Archivio per la sezione 'Mondo Apple'

Le discutibili nuove strategie della Apple

sabato, 17 luglio 2010

Ieri ho installato l’aggiornamento iOS 4.0.1 sul mio iPhone 3G attraverso l’apposita procedura “ufficiale”, cioè con iTunes, collegando lo smartphone al mio iMac; con mio enorme disappunto, al riavvio del dispositivo, la SIM Vodafone sembrava del tutto inesistente. Ho provato a ripristinare l’iPhone, sempre attraverso le vie canoniche, e, terminata la procedura, ho avuto la conferma che la mia SIM era stata evidentemente danneggiata irreparabilmente.

Mi sono quindi messo a cercare sui siti e sui forum più autorevoli per vedere un po’ se la mia stessa esperienza fosse stata “patita” da qualcun altro e ho trovato una marea di lamentele di varie anomalie sofferte dagli utenti con questi nuovi aggiornamenti. Naturalmente ho aggiunto anche la mia voce, non tanto per ricevere consigli, dato che non c’erano grandi alternative a quanto ho fatto in seguito, ma semplicemente perché ritengo necessario che le lamentele arrivino agli altri utenti e infine alla casa produttrice così che si renda conto del vicolo cieco che ha imboccato.

Personalmente, negli ultimi anni, ho scelto e consigliato i prodotti Apple perché assolutamente affidabili sul piano lavorativo: io utilizzo i computer prevalentemente nel mio lavoro scolastico (grafica, video e web design) e in privato per la composizione musicale, perché se si ha a che fare con la concretizzazione delle proprie idee – soprattutto in tempi spesso ristretti – non si può perdere tempo dietro computer che hanno continuamente problemi da risolvere. Con la Apple è sempre stato un ottimo sodalizio: delle macchine che consentono di lavorare al meglio, senza sprechi inutili di tempo. Ma da quando è entrato in scena l’iPhone le cose a Cupertino sono cambiate: l’attenzione si è spostata dalla qualità dei prodotti alla necessità di battere la concorrenza su un terreno ovviamente nuovo e senza dubbio impervio.

Non c’è dubbio che l’iPhone sia uno smartphone innovativo, con caratteristiche uniche, prima fra tutte l’interfaccia e l’usabilità tipica dei prodotti di Cupertino, ma la Apple è evidente che viaggi a tappe forzate, sacrificando la cura dei prodotti in nome della necessità di sfornarli il più compatibilmente possibile con gli imperativi della borsa e del mercato.
La strada imboccata è quindi la stessa della concorrenza storica, la Microsoft: intanto si butta sul mercato qualcosa di altisonante, ancorché bacato, perché il marchio ha un trend significativo, riservandosi le correzioni a un secondo momento. Ciò purtroppo significa ricerca assoluta del guadagno a scapito dell’utente finale, che in genere però non è stupido, e anzi non lo è proprio quel target di utenza professionale che ha sempre scelto Apple per la sua affidabilità.

Così se un tempo l’iPod ha avuto un effetto volano per quanto riguarda la diffusione in ambiente consumer dei computer con la mela, mi sembra che oggi l’iPhone potrebbe avere un effetto boomerang, allontanando l’utenza professionale dalla Apple, la quale, se così fosse, potrebbe investire sempre meno nel settore pro, con buona pace di Logic (non a caso fermo già da un bel po’ di tempo), Final Cut e Mac Pro. Una brutta strada che lascerebbe orfani tanti utenti che troverebbero le loro piattaforme e i loro passati investimenti ormai in uno stato di patetica obsolescenza.

Il nuovo motto della Apple nell'era dell'iPhone: We are not perfect

E che la strada sia questa, purtroppo, lo confermano tanti indizi, non ultima la fretta di uscire con una nuova miracolosa versione dell’iPhone (iPhone 4G) che a quanto pare non funziona proprio e uno Steve Jobs costretto a venire alla ribalta per scusarsi e inventarsi scuse, per evitare che il titolo in borsa si affossi inesorabilmente, mentre prima ogni sua uscita era per mostrare novità effettivamente significative, ma evidentemente maturate con il giusto tempo.

l’iPhone 4 e parzialmente anche il nuovo iOS sembrano un grosso flop frutto della spropositata fretta di arrivare primi, ma soprattutto sembra sempre più l’abbandono di un’immagine e di un target che erano stati il successo dell’azienda e dei suoi gloriosi computer.

