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	<title>Musica &#38; Multimedia &#187; Apple</title>
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	<description>Il sito internet di Andrea Amici - dedicato alla musica, all&#039;arte e alla multimedialità</description>
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		<title>Final Cut Pro X: Apple dice addio al mercato Pro?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 18:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando in rete con il mio iPad, forse il prodotto più significativo dopo l&#8217;iPod della capacità della Apple di creare prodotti assolutamente innovativi, di quelli che riescono a cambiare le abitudini e le tendenze di quella grossa fetta di popolazione che della tecnologia fa un uso intensivo nella vita di tutti i giorni, mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apple.com/finalcutpro/" target="_blank"></a><a href="http://magazine.creativecow.net/downloads.php" target="_blank"><img src="http://magazine.creativecow.net/covers_images/11_picon_url.jpg" id="blogsy-1308852219348.0667" class="alignleft" alt="" width="190" height="250"></a>Navigando in rete con il mio iPad, forse il prodotto più significativo dopo l&#8217;iPod della capacità della Apple di creare prodotti assolutamente innovativi, di quelli che riescono a cambiare le abitudini e le tendenze di quella grossa fetta di popolazione che della tecnologia fa un uso intensivo nella vita di tutti i giorni, mi sono imbattuto in un&#8217;interessante lettura, un articolo di <strong class="strong rangy_1">Walter Biscardi</strong>, apparso online su <strong class="strong rangy_1"><em class="em rangy_2">Creative Cow Magazine</em></strong> (<a href="http://magazine.creativecow.net/article/final-cut-pro-x-whats-missing-for-some-pros">http://magazine.creativecow.net/article/final-cut-pro-x-whats-missing-for-some-pros</a>) che elenca tutto ciò che manca al nuovo <strong class="strong rangy_1">Final Cut Pro X</strong> per essere realmente un&#8217;applicazione <em>pro</em>. <br />L&#8217;autore, come tanti altri professionisti del settore all&#8217;epoca delle prime presentazioni, avevano visto nella nuova versione del software un primo &#8220;<strong>iMovie Pro</strong>&#8220;, un programma quindi sicuramente più potente di <em>iMovie</em>, che rappresenta attualmente la migliore piattaforma per l&#8217;editing video <em>entry-level</em>, ma non certo il degno erede di <em class="em rangy_2">Final Cut Studio</em> così come lo conosciamo e abbiamo imparato ad apprezzare. </p>
<p><a href="http://www.apple.com/finalcutpro/" target="_blank"><img src="http://images.apple.com/mac/home/images/promo_final_cut_pro_x.jpg" id="blogsy-1308852219319.9827" class="alignright" alt="" width="320" height="210"></a>Che Final Cut avesse bisogno di un po&#8217; di elasticità in più in alcune cose era evidente, così come era evidente che certe semplici <em>feature</em> di iMovie era un peccato non poterle avere (con il debito potenziamento) nell&#8217;applicazione <em>pro</em>, ma da qui a eliminare con un colpo di spugna tutto quanto raggiunto negli anni di sviluppo, sembra veramente un&#8217;eresia informatica. <br />Leggendo attentamente però la rapida recensione fatta da Biscardi, ci si accorge purtroppo che è proprio così: a quanto pare Apple ha abbandonato letteralmente le caratteristiche avanzate di Final Cut per privilegiarne altre, mutuate dal mondo <em>consumer</em> o <em>prosumer</em>, come piace oggi definire quella categoria di utenti, fra i quali si ascriverebbe anche il sottoscritto, che utilizzano in maniera più avanzata il computer e il Mac in particolare per creare prodotti dall&#8217;aspetto professionale, ma senza essere dei professionisti del settore. <br />Un grave errore, a mio modesto avviso. Utilizzo Final Cut Studio per i miei lavori video all&#8217;Istituto Pestalozzi e con le sue eccezionali caratteristiche di montaggio con le <em>multiclip</em>, con la flessibilità dell&#8217;organizzazione dei materiali e delle sequenze, la possibilità di riutilizzare porzioni video in maniera molto plastica, la capacità di portare su più computer il lavoro semplicemente riconnettendo i <em>media</em> mancanti, ho portato a termine vari progetti; con l&#8217;integrazione e il <em>work flow</em> avanzato con Motion, SoundTrack Pro e DVD Studio Pro ho anche fatto qualcosa di più complesso e a quanto leggo (non ho avuto modo ancora di provare la nuova