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	<title>Musica &#38; Multimedia &#187; idee e opinioni</title>
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	<description>Il sito internet di Andrea Amici - dedicato alla musica, all&#039;arte e alla multimedialità</description>
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		<title>Uccidere è facile come bere un bicchiere d&#039;acqua</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 10:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di queste ore la notizia della possibile introduzione anche in Italia della pillola abortiva RU486, una scelta che come sempre dimostra la leggerezza italiana nell&#8217;apertura a modelli di vita superficiali e acriticamente subiti.
Non entro ovviamente nel merito delle questioni mediche, lasciando a penne più esperte la discussione, tuttavia una riflessione personale mi sembra assolutamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È di queste ore la notizia della possibile introduzione anche in Italia della pillola abortiva RU486, una scelta che come sempre dimostra la leggerezza italiana nell&#8217;apertura a modelli di vita superficiali e acriticamente subiti.</p>
<p>Non entro ovviamente nel merito delle questioni mediche, lasciando a penne più esperte la discussione, tuttavia una riflessione personale mi sembra assolutamente doverosa. Il metodo farmacologico, rispetto a quello chirurgico che pure personalmente trovo cosa essenzialmente deprecabile, contiene in sé alcuni aspetti che rendono ancora più evidente da una parte il disprezzo per la vita umana, dall&#8217;altro la banalizzazione di esperienze umane che lasciano invece un profondo segno nella crescita e nella maturazione della persona umana.</p>
<p>Per il primo punto, il disprezzo per la vita umana è evidente: se basta effettuare un gesto talmente abituale come bere un bicchiere d&#8217;acqua per interrompere una gravidanza e quindi distruggere ogni traccia di una vita umana, mi sembra chiaro che purtroppo ci si scandalizza di fronte alle aberrazioni della storia umana ma nel proprio privato ci si sente assolutamente autorizzati a compiere in maniera assolutamente acritica e superficiale un omicidio; non mi si venga naturalmente ad obiettare che non si tratta di vita umana alle prime settimane nel grembo materno: chi come me ha avuto esperienza &#8211; nel mio caso come padre, ma ancor di più immagino per una donna &#8211; delle prime ecografie fetali dovrebbe ricredersi.</p>
<p>Ancora più grave è il messaggio che una Nazione dà ai giovani; proprio nel momento in cui la gravissima crisi in cui l&#8217;Italia versa necessiterebbe un&#8217;insistenza sulla valorizzazione della vita, della solidarietà, della moralità (se ne parla tanto, la si definisce una &#8220;questione&#8221; ma si rivelano come sempre vuote parole), si indica ai giovani la via più semplice per continuare nella loro sregolatezza &#8211; mi riferisco alla facilità con cui viene vissuta la propria fisicità da parte delle giovani generazioni &#8211; anziché cercare di creare una coscienza che guidi alla scelta responsabile.</p>
<p>Se per i nostri legislatori uccidere è facile come bere un bicchiere d&#8217;acqua, mi sento sempre più lontano da una società che evidentemente per giustificare se stessa cede agli alibi più aberranti.</p>
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		<title>Da Natale a Pasqua&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 23:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio blog su Musica &#38; Multimedia, che l&#8217;ultimo post risale &#8220;solamente&#8221; al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?
Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l&#8217;un l&#8217;altro a velocità vertiginosa, solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio <span style="font-style: italic;">blog</span> su <span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span>, che l&#8217;ultimo <span style="font-style: italic;">post</span> risale &#8220;solamente&#8221; al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?</p>
<p>Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l&#8217;un l&#8217;altro a velocità vertiginosa, solo il tempo è tiranno fra impegni di lavoro e spazi per la riflessione che &#8211; ahimè &#8211; si assottigliano sempre di più.</p>
<p>Tuttavia il tempo non passa invano e alle soglie di queste festività pasquali e di un brevissimo stacco dall&#8217;attività lavorativa (finché ancora ci si consentirà di usufruire di qualche giorno per potersi concentrare sulla dimensione religiosa, purtroppo oggi molto messa in secondo piano anche dai legislatori che si occupano molto di garanzie ma spesso non tutelano quelle ovvie&#8230;) vorrei illustrare alcune idee, alcuni progetti e alcuni lavori che spero presto saranno visibili a tutti su internet.</p>
<p>Se dovessi definire con una sola parola chiave questi ultimi mesi, userei senza dubbio: <span style="font-style: italic;">sperimentazione</span>. E sperimentazione su vari fronti, fra i quali si pone come catalizzatore il computer, la <span style="font-style: italic;">longa manus</span> che ormai permette sempre di più di concretizzare la propria fantasia. <span id="more-291"></span></p>
<p><a href="http://www.adobe.com/images/store/product_boxshots/112x112/box_web_standard_cs3_112x112.jpg" rel="shadowbox[post-291];player=img;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 110px; height: 110px;" src="http://www.adobe.com/images/store/product_boxshots/112x112/box_web_standard_cs3_112x112.jpg" border="0" alt="" /></a>Sono negli ultimi mesi approdato all&#8217;utilizzo massiccio della <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Adobe Creative Suite Web Standard</span></span><span><span>, che adopero al lavoro per la realizzazione e il mantenimento del sito dell&#8217;I.C. Pestalozzi di Catania (<a href="http://www.pestalozzi.cc/">www.pestalozzi.cc</a>), merito dell&#8217;entusiasmo nei confronti dei miei &#8220;prodotti&#8221; da parte del mio dirigente scolastico, che mi ha chiesto di dotare l&#8217;istituto del miglior mezzo sul mercato. Gli sforzi, gli studi e la sperimentazione si sono indirizzati principalmente a <span style="font-style: italic;">Flash CS3</span>, un &#8220;grande&#8221; ritorno per me, ma anche un &#8220;traumatico&#8221; ritorno! Avevo lasciato <span style="font-style: italic;">Flash</span> anni fa (come si può vedere attraverso le vestigia informatiche di questo sito), ancora Macromedia, e lo ritrovo in una smagliante forma Adobe, un un momento di profonda maturità e a un livello di sviluppo veramente eccellente, con una perfetta integrazione creativa tra i prodotti. Ma per <span style="font-style: italic;">ActionScript 3</span> una transizione tutt&#8217;altro che indolore: le novità sono tante e anche strutturali, ma proprio in questi giorni arrivo a farmi le mie <span style="font-style: italic;">document class</span> e a mettere online vari frutti delle mie sperimentazioni: nulla osta, ovviamente, che anche <span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span> presto sia toccato dalle novità. Una cosa però mi impongo, contrariamente alla mia naturale tendenza: lungi da me l&#8217;idea di buttare tutto giù e ricostruire da zero su basi nuove, la parola d&#8217;ordine sia per il sito che gestisco per lavoro, sia per il mio, sarà <span style="font-style: italic;">integrazione</span> delle tecnologie; non esiste in realtà una soluzione definitiva, ma invece la chiave è l&#8217;utilizzo strategico delle risorse.</span></span></p>
