Abstract

Il blog di Musica & Multimedia, a cura di Andrea Amici. Pensieri, opinioni, tutorial, trucchi e suggerimenti, attualità: uno spazio dove annotare tutte le idee che non trovano posto in una categorizzazione sistematica; il blog, associato al suo feed rss, è anche il "giornale delle novità" per le altre sezioni del sito.

Profilo personale


Andrea Amici, docente di lettere, ha affiancato agli studi umanistici quelli musicali, diplomandosi in direzione d'orchestra e in musica corale e direzione di coro. Insegna lettere presso la scuola secondaria di primo grado dell'I.C. Pestalozzi di Catania, dove ricopre anche l'incarico di "Funzione Strumentale per l'Informatica" curando fra l'altro il sito web dell'istituzione scolastica (www.pestalozzi.cc). E' attivo anche come compositore, direttore, pianista accompagnatore, organista, multimedia and web designer.

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Il Blog di Andrea Amici

17 settembre 2007

Un nuovo brano e una nuova sezione

L'edizione on-line di un mio vecchio pezzo coincide con una novità sul sito: da oggi è disponibile alla pagina http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-ave-maria/ l'ascolto di Ave Maria, per coro misto a cappella, datata 1994, e disponibile sotto forma di filmato sul canale YouTube di Musica & Multimedia. Il filmato è naturalmente incorporato nella pagina descrittiva di questo sito e permette di ascoltare il brano seguendo la partitura.

L'indirizzo del nostro canale è http://it.youtube.com/musicamultimedia, mentre quello diretto del filmato è: http://it.youtube.com/watch?v=iXNesfWArY8.

Buon ascolto!

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12 settembre 2007

Logic Studio

La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale Logic, che giunge così all'ottava release testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.

Prima di tutto il concetto di Studio: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come Final Cut Studio. Poi, novità più profonda, la rinnovata interfaccia, secondo un criterio che, a mio giudizio, ha già reso più appetibile applicazioni di per sé validissime come SoundTrack Pro, cioè la finestra unica, all'interno della quale il lavoro si diversifica a seconda del momento e del punto del work-flow. Guardando gli screenshots si nota (come sempre) la marcia in più di casa Apple: l'impressione è di avere a che fare proprio con ciò che si desiderava; Logic ci aveva abituato a strumenti utilissimi, a una versatilità che rendeva il lavoro estremamente gradevole e produttivo, anche se, personalmente, non ne gradivo a pieno l'estetica; ciò che si intravvede oggi è un'ulteriore avanzamento verso l'idea di un'interfaccia sempre più trasparente all'utilizzo che permette la concentrazione sul lavoro e la creatività, senza perdersi nei meandri di confusionari tecnicismi. Ancora di più si dimostra efficace nella sua minimalistica concezione l'elegante interfaccia della nuova applicazione orientata al live, che mostra delle intuizioni, anche dal punto di vista della personalizzazione, veramente degne di nota. Proprio quest'applicazione è un interessante valore aggiunto a un software che già di per sé ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un leader nel settore.

In attesa quindi di una vera e propria prova su strada, dalle premesse si nota che anche Logic si adegua alla nuova tendenza di Apple di rendere il sistema sempre più intuitivo, lineare e potente ma sempre più essenziale al lavoro quotidiano, sia esso professionale che amatoriale. A questo punto non rimane che attendere fiduciosi il debutto di Leopard, che dovrebbe incarnare questa filosofia a livello di sistema operativo.

Un'ultima nota è doverosa e riguarda il prezzo di Logic Studio, e conseguentemente del fratellino "minore" Logic Express. Poter acquistare un software professionale a un prezzo che si aggira intorno ai 500 euro è una conquista notevole che, speriamo, segni l'inizio di una controtendenza, a dimostrazione che il software, con la sua naturale tendenza all'effimero e al continuo aggiornamento non possa oggettivamente gravare sul professionista in maniera così incidente.

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06 settembre 2007

Addio a Luciano Pavarotti

Il mondo della lirica, della musica, dello spettacolo vivono un intenso momento di lutto per la morte di Luciano Pavarotti. La notizia ha da subito fatto il giro del mondo e non poteva essere diversamente: la popolarità del tenore modenese è talmente vasta e trasversale da meritarsi ampio spazio su tutti i media. 

Il valore di Pavarotti è indiscusso e dispiace che all'indomani della sua morte molti suoi detrattori si siano così ferocemente accaniti tanto da, a mio parere, meritare il monito pariniano del noli insaevire in mortuos. Personalmente non sono un fan del Big Luciano e sicuramente sono convinto del fatto che le incursioni nella musica di estremo consumo, anche se peraltro in nome della beneficenza, siano comunque molto discutibili soprattutto per la mancanza di una pariteticità dei ruoