Archivio per la sezione 'idee e opinioni'

Uccidere è facile come bere un bicchiere d'acqua

lunedì, 15 dicembre 2008

È di queste ore la notizia della possibile introduzione anche in Italia della pillola abortiva RU486, una scelta che come sempre dimostra la leggerezza italiana nell’apertura a modelli di vita superficiali e acriticamente subiti.

Non entro ovviamente nel merito delle questioni mediche, lasciando a penne più esperte la discussione, tuttavia una riflessione personale mi sembra assolutamente doverosa. Il metodo farmacologico, rispetto a quello chirurgico che pure personalmente trovo cosa essenzialmente deprecabile, contiene in sé alcuni aspetti che rendono ancora più evidente da una parte il disprezzo per la vita umana, dall’altro la banalizzazione di esperienze umane che lasciano invece un profondo segno nella crescita e nella maturazione della persona umana.

Per il primo punto, il disprezzo per la vita umana è evidente: se basta effettuare un gesto talmente abituale come bere un bicchiere d’acqua per interrompere una gravidanza e quindi distruggere ogni traccia di una vita umana, mi sembra chiaro che purtroppo ci si scandalizza di fronte alle aberrazioni della storia umana ma nel proprio privato ci si sente assolutamente autorizzati a compiere in maniera assolutamente acritica e superficiale un omicidio; non mi si venga naturalmente ad obiettare che non si tratta di vita umana alle prime settimane nel grembo materno: chi come me ha avuto esperienza – nel mio caso come padre, ma ancor di più immagino per una donna – delle prime ecografie fetali dovrebbe ricredersi.

Ancora più grave è il messaggio che una Nazione dà ai giovani; proprio nel momento in cui la gravissima crisi in cui l’Italia versa necessiterebbe un’insistenza sulla valorizzazione della vita, della solidarietà, della moralità (se ne parla tanto, la si definisce una “questione” ma si rivelano come sempre vuote parole), si indica ai giovani la via più semplice per continuare nella loro sregolatezza – mi riferisco alla facilità con cui viene vissuta la propria fisicità da parte delle giovani generazioni – anziché cercare di creare una coscienza che guidi alla scelta responsabile.

Se per i nostri legislatori uccidere è facile come bere un bicchiere d’acqua, mi sento sempre più lontano da una società che evidentemente per giustificare se stessa cede agli alibi più aberranti.

 

Da Natale a Pasqua…

domenica, 23 marzo 2008

Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio blog su Musica & Multimedia, che l’ultimo post risale “solamente” al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?

Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l’un l’altro a velocità vertiginosa, solo il tempo è tiranno fra impegni di lavoro e spazi per la riflessione che – ahimè – si assottigliano sempre di più.

Tuttavia il tempo non passa invano e alle soglie di queste festività pasquali e di un brevissimo stacco dall’attività lavorativa (finché ancora ci si consentirà di usufruire di qualche giorno per potersi concentrare sulla dimensione religiosa, purtroppo oggi molto messa in secondo piano anche dai legislatori che si occupano molto di garanzie ma spesso non tutelano quelle ovvie…) vorrei illustrare alcune idee, alcuni progetti e alcuni lavori che spero presto saranno visibili a tutti su internet.

Se dovessi definire con una sola parola chiave questi ultimi mesi, userei senza dubbio: sperimentazione. E sperimentazione su vari fronti, fra i quali si pone come catalizzatore il computer, la longa manus che ormai permette sempre di più di concretizzare la propria fantasia. (continua…)

 

Il web portatile

sabato, 21 luglio 2007

La vacanza estiva porta spesso lontano dalla propria sede e dalla propria adsl; abituati ormai ad essere connessi ad alta velocità per tutto l’anno, per passione, per propaggini di lavoro estivo o semplicemente per “sana” abitudine, si rende necessaria una connessione a internet anche in assenza della propria attrezzatura casalinga.

L’infrastruttura dei gestori di telefonia mobile consente oggi effettivamente una discreta connettività che, seppure non consenta di staccarsi ancora dal cordone ombelicale della rete fissa, tuttavia si propone come un valido supporto alla necessità di connettività in movimento.

I limiti tutt’oggi sono costituiti da due fattori, il primo dei quali, alla fin fine non poi così troppo rilevante, è quello della larghezza di banda: se pure l’umts non sia paragonabile all’ampiezza delle ultime linee dati della telefonia fissa, in ogni caso dà la possibilità di fruire di quasi tutti i servizi disponibili senza incappare in estenuanti tempi di attesa che alla fine pregiudicano l’esperienza comunicativa; il vero limite invece sono le tariffe, realmente proibitive, data l’effettiva assenza di un piano flat. Il traffico dati sulle reti mobili prevede alla base una tariffazione “a consumo“, quindi basato sul traffico generato.

A conti fatti quindi la linea mobile, tranne a condizione di essere un ricco industriale, potrebbe servire a mala pena per controllare la propria casella di posta elettronica, senza neanche aprirne tutti i messaggi. Considerando poi che quasi nessun sito presenta una versione ottimizzata per i cellulari, o comunque un’economizzazione delle risorse, il dispendio in fatto di kilobyte è veramente proibitivo.

Entrano in gioco a questo punto le tanto sbandierate offerte dei gestori nostrani mascherate da occasioni imperdibili a suon di divertenti gag, musica e attori o calciatori famosi.

Passandole in rassegna effettivamente il panorama appare vasto, ma non sempre conveniente; per prima cosa, prima di scegliere occorre valutare attentamente le proprie abitudini e capire di cosa si ha bisogno.