<p><span><span>La sperimentazione maggiore è invece quela in campo musicale. Dopo i lavori degli ultimi mesi dello scorso anno, con la pubblicazione su <a href="http://it.youtube.com/musicamultimedia">YouTube</a> e Musica &amp; Multimedia dei tre brani <span style="font-style: italic;">Ave Maria</span>, <span style="font-style: italic;">La Mia Fanciulla</span> e <span style="font-style: italic;">Regina Coeli</span>, mi sono definitivamente indirizzato all&#8217;uso del computer nella composizione musicale: mentre per i brani che ho scritto anni fa vedevano il computer come anello finale, principalmente per la preparazione della partitura, ora il processo compositivo si svolge <span style="font-style: italic;">al</span> computer.<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Igor Stravinsky affermava che per lui era meglio <span style="font-style: italic;">lavorare</span> <span style="font-style: italic;">a contatto con la materia sonora</span> e si riferiva alla sua abitudine di comporre al pianoforte, non solo provando le proprie idee ma anche facendo stimolare la mente dagli <span style="font-style: italic;">automatismi </span>delle dita alla tastiera; Stravinsky ne era convinto, tanto da seguire anche dei precisi rituali e delle precise abitudini per la composizione creandosi uno spazio di lavoro attorno al pianoforte, ma naturalmente non era il solo. Oggi lavorare a contatto con la materia sonora significa molto di più che un semplice pianoforte e mi accorgo che la composizione assistita da un computer e dai campionatori è oggi una risorsa imprescindibile per ogni compositore, tanto più che adesso è possibile con librerie sonore sempre più dettagliate creare un suono orchestrale che si avvicina in maniera assolutamente impressionante alla realtà.<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Il mio lavoro si svolge attorno ad un <span style="font-style: italic;">Apple iMac</span> al quale viene collegata una <span style="font-style: italic;">master keyboard</span> a 88 tasti pesati con &#8220;azione martelletto&#8221; <span style="font-style: italic;">CME UF-80</span> che controlla essenzialmente <span style="font-style: italic;">Logic</span>, un software che sto imparando sempre più a conoscere e ad apprezzare nel pieno delle sue funzionalità.</span></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><img title="Il mio studio musicale" src="http://www.musicamultimedia.net/andreaamici/studio_DSC00968.jpg" alt="Il mio studio musicale" width="401" height="267" /><p class="wp-caption-text">Il mio studio musicale</p></div>
<p><span><span>I progetti sono tanti: numerose idee sparse, per il momento, che riempiono una cartella del computer dal laconico nome di &#8220;<span style="font-style: italic;">Appunti</span>&#8220;, e attualmente un&#8217;orchestrazione di un mio vecchio brano, <span style="font-style: italic;">Kyrie in memoriam Johann Sebastian Bach</span>, una fuga vocale a quattro voci su doppio soggetto, già in avanzato stato di lavorazione; nella mente intanto frulla un&#8217;orchestrazione di un altro mio brano per soprano e pianoforte, <span style="font-style: italic;">Sentieri Nascosti</span>, che in ordine cronologico dovrà forse seguire l&#8217;attuale progetto in corso e diventare per coro femminile e orchestra &#8220;ampliata&#8221; rispetto al normale organico, e inoltre una prima parte di un brano, completa di orchestrazione, che dovrebbe diventare un <span style="font-style: italic;">Divertimento per orchestra</span>, nato come studio, come esigenza di approfondire tecniche strumentali attravero un essenziale astrattismo concettuale.</span></span></p>
<p>Frattanto giunge la mezzanotte ed è l&#8217;inizio di un giorno importante: Cristo risorge e con lui la speranza di un futuro migliore. <span style="font-style: italic;"><br />
Regina Coeli Laetare Alleluja!<br />
Buona Pasqua a tutti!</span><br />
<object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/2emr1HezyiQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2emr1HezyiQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Il web portatile</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 16:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[idee e opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La vacanza estiva porta spesso lontano dalla propria sede e dalla propria adsl; abituati ormai ad essere connessi ad alta velocità per tutto l&#8217;anno, per passione, per propaggini di lavoro estivo o semplicemente per &#8220;sana&#8221; abitudine, si rende necessaria una connessione a internet anche in assenza della propria attrezzatura casalinga.
