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	<title>Musica &#38; Multimedia &#187; concerti</title>
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	<description>Il sito internet di Andrea Amici - dedicato alla musica, all&#039;arte e alla multimedialità</description>
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		<title>Un Prokofiev triste al Bellini di Catania</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 05:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fra gli applausi inconsapevoli di una giovane generazione completamente ignara della grande cultura di cui è erede, ho vissuto un momento di enorme tristezza e pena per la decadenza in cui versa inevitabilmente un ideale di civiltà oggi in maniera inesorabile abbandonato.
Mi sono trovato al Teatro Massimo Bellini di Catania per assistere assieme ai miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2011/05/20110514-090020.jpg" alt="20110514-090020.jpg" style="float:left; margin-right:10px;" />Fra gli applausi inconsapevoli di una giovane generazione completamente ignara della grande cultura di cui è erede, ho vissuto un momento di enorme tristezza e pena per la decadenza in cui versa inevitabilmente un ideale di civiltà oggi in maniera inesorabile abbandonato.<br />
Mi sono trovato al Teatro Massimo Bellini di Catania per assistere assieme ai miei alunni a <em>Pierino e il Lupo</em> di Prokofiev. Dopo aver discusso in classe nel giorno precedente sull&#8217;importanza sociale di una storica istituzione quale può essere il teatro d&#8217;opera, come lievito di civiltà e luogo d&#8217;eccellenza nel quale  prendono vita i sogni di bellezza dell&#8217;uomo, e dopo aver la mattina stessa, pur essendo docente di lettere, fatto una speciale introduzione alla partitura per orchestra del brano del compositore russo (mostrandola e facendo vedere materialmente come è fatta e qual è il compito degli interpreti e del direttore d&#8217;orchestra), giunto nella magica atmosfera di un palco di secondo ordine nell&#8217;impareggiabile cornice del Massimo catanese, ho avuto la sorpresa di un pasticcio teatrale, fatto di pressappochismo, superficialità e soprattutto direi totalmente anti teatrale.<br />
Prima sgradita sorpresa, la presentazione in forma di balletto dal sapore vagamente carnascialesco, con costumi da libro illustrato per bambini e un attore con ruolo di voce recitante dal tono grottesco.<br />
Ma non era la peggiore: a far risuonare fra gli stucchi della sala e i diaframmi dei suoi occupanti altro non era se non una pessima base musicale preregistrata e montata alla meno peggio che partiva da un portatile della Apple diffondendosi attraverso uno scarsissimo impianto di amplificazione del resto bastante in un posto dove gli amplificatori dovrebbero servire soltanto per degli annunci.<br />
Della splendida musica di Prokofiev non giungeva quindi che uno sbiadito e pallido fantasma, mentre delle intenzioni dell&#8217;autore di promuovere la conoscenza della musica sinfonica e degli strumenti dell&#8217;orchestra non restava assolutamente niente: l&#8217;intento didattico ormai totalmente defunto, quello musicale e artistico inesistente.<br />
Eppure lo spettacolo ha avuto successo, perché l&#8217;ignoranza non è contrastata da alcuna forma di coscienza o conoscenza, chi è uscito fuori dal Teatro, poiché si trattava di un pubblico inesperto e inconsapevole, è tornato a casa pensando che anche l&#8217;arte sia alla fin fine come tutte le banalità che vengono propinate in televisione, pertanto qualcosa di effimero, superficiale e alla fine inutile. </p>
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		<title>Primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri a Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 17:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica di Andrea Amici]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mio brano Salmo 116 per coro e pianoforte è stato eseguito in prima assoluta il 27 aprile durante il concerto dei finalisti della IX Edizione del Concorso di Composizione su testi sacri indetto dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli. Il coro, diretto dal M° Eduardo Bochicchio ha eseguito i cinque brani giunti in finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_246" class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><a title="Andrea Amici riceve il primo premio" rel="shadowbox" href="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/04/andrea-amici-primo-premio-2009.jpg"><img class="size-full wp-image-246 " title="Andrea Amici - Primo premio Ed.2009" src="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/04/andrea-amici-primo-premio-2009.jpg" alt="Andrea Amici riceve il primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri - Comunità Evangelica Luterana di Napoli, 27 aprile 2009" width="360" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Amici riceve il primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri - Comunità Evangelica Luterana di Napoli, 27 aprile 2009</p></div>