Il navigatore occasionale probabilmente potrà accontentarsi di promozioni che scambiano la tariffazione a consumo con quella a tempo, ma ricordo a tutti che fu una grande conquista per il consumatore quando si passò al flat e ci si liberò dell’ansia di consultare le pagine a una velocità che di fatto impone dei tempi di riflessione nulli, soprattutto anche in considerazione dei tempi di rendering delle singole pagine.

Personalmente quindi scarto questo tipo di offerta a priori, in favore di quelle che comunque basano la tariffazione sul consumo, anche se sembra che i gestori tendano a uniformare le loro offerte all’opposto.

La proposta che a mio parere si avvicina maggiormente alle esigenze del “navigatore” moderno è quella della Wind che propone un bonus di traffico dati consistente nel suo piano Mega No Limit.

Con un’offerta di questo tipo è effettivamente possibile consultare il web, la posta ma anche aggiornare il proprio blog, procedere all’upload delle foto delle vacanze da condividere con gli amici e i parenti sui vari servizi come Panoramio, Flickr o Picasa, svolgere attività più avanzate come lo sviluppo di pagine html e della loro grafica e gestire l’aggiornamento di un sito via ftp, ricordando naturalmente che comunque c’è un limite nella gestione di volumi troppo grandi di dati.

Basta quindi in questa condizione attrezzarsi di un telefono cellulare possibilmente umts e via bluetooth utilizzarlo come modem per il computer portatile per crearsi una postazione mobile (sempre) connessa ad internet.

 

La necessità di una rifondazione umanistica dell'arte

mercoledì, 18 luglio 2007
Il pianista americano Keith Jarrett

Il pianista americano Keith Jarrett

Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di “estimatori” in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.

Innegabile il talento di Keith Jarrett che a me pare eternamente da bambino prodigio, ostentatamente alla ricerca di una semplicità e purezza di approccio che forse tradisce l’assenza di mezzi culturali di approfondimento della dimensione teoretica.

Ma torniamo all’attualità, a un insulto verso una città che di per sé meriterebbe rispetto sol perché paga, se non per la sua centenaria tradizione culturale; tutto per un flash, più propriamente per l’assenza di una quarta dimensione che per l’arte non può che coincidere con un’estrinsecazione di umanesimo.

L’episodio di primo acchito può sembrare una di quelle pose tipiche dell’idiosincrasia del divo, ma a ben guardare forse affonda le sue radici in una ben più profonda assenza di una dimensione umana dell’arte.

A sentire le funamboliche improvvisazioni del nostro, accompagnate da quel discutibile vocaleggiare in falsetto che i più osannano come una forma di trance mistica (in un periodo peraltro di totale indifferenza nei confronti dell’estasi compositiva di stampo ultraromantico) sembra che l’arte si limiti ad una superficiale ripetizione di formule, che ruotano su se stesse esaurendosi in un poco approfondito giuoco di esteriorità.

La mancanza di approfondimento si palesa in tutta la sua assenza di problematicità nelle esecuzioni del repertorio classico di Jarrett, dove si evidenziano i limiti di un mancato approfondimento umanistico.

Umanesimo non è solo approfondimento culturale, ma soprattutto sostanzialità di un’universale visione dell’arte inquadrata in valori umani, per la fondazione di un’estetica che alla vacuità sostituisca una profondità di analisi non fine a se stessa ma portatrice di valori. E questi valori accrescono a loro volta la coscienza che l’arte è condivisione, apertura, missione, fratellanza: “alle menschen werden brüder“, secondo le parole di Schiller, sulla base di un comune senso di umanità, di un arricchimento dell’umanità attraverso un sogno di bellezza ben lontano da un insulto alle persone e alla cultura di un luogo che ha come unica colpa l’aver voluto gustare il pianismo di un artista e in particolare la possibilità di portare a casa un’immagine, un ricordo di un’esperienza da condividere.

 

Cinquantesimo Anniversario della morte di Arturo Toscanini

martedì, 16 gennaio 2007

Oggi ricorre il 50° anniversario della morte di Arturo Toscanini, il più grande direttore d’orchestra di tutti i tempi, colui che (come Liszt nell’800 per il pianoforte) fece del direttore d’orchestra la figura che tutti siamo abituati a conoscere e – in certi casi – purtroppo già in decadenza.

E’ importante che questo grande venga ricordato nel mondo intero, non solo per la sua musica che ancora oggi, grazie alle incisioni discografiche, continua a essere un modello di perfezione interpretativa e un arricchimento dello spirito per tutti coloro che hanno la fortuna e la sensibilità di accostarsi ad essa, ma anche per il grande modello di moralità e integrità che Toscanini ha rappresentato e che l’uomo ha manifestato nella serietà del lavoro e dell’approccio interpretativo, nelle scelte politiche, nella filantropia di tante sue iniziative.

Poco importa, infatti, che il carattere di Toscanini fosse così spesso rude o intransigente, di fronte ai grandissimi meriti della sua personalità e delle sue scelte: convinto repubblicano, non solo fu, ad esempio, l’unico a schierarsi apertamente contro tutti i regimi totalitari e a scegliere e additare la via dell’esilio come forma di protesta (ricordiamoci che lasciò l’Italia fascista e anche l’amato festival di Bayreuth per non avere nulla a che spartire con il regime nazista), ma per l’Italia in guerra e nei difficili momenti della prima ricostruzione morale prima ancora che strutturale e della critica scelta della forma di governo monarchica o repubblicana fu un vero e proprio faro, un modello di integrità al quale tendere e anche nel momento del bisogno una mano paterna pronta al contributo materiale oltre che umano. Un uomo quindi che ha ancora oggi molto da insegnare alle giovani generazioni e anche alle meno giovani che spesso dimenticano da dove siamo venuti e le priorità sulle quali occorrerebbe puntare per una vera rinascita non solo culturale ma integrale. (continua…)