<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Musica &#38; Multimedia &#187; analisi</title>
	<atom:link href="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/argomenti/analisi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici</link>
	<description>Il sito internet di Andrea Amici - dedicato alla musica, all&#039;arte e alla multimedialità</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2010 16:47:54 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Analisi della polifonia vocale: Claudio Monteverdi: Sovra Tenere Herbette</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/07/analisi-della-polifonia-vocale-claudio-monteverdi-sovra-tenere-herbette/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/07/analisi-della-polifonia-vocale-claudio-monteverdi-sovra-tenere-herbette/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Madrigale]]></category>
		<category><![CDATA[Monteverdi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica Antica]]></category>
		<category><![CDATA[musica corale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=465</guid>
		<description><![CDATA[Un madrigale a cinque voci di Claudio Monteverdi viene analizzato mettendo in relazione le strutture musicali con quelle metrico-stilistiche del testo poetico, nel tentativo di ricostruire un approccio compositivo a cavallo fra la prima e la seconda prattica basato sulla compenetrazione tra musica e poesia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:none;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/analisi-della-polifonia-vocale/sovra-tenere-herbette_folder/monteverdi-icona.png" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/07/analisi-della-polifonia-vocale-claudio-monteverdi-sovra-tenere-herbette/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arvo Pärt: Sinfonia n.4 &quot;Los Angeles&quot;</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/06/arvo-part-sinfonia-n4-los-angeles/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/06/arvo-part-sinfonia-n4-los-angeles/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 11:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Arvo Pärt]]></category>
		<category><![CDATA[musica contemporanea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/blog/?p=277</guid>
		<description><![CDATA[Il 10 gennaio 2009 Esa-Pekka Salonen ha diretto alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles la prima esecuzione assoluta della Sinfonia n.4 &#8220;Los Angeles&#8221; di Arvo Pärt, lavoro commissionato dalla Los Angeles Philharmonic Association della quale  il direttore finlandese è direttore musicale e dal &#8220;Canberra International Music Festival/Ars Musica Australis&#8221;. 
La Sinfonia ha una durata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 gennaio 2009 Esa-Pekka Salonen ha diretto alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles la prima esecuzione assoluta della <strong>Sinfonia n.4 &#8220;<em>Los Angeles</em>&#8221; di Arvo Pärt</strong>, lavoro commissionato dalla Los Angeles Philharmonic Association della quale  il direttore finlandese è direttore musicale e dal &#8220;Canberra International Music Festival/Ars Musica Australis&#8221;. </p>
<div id="attachment_278" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a title="Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 &quot;Los Angeles&quot;" rel="shadowbox" href="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/06/arvo-part-salonen.jpg"><img class="size-full wp-image-278 " title="Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen" src="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/06/arvo-part-salonen.jpg" alt="Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 &quot;Los Angeles&quot;" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 &quot;Los Angeles&quot;</p></div>
<p>La Sinfonia ha una durata di poco più di mezz&#8217;ora ed è scritta per un&#8217;orchestra di archi, timpani, percussioni (due esecutori) e arpa.</p>
<p>Dai primi lavori, via via passando attraverso la reazione ai fronti precostituiti dell&#8217;arte di stato dell&#8217;Unione Sovietica e dell&#8217;avanguardia seriale, proseguendo per la scelta di un essenzialismo basato sull&#8217;originale procedimento compositivo dei <em>tintinnabula</em> che lo ha apparentato al minimalismo ma in quella particolare sfaccettatura tipica di altri compositori di area cristiana come ad esempio Gorecki , il lungo percorso del compositore estone approda adesso a un &#8220;ultimo stile&#8221;, ultimo ovviamente nel senso latino del termine, non inteso certo come conclusivo, caratterizzato da una matura bellezza e soprattutto dalla riscoperta di percorsi narrativi che si allontanano dalla ripetitività del <em>tintinnabulum</em> per avventurarsi in discorsi musicali che scavano sempre di più nell&#8217;interiorità attraversando atmosfere emotivamente diverse, il tutto attraverso un colore orchestrale che diviene sempre più austero dal punto di vista timbrico e che concede poco all&#8217;effetto esteriore, ma è tutto introiettato verso una sorta di visione interiore talvolta ferma ed estatica, talvolta contraddittoria e lacerata.</p>
<p>E proprio quest&#8217;ultima caratteristica è spesso presente nell&#8217;arco del percorso musicale della Sinfonia con echi mahleriani sia per quanto riguarda la frammentazione della polifonia sia per gli improvvisi passi di marcia funebre, spesso presenti e riconducibili all&#8217;idea del  dolore umano originato dall&#8217;ingiustizia, uno dei motivi conduttori di quest&#8217;opera, come lo stesso autore ha estrinsecato nelle note alla prima esecuzione, ribadendo che, con la dedica al dissidente politico Mikhail Khodorkovsky imprigionato in Siberia, questo brano è dedicato a tutti coloro che in Russia sono tutt&#8217;oggi detenuti per le loro idee senza diritti, augurandosi anche che la Sinfonia stessa possa diventare una sorta di &#8220;piccione viaggiatore&#8221; che un giorno possa raggiungere anche la Siberia. </p>
<p>La casa editrice Universal Edition di Vienna mette a disposizione di tutti gratuitamente la partitura completa della Sinfonia da leggere e da stampare, attraverso la piattaforma Issuu.com; la riproduciamo qui di seguito grazie alla possibilità di incorporarne il lettore; è possibile sfogliare le pagine e anche accedere a comode visualizzazioni a schermo intero.</p>