<p>Il mio brano <em><strong>Salmo 116 per coro e pianoforte</strong></em> è stato eseguito in prima assoluta il 27 aprile durante il concerto dei finalisti della <strong>IX Edizione del Concorso di Composizione su testi sacri</strong> indetto dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli. Il coro, diretto dal M° Eduardo Bochicchio ha eseguito i cinque brani giunti in finale e <strong>al termine del concerto la giuria</strong>, formata da Patrizio Marrone, direttore del Conservatorio di Napoli, dai compositori Carlo Galante e Gaetano Panariello, da Daniele Spini, attualmente direttore artistico per la musica e la danza del Teatro di Udine e da Eduardo Bochicchio, direttore del coro luterano di Napoli, <strong>mi ha assegnato il primo premio</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Fra qualche giorno, sul sito Musica &amp; Multimedia, sarà disponibile una pagina di approfondimento sul brano.</p>
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		<title>Andrea Amici: Salmo 116 &#8211; Prima esecuzione</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 09:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia composizione Salmo 116 per coro e pianoforte è stata selezionata  tra le cinque che saranno eseguite il 27 aprile alle ore 20;30 nella Chiesa Luterana di Napoli, in via Carlo Poerio 5, in occasione della finale della IX Edizione del Concorso di Composizione della Comunità Evangelica Luterana di Napoli.
Il brano, inedito e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><img title="Chiesa Luterana di Napoli" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/82/Luterana.jpg/220px-Luterana.jpg" alt="La Chiesa Luterana di Napoli" width="220" height="293" /><p class="wp-caption-text">La Chiesa Luterana di Napoli</p></div>
<p>La mia composizione <em><strong>Salmo 116 per coro e pianoforte</strong></em> è stata selezionata  tra le cinque che saranno eseguite il 27 aprile alle ore 20;30 nella Chiesa Luterana di Napoli, in via Carlo Poerio 5, in occasione della finale della<strong> IX Edizione del Concorso di Composizione</strong> della Comunità Evangelica Luterana di Napoli.</p>
<p>Il brano, inedito e non ancora eseguito, è una lettura musicale di una parte dello splendido testo del <em>Salmo 116</em>, una voce di speranza nella redenzione e nella beatitudine finale. Nel corso della composizione vengono attraversate atmosfere diverse, sollecitate dal testo che viene musicalmente approfondito nei suoi valori semantici e letterari ma soprattutto spirituali, in un linguaggio che riporta in vita stilemi corali e madrigalismi del passato con una vocalità che si modella sul parlato, stratificazioni armoniche che collegano insieme tonalità e modalità, libere aggregazioni sonore e testure vocali sempre varie che si intrecciano con il discorso pianistico che si presenta non come semplice accompagnamento ma come parte integrante della ricerca di una sintesi tra note e parole.</p>
<p>Al termine del concerto la Giuria assegnerà il premio al vincitore del concorso e il pubblico assegnerà il Premio “Franco Caracciolo”.</p>
<p>Un plauso, naturalmente, alla Comunità Evangelica Luterana di Napoli e all&#8217;organizzatrice del premio, la sig.ra Luciana Renzetti, per la bella iniziativa che promuove la nuova musica legandola ai fondamentali valori spirituali che sono la migliore base dell&#8217;espressione artistica.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Concerto di Capodanno alla Fenice</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 12:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ome ogni anno, il primo gennaio è dedicato anche alla musica. La tradizione viennese di un concerto &#8220;patriottico&#8221; trapiantata in Italia alla Fenice di Venezia mi è parsa da subito quanto meno patetica, non tanto per l&#8217;idea in sé, quanto per l&#8217;evidente carenza di originalità nel copiare in tutto e per tutto Vienna: saloni, ballerini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_364" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="shadowbox[LaFenice]" href="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/01/l-640-480-1f5583ad-6089-48d9-82c1-8b0a11f1d1bb.jpeg"><img class="size-full wp-image-364" title="Concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia" src="http://www.musicamultimedia.net/andrea-amici/wp-content/uploads/2009/01/l-640-480-1f5583ad-6089-48d9-82c1-8b0a11f1d1bb.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Georges Prêtre dirige il concerto di Capodanno 2009 alla Fenice di Venezia</p></div>Come ogni anno, il primo gennaio è dedicato anche alla musica. La tradizione viennese di un concerto &#8220;patriottico&#8221; trapiantata in Italia alla Fenice di Venezia mi è parsa da subito quanto meno patetica, non tanto per l&#8217;idea in sé, quanto per l&#8217;evidente carenza di originalità nel copiare in tutto e per tutto Vienna: saloni, ballerini, addirittura gli auguri in coro da parte di tutta l&#8217;orchestra guidata dal direttore.</p>
<p>Personalmente avrei gradito un maggior senso di originalità sin dall&#8217;inizio, proprio per mascherare almeno in parte l&#8217;inevitabile senso di operazione autarchica insito nell&#8217;evento di capodanno.</p>
<p>Rimane tuttavia il concerto, la musica, che quest&#8217;anno, grazie soprattutto all&#8217;esperienza e alla bravura di Prêtre, è stata di alta qualità.</p>
<p>Il programma prevedeva naturalmente brani di grande popolarità, ma sensibilmente riletti con finezza e originalità. Le qualità musicali di Prêtre sono indiscusse e ovviamente non stiamo qui a elencarle, tuttavia non si può tacere la sua capacità da illusionista nei confronti dell&#8217;orchestra, che segue il direttore nelle più intime sfumature alla ricerca di qualità nascoste, di riposte analogie, proposte senza inutili sovrastrutture, ma con lampante evidenza e ricchezza di particolari.</p>
<p>Orchestra, coro e direttore si sono presentati in pubblico con una decorazione viola appuntata al petto, un vero e proprio segno di lutto per protesta nei confronti dei tagli del governo italiano nei confronti della cultura in generale e della musica in particolare.</p>
<p>Ci auguriamo che il 2009 porti, assieme alle note di Prêtre e della Fenice, la definitiva cognizione che la crisi, che ha radici ben più profonde dei &#8220;semplici&#8221; aspetti economici, si supera anche investendo sulla cultura che è il motore della crescita umana e morale di una nazione.</p>
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		<title>Jean Guillou a Messina per il centenario del terremoto</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 17:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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All&#8217;alba del 28 dicembre del 1908, esattamente cento anni fa, un terribile terremoto distrusse completamente Messina, un&#8217;immane catastrofe della quale la città porta tutt&#8217;oggi i segni e paga le conseguenze della perdita della propria memoria storica e della propria identità sociale culturale.
L&#8217;Arcidiocesi di Messina ha commemorato il centenario del terremoto anche con uno straorinario evento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; margin-left: 5px; border:1px solid #999999;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/terremoto-messina01.jpg" alt="" /></p>
<p>All&#8217;alba del 28 dicembre del 1908, esattamente cento anni fa, un terribile terremoto distrusse completamente Messina, un&#8217;immane catastrofe della quale la città porta tutt&#8217;oggi i segni e paga le conseguenze della perdita della propria memoria storica e della propria identità sociale culturale.</p>
<p>L&#8217;Arcidiocesi di Messina ha commemorato il centenario del terremoto anche con uno straorinario evento musicale, <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">un concerto del Maestro Jean Guillou al monumentale organo Tamburini del Duomo</span>, il 27 dicembre alle ore 21.</p>
<p>Per la sensazionale occasione &#8211; alla quale il pubblico messinese è intervenuto numeroso tributando all&#8217;insigne musicista un caloroso successo, pur dimostrando sicuramente una certa impreparazione dovuta alla carenza di una reale consuetudine con il repertorio organistico &#8211; la Basilica Cattedrale è stata munita di un grande schermo sul quale è stato possibile ammirare e seguire con maggiore attenzione e partecipazione la <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">performance</span> del maestro francese, grandissimo interprete e compositore nonché organista titolare dei grandi organi della Basilica di S. Eustache a Parigi.<span id="more-304"></span></p>