L&#8217;infrastruttura dei gestori di telefonia mobile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vacanza estiva porta spesso lontano dalla propria sede e dalla propria <span style="font-style: italic;">adsl</span>; abituati ormai ad essere connessi ad alta velocità per tutto l&#8217;anno, per passione, per propaggini di lavoro estivo o semplicemente per &#8220;sana&#8221; abitudine, si rende necessaria una connessione a internet anche in assenza della propria attrezzatura casalinga.</p>
<p>L&#8217;infrastruttura dei gestori di telefonia mobile consente oggi effettivamente una discreta connettività che, seppure non consenta di staccarsi ancora dal cordone ombelicale della rete fissa, tuttavia si propone come un valido supporto alla necessità di connettività in movimento.</p>
<p>I limiti tutt&#8217;oggi sono costituiti da due fattori, il primo dei quali, alla fin fine non poi così troppo rilevante, è quello della <span style="font-weight: bold;">larghezza di banda</span>: se pure l&#8217;<span style="font-weight: bold;">umts</span> non sia paragonabile all&#8217;ampiezza delle ultime linee dati della telefonia fissa, in ogni caso dà la possibilità di fruire di quasi tutti i servizi disponibili senza incappare in estenuanti tempi di attesa che alla fine pregiudicano l&#8217;esperienza comunicativa; <span style="font-weight: bold;">il vero limite invece sono le tariffe</span>, realmente proibitive, data l&#8217;effettiva assenza di un piano flat. Il traffico dati sulle reti mobili prevede alla base una tariffazione &#8220;<span style="font-style: italic;">a consumo</span>&#8220;, quindi basato sul traffico generato.</p>
<p>A conti fatti quindi la linea mobile, tranne a condizione di essere un ricco industriale, potrebbe servire a mala pena per controllare la propria casella di posta elettronica, senza neanche aprirne tutti i messaggi. Considerando poi che quasi nessun sito presenta una versione ottimizzata per i cellulari, o comunque un&#8217;economizzazione delle risorse, il dispendio in fatto di <span style="font-style: italic;">kilobyte</span> è veramente proibitivo.</p>
<p>Entrano in gioco a questo punto le tanto sbandierate offerte dei gestori nostrani mascherate da occasioni imperdibili a suon di divertenti <span style="font-style: italic;">gag</span>, musica e attori o calciatori famosi.</p>
<p>Passandole in rassegna effettivamente il panorama appare vasto, ma non sempre conveniente; per prima cosa, prima di scegliere occorre valutare attentamente le proprie abitudini e capire di cosa si ha bisogno.</p>
<p>Il navigatore occasionale probabilmente potrà accontentarsi di promozioni che scambiano la tariffazione a consumo con quella a tempo, ma ricordo a tutti che fu una grande conquista per il consumatore quando si passò al <span style="font-style: italic;">flat</span> e ci si liberò dell&#8217;ansia di consultare le pagine a una velocità che di fatto impone dei tempi di riflessione nulli, soprattutto anche in considerazione dei tempi di <span style="font-style: italic;">rendering</span> delle singole pagine.</p>
<p>Personalmente quindi scarto questo tipo di offerta a priori, in favore di quelle che comunque basano la tariffazione sul consumo, anche se sembra che i gestori tendano a uniformare le loro offerte all&#8217;opposto.</p>
<p>La proposta che a mio parere si avvicina maggiormente alle esigenze del &#8220;navigatore&#8221; moderno è quella della <a href="http://www.wind.it/" target="_blank"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Wind</span></a> che propone un <span style="font-style: italic;">bonus</span> di traffico dati consistente nel suo piano <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Mega No Limit.</span></p>
<p>Con un&#8217;offerta di questo tipo è effettivamente possibile  consultare il web, la posta ma anche aggiornare il proprio <span style="font-style: italic;">blog</span>, procedere all&#8217;<span style="font-style: italic;">upload</span> delle foto delle vacanze da condividere con gli amici e i parenti sui vari servizi come <span style="font-style: italic;">Panoramio</span>, <span style="font-style: italic;">Flickr</span> o <span style="font-style: italic;">Picasa</span>, svolgere attività più avanzate come lo sviluppo di pagine html e della loro grafica e gestire l&#8217;aggiornamento di un sito via <span style="font-style: italic;">ftp,</span> ricordando naturalmente che comunque c&#8217;è un limite nella gestione di volumi troppo grandi di dati.</p>
<p>Basta quindi in questa condizione attrezzarsi di un telefono cellulare possibilmente umts e via <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">bluetooth</span> utilizzarlo come modem per il computer portatile per crearsi una postazione mobile (sempre) connessa ad internet.</p>
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		<title>La necessità di una rifondazione umanistica dell&#039;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 16:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di &#8220;estimatori&#8221; in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.