versione) bisogna pateticamente dire addio a tutto quanto si è abituati a fare: ci saranno tante novità ma la tradizione, per così dire, è stata spazzata via, non integrata nel nuovo prodotto. <br />Un grave errore, dicevo. Suite come Final Cut Studio invogliano il <em>prosumer</em> come me ad andare ben oltre l&#8217;iMac o il MacBook Pro, per tentare, con i sacrifici del non essere professionisti del settore, ma solo buoni &#8220;dilettanti&#8221; nell&#8217;accezione più nobile del termine, il salto verso un Mac Pro e una piattaforma Apple che dica addio ai compromessi; abbandonare quindi questo settore professionale, oltre al danno nel settore di riferimento, porta inevitabilmente alla disaffezione anche di chi chiede al Mac quel qualcosa in più, di chi anche se non ha esigenze da studio tuttavia vuole padroneggiare le attrezzature con le potenzialità migliori, che aiutino a far venire fuori tutta la creatività. <br />Un&#8217;ultima considerazione. Se questo è toccato a Final Cut Studio, cosa succederà a <strong class="strong rangy_1">Logic Studio</strong> che dà ancora di più l&#8217;impressione di essere un oggetto smarrito? È, secondo me, il software più versatile, ancorché per certi aspetti purtroppo primitivo, per comporre musica e adesso stento a credere che lo si voglia far progredire per quanto concerne gli aspetti ancora spigolosi e arcaici. <br />A questo punto, se la piattaforma Mac Os sarà ancora valida, sicuramente sarà il caso di orientarsi verso la Adobe per l&#8217;editing video o Pro Tools 9 per l&#8217;audio, software rampanti che mi sembra credano nel futuro del mercato professionale. </p>
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		<title>Le discutibili nuove strategie della Apple</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 06:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho installato l&#8217;aggiornamento iOS 4.0.1 sul mio iPhone 3G attraverso l&#8217;apposita procedura &#8220;ufficiale&#8221;, cioè con iTunes, collegando lo smartphone al mio iMac; con mio enorme disappunto, al riavvio del dispositivo, la SIM Vodafone sembrava del tutto inesistente. Ho provato a ripristinare l&#8217;iPhone, sempre attraverso le vie canoniche, e, terminata la procedura, ho avuto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><img title="iphone" src="http://images.apple.com/it/iphone/images/route-multitasking-20100607.png" alt=" " width="244" height="225" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Ieri ho installato l&#8217;aggiornamento iOS 4.0.1 sul mio iPhone 3G attraverso l&#8217;apposita procedura &#8220;ufficiale&#8221;, cioè con iTunes, collegando lo smartphone al mio iMac; con mio enorme disappunto, al riavvio del dispositivo, la SIM Vodafone sembrava del tutto inesistente. Ho provato a ripristinare l&#8217;iPhone, sempre attraverso le vie canoniche, e, terminata la procedura, ho avuto la conferma che la mia SIM era stata evidentemente danneggiata irreparabilmente.</p>
<p>Mi sono quindi messo a cercare sui siti e sui forum più autorevoli per vedere un po&#8217; se la mia stessa esperienza fosse stata &#8220;patita&#8221; da qualcun altro e ho trovato una marea di lamentele di varie anomalie sofferte dagli utenti con questi nuovi aggiornamenti. Naturalmente ho aggiunto anche la mia voce, non tanto per ricevere consigli, dato che non c&#8217;erano grandi alternative a quanto ho fatto in seguito, ma semplicemente perché ritengo necessario che le lamentele arrivino agli altri utenti e infine alla casa produttrice così che si renda conto del vicolo cieco che ha imboccato.</p>
<p>Personalmente, negli ultimi anni, ho scelto e consigliato i prodotti Apple perché assolutamente affidabili sul piano lavorativo: io utilizzo i computer prevalentemente nel mio lavoro scolastico (grafica, video e web design) e in privato per la composizione musicale, perché se si ha a che fare con la concretizzazione delle proprie idee &#8211; soprattutto in tempi spesso ristretti &#8211; non si può perdere tempo dietro computer che hanno continuamente problemi da risolvere. Con la Apple è sempre stato un ottimo sodalizio: delle macchine che consentono di lavorare al meglio, senza sprechi inutili di tempo. Ma da quando è entrato in scena l&#8217;iPhone le cose a Cupertino sono cambiate: l&#8217;attenzione si è spostata dalla qualità dei prodotti alla necessità di battere la concorrenza su un terreno ovviamente nuovo e senza dubbio impervio.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;iPhone sia uno smartphone innovativo, con caratteristiche uniche, prima fra tutte l&#8217;interfaccia e l&#8217;usabilità tipica dei prodotti di Cupertino, ma la Apple è evidente che viaggi a tappe forzate, sacrificando la cura dei prodotti in nome della necessità di sfornarli il più compatibilmente possibile con gli imperativi della borsa e del mercato.<br />