<p><img style="float: left; margin-right: 5px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/guillou-locandina.jpg" alt="" /></p>
<p>Il settantottenne musicista ha presentato un impegnativo programma, una silloge della letteratura organistica, rivissuta genialmente alla luce di una creatività mai fine a se stessa ma densa di un profondo significato e concretizzata attraverso una complessa e finissima ricerca timbrica che ha messo in luce tutte le enormi potenzialità dell&#8217;organo messinese, che, personalmente, non avevo mai avuto l&#8217;occasione di ascoltare con tanta ricchezza di sfumature come durante questo concerto.</p>
<p>Il programma ha avuto inizio con la trascrizione dello stesso Guillou della <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Sinfonia dalla Cantata BWV 29</span></span> di <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">Johann Sebastian Bach</span> e il <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Concerto n.1 in sol min.</span></span> di <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">George F. Haendel</span>; nel corso di questi due primi brani è già emerso in tutta la sua intensità il vigore dell&#8217;intenzione musicale dell&#8217;organista francese, con un fraseggio assolutamente perfetto dal punto di vista stilistico, una sobria ma efficace capacità di rendere timbricamente queste musiche su uno strumento moderno e ovviamente molto diverso dalle intenzioni barocche, una genialità nel modo di rivivere creativamente queste pagine del tutto fuori dal comune.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta del Guillou compositore, oltre che interprete, con la presentazione di due delle sue <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Sagas</span></span>, la n.4 e la n.6, nelle quali è emersa la dimensione visionaria di una musica fuori dagli schemi, moderna, originale e sempre caratterizzata da un linguaggio sperimentale ricco di potenza evocativa e di drammaticità; racconti veri e propri, come si evince dal titolo, ma resi non come una prosa descrittiva di un&#8217;idea ma al contrario proprio attraverso la visione di un&#8217;idea che si estrinseca eloquentemente attraverso i suoni, rimanendo misteriosa e quasi avvolta in una dimensione onirica.</p>
<p>Subito dopo, un punto di riferimento del repertorio dell&#8217;organo romantico francese, la <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Pièce Heroique</span></span> di Cesar Franck, una pagina veramente significativa nel <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">corpus</span> del musicista belga che più di tutti ha saputo creare un&#8217;identità musicale e strumentale attraverso il contatto con l&#8217;arte organaria di Cavaillé-Coll. Qui Guillou ha veramente creato un&#8217;atmosfera unica, un vero miracolo sonoro reso vivo dalla bellezza dell&#8217;organo del Duomo di Messina, uno strumento forse troppo spesso a torto criticato e che invece, nelle giuste mani, merita a pieno titolo l&#8217;appelativo di &#8220;<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">orgue symphonique</span>&#8220;; più volte, ascoltando ciò che Guillou è riuscito a creare dal punto di vista timbrico, ho pensato a quanto sarebbe stato felice di partecipare a questo concerto il costruttore di quest&#8217;organo! Non c&#8217;è stato infatti momento, per tutta la durata dei brani, in cui il Maestro francese non abbia curato appieno tutte le qualità timbriche dello strumento, evidenziando e mettendo in risalto con i cambi di registri sui vari manuali il senso musicale profondo della pagina.</p>
<p>Un altro momento di vera  magia è stata l&#8217;interpretazione della <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Fantasia e Fuga su B.A.C.H.</span></span> di Liszt, durante la quale sembrava di avere a che fare con un vero e proprio illusionista che ha concretizzato immagini sonore capaci di ricreare in tutta la sua genialità la musica di Liszt.</p>