<div style="width:605px; text-align:center; text-indent:0; margin:10px auto;">[issuu layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fsoftlight%2Flayout.xml showflipbtn=true documentid=081215130922-87a04a7d24334240988d34b70d4c12e4 docname=paert4thsymph username=universaledition loadinginfotext=Symphony%20No.%204%20'Los%20Angeles' showhtmllink=true tag=arvo%20paert width=600 height=424 unit=px]</div>
</p>
<p>Per chi volesse ascoltare il brano, su YouTube ho trovato la registrazione della prima esecuzione europea, diretta da Cem Mansur alla guida dell&#8217;Orchestra Filarmonica di Helsinki:</p>
<div style="width:500px; text-align:center; text-indent:0; margin:10px auto;">
<object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/p/47B4F7BDBA5B7DE8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/p/47B4F7BDBA5B7DE8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object>
</div>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2009/06/arvo-part-sinfonia-n4-los-angeles/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Quarta Sinfonia di Beethoven</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/09/la-quarta-sinfonia-di-beethoven/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/09/la-quarta-sinfonia-di-beethoven/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 07:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[Ludwig van Beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[Musica sinfonica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=459</guid>
		<description><![CDATA[Analisi della sinfonia che Beethoven scrisse su commissione del conte Franz von Oppersdorff mentre era intento a comporre la celebre Quinta. La Quarta Sinfonia è un capolavoro di equilibrio formale, di vitalismo costruttivo, perfettamente integrato nel percorso di creazione di un linguaggio musicale che trova nella reductio della sua forma all’unum di poche cellule germinatrici la sua ragione di essere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:none;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/beethoven-quarta-sinfonia/icona-beethoven.png" /><br />
Beethoven compose la sua Quarta Sinfonia nell’estate del 1806. In quel periodo stava già lavorando ad una sinfonia in do minore, che sarebbe poi diventata la quinta, quando gli fu commissionato un lavoro sinfonico dal conte Franz von Oppersdorff, la cui orchestra di palazzo aveva già eseguito – e gradito – la Seconda Sinfonia di Beethoven. Si comprende bene, quindi,  come l’autore considerasse poco adatta per le aspettative del conte la sinfonia che stava componendo e la conseguente decisione di porre mano ad una nuova sinfonia, che, d’altra parte, non avrebbe fatto languire quella che sarebbe stata la Quinta all’ombra di un gigante come la Terza.</p>
<p>Fu Robert Schumann a rilevare una certa “scomodità” della Quarta Sinfonia all’interno dell’evoluzione del sinfonismo beethoveniano, posta com’è tra l’Eroica e la Quinta, definendola “una fanciulla greca tra due giganti del nord”; tale obiezione, però, risulta valida solo se si prende come base dell’esegesi del percorso sinfonico beethoveniano esclusivamente l’affermazione di un eroismo titanico di stampo romantico, che in realtà è solo uno degli elementi presenti, che disegna sicuramente l’autore come anticipatore di numerose istanze tipiche del romanticismo, ma è anche un elemento che coesiste in un organismo ben più complesso fondato su una volontà di affermazione quasi a livello etico di un linguaggio musicale che trova nella reductio della sua forma all’unum di poche cellule germinatrici la sua ragione di essere.</p>
<p>Beethoven, in realtà, è riuscito, nel percorso delle sue nove sinfonie, a creare un linguaggio che nel codice della musica pura esprime un mondo di idee eticamente valide e incrollabili nella loro immutabilità e la fede dell’autore nella forza morale di tali idee. Per fare ciò, sin dalla Prima Sinfonia Beethoven trae dalle esperienze degli autori a lui precedenti un sistema di organizzazione del pensiero musicale – la forma-sonata – che però lui riesce a radicalizzare e a portare alle estreme conseguenze, nella realizzazione di organismi musicali perfettamente ordinati in cui la dialettica della macrostruttura non è altro se non la diretta conseguenza e il risultato di una elaborazione di motivi che via via, nel corso della parabola creativa beethoveniana, diverranno sempre più piccoli e apparentemente più insignificanti, vere e proprie piccole cellule costitutive di un organismo perfettamente coordinato e chiuso in se stesso. In quest’ottica la Quarta Sinfonia occupa un normale posto all’interno di un’evoluzione del pensiero sinfonico e se pure le manca la grandiosità dell’Eroica o una certa tragicità della Quinta, contiene tuttavia &#8211; e porta avanti verso il nuovo &#8211; tutte le conquiste che l’autore andava maturando.</p>
<p>In particolare la Quarta Sinfonia si distingue per una maggior padronanza del senso delle proporzioni, nel trovare la giusta misura nel rapporto tra il particolare e l’assetto generale. Per raggiungere questo risultato Beethoven cura maggiormente, all’interno di ogni singolo movimento, le simmetrie e gli equilibri tra le diverse sezioni e l’economia di utilizzo del materiale tematico, che nella Quarta è abbastanza abbondante, e, dando uno sguardo d’insieme, si nota come i movimenti siano tra di loro proporzionati nell’estensione, nei reciproci rapporti di tensione e distensione, nell’uguale importanza affidata ai quattro movimenti, senza che l’uno prevarichi sull’altro, così come, all’interno dei singoli movimenti, nessuna sezione diviene più importante dell’altra.</p>
<p>Dopo la concezione architettonicamente grandiosa – ma non priva di taluni squilibri interni – dell’Eroica sembra che qui Beethoven voglia tornare a una visione più equilibrata della sinfonia, più vicina ai canoni proporzionali dell’arte greca classica – in riferimento al canone policleteo –, che però certo non ha caratteri melliflui, ma che dà il senso della grandezza basandosi sull’armonia di rapporti tra le singole piccole forme che, viste nel loro insieme danno un senso di perfetto equilibrio.</p>