Intanto, dovendo fare i conti con questa nuova realtà, consiglio a tutti, prima di aggiornare l’iPhone, di fare un backup con iTunes e poi spegnere il dispositivo ed estrarne la SIM; poi far partire lo smartphone in modalità DFU premendo e mantenendo premuti contemporaneamente il pulsante home e quello di accensione e ripristinare il sistema dall’aggiornamento scaricato dal sito della Apple e non tramite iTunes. A procedura completata l’iPhone sarà praticamente come nuovo, pertanto si può procedere all’unbrick e poi al ripristino del backup.

 

Le cartelle della Home

venerdì, 25 settembre 2009
La funzionalità Time Machine del Mac OS X

La funzionalità Time Machine del Mac OS X

Ho ripristinato un’installazione di Mac OS X Leopard da una Time Machine e tutto è ritornato bello e funzionante: veramente una feature utile e ben fatta!

Poiché non avevo incluso nel backup le cartelle Filmati e Downloads della mia Home, in quanto le utilizzo per passaggi e lavori temporanei, naturalmente al ripristino mi sono trovato senza le suddette cartelle; Downloads si è ricreata da sola, non appena Safari ha effettuato un download da internet, l’altra, anche creando una nuova cartella con nome “Filmati” non era più come prima, ovvero l’icona non era quella di sistema, pertanto era evidente che non sarebbe stata riconosciuta come la cartella di default per i video.

Dopo aver googlato per qualche istante, ho trovato una soluzione molto semplice e veloce: ho creato una cartella Movies nella mia home che è stata subito riconosciuta con l’icona dei filmati, poi ho dato un comando da terminale:
touch $HOME/Movies/.localized
e tutto è tornato a posto! Spero che questa mia esperienza possa essere utile anche ad altre persone che si trovino eventualmente in questa situazione.

 

Gestire due monitor su OSX

domenica, 30 marzo 2008

Da molto tempo ormai mi sono abituato a lavorare con più monitor; sin dai giorni dei vecchi pc windows montavo più schede video all’interno del case proprio per poter utilizzare più schermi e distribuire il lavoro più agevolmente. Da quando ho acquistato prima il PowerBook G4 e poi l’iMac Intel ho potuto apprezzare quanto sia completa ed efficace, nonché semplice in pieno stile Apple, la gestione degli schermi secondari. (continua…)

 

Logic Studio

mercoledì, 12 settembre 2007

La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale Logic, che giunge così all’ottava release testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.

Prima di tutto il concetto di Studio: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come Final Cut Studio. Poi, novità più profonda, la rinnovata interfaccia, secondo un criterio che, a mio giudizio, ha già reso più appetibile applicazioni di per sé validissime come SoundTrack Pro, cioè la finestra unica, all’interno della quale il lavoro si diversifica a seconda del momento e del punto del work-flow. Guardando gli screenshots si nota (come sempre) la marcia in più di casa Apple: l’impressione è di avere a che fare proprio con ciò che si desiderava; Logic ci aveva abituato a strumenti utilissimi, a una versatilità che rendeva il lavoro estremamente gradevole e produttivo, anche se, personalmente, non ne gradivo a pieno l’estetica; ciò che si intravvede oggi è un’ulteriore avanzamento verso l’idea di un’interfaccia sempre più trasparente all’utilizzo che permette la concentrazione sul lavoro e la creatività, senza perdersi nei meandri di confusionari tecnicismi.

Ancora di più si dimostra efficace nella sua minimalistica concezione l’elegante interfaccia della nuova applicazione orientata al live, che mostra delle intuizioni, anche dal punto di vista della personalizzazione, veramente degne di nota. Proprio quest’applicazione è un interessante valore aggiunto a un software che già di per sé ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un leader nel settore.

In attesa quindi di una vera e propria prova su strada, dalle premesse si nota che anche Logic si adegua alla nuova tendenza di Apple di rendere il sistema sempre più intuitivo, lineare e potente ma sempre più essenziale al lavoro quotidiano, sia esso professionale che amatoriale. A questo punto non rimane che attendere fiduciosi il debutto di Leopard, che dovrebbe incarnare questa filosofia a livello di sistema operativo.

Un’ultima nota è doverosa e riguarda il prezzo di Logic Studio, e conseguentemente del fratellino “minore” Logic Express. Poter acquistare un software professionale a un prezzo che si aggira intorno ai 500 euro è una conquista notevole che, speriamo, segni l’inizio di una controtendenza, a dimostrazione che il software, con la sua naturale tendenza all’effimero e al continuo aggiornamento non possa oggettivamente gravare sul professionista in maniera così incidente.