<p>Infine Guillou ha presentato due <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">improvvisazioni</span> fra loro unite, ispirate all&#8217;evento commemorato nella serata: <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Quell&#8217;alba di morte</span></span> e <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">All&#8217;alba del domani</span></span>, due momenti in cui, come nelle <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Sagas</span>, due idee concettuali si sono trasfigurate in visioni sonore, ancora una volta dense ed eloquenti. In un primo momento un&#8217;immagine sonora ha trasmesso il senso di freddezza dell&#8217;alba invernale sulla quale si è innestato un senso di sgomento e di tragedia, espresso però senza enfasi esteriore ma con una drammaticità densa di significato: non un vacuo effetto pittorico ma veramente il senso profondo di una sconvolgente tragedia umana. Poco alla volta dal senso di morte l&#8217;improvvisazione ha portato verso una maggiore radiosità, un&#8217;alba di una rinascita che, come ha sottolineato l&#8217;organizzatore della serata musicale, Mons. Letterio Gulletta (al quale va il plauso per la capacità di dar vita a questi eventi così importanti), non è stata solo quella storica della ricostruzione, ma deve essere quella della continua edificazione di una dimensione sociale più umana.</p>
<p>Rispetto al Guillou delle <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Sagas</span>, in queste due improvvisazioni ho avuto la sensazione di un linguaggio sempre fedele ai propri presupposti, ma sicuramente ancora più maturo e avanzato, ancora più ricco e più vicino a esigenze espressive di maggiore profondità.</p>
<p><img style="float: right; margin-left: 5px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/immagini-personali/guillou-autografo.jpg" alt="" /></p>
<p>Al termine, invitato dall&#8217;Arcivescovo Mons. Calogero La Piana a dire qualcosa al pubblico entusiasta, il Maestro Guillou ha ringraziato, sottolineando il proprio entusiasmo nel trovarsi nel bellissimo Duomo di Messina a contatto con l&#8217;organo che lui stesso ha definito il più grande d&#8217;Europa e infine non si è sottratto al contatto con il pubblico che gli si è fatto intorno per complimentarsi e farsi autografare il programma a ricordo di un evento veramente sensazionale, unico e irripetibile.</p>
<p>C&#8217;è da augurarsi che eventi di un tal valore musicale e culturale si ripetano e non siano quindi isolati alle grandi occasioni e anche che un così grande strumento divenga il centro di un rinnovato interesse per la musica organistica e la Diocesi curi sempre di più la musica in generale anche affidando a figure di sempre più alto profilo musicale e professionale l&#8217;organo e la cappella corale, per divenire un esempio in una nazione come quella italiana che purtroppo nel campo della musica in generale e di quella sacra in particolare dimostra carenze e arretratezza, anche nell&#8217;affidare le responsabilià della realizzazione musicale a dilettanti spesso privi di adeguata preparazione.</p>
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		<title>Fede Arte Musica estate 2008</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 18:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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Come ogni anno ho trascorso alcuni giorni di vacanza a Messina, città dove sono cresciuto e dove, all&#8217;interno della bellissima Basilica Cattedrale, è ospitato uno dei più importanti organi d&#8217;Europa, un imponente strumento costruito inizialmente dalla ditta Tamburini di Crema e inaugurato nel 1930, successivamente distrutto dai bombardamenti angloamericani nel corso della seconda guerra mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left; margin-right: 10px;">
<div class="img-shadow"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3209/2793393052_9a2e0c2285_m.jpg" alt="Abside del Duomo di Messina" width="167" height="240" /></div>
</div>
<p>Come ogni anno ho trascorso alcuni giorni di vacanza a Messina, città dove sono cresciuto e dove, all&#8217;interno della bellissima Basilica Cattedrale, è ospitato uno dei più importanti organi d&#8217;Europa, un imponente strumento costruito inizialmente dalla ditta Tamburini di Crema e inaugurato nel <span class="ff3 fc4 fs10">1930, successivamente distrutto dai bombardamenti angloamericani nel corso della seconda guerra mondiale e infine ricostruito nel 1947 sempre da Tamburini; l&#8217;organo ha cinque tastiere, sedicimila canne e circa centosettanta registri</span>.</p>
<div style="float: right; margin-left: 5px;">
<div class="img-shadow"><img src="http://lh5.ggpht.com/prof.amici/SLGcAus5ViI/AAAAAAAAAgo/hrAuywNd9mQ/s400/51274Organo_Duomo.jpg" alt="" /></div>
</div>