<p>Anche la strumentazione contribuisce a creare un senso di equilibrio classico, con un organico che prevede un solo flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, timpani ed archi. L’uso dei fiati, soprattutto, allontana Beethoven dai suoi due predecessori Haydn e Mozart, sin dalla sua Prima Sinfonia, per un uso senza dubbio più protagonistico e meno “riempitivo” specialmente dei legni (gli ottoni ancora erano molto ridotti come possibilità), ma nella Quarta l’autore fa rientrare nel suo progetto di rigorosa proporzionalità anche il gioco timbrico; partendo da una concezione dell’orchestrazione a blocchi che si contrappongono e talvolta si fondono insieme – una sorta di reminiscenza della policoralità veneziana – Beethoven distribuisce con estrema sapienza i materiali tematici all’interno delle singole sezioni tra le famiglie di strumenti, dando a ognuna il suo giusto peso e il suo posto nell’economia generale.</p>
<p>Il principio del dialogo informa tutto lo spirito della sinfonia; sin dalle battute iniziali dell’introduzione al primo movimento si ha una continua frammentazione del discorso tra gli archi e i fiati, artificio che si  ritrova subito nell’esposizione del primo tema e via via in tutte le sezioni della sinfonia, culminando nello scherzo e nell’ultimo tempo. In questa logica di contrapposizione armonica di blocchi si stagliano spesso degli episodi solistici, in cui i singoli fiati sono posti in rilievo: inevitabilmente il flauto che, essendo da solo ha un posto predominante, ma anche gli altri legni negli episodi imitativi e canonici del primo movimento, il clarinetto e il corno nel secondo, il fagotto nel quarto.</p>
<p>La scrittura è sempre, relativamente ai tempi, estremamente virtuosistica e impegnativa per tutte le sezioni – basta ricordare, come esempio abbastanza eloquente, l’articolazione continua delle semicrome nel quarto movimento – e nessuna potenzialità dell’orchestra viene risparmiata; l’estremo equilibrio delle soluzioni e l’elevatissima godibilità e serenità dei temi riescono però a infondere a tutto l’organismo sinfonico una naturalezza e un senso di inevitabilità solare che portano l’ascoltatore ma soprattutto l’interprete a contatto con un mondo ideale che trova in una suprema coincidentia oppositorum la sua più profonda ragion d’essere, in cui natura e spirito, pur opposti, giungono a una suprema sintesi (che si noterà ancora maggiore nella Sesta Sinfonia), un mondo ideale che non finisce mai di stupire e che spesso non riesce mai ad essere posseduto interamente, ma solo vagamente sfiorato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/09/la-quarta-sinfonia-di-beethoven/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Incompiuta di Schubert</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/08/lincompiuta-di-schubert-2/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/08/lincompiuta-di-schubert-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 07:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Schubert]]></category>
		<category><![CDATA[Musica sinfonica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[Una delle sinfonie più famose del repertorio classico-romantico, fra le più eseguite e le più incise di tutta la storia della musica; un capolavoro rimasto incompiuto nel quale l'autore dà un esempio di un linguaggio perfettamente cosciente dei propri mezzi e delle proprie possibilità e perfettamente autonomo, capace di dare vita ad un organismo musicale pienamente maturo ed originale. In queste pagine la storia della scrittura dell'Incompiuta, un'analisi dettagliata dei due movimenti, considerazioni globali sull'opera e una panoramica sulla discografia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:none;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/schubert-incompiuta/icona-index.png" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/08/lincompiuta-di-schubert-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#039;Incompiuta di Schubert</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/07/lincompiuta-di-schubert/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/07/lincompiuta-di-schubert/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 16:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità sul sito]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/blog/?p=78</guid>
		<description><![CDATA[ Da oggi è online un mio lavoro di qualche anno fa, un&#8217;analisi della Sinfonia n.8 di Franz Schubert, conosciuta universalmente come l&#8217;Incompiuta, che ho realizzato nel corso dei miei studi di direzione d&#8217;orchestra. Si tratta di uno dei brani più eseguiti e più incisi della storia della musica, un grande capolavoro che continua a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; width: 140px; height: 150px;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/schubert-incompiuta/icona-index.png" alt="" /> Da oggi è <span style="font-style: italic;">online</span> un mio lavoro di qualche anno fa, un&#8217;<a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/schubert-incompiuta/index.php">analisi della <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Sinfonia n.8</span> di <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">Franz Schubert</span></a>, conosciuta universalmente come l&#8217;<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Incompiuta</span>, che ho realizzato nel corso dei miei studi di direzione d&#8217;orchestra. Si tratta di uno dei brani più eseguiti e più incisi della storia della musica, un grande capolavoro che continua a rivelare i suoi segreti sempre nuovi agli interpreti e agli studiosi, dando sempre nuovi spunti di riflessione e di approfondimento.</p>
<div>Il percorso che propongo relativamente all&#8217;<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Incompiuta</span> di Schubert si divide essenzialmente in quattro sezioni:</div>
<div>
<ol>
<li>un&#8217;analisi generale delle caratteristiche di originalità e unicità di questa sinfonia</li>
<li>la storia della composizione dell&#8217;<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Incompiuta</span> con particolare attenzione anche al <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">mistero</span> della sua incompletezza (per la verità non tanto&#8230; misterioso, ma probabilmente legato a contingenze o anche all&#8217;assenza di un adeguato stimolo al completamento)</li>
<li>la lettura della sinfonia con un&#8217;analisi più dettagliata dei due movimenti finiti corredata di numerosi esempi musicali</li>
<li>un&#8217;ultima parte dedicata agli approfondimenti, in cui trova attualmente posto una panoramica sulla discografia, mentre è in via di completamento qualche altra pagina.</li>
</ol>
<p>Buona lettura, quindi, nella <a href="http://www.musicamultimedia.net/scriptorium/index.php">sezione Musica</a>!</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/07/lincompiuta-di-schubert/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una Sinfonia di Beethoven e vecchi ricordi</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/04/una-sinfonia-di-beethoven-e-vecchi-ricordi/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/04/una-sinfonia-di-beethoven-e-vecchi-ricordi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 20:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità sul sito]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/blog/?p=102</guid>
		<description><![CDATA[
Questo pomeriggio ho completato un altro contenuto per la sezione Musica del sito, dedicato all&#8217;analisi della Quarta Sinfonia di Beethoven. Si tratta di un &#8220;rimaneggiamento&#8221; di uno scritto realizzato per i miei studi di direzione d&#8217;orchestra al Conservatorio di Palermo. Il mio Maestro era particolarmente attento alla necessità di realizzare per iscritto delle analisi dettagliate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px 0px 10px 10px; float: right;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/beethoven-quarta-sinfonia/icona-beethoven.png" alt="" /><br />
Questo pomeriggio ho completato un altro contenuto per la sezione Musica del sito, dedicato all&#8217;analisi della <a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/beethoven-quarta-sinfonia/note-preliminari.php">Quarta Sinfonia di Beethoven</a>. Si tratta di un &#8220;rimaneggiamento&#8221; di uno scritto realizzato per i miei studi di direzione d&#8217;orchestra al Conservatorio di Palermo. Il mio Maestro era particolarmente attento alla necessità di realizzare per iscritto delle analisi dettagliate dei brani oggetto di studio, pertanto frugando tra le mie vecchie carte mi capita di trovare appunti o realizzazioni vere e proprie, che ora metto online come testimonianza del mio lavoro.</p>
<p>In particolare, sono legato alla Quarta Sinfonia di Beethoven, non solo per il grande capolavoro che è &#8211; sebbene a tratti forse dimenticato, schiacciato fra Terza e Quinta &#8211; ma perché nel mio percorso di studi la Quarta è stata un po&#8217; una mia <span style="font-style: italic;">croce e delizia</span>: era il brano che ho eseguito per l&#8217;esame di conferma e ricordo che la concertazione fu abbastanza impegnativa e naturalmente carica di forte tensione, anche se molto istruttiva.</p>
<p>Mentre è già possibile leggere l&#8217;analisi navigando fra le varie pagine, ho in preparazione un video-podcast sulla Quarta Sinfonia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/04/una-sinfonia-di-beethoven-e-vecchi-ricordi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Analisi della polifonia vocale</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/03/analisi-della-polifonia-vocale/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/03/analisi-della-polifonia-vocale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 19:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità sul sito]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/blog/?p=104</guid>
		<description><![CDATA[Musica &#38; Multimedia è in un certo senso anche la mia &#8220;memoria storica&#8220;: ho passato del tempo a &#8220;scovare&#8221; vecchi materiali, miei lavori spesso dimenticati nei meandri di megabyte di vecchi cd-rom backup di una intensa attività intellettuale che da sempre mi ha spinto a scrivere di tutto&#8230;
In questi giorni ho rispolverato alcuni lavori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/analisi-della-polifonia-vocale/sovra-tenere-herbette_folder/monteverdi-icona.png" rel="shadowbox[post-104];player=img;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 135px; height: 126px;" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/analisi-della-polifonia-vocale/sovra-tenere-herbette_folder/monteverdi-icona.png" border="0" alt="" /></a><a href="http://www.musicamultimedia.net/"><span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span></a> è in un certo senso anche la mia &#8220;<span style="font-style: italic;">memoria storica</span>&#8220;: ho passato del tempo a &#8220;scovare&#8221; vecchi materiali, miei lavori spesso dimenticati nei meandri di <span style="font-style: italic;">megabyte</span> di vecchi cd-rom <span style="font-style: italic;">backup</span> di una intensa attività intellettuale che da sempre mi ha spinto a scrivere di tutto&#8230;</p>
<p>In questi giorni ho rispolverato alcuni lavori di ben dodici anni fa, elaborati quando mi preparavo per sostenere gli esami di diploma in <span style="font-style: italic;">musica corale e direzione di coro</span> che poi ho conseguito a Firenze nel 1996.</p>
<p>Si tratta di due analisi musicali di due celebri madrigali, <a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/analisi-della-polifonia-vocale/itene-o-miei-sospiri.php">uno</a> di Gesualdo da Venosa e <a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/analisi-della-polifonia-vocale/sovra-tenere-herbette.php">l&#8217;altro</a> di Claudio Monteverdi (nella foto a sinistra). Poiché in quegli anni fervevano anche gli studi umanistici (mi sono infatti laureato lo stesso anno in cui mi sono diplomato in <span style="font-style: italic;">musica corale</span>, mentre il diploma di direzione d&#8217;orchestra è arrivato qualche anno più tardi&#8230;) la mia &#8220;disposizione analitica&#8221; nei confronti della scrittura di questi due musicisti cercava di indagare sui presupposti di conoscenza retorica del testo poetico come base del lavoro compositivo. Il lavoro finale, visto con gli occhi di adesso, forse spinge &#8211; soprattutto  nel caso del madrigale di Monteverdi &#8211; molto verso presupposti non necessariamente verificabili, tuttavia mi sembra che l&#8217;idea di base sia valida e per questo mi sono deciso a riproporre questi testi.</p>