La strada imboccata è quindi la stessa della concorrenza storica, la Microsoft: intanto si butta sul mercato qualcosa di altisonante, ancorché bacato, perché il marchio ha un trend significativo, riservandosi le correzioni a un secondo momento. Ciò purtroppo significa ricerca assoluta del guadagno a scapito dell&#8217;utente finale, che in genere però non è stupido, e anzi non lo è proprio quel target di utenza professionale che ha sempre scelto Apple per la sua affidabilità.</p>
<p>Così se un tempo l&#8217;iPod ha avuto un effetto volano per quanto riguarda la diffusione in ambiente consumer dei computer con la mela, mi sembra che oggi l&#8217;iPhone potrebbe avere un effetto boomerang, allontanando l&#8217;utenza professionale dalla Apple, la quale, se così fosse, potrebbe investire sempre meno nel settore pro, con buona pace di Logic (non a caso fermo già da un bel po&#8217; di tempo), Final Cut e Mac Pro. Una brutta strada che lascerebbe orfani tanti utenti che troverebbero le loro piattaforme e i loro passati investimenti ormai in uno stato di patetica obsolescenza.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 596px"><img class="size-full " src="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2010/07/l_586_278_EE9CA986-1A80-4370-BEED-E72C9477188B.jpeg" alt="" width="586" height="278" /><p class="wp-caption-text">Il nuovo motto della Apple nell&#39;era dell&#39;iPhone: We are not perfect</p></div>
<p>E che la strada sia questa, purtroppo, lo confermano tanti indizi, non ultima la fretta di uscire con una nuova <em>miracolosa</em> versione dell&#8217;iPhone (iPhone 4G) che a quanto pare non funziona proprio e uno Steve Jobs costretto a venire alla ribalta per scusarsi e inventarsi scuse, per evitare che il titolo in borsa si affossi inesorabilmente, mentre prima ogni sua uscita era per mostrare novità effettivamente significative, ma evidentemente maturate con il giusto tempo.</p>
<p>l&#8217;iPhone 4 e parzialmente anche il nuovo iOS sembrano un grosso flop frutto della spropositata fretta di arrivare primi, ma soprattutto sembra sempre più l&#8217;abbandono di un&#8217;immagine e di un target che erano stati il successo dell&#8217;azienda e dei suoi gloriosi computer.</p>
<p>Intanto, dovendo fare i conti con questa nuova realtà, consiglio a tutti, prima di aggiornare l&#8217;iPhone, di fare un backup con iTunes e poi spegnere il dispositivo ed estrarne la SIM; poi far partire lo smartphone in modalità DFU premendo e mantenendo premuti contemporaneamente il pulsante home e quello di accensione e ripristinare il sistema dall&#8217;aggiornamento scaricato dal sito della Apple e non tramite iTunes. A procedura completata l&#8217;iPhone sarà praticamente come nuovo, pertanto si può procedere all&#8217;unbrick e poi al ripristino del backup.</p>
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		<title>Le cartelle della Home</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho ripristinato un&#8217;installazione di Mac OS X Leopard da una Time Machine e tutto è ritornato bello e funzionante: veramente una feature utile e ben fatta!
Poiché non avevo incluso nel backup le cartelle Filmati e Downloads della mia Home, in quanto le utilizzo per passaggi  e lavori temporanei, naturalmente al ripristino mi sono trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 315px"><img title="iMac con Time Machine" src="http://images.apple.com/it/business/leopard/images/secure_imac.jpg" alt="La funzionalità Time Machine del Mac OS X" width="305" height="301" /><p class="wp-caption-text">La funzionalità Time Machine del Mac OS X</p></div>
<p>Ho ripristinato un&#8217;installazione di Mac OS X Leopard da una <em>Time Machine</em> e tutto è ritornato bello e funzionante: veramente una <em>feature</em> utile e ben fatta!</p>
<p>Poiché non avevo incluso nel backup le cartelle <em>Filmati</em> e <em>Downloads</em> della mia <em>Home</em>, in quanto le utilizzo per passaggi  e lavori temporanei, naturalmente al ripristino mi sono trovato senza le suddette cartelle; <em>Downloads</em> si è ricreata da sola, non appena Safari ha effettuato un download da internet, l&#8217;altra, anche creando una nuova cartella con nome &#8220;Filmati&#8221; non era più come prima, ovvero l&#8217;icona non era quella di sistema, pertanto era evidente che non sarebbe stata riconosciuta come la cartella di default per i video.</p>