<p>Già da qualche anno l&#8217;Arcidiocesi di Messina ha iniziato a valorizzare lo strumento con un cartellone di concerti d&#8217;organo all&#8217;interno della rassegna <span class="ff0 fc4 fs22 fb"><a href="http://organoduomomessina.it/fede_arte_musica_2008.html"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Fede Arte Musica</span></a>, giunta in questo 2008 alla quarta edizione, sotto la direzione artistica di mons. </span><span id="imFooter_L">Letterio Gulletta</span><span class="ff0 fc4 fs22 fb">; nel corso della rassegna estiva al grande organo della Basilica è stato dato ampio spazio con una ricchissima offerta di concerti che dureranno fino a tutto il mese di settembre.</span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Ho avuto l&#8217;occasione di ascoltare tre concerti ricavandone varie impressione, la maggior parte positive; innanzi tutto mi sembra estremamente lodevole l&#8217;iniziativa: una serie di concerti d&#8217;organo, posizionati allo strategico orario delle 12,15, annunciati non solo durante la messa domenicale, ma soprattutto collocati al termine di una delle più popolari attrattive offerte dalla città di Messina, lo spettacolo offerto dall&#8217;animazione delle figure che compongono il campanile del Duomo che si svolge dalle 12 alle 12,15 circa.<span id="more-297"></span></span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Inoltre è senza dubbio un&#8217;ottima iniziativa veder valorizzato un grande strumento attraverso l&#8217;alternarsi di tanti concertisti nell&#8217;arco di tutta l&#8217;estate per poter dare agli ascoltatori la possibilità di avvicinarsi a varie sfaccettature del repertorio organistico internazionale. Tutto questo in un momento in cui, soprattutto in Italia e ancor più nel suo Meridione, è necessario un impulso alla cultura che è l&#8217;unico mezzo per risollevare il grado di civiltà della popolazione e risanare stili di vita che si trovano in una situazione di declino che sembra quasi inarrestabile. Fa piacere che a Messina sia stata proprio la Chiesa cattolica a prendere in mano le redini di un&#8217;iniziativa culturale: oggi più che mai proprio la Chiesa &#8211; guidata fra l&#8217;altro ormai da vari papati da uomini di formidabile cultura (si pensi all&#8217;umanesimo di Paolo VI, all&#8217;amore per l&#8217;arte di Giovanni Paolo II e all&#8217;imponente preparazione teologica e culturale dell&#8217;attuale papa Benedetto XVI) &#8211; dovrebbe riprendere il suo ruolo anche di motore culturale, come lo è stato in passato; la cultura può rimanere laica, ma non per questo deve essere <span style="font-style: italic;">solo</span> laica e allo stesso tempo essa è un ponte fra le diversità e un lievito per la civiltà. E l&#8217;organo, infine, è una sorta di strumento soprannaturale, capace di illuminare alcune zone dell&#8217;anima più profonde e più strettamente legate col senso dell&#8217;infinito.<br />
</span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Tornando ai concerti, come dicevo ne ho ascoltati tre nel mese di agosto; il primo con <span style="font-weight: bold;">Paolo Oreni</span> affiancato da un&#8217;altra organista (della quale purtroppo non ho annotato il nome&#8230;) in un repertorio a quattro mani (e quattro piedi, quindi&#8230;) dedicato a trascrizioni di brani sinfonici. A dire la verità non mi ha entusiasmato particolarmente la scelta dei brani, tuttavia, come attrattiva anche per un pubblico che si accosta per la prima volta al concerto d&#8217;organo effettivamente può anche configurarsi come una scelta tutto sommato <span style="font-style: italic;">rassicurante</span>.<br />
</span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Il secondo concerto che ho ascoltato, invece, era dedicato al repertorio più squisitamente organistico ed è stato tenuto da <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Speciale</span>, organista di Messina e mia vecchia conoscenza: abbiamo assieme sostenuto vari esami al Conservatorio di Messina, studiando fra l&#8217;altro con lo stesso insegnante. Di questo concerto ricordo con grande soddisfazione la chiarezza del fraseggio e anche la cura del suono, la capacità in sostanza di dominare con sicurezza un mastodontico strumento fra l&#8217;altro situato in condizioni acustiche non proprio ottimali: i corpi di canne sono dislocati in vari punti del Duomo, molto distanti fra loro e i muri riflettono particolarmente il suono, pertanto è necessario agire con sapienza sul fraseggio e la scelta della registrazione.</span></p>
<div style="float: left; margin-right: 5px;">