<p>In ogni caso, sia queste pagine, sia l&#8217;intero <span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span> rappresentano per me la grande opportunità, offerta da internet e dalla tecnologia in genere, di offrire a chiunque come me si ritrovi ad essere curioso dell&#8217;insondabilità della creatività umana la possibilità di condividere virtualmente con chiunque in ogni angolo del mondo idee, sogni, aspirazioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2007/03/analisi-della-polifonia-vocale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>César Franck: Pastorale per organo</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2002/11/cesar-franck-pastorale-per-organo/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2002/11/cesar-franck-pastorale-per-organo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2002 18:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[César Franck]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=528</guid>
		<description><![CDATA[Dalla prima edizione del sito Musica &#038; Multimedia l'ascolto guidato di uno dei più celebri pezzi per organo del compositore belga. Il brano è eseguito da Andrea Amici all'organo virtuale del Sound Canvas Pipe Organ Project e l'animazione è realizzata in Adobe Flash per connessioni non ancora a banda larga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.musicamultimedia.net/musica/franck-pastorale/icona-frpast.png" alt="franck" style="display:none;" /><br />
<base href="/musica/franck-pastorale/" /></p>
<div id="principale">
<h1 style="display: none;">Cesar Franck: Pastorale op.19 per organo</h1>
<h2 style="display: none;">Un capolavoro della letteratura organistica su uno strumento virtuale</h2>
<div style="position:relative; margin: 0 auto; width:980px; height:950px;">
<div style="position:absolute; left:0px; top:0px; width:980px; height:1px;">
		<img id="franck_pastorale_01" src="frpastImages/franck-pastorale_01.jpg" width="980" height="1" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:1px; width:980px; height:126px;">
		<img id="miniheader" src="frpastImages/miniheader.jpg" width="980" height="126" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:127px; width:261px; height:470px;">
		<img id="franck_pastorale_03" src="frpastImages/franck-pastorale_03.jpg" width="261" height="470" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:261px; top:127px; width:700px; height:380px;">
		<img id="contenitore" src="frpastImages/contenitore.jpg" width="700" height="380" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:961px; top:127px; width:19px; height:470px;">
		<img id="franck_pastorale_05" src="frpastImages/franck-pastorale_05.jpg" width="19" height="470" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:261px; top:507px; width:700px; height:90px;">
		<img id="franck_pastorale_06" src="frpastImages/franck-pastorale_06.jpg" width="700" height="90" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:597px; width:980px; height:353px;">
		<img id="sotto" src="frpastImages/sotto.jpg" width="980" height="353" alt="" />
	</div>
<div id="player" style="position: absolute; z-index: 20; top: 127px; left: 261px; width: 700px; height: 380px; background:black;">
	        
<object width="700" height="380">
<param name="movie" value="frpast.swf"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="700" height="380" src="frpast.swf" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="transparent" menu="false" ></embed>
</object>

</div>
<div id="spiegazioneSotto" style="z-index: 20; position: absolute; top: 680px; left: 60px; width: 700px; height: 380px;">
<div class="editoriale">
<p>La <i>Pastorale op.19</i> di Cesar Franck eseguita da Andrea Amici all&#8217;organo del <i>Sound Canvas Pipe Organ Project</i> (SCPOP), un&#8217;interpretazione realizzata per l&#8217;inserimento sul sito <a href="http://www.scpop.de" rel="external">www.scpop.de</a> e confluita poi nel CD &#8220;<i>Concerto d&#8217;Organo</i>&#8220;.</p
<p>In questo lavoro multimediale &egrave; possibile ascoltare integralmente il brano seguendo l&#8217;analisi guidata che scorre in sincrono con la musica in <i>streaming</i>.</p>
<p>Il filmato interattivo era stato realizzato per la prima versione del sito <i>Musica &amp; Multimedia</i> e pertanto ottimizzato per connessioni non a banda larga; eventuali difetti nella qualit&agrave; audio della riproduzione sono dovuti al livello di compressione necessario per una fluida riproduzione su connessioni internet lente.</p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2002/11/cesar-franck-pastorale-per-organo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Prélude à l&#8217;après-midi d&#8217;un faune (versione multimediale)</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/il-prelude-a-lapres-midi-dun-faune-versione-multimediale/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/il-prelude-a-lapres-midi-dun-faune-versione-multimediale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2000 16:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Claude Debussy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=510</guid>
		<description><![CDATA[Questo lavoro multimediale è stato realizzato per la prima pubblicazione del sito Musica &#038; Multimedia ed è basato su un nucleo fondamentale, un saggio dal titolo “Il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy: un capolavoro dell’estetica simbolista” realizzato come esercitazione per il corso superiore di Estetica della Musica della scuola di Direzione d’Orchestra, su richiesta del prof.Giuseppe Collisani, docente di storia ed estetica musicale al Conservatorio “V. Bellini” di Palermo. Dallo scritto, presentato qui sotto forma di lettura interattiva, è nato poi l’ascolto guidato, un’analisi musicale dettagliata che è possibile leggere mentre il si ascolta il brano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><base href="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/" /><br />