Innegabile il talento di Keith Jarrett [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><img title="Keith Jarrett" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2006/09/24/arts/600_Chin_1.jpg" alt="Il pianista americano Keith Jarrett" width="420" height="196" /><p class="wp-caption-text">Il pianista americano Keith Jarrett</p></div>
<p>Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di &#8220;estimatori&#8221; in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.</p>
<p>Innegabile il talento di <span style="font-weight: bold;">Keith Jarrett</span> che a me pare eternamente da bambino prodigio, ostentatamente alla ricerca di una semplicità e purezza di approccio che forse tradisce l&#8217;assenza di mezzi culturali di approfondimento della dimensione teoretica.</p>
<p>Ma torniamo all&#8217;attualità, a un insulto verso una città che di per sé meriterebbe rispetto sol perché paga, se non per la sua centenaria tradizione culturale; tutto per un <span style="font-style: italic;">flash</span>, più propriamente per l&#8217;assenza di una quarta dimensione che per l&#8217;arte non può che coincidere con un&#8217;estrinsecazione di umanesimo.</p>
<p>L&#8217;episodio di primo acchito può sembrare una di quelle pose tipiche dell&#8217;idiosincrasia del divo, ma a ben guardare forse affonda le sue radici in una ben più profonda assenza di una dimensione umana dell&#8217;arte.</p>
<p>A sentire le funamboliche improvvisazioni del nostro, accompagnate da quel discutibile vocaleggiare in falsetto che i più osannano come una forma di <span style="font-style: italic;">trance</span> mistica (in un periodo peraltro di totale indifferenza nei confronti dell&#8217;estasi compositiva di stampo ultraromantico) sembra che l&#8217;arte si limiti ad una superficiale ripetizione di formule, che ruotano su se stesse esaurendosi in un poco approfondito giuoco di esteriorità.</p>
<p>La mancanza di approfondimento si palesa in tutta la sua assenza di problematicità nelle esecuzioni del repertorio classico di Jarrett, dove si evidenziano i limiti di un mancato approfondimento umanistico.</p>
<p>Umanesimo non è solo approfondimento culturale, ma soprattutto sostanzialità di un&#8217;universale visione dell&#8217;arte inquadrata in valori umani, per la fondazione di un&#8217;estetica che alla vacuità sostituisca una profondità di analisi non fine a se stessa ma portatrice di valori. E questi valori accrescono a loro volta la coscienza che l&#8217;arte è condivisione, apertura, missione, fratellanza: &#8220;<span style="font-style: italic;">alle menschen werden brüder</span>&#8220;, secondo le parole di Schiller, sulla base di un comune senso di umanità, di un arricchimento dell&#8217;umanità attraverso un sogno di bellezza ben lontano da un insulto alle persone e alla cultura di un luogo che ha come unica colpa l&#8217;aver voluto gustare il pianismo di un artista e in particolare la possibilità di portare a casa un&#8217;immagine, un ricordo di un&#8217;esperienza da condividere.</p>
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		<title>Cinquantesimo Anniversario della morte di Arturo Toscanini</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/01/cinquantesimo-anniversario-della-morte-di-arturo-toscanini/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 08:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ricorre il 50° anniversario della morte di Arturo Toscanini, il più grande direttore d&#8217;orchestra di tutti i tempi, colui che (come Liszt nell&#8217;800 per il pianoforte) fece del direttore d&#8217;orchestra la figura che tutti siamo abituati a conoscere e &#8211; in certi casi &#8211; purtroppo già in decadenza.