<div class="img-shadow"><img src="http://organoduomomessina.it/images/home_1_04.jpg" alt="" /></div>
</div>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Il terzo concerto ha visto come protagonista la giovane organista francese <a href="http://www.knikitine.com/"><span style="font-weight: bold;">Katherine Nikitine</span></a>, impegnata nella complessa presentazione delle trascrizioni delle improvvisazioni di Jean Guillou realizzate all&#8217;organo di Saint Eustache a Parigi in occasione della missione dell&#8217;Apollo 8. Una musica sicuramente complessa, resa dall&#8217;organista francese in maniera impeccabile e sicura: la Nikitine ha ostentato una padronanza tecnica non indifferente, dimostrando un&#8217;estrema pulizia nel fraseggio sia ai manuali che alla pedaliera e grande competenza nella sapiente scelta della registrazione; è stato così possibile ascoltare una variegatissima tavolozza timbrica che ha valorizzato profondamente la dimensione visionaria della musica di Guillou: esplosioni sonore ritmicamente vigorose e precise, atmosfere siderali, sonorità estremamente policrome che hanno trovato nello strumento di Messina un veicolo privilegiato per una musica che esplora dell&#8217;organo le possibilità anche più recondite. </span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Il pubblico ha dimostrato con lunghi applausi e grandi consensi di aver apprezzato la grande tecnica della Nikitine che ha dato vita, con la sua già originale e forte personalità, a un evento di alto valore culturale e musicale.</span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb">Non rimane che augurarsi una prosecuzione nel tempo di questa ottima iniziativa della Diocesi di Messina che, custodendo un così importante strumento, ha, a mio giudizio, quasi l&#8217;obbligo morale alla sua valorizzazione attraverso concerti e attività culturali che non possono non essere affidate a personaggi di spicco del mondo dell&#8217;organo.</span></p>
<p><span class="ff0 fc4 fs22 fb"><br />
</span></p>
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		<title>Di ritorno dall&#039;Austria</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 08:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[composizioni]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
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Ecco qualche fotografia in alcuni significativi luoghi di Vienna, durante il viaggio in Austria in occasione della prima esecuzione assoluta della Preghiera per organo &#8220;Sub tuum praesidium confugimus&#8221;,  avvenuta a Dürnstein il 27 luglio. 
Vienna è una tappa d&#8217;obbligo per ogni musicista, un luogo magico dove ogni angolo risuona di una storia ricca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 0pt auto; width: 98%;"><object width="100%" height="386"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="flashvar" value="controller=autohide"><param name="movie" value="http://www.vuvox.com/presentations/38432.swf"><embed src="http://www.vuvox.com/presentations/38432.swf" flashvars="controller=autohide" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="386"></embed></object></div>
<p>Ecco qualche fotografia in alcuni significativi luoghi di Vienna, durante il viaggio in Austria in occasione della prima esecuzione assoluta della <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"><a href="http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-preghiera-per-organo/index.php">Preghiera per organo &#8220;Sub tuum praesidium confugimus&#8221;</a></span>,  avvenuta a Dürnstein il 27 luglio. </p>
<p>Vienna è una tappa d&#8217;obbligo per ogni musicista, un luogo magico dove ogni angolo risuona di una storia ricca di arte, musica e bellezza.</p>
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		<title>Preghiere per organo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 08:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica di Andrea Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Amici]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
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		<category><![CDATA[organo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Maestro Leonardo Ciampa (www.leonardociampa.com) eseguirà in prima assoluta i due brani &#8220;Preghiera per organo &#8211; De Profundis&#8221; e  &#8220;Preghiera II per organo &#8211; Sub tuum praesídium confúgimus, sancta Dei Génetrix&#8221; in due concerti in Austria, rispettivamente il 25 luglio a Seefeld-im-Tirol e il 27 luglio a Dürnstein.