<img src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/debussySeduto" alt="debussy" style="display:none;" />
<div id="principale">
<div style="position:relative; margin:0 auto; width:850px; height:950px;">
<div style="position:absolute; left:0px; top:0px; width:850px; height:105px;">
		<img id="miniheader" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/header.jpg" width="850" height="105" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:105px; width:849px; height:26px;">
		<img id="fondocentro" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro.jpg" width="849" height="26" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:849px; top:105px; width:1px; height:845px;">
		<img id="debprel_03" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/debprel_03.jpg" width="1" height="845" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:131px; width:114px; height:572px;">
		<img id="fondocentro004" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro-04.jpg" width="114" height="572" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:114px; top:131px; width:710px; height:410px;">
		<img id="debprel" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/debprel.jpg" width="710" height="410" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:824px; top:131px; width:25px; height:819px;">
		<img id="fondocentro006" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro-06.jpg" width="25" height="819" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:114px; top:541px; width:710px; height:162px;">
		<img id="fondocentro007" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro-07.jpg" width="710" height="162" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:0px; top:703px; width:40px; height:247px;">
		<img id="fondocentro008" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro-08.jpg" width="40" height="247" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:40px; top:703px; width:755px; height:247px;">
		<img id="fondoTesto" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondoTesto.jpg" width="755" height="247" alt="" />
	</div>
<div style="position:absolute; left:795px; top:703px; width:29px; height:247px;">
		<img id="fondocentro010" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelImages/fondocentro-10.jpg" width="29" height="247" alt="" />
	</div>
<div id="player" style="position: absolute; z-index: 20; top: 131px; left: 114px; width: 740px; height: 410px; text-indent:0; background:black;">
	       
<object width="710" height="410">
<param name="movie" value="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelbase.swf"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="710" height="410" src="/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprelbase.swf" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="transparent" menu="false" ></embed>
</object>

	       </div>
<div id="testo" style="position: absolute; z-index: 20; top: 690px; left: 40px; width: 755px; height: 240px;">
<div class="editoriale">
<p>Questo lavoro multimediale è stato realizzato per la prima pubblicazione del sito <em>Musica &amp;         Multimedia</em> ed è basato su un nucleo fondamentale, un saggio dal titolo &#8220;<em><a href="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/un-capolavoro-dellestetica-simbolista-il-prelude-a-l’apres-midi-d’un-faune-di-debussy/">Il Prélude à l&#8217;après-midi d&#8217;un faune di Debussy: un capolavoro dell&#8217;estetica simbolista</a></em>&#8221; realizzato come esercitazione per il corso superiore di Estetica della Musica della scuola di Direzione d&#8217;Orchestra, su richiesta del prof.Giuseppe Collisani, docente di storia ed estetica musicale al Conservatorio &#8220;V. Bellini&#8221; di Palermo. Dallo scritto, presentato qui sotto forma di lettura interattiva, è nato poi l&#8217;ascolto guidato, un&#8217;analisi musicale dettagliata che è possibile leggere mentre il si ascolta il brano.<br /> La realizzazione musicale del brano orchestrale è stata effettuata mediante l&#8217;uso di suoni campionati e della registrazione multitraccia digitale; il suono quindi non è quello di una vera orchestra, ma tutti gli strumenti sono stati riprodotti mediante apparecchiature musicali digitali.<br />
La qualità audio non è particolarmente alta, in quanto il lavoro era stato realizzato per essere fruito con connessioni lente con una banda ristretta (28/56 kbps).</p>
</p></div>
</div>
</div></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/il-prelude-a-lapres-midi-dun-faune-versione-multimediale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un capolavoro dell&#8217;estetica simbolista: il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/un-capolavoro-dellestetica-simbolista-il-prelude-a-l%e2%80%99apres-midi-d%e2%80%99un-faune-di-debussy/</link>
		<comments>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/un-capolavoro-dellestetica-simbolista-il-prelude-a-l%e2%80%99apres-midi-d%e2%80%99un-faune-di-debussy/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2000 14:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi musicale]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Claude Debussy]]></category>
		<category><![CDATA[simbolismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/?p=494</guid>
		<description><![CDATA[Un'analisi del Prélude à l'après-midi d'un faune, uno dei grandi capolavori di Claude Debussy e un magistrale esempio di musica simbolista. In questo scritto si analizzano i rapporti fra la costruzione del brano e le istanze della poesia di Stephane Mallarmé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="display:none;" title="Debussy" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/debussySeduto" alt="" width="198" height="212" /><img src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/header.jpg" alt="Un capolavoro dell'estetica simbolista" /><br />