<p>Dopo aver googlato per qualche istante, ho trovato una soluzione molto semplice e veloce: ho creato una cartella <em><strong>Movies</strong></em> nella mia home che è stata subito riconosciuta con l&#8217;icona dei filmati, poi ho dato un comando da terminale:<br />
<strong>touch $HOME/Movies/.localized</strong><br />
e tutto è tornato a posto! Spero che questa mia esperienza possa essere utile anche ad altre persone che si trovino eventualmente in questa situazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gestire due monitor su OSX</title>
		<link>http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/2008/03/gestire-due-monitor-su-osx/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Da molto tempo ormai mi sono abituato a lavorare con più monitor; sin dai giorni dei vecchi pc windows montavo più schede video all&#8217;interno del case proprio per poter utilizzare più schermi e distribuire il lavoro più agevolmente. Da quando ho acquistato prima il PowerBook G4 e poi l&#8217;iMac Intel ho potuto apprezzare quanto sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/graphics_double20070807.jpg" alt="" /></p>
<p>Da molto tempo ormai mi sono abituato a lavorare con più monitor; sin dai giorni dei vecchi pc <span style="font-style: italic;">windows</span> montavo più schede video all&#8217;interno del <span style="font-style: italic;">case</span> proprio per poter utilizzare più schermi e distribuire il lavoro più agevolmente. Da quando ho acquistato prima il PowerBook G4 e poi l&#8217;iMac Intel ho potuto apprezzare quanto sia completa ed efficace, nonché semplice in pieno stile Apple, la gestione degli schermi secondari.<span id="more-292"></span></p>
<p>Mi era finora sfuggita però una caratteristica che proprio adesso trovo molto utile; nel mio studio privato lavoro essenzialmente su due fronti: <span style="font-style: italic;">musica</span> e <span style="font-style: italic;">multimedia</span>, proprio come il nome di questo sito; la postazione è ad angolo retto: da una parte l&#8217;iMac su una scrivania con tastiera e mouse senza fili e tavoletta grafica (più tutta una serie di hard disk esterni e altro collegati&#8230;), dall&#8217;altra una <span style="font-style: italic;">master keyboard</span> a 88 note, sulla quale rimane sospeso un monitor secondario che permette non solo una pratica estensione del desktop, ma anche la possibilità di avere lo schermo proprio di fronte quando si lavora alla tastiera musicale.</p>
<p>Quando sono rivolto alla tastiera pianistica della mia <span style="font-style: italic;">master keyboard</span> mi porto sullo schermo secondario le finestre dei software musicali e non ho così la necessità di &#8220;torcere&#8221; il collo di 90°, tanto più che mouse e tastiera <span style="font-style: italic;">bluetooth</span> si spostano facilmente sulla <span style="font-style: italic;">master</span>. Fino a ieri il mio problema era quello di non saper spostare la barra dei menu sull&#8217;altro monitor, così da avere una sistemazione comunque non definitiva.</p>
<p>Mi accorgo solo oggi che nelle proprietà schermo di <span style="font-style: italic;">Leopard</span> (c&#8217;era anche su <span style="font-style: italic;">Tiger</span>? Francamente non ci ho mai fatto caso&#8230;) c&#8217;è la possibilità di tirare la barra dei menu sull&#8217;altro monitor e così far diventare quello il monitor principale, con conseguente spostamento anche del dock e delle finestre già presenti sullo schermo dell&#8217;iMac che così diviene lo schermo secondario.</p>
<div style="margin: 0pt auto; width: 581px;"><img src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/preferenze-monitor.jpg" alt="" /></div>
<p>Che dire? Ben fatto, ancora una volta, Apple! E per me&#8230; beh, attenzione a leggere bene tutto ciò che è scritto sullo schermo!</p>
<p>Alla prossima&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Natale a Pasqua&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 23:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio blog su Musica &#38; Multimedia, che l&#8217;ultimo post risale &#8220;solamente&#8221; al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?
Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l&#8217;un l&#8217;altro a velocità vertiginosa, solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio <span style="font-style: italic;">blog</span> su <span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span>, che l&#8217;ultimo <span style="font-style: italic;">post</span> risale &#8220;solamente&#8221; al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?</p>
<p>Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l&#8217;un l&#8217;altro a velocità vertiginosa, solo il tempo è tiranno fra impegni di lavoro e spazi per la riflessione che &#8211; ahimè &#8211; si assottigliano sempre di più.</p>
<p>Tuttavia il tempo non passa invano e alle soglie di queste festività pasquali e di un brevissimo stacco dall&#8217;attività lavorativa (finché ancora ci si consentirà di usufruire di qualche giorno per potersi concentrare sulla dimensione religiosa, purtroppo oggi molto messa in secondo piano anche dai legislatori che si occupano molto di garanzie ma spesso non tutelano quelle ovvie&#8230;) vorrei illustrare alcune idee, alcuni progetti e alcuni lavori che spero presto saranno visibili a tutti su internet.</p>
<p>Se dovessi definire con una sola parola chiave questi ultimi mesi, userei senza dubbio: <span style="font-style: italic;">sperimentazione</span>. E sperimentazione su vari fronti, fra i quali si pone come catalizzatore il computer, la <span style="font-style: italic;">longa manus</span> che ormai permette sempre di più di concretizzare la propria fantasia. <span id="more-291"></span></p>
<p><a href="http://www.adobe.com/images/store/product_boxshots/112x112/box_web_standard_cs3_112x112.jpg" rel="shadowbox[post-291];player=img;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 110px; height: 110px;" src="http://www.adobe.com/images/store/product_boxshots/112x112/box_web_standard_cs3_112x112.jpg" border="0" alt="" /></a>Sono negli ultimi mesi approdato all&#8217;utilizzo massiccio della <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Adobe Creative Suite Web Standard</span></span><span><span>, che adopero al lavoro per la realizzazione e il mantenimento del sito dell&#8217;I.C. Pestalozzi di Catania (<a href="http://www.pestalozzi.cc/">www.pestalozzi.cc</a>), merito dell&#8217;entusiasmo nei confronti dei miei &#8220;prodotti&#8221; da parte del mio dirigente scolastico, che mi ha chiesto di dotare l&#8217;istituto del miglior mezzo sul mercato. Gli sforzi, gli studi e la sperimentazione si sono indirizzati principalmente a <span style="font-style: italic;">Flash CS3</span>, un &#8220;grande&#8221; ritorno per me, ma anche un &#8220;traumatico&#8221; ritorno! Avevo lasciato <span style="font-style: italic;">Flash</span> anni fa (come si può vedere attraverso le vestigia informatiche di questo sito), ancora Macromedia, e lo ritrovo in una smagliante forma Adobe, un un momento di profonda maturità e a un livello di sviluppo veramente eccellente, con una perfetta integrazione creativa tra i prodotti. Ma per <span style="font-style: italic;">ActionScript 3</span> una transizione tutt&#8217;altro che indolore: le novità sono tante e anche strutturali, ma proprio in questi giorni arrivo a farmi le mie <span style="font-style: italic;">document class</span> e a mettere online vari frutti delle mie sperimentazioni: nulla osta, ovviamente, che anche <span style="font-style: italic;">Musica &amp; Multimedia</span> presto sia toccato dalle novità. Una cosa però mi impongo, contrariamente alla mia naturale tendenza: lungi da me l&#8217;idea di buttare tutto giù e ricostruire da zero su basi nuove, la parola d&#8217;ordine sia per il sito che gestisco per lavoro, sia per il mio, sarà <span style="font-style: italic;">integrazione</span> delle tecnologie; non esiste in realtà una soluzione definitiva, ma invece la chiave è l&#8217;utilizzo strategico delle risorse.</span></span></p>
<p><span><span>La sperimentazione maggiore è invece quela in campo musicale. Dopo i lavori degli ultimi mesi dello scorso anno, con la pubblicazione su <a href="http://it.youtube.com/musicamultimedia">YouTube</a> e Musica &amp; Multimedia dei tre brani <span style="font-style: italic;">Ave Maria</span>, <span style="font-style: italic;">La Mia Fanciulla</span> e <span style="font-style: italic;">Regina Coeli</span>, mi sono definitivamente indirizzato all&#8217;uso del computer nella composizione musicale: mentre per i brani che ho scritto anni fa vedevano il computer come anello finale, principalmente per la preparazione della partitura, ora il processo compositivo si svolge <span style="font-style: italic;">al</span> computer.<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Igor Stravinsky affermava che per lui era meglio <span style="font-style: italic;">lavorare</span> <span style="font-style: italic;">a contatto con la materia sonora</span> e si riferiva alla sua abitudine di comporre al pianoforte, non solo provando le proprie idee ma anche facendo stimolare la mente dagli <span style="font-style: italic;">automatismi </span>delle dita alla tastiera; Stravinsky ne era convinto, tanto da seguire anche dei precisi rituali e delle precise abitudini per la composizione creandosi uno spazio di lavoro attorno al pianoforte, ma naturalmente non era il solo. Oggi lavorare a contatto con la materia sonora significa molto di più che un semplice pianoforte e mi accorgo che la composizione assistita da un computer e dai campionatori è oggi una risorsa imprescindibile per ogni compositore, tanto più che adesso è possibile con librerie sonore sempre più dettagliate creare un suono orchestrale che si avvicina in maniera assolutamente impressionante alla realtà.<br />