I due brani sono dedicati al M° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 0px 0px 10px 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 278px; height: 168px;" src="http://www.musicamultimedia.net/blogspot/uploaded_images/incipit-preghiera-per-organo-730361.jpg" border="0" alt="" width="320" height="194" /></p>
<p>Il Maestro Leonardo Ciampa (<a href="http://www.leonardociampa.com/" target="_blank">www.leonardociampa.com</a>) eseguirà in prima assoluta i due brani &#8220;<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Preghiera per organo &#8211; De Profundis</span>&#8221; e  &#8220;<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Preghiera II per organo &#8211; Sub tuum praesídium confúgimus, sancta Dei Génetrix</span>&#8221; in due concerti in Austria, rispettivamente il 25 luglio a <a href="http://www.seefeld.com/">Seefeld-im-Tirol</a> e il 27 luglio a <a href="http://www.duernstein.at/">Dürnstein</a>.</p>
<p>I due brani sono dedicati al M° Ciampa che li ha commissionati; sul sito <span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Musica &amp; Multimedia</span></span> (<a href="http://www.musicamultimedia.net/" target="_self">www.musicamultimedia.net</a>) verrà pubblicato uno speciale sull&#8217;evento e sui due brani.</p>
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		<title>La necessità di una rifondazione umanistica dell&#039;arte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 16:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Amici</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[idee e opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[keith jarrett]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di &#8220;estimatori&#8221; in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.
Innegabile il talento di Keith Jarrett [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><img title="Keith Jarrett" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2006/09/24/arts/600_Chin_1.jpg" alt="Il pianista americano Keith Jarrett" width="420" height="196" /><p class="wp-caption-text">Il pianista americano Keith Jarrett</p></div>
<p>Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di &#8220;estimatori&#8221; in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.</p>
<p>Innegabile il talento di <span style="font-weight: bold;">Keith Jarrett</span> che a me pare eternamente da bambino prodigio, ostentatamente alla ricerca di una semplicità e purezza di approccio che forse tradisce l&#8217;assenza di mezzi culturali di approfondimento della dimensione teoretica.</p>
<p>Ma torniamo all&#8217;attualità, a un insulto verso una città che di per sé meriterebbe rispetto sol perché paga, se non per la sua centenaria tradizione culturale; tutto per un <span style="font-style: italic;">flash</span>, più propriamente per l&#8217;assenza di una quarta dimensione che per l&#8217;arte non può che coincidere con un&#8217;estrinsecazione di umanesimo.</p>
<p>L&#8217;episodio di primo acchito può sembrare una di quelle pose tipiche dell&#8217;idiosincrasia del divo, ma a ben guardare forse affonda le sue radici in una ben più profonda assenza di una dimensione umana dell&#8217;arte.</p>
<p>A sentire le funamboliche improvvisazioni del nostro, accompagnate da quel discutibile vocaleggiare in falsetto che i più osannano come una forma di <span style="font-style: italic;">trance</span> mistica (in un periodo peraltro di totale indifferenza nei confronti dell&#8217;estasi compositiva di stampo ultraromantico) sembra che l&#8217;arte si limiti ad una superficiale ripetizione di formule, che ruotano su se stesse esaurendosi in un poco approfondito giuoco di esteriorità.</p>
<p>La mancanza di approfondimento si palesa in tutta la sua assenza di problematicità nelle esecuzioni del repertorio classico di Jarrett, dove si evidenziano i limiti di un mancato approfondimento umanistico.</p>
<p>Umanesimo non è solo approfondimento culturale, ma soprattutto sostanzialità di un&#8217;universale visione dell&#8217;arte inquadrata in valori umani, per la fondazione di un&#8217;estetica che alla vacuità sostituisca una profondità di analisi non fine a se stessa ma portatrice di valori. E questi valori accrescono a loro volta la coscienza che l&#8217;arte è condivisione, apertura, missione, fratellanza: &#8220;<span style="font-style: italic;">alle menschen werden brüder</span>&#8220;, secondo le parole di Schiller, sulla base di un comune senso di umanità, di un arricchimento dell&#8217;umanità attraverso un sogno di bellezza ben lontano da un insulto alle persone e alla cultura di un luogo che ha come unica colpa l&#8217;aver voluto gustare il pianismo di un artista e in particolare la possibilità di portare a casa un&#8217;immagine, un ricordo di un&#8217;esperienza da condividere.</p>
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