<img class="alignright" title="Mallarme" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/mallarme.jpg" alt="" width="200" height="275" /> Il <em>Prélude à l’après-midi d’un faune</em> nasce nel 1892 dalla suggestione di una <em>èglogue</em> di Stephane Mallarmé del 1876, “<em>L’après-midi d’un faune</em>”, che era stata pubblicata a Parigi in una lussuosa edizione illustrata da Edouard Manet. L’intenzione originaria di Debussy era quella di realizzare un trittico orchestrale del quale il <em>Prélude</em> avrebbe costituito la prima parte, seguita da un interludio e da una parafrasi. Del progetto iniziale fu compiuto solo il primo brano, che oggi è universalmente considerato la prima grande pagina orchestrale debussiana; il <em>Prélude</em>, infatti, segna un momento di altissima maturità artistica e soprattutto rappresenta l’inizio di un nuovo modo di concepire la scrittura e l’idea stessa musicale con l’ingresso, nella sua interezza, della sensibilità simbolista nella storia della musica.<br />
<img class="alignleft" title="debussy" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/debussyDisegno" alt="" width="200" height="205" />Il brano suscitò subito un grande interesse ed ebbe un notevole successo, visto che il direttore Gustave Doret, che si occupò della prima esecuzione nel 1894, dovette bissare per intero il pezzo. Ciò che colpì l’uditorio fu senza dubbio la novità della leggerezza della strumentazione e soprattutto la profonda affinità con il mondo poetico e pittorico delle nuove esperienze che si stavano sviluppando in quegli anni in Francia. Tutte le prime critiche della partitura, infatti, vertevano principalmente sulla novità “impressionistica” della musica, quasi considerata una trasposizione dell’immagine poetica del mondo silvestre del fauno figurata da Mallarmé, realizzata, mediante accostamenti di colori, in un brano che sembrò ai musicisti esponenti della <em>Société Nationale de Musique</em>, fautori di una linea compositiva basata sul costruttivismo e sullo sviluppo del materiale, completamente privo di sviluppi di idee motiviche e musicali. A un’attenta analisi, però, l’elemento per così dire impressionista e <em>flou</em> è praticamente il livello esterno del lavoro debussiano, quasi la superficie di un mondo ideale e musicale nettamente più profondo e soprattutto più sottilmente collegato con l’innovativa poetica simbolista sviluppata da Stephane Mallarmé, il poeta che forse più di ogni altro influenzò Debussy almeno nelle prime e più importanti fasi della sua carriera artistica.</p>
<p>Alle accuse di “inconsistenza” del discorso musicale, avanzate dai didatti francesi che già erano dubbiosi e sospettosi sugli sviluppi della poetica musicale di Debussy sin dai tempi del suo soggiorno-premio a Roma in seguito alla vittoria dell’ambito <em>Prix-de-Rome</em>, si può facilmente obiettare mediante la constatazione analitica della presenza di una struttura di base che è riconducibile all’allargamento ed alla modernizzazione della più classica forma ternaria, in cui ad una sezione centrale fanno da cornice due sezioni estreme di cui l’ultima è la ripresa variata della prima; ognuna di queste sezioni è poi allargata ed arricchita dalla presenza di numerose piccole divagazioni che però vengono tenute saldamente unite dalla ricorrenza di un’idea di base, costituita dalla frase che all’inizio viene esposta dal flauto solo.</p>
<p><img class="alignleft" title="flauto solo" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/flSoloInizio.jpg" alt="" width="382" height="84" />La prima delle tre parti di cui, quindi, consta il brano è basata sulla ripresentazione periodica della frase del flauto solo, una frase dall’andamento sinuoso, tonalmente instabile per la ricchezza di movimenti cromatici inquadrati all’interno di un intervallo di tritono discendente; ad ogni suo ritorno, questa frase è caratterizzata da un diverso procedimento armonico sottostante e da una diversa atmosfera orchestrale, realizzando così degli episodi diversi l’uno dall’altro: il primo ha una densità strumentale nettamente rarefatta, mentre il secondo vede già l’intervento di tutta l’orchestra in una dinamica più accentuata; la terza e la quarta entrata segnano invece un ritorno all’atmosfera iniziale ma arricchita di evoluzioni della frase al flauto. Segue una piccola sezione di transizione (indicata dal numero 3 nell’edizione della <em>Sociétè des Èditions Jobert,</em> utilizzata per questa analisi) in cui si ha la riproposizione, in verità molto personalizzata, del procedimento della progressione armonica, con la ripetizione dell’andamento cromatico della melodia del flauto.<br />
<img class="alignleft" title="flauto" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/page9_4.jpg" alt="" width="357" height="71" /><br />
Al numero 4, invece, una melodia dell’oboe, i cui spunti vengono frantumati ed imitati nelle varie parti dei fiati e degli archi, dà l’avvio alla sezione centrale, preparando, in un crescendo, il terreno alla splendida espansione lirica della frase in re bemolle maggiore. Al numero 8 inizia la ripresa della parte iniziale, in cui la melodia principale del flauto rivive in una luce nuova, arricchita da numerosi riferimenti alla sezione centrale, spegnendosi poi poco a poco fino a chiudere nel pianissimo dell’ultima misura, in cui l’orchestra si riduce alla sola presenza dei flauti e del pizzicato dei violoncelli e dei contrabbassi.</p>
<p>Come si vede, quindi, ci si trova davanti ad un brano perfettamente strutturato ed equilibrato, in cui la forma, però, si fa, in un certo senso, allusiva, dai contorni sfumati, in un ricco gioco di rifrazioni del materiale musicale e di segreti equilibri e riferimenti sottintesi di idee.<br />
<img class="alignleft" title="fauno" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/manet_faune" alt="" width="365" height="250" /></p>
<p>La forma del Prélude, d’altra parte, porta completamente a compimento, nel linguaggio musicale, il percorso dell’èglogue di Mallarmé e difatti la sua struttura può anche leggersi alla luce della storia narrata dal poeta nei suoi 110 versi, la storia di un fauno che sdraiato presso uno stagno in un pomeriggio afoso si sveglia da un profondo sonno in cui ha sognato che due ninfe dal carattere opposto gli si siano presentate innanzi; profondamente turbato, immagina di lottare con le due ninfe per piegarle ai propri desideri sensuali, ma alla fine ritorna a sognare, in un’atmosfera sospesa tra il sonno e la realtà. Naturalmente la musica di Debussy dipinge in un certo qual modo questa storia, ma sarebbe riduttivo considerarla alla stregua di un poema sinfonico illustrativo.</p>