</span></span></p>
<p><span><span>Il mio lavoro si svolge attorno ad un <span style="font-style: italic;">Apple iMac</span> al quale viene collegata una <span style="font-style: italic;">master keyboard</span> a 88 tasti pesati con &#8220;azione martelletto&#8221; <span style="font-style: italic;">CME UF-80</span> che controlla essenzialmente <span style="font-style: italic;">Logic</span>, un software che sto imparando sempre più a conoscere e ad apprezzare nel pieno delle sue funzionalità.</span></span></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><img title="Il mio studio musicale" src="http://www.musicamultimedia.net/andreaamici/studio_DSC00968.jpg" alt="Il mio studio musicale" width="401" height="267" /><p class="wp-caption-text">Il mio studio musicale</p></div>
<p><span><span>I progetti sono tanti: numerose idee sparse, per il momento, che riempiono una cartella del computer dal laconico nome di &#8220;<span style="font-style: italic;">Appunti</span>&#8220;, e attualmente un&#8217;orchestrazione di un mio vecchio brano, <span style="font-style: italic;">Kyrie in memoriam Johann Sebastian Bach</span>, una fuga vocale a quattro voci su doppio soggetto, già in avanzato stato di lavorazione; nella mente intanto frulla un&#8217;orchestrazione di un altro mio brano per soprano e pianoforte, <span style="font-style: italic;">Sentieri Nascosti</span>, che in ordine cronologico dovrà forse seguire l&#8217;attuale progetto in corso e diventare per coro femminile e orchestra &#8220;ampliata&#8221; rispetto al normale organico, e inoltre una prima parte di un brano, completa di orchestrazione, che dovrebbe diventare un <span style="font-style: italic;">Divertimento per orchestra</span>, nato come studio, come esigenza di approfondire tecniche strumentali attravero un essenziale astrattismo concettuale.</span></span></p>
<p>Frattanto giunge la mezzanotte ed è l&#8217;inizio di un giorno importante: Cristo risorge e con lui la speranza di un futuro migliore. <span style="font-style: italic;"><br />
Regina Coeli Laetare Alleluja!<br />
Buona Pasqua a tutti!</span><br />
<object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/2emr1HezyiQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2emr1HezyiQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Logic Studio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 17:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[computer music]]></category>
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		<description><![CDATA[La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale Logic, che giunge così all&#8217;ottava release testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.

Prima di tutto il concetto di Studio: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come Final Cut [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale <span style="font-weight: bold;">Logic</span>, che giunge così all&#8217;ottava <span style="font-style: italic;">release</span> testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.</p>
<div id="logicStudio" style="float: right;"><img src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/mondo-apple/logic-studio.png" alt="" /></div>
<p>Prima di tutto il concetto di <span style="font-style: italic;">Studio</span>: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come <span style="font-style: italic;">Final Cut Studio</span>. Poi, novità più profonda, la rinnovata interfaccia, secondo un criterio che, a mio giudizio, ha già reso più appetibile applicazioni di per sé validissime come<span style="font-style: italic;"> SoundTrack Pro</span>, cioè la finestra unica, all&#8217;interno della quale il lavoro si diversifica a seconda del momento e del punto del <span style="font-style: italic;">work-flow</span>. Guardando gli <span style="font-style: italic;">screenshots</span> si nota (come sempre) la marcia in più di casa Apple: l&#8217;impressione è di avere a che fare proprio con ciò che si desiderava; <span style="font-style: italic;">Logic</span> ci aveva abituato a strumenti utilissimi, a una versatilità che rendeva il lavoro estremamente gradevole e produttivo, anche se, personalmente, non ne gradivo a pieno l&#8217;estetica; ciò che si intravvede oggi è un&#8217;ulteriore avanzamento verso l&#8217;idea di un&#8217;interfaccia sempre più trasparente all&#8217;utilizzo che permette la concentrazione sul lavoro e la creatività, senza perdersi nei meandri di confusionari tecnicismi.</p>
<p>Ancora di più si dimostra efficace nella sua minimalistica concezione l&#8217;elegante interfaccia della nuova applicazione orientata al live, che mostra delle intuizioni, anche dal punto di vista della personalizzazione, veramente degne di nota. Proprio quest&#8217;applicazione è un interessante valore aggiunto a un software che già di per sé ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un leader nel settore.</p>
<p>In attesa quindi di una vera e propria prova su strada, dalle premesse si nota che anche Logic si adegua alla nuova tendenza di Apple di rendere il sistema sempre più intuitivo, lineare e potente ma sempre più essenziale al lavoro quotidiano, sia esso professionale che amatoriale. A questo punto non rimane che attendere fiduciosi il debutto di Leopard, che dovrebbe incarnare questa filosofia a livello di sistema operativo.</p>