E&#8217; importante che questo grande venga ricordato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorre il 50° anniversario della morte di Arturo Toscanini, il più grande direttore d&#8217;orchestra di tutti i tempi, colui che (come Liszt nell&#8217;800 per il pianoforte) fece del direttore d&#8217;orchestra la figura che tutti siamo abituati a conoscere e &#8211; in certi casi &#8211; purtroppo già in decadenza.</p>
<p><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/uploaded_images/arturo_toscanini-775008.jpg" border="0" alt="" />E&#8217; importante che questo grande venga ricordato nel mondo intero, non solo per la sua musica che ancora oggi, grazie alle incisioni discografiche, continua a essere un modello di perfezione interpretativa e un arricchimento dello spirito per tutti coloro che hanno la fortuna e la sensibilità di accostarsi ad essa, ma anche per il grande modello di moralità e integrità che Toscanini ha rappresentato e che l&#8217;uomo ha manifestato nella serietà del lavoro e dell&#8217;approccio interpretativo, nelle scelte politiche, nella filantropia di tante sue iniziative.</p>
<p>Poco importa, infatti, che il carattere di Toscanini fosse così spesso rude o intransigente, di fronte ai grandissimi meriti della sua personalità e delle sue scelte: convinto repubblicano, non solo fu, ad esempio, l&#8217;unico a schierarsi apertamente contro tutti i regimi totalitari e a scegliere e additare la via dell&#8217;esilio come forma di protesta (ricordiamoci che lasciò l&#8217;Italia fascista e anche l&#8217;amato festival di Bayreuth per non avere nulla a che spartire con il regime nazista), ma per l&#8217;Italia in guerra e nei difficili momenti della prima ricostruzione morale prima ancora che strutturale e della critica scelta della forma di governo monarchica o repubblicana fu un vero e proprio faro, un modello di integrità al quale tendere e anche nel momento del bisogno una mano paterna pronta al contributo materiale oltre che umano. Un uomo quindi che ha ancora oggi molto da insegnare alle giovani generazioni e anche alle meno giovani che spesso dimenticano da dove siamo venuti e le priorità sulle quali occorrerebbe puntare per una vera rinascita non solo culturale ma integrale.<span id="more-114"></span></p>
<p>E che purtroppo la cultura generalmente vada in altra direzione ce lo dimostra la Rai: giorni fa un annuncio reclamizzava la <a href="http://www.vivatoscanini.it/" target="_blank">&#8220;Giornata Toscanini&#8221;</a> nel corso della quale i palinsesti si sarebbero occupati del direttore d&#8217;orchestra e i vertici dell&#8217;azienda assicuravano di inaugurare con questo evento una &#8220;eventizzazione della cultura&#8221;, ma come sempre troppo poco: programmi monografici brevi e in onda solo a notte fonda e solo piccoli cenni nelle trasmissioni diurne, pomeridiane e serali; è questa quindi l&#8217;eventizzazione della cultura? A me sembra che non ci sia niente di nuovo sotto il sole e purtroppo la strada da compiere sembra non solo molto lunga ma soprattutto molto in salita. Speriamo tuttavia che qualcuno, accostandosi anche al modello di Toscanini, si accorga quanto la cultura nel nostro Paese andrebbe potenziata, sponsorizzata e &#8220;eventizzata&#8221; realmente, perché solo attraverso la maturazione culturale, l&#8217;istruzione, la ricerca è possibile un vero rilancio con ricadute efficaci e durature su tutto il sistema e sulla produttività.</p>
<p>Su questo sito una pagina è dedicata ad Arturo Toscanini, con una recensione di una ristampa di sue incisioni del periodo d&#8217;oro con la NBC Symphony Orchestra.</p>
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