<p>Questa partitura rappresenta, invece, non solo nel riferimento del titolo, l’assorbimento e la riproposizione in campo musicale delle istanze poetiche di Mallarmé. Come questi, infatti, seguendo l’esempio di Baudelaire e soprattutto di Verlaine e Rimbaud, procede nella progressiva rarefazione della poesia e nello svincolamento di questa dall’ambito di una realtà conoscibile in senso materialista e positivista – una reazione concreta a tutte le poetiche veriste o che comunque trovano nel primato dell’indagine oggettiva e naturalistica la loro ragione ultima – così anche Debussy svincola la forma musicale dalla conoscibilità diretta e la porta ad un livello più profondo, dove deve essere ricercata con metodi che esulano dalla “scientificità” delle forme canoniche ed anche dalle loro più geniali, ma pur sempre razionalistiche, elaborazioni.<br />
<img class="alignright" title="Debussy" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/debussySeduto" alt="" width="198" height="212" />Ancora, Mallarmé auspica nella poesia – considerata come suprema ed unica forma di conoscenza – il rinvenimento di tutto un gioco di sottili e segrete corrispondenze che si trovano al di là della logica e che investono tutti i campi della percezione umana, al di là di quanto possa concedere la semplice esperienza empirica, mediante un linguaggio evocativo che si pone oltre la retorica, precursore dell’ermetismo, in cui la parola acquista, anche come entità singola, prima di tutto un suo valore musicale e soprattutto un valore di simbolo, quasi un nuovo codice di conoscenza che si raggiunge non per via razionale ma per via analogica. Le idee motiviche di Debussy, come quelle poetiche di Mallarmé, sono cariche di una musicalità intrinseca che le rende estremamente sofisticate e le carica di una sorta di magico incanto, in cui il suono ha praticamente valore esclusivamente per se stesso, soprattutto grazie all’avvolgente strumentazione che sapientemente riesce a evocare atmosfere che si trovano al di là del patrimonio puramente fenomenico (per cui, ad esempio, nel successivo trittico <em>La mer</em> sarebbe abbastanza riduttivo ricercare esclusivamente la ricreazione musicale del suono delle onde del mare), ma cercano di penetrare nella profondità e nel mistero dell’esperienza umana. Come la parola di Mallarmé, nel <em>Prélude</em> di Debussy la frase del flauto &#8211; che così spesso ricorre ogni volta sempre diversa e ogni volta sempre lontana da sé -, tutti i motivi, per così dire, accessori della prima e della seconda parte e le grandi espansioni melodiche, mai convenzionali, della sezione mediana sono tutti “simboli” strettamente connessi tra loro, che quasi riescono misteriosamente a parlarsi l’un l’altro, di una realtà percepita dal musicista – probabilmente il sottile erotismo che pervade <em>L’après-midi d’un faune </em>–, figure musicali che alludono ad un mondo sotterraneo di una sensibilità che ha smesso di accontentarsi della superficialità e della spiegabilità della conoscenza scientifica.<br />
<img class="alignleft" title="dipinto" src="http://www.musicamultimedia.net/musica/un-capolavoro-dellestetica-simbolista/debprel_testo_files/dipintoImpressionista" alt="" width="442" height="430" /><br />
Si nota bene come, sin da questo primo grande saggio orchestrale della poetica debussiana, si possa percepire la vicinanza e, direi, l’identità poetica con il mondo simbolista, piuttosto che con il mondo pittorico dell’impressionismo, pur presente ma non basilare come avevano rilevato i primi critici di Debussy, con estrema diffidenza dell’autore stesso. Che l’operazione sia d’altronde perfettamente riuscita in questo brano lo dimostra anche l’apprezzamento espresso dallo stesso Mallarmé nei confronti della partitura.</p>
<p>Il <em>Prélude à l’après-midi d’un faune</em> rappresenta infatti forse il momento di maggior contatto (insieme forse al <em>Pelleas et Melisande</em>) con il simbolismo di Mallarmé, musicalmente filtrato attraverso il simbolismo wagneriano del Parsifal, anche se rivissuto in maniera del tutto personale; le strade che prenderà in seguito Debussy con opere come <em>La Me</em>r, <em>Images</em> e con <em>Jeux</em> e il <em>Martyre de Saint-Sebastien</em>, pur partendo dallo stesso assunto di base, lo porteranno molto più avanti del simbolismo di Mallarmé, verso una sempre più radicale smaterializzazione e rarefazione delle idee musicali, ridotte spesso a puro suono, prima con la finezza della strumentazione memore del gamelan giavanese e con l’accoglimento di procedimenti musicali nuovi come le scale per toni intere o quelle pentafoniche, tipicamente esotiche, fino ad arrivare all’assorbimento di modalità antiche che daranno al suo linguaggio estremo una forza evocativa ancora più netta e profonda. Nel <em>Prélude</em> invece Debussy riesce a creare il vero gioco di profonde e recondite rispondenze simboliste, dando nuova vita a materiali musicali che si spingono poco oltre la consuetudine, consolidata, ad esempio, dalle innovazioni wagneriane, ormai acquisite: come la parola poetica di Mallarmé si carica di un mondo nuovo di significati pur rimanendo apparentemente nell’area comune del lessico intellettualistico, così le idee musicali e le forme di Debussy, pur restando in una sintassi formale apparentemente riconducibile alla normalità, approdano a nuovi significati, in un’espressione che si pone per certi versi in continuità con i mezzi musicali del passato ma in atteggiamento di novità nella concezione dell’arte musicale, infondendo una nuova luce anche in quanto desunto dalla tradizione.</p>
<p style="text-align: right;">Andrea Amici<br />
giugno 2000</p>
<p style="text-align: right; font-size:small;">Questo testo è una versione modificata di un saggio realizzato su proposta del prof. Giuseppe Collisani, docente di storia ed estetica della musica al Conservatorio &#8220;V. Bellini&#8221; di Palermo, in preparazione agli esami scritti del corso superiore di estetica musicale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2000/11/un-capolavoro-dellestetica-simbolista-il-prelude-a-l%e2%80%99apres-midi-d%e2%80%99un-faune-di-debussy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