<p>Un&#8217;ultima nota è doverosa e riguarda il prezzo di <span style="font-style: italic;">Logic Studio</span>, e conseguentemente del fratellino &#8220;minore&#8221;<span style="font-style: italic;"> Logic Express</span>. Poter acquistare un software professionale a un prezzo che si aggira intorno ai 500 euro è una conquista notevole che, speriamo, segni l&#8217;inizio di una controtendenza, a dimostrazione che il software, con la sua naturale tendenza all&#8217;effimero e al continuo aggiornamento non possa oggettivamente gravare sul professionista in maniera così incidente.</p>
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		<title>Il futuro nel passato: Spazio 1999 su Rai.tv</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 16:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Mac Os X]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[tips and tricks]]></category>

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		<description><![CDATA[


L&#8217;estate, in genere, è un periodo di &#8220;riciclo&#8221; in TV; la Rai, come aveva già fatto alcune estati or sono, ripropone fra l&#8217;altro la famosissima serie fantascientifica Spazio 1999, ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson e trasmessa per la prima volta nel 1976, un&#8217;occasione, per tutti quelli della mia generazione, di rivedere qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="contenitoreImgshadow" style="float: left; width: 250px; height: 200px;">
<div class="img-shadow"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/3c/Space1999screenshot.jpg/200px-Space1999screenshot.jpg" border="0" alt="" /></div>
</div>
<p>L&#8217;estate, in genere, è un periodo di &#8220;riciclo&#8221; in TV; la Rai, come aveva già fatto alcune estati or sono, ripropone fra l&#8217;altro la famosissima serie fantascientifica <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Spazio 1999</span>, ideata nel 1973 da <span style="font-weight: bold;">Gerry</span> e <span style="font-weight: bold;">Sylvia Anderson</span> e trasmessa per la prima volta nel 1976, un&#8217;occasione, per tutti quelli della mia generazione, di rivedere qualcosa che ci ha fatto fantasticare e giocare di immaginazione nei riguardi di un futuro che ormai è già passato. Rivedendo le immagini di questa serie, certo, si notano ingenuità e soprattutto un modo di recitare e di sceneggiare estremamente datato, tuttavia da adulti, magari, si colgono taluni aspetti di contestazione e denuncia che ancora oggi possono essere attuali: soprattutto nella sua prima serie, infatti, l&#8217;intenzione evidente degli autori è quella di mostrare una problematicità del rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;esplorazione dell&#8217;universo (fortemente condizionata da esigenze politiche e propagandistiche), tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente, tra l&#8217;uomo e il suo futuro tutt&#8217;altro che roseo a causa di uno sviluppo selvaggio, incontrollato e insostenibile. Se consideriamo il disastro ambientale, allora incipiente e paventato, ma di cui oggi siamo primi testimoni in questi anni visto l&#8217;assoluto disinteresse della politica internazionale, si nota come il futuro denunciato nella serie televisiva ci abbia attraversato con problematiche irrisolte aprendo scenari che purtroppo non siamo in grado di prevedere.<span id="more-76"></span></p>
<p>Un altro è il punto d&#8217;interesse di questa riproposizione estiva e cioè il &#8220;<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">mezzo</span>&#8220;: questa volta la Rai inserisce <span style="font-style: italic;">Spazio 1999</span> nel &#8220;palinsesto&#8221; del suo portale <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Rai.tv</span> (<a href="http://www.rai.tv/">www.rai.tv</a>), un&#8217;eccellente iniziativa anche se, a mio giudizio, molto mal realizzata tecnicamente. Dal punto di vista concettuale la Rai dimostra con questa operazione una grande lungimiranza: la televisione, così come oggi la conosciamo, è destinata (fortunatamente) a morire; il futuro &#8211; non troppo lontano &#8211; ci riserva la possibilità di <span style="font-weight: bold;">fruire contenuti audio/video <span style="font-style: italic;">on demand</span></span>, a richiesta, su dispositivi connessi alla rete: televisori attualmente corredati di <span style="font-style: italic;">set-top-box</span>, ma prossimamente con scheda di rete integrata, cellulari a banda larga, computer multimediali e <span style="font-style: italic;">media-center</span>; lo spettatore diviene in prima persona protagonista della scelta e soprattutto si svincola dall&#8217;orario e dalla sequenzialità del programma. In più, aziende come la Rai che hanno già alle loro spalle una vita pluridecennale, possono mettere a disposizione degli utenti i loro enormi archivi e dare la possibilità democraticamente a tutti di scegliere, limitando così anche l&#8217;imposizione di gusti e scelte di mercato che a molti non interessano affatto.</p>
<p style="text-align: center;"><img style="margin: 0pt auto; width: 600px; height: 461px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/spazio-1999-trasmissione.jpg" alt="" /></p>
