basta quindi in questa condizione attrezzarsi di un telefono cellulare possibilmente umts e via bluetooth utilizzarlo come modem per il computer portatile per crearsi una postazione mobile (sempre) connessa ad internet.

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