<p>Il limite, maggiore, per <span style="font-style: italic;">Rai.tv</span> è la scelta del suo &#8220;<span style="font-weight: bold;">motore</span>&#8221; video: l&#8217;azienda &#8220;di stato&#8221; infatti ha optato per un formato proprietario legato ad una singola azienda e ad un singolo <span style="font-style: italic;">brand</span>, il <span style="font-weight: bold;">wmv</span> della <span style="font-style: italic;">Microsoft</span>. A parte il discorso sulla qualità, evidentemente scadente se rapportata ad altri <span style="font-style: italic;">codec</span> quali, ad esempio, l&#8217;H264 oggi adottato da <span style="font-style: italic;">QuickTime</span>, <span style="font-style: italic;">YouTube</span>, <span style="font-style: italic;">Adobe</span>, la scelta di utilizzare un formato che funziona bene e al 100% solo con Windows e male o in modo approssimato con altre piattaforme limita enormemente la vitalità del servizio.<br />
Chi, come me, utilizza computer Apple, ad esempio si ritrova con un funzionamento approssimato, grazie all&#8217;uso del <span style="font-style: italic;">codec</span> <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Flip4Mac</span>, che consente, all&#8217;interno del <span style="font-style: italic;">browser</span>, di attivare un controllo <span style="font-style: italic;">QuickTime</span> con il quale, però, è impossibile ad esempio una visione a schermo intero, possibile quindi su Mac solo a patto di utilizzare una virtualizzazione con <span style="font-style: italic;">Parallels Desktop</span>, <span style="font-style: italic;">VMFusion</span> o <span style="font-style: italic;">BootCamp</span>.</p>
<p>La Rai non consente, allo stato attuale, per tutti i contenuti del suo portale (eccezion fatta per i <span style="font-style: italic;">podcast</span>) di scaricare i video, cosa che avrebbe, ad esempio, permesso a noi utenti Apple di vedere i filmati a schermo intero aprendoli all&#8217;interno di <span style="font-style: italic;">QuickTime</span>, ma proprio la limitazione questa volta può diventare un punto di forza, con qualche piccolo accorgimento che andiamo subito a spiegare.</p>
<p>Una piccola premessa: in generale gli <span style="font-style: italic;">streaming</span> video si possono facilmente salvare sul proprio computer attraverso l&#8217;ottimo <span style="font-style: italic;">software</span> <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">VLC</span> (<a href="http://www.videolan.org/vlc/">http://www.videolan.org/vlc/</a>) un <span style="font-style: italic;">open source</span> che, fra le tantissime possibilità, permette anche di aprire un video su internet e, per così dire, ritrasmetterlo su una rete o su un file; l&#8217;operazione naturalmente necessita dell&#8217;esatta <span style="font-style: italic;">url</span> del file <span style="font-style: italic;">wmv</span>, cosa che nel nuovo portale <span style="font-style: italic;">Rai.tv</span> è molto difficile da ottenere: alcuni <span style="font-style: italic;">script</span>, infatti, reindirizzano in maniera automatica il <span style="font-style: italic;">browser</span> e anche con alcuni accorgimenti nati in ambiente Linux per evitare le prime (ancora più pesanti) limitazioni dovute all&#8217;implementazione dei controlli <span style="font-style: italic;">ActiveX</span>, il risultato non è garantito, oltre che estremamente macchinoso.</p>
<p>Ebbene, <span style="font-weight: bold;">con un computer <span style="font-style: italic;">Apple</span>, <span style="font-style: italic;">QuickTime</span> e <span style="font-style: italic;">Flip4Mac</span> magicamente è possibile salvare questi <span style="font-style: italic;">streaming</span> sul proprio <span style="font-style: italic;">hard disk</span> e da lì vederli a schermo intero o fare qualsivoglia conversione!</span></p>
<p>Innanzitutto puntando il <span style="font-style: italic;">browser</span> alla pagina della trasmissione (con <span style="font-style: italic;">Flip4Mac</span> correttamente installato) si avvia il filmato e se ne attende il completo scaricamento senza chiudere ovviamente la finestra con la pagina web (anche mettendo il filmato in pausa, il <span style="font-style: italic;">download</span> nella <span style="font-style: italic;">cache</span> continua); non appena il filmato è stato completamente scaricato (lo si desume dalla barra grigia di progresso, che nel frattempo si allunga sino alla fine del video), fare clic sul triangolino in basso a destra e scegliere dal menu &#8220;<span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Save as QuickTime Movie</span></span>&#8230;&#8221;, come nella figura qui in basso.</p>
<div style="text-align: center;"><img style="margin: 0pt auto; width: 600px; height: 443px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/spazio-1999-salvataggio.jpg" alt="" /></div>
<p>A questo punto compare la tipica maschera per il salvataggio del <span style="font-style: italic;">file</span> sul proprio computer: tutto qui, a questo punto il filmato è perfettamente visibile lanciandolo con un doppio clic o dall&#8217;interno di <span style="font-style: italic;">QuickTime</span>, che inoltre permette l&#8217;esportazione del file in altri formati.</p>
<div style="text-align: center;"><img style="margin: 0pt auto; width: 600px; height: 366px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/spazio-1999-esportazione.jpg" alt="" /></div>
<p>In questo modo è possibile trasferire il video su un lettore divx da tavolo, oppure comprimerlo in mp4 o 3gp per vederlo su un dispositivo mobile.</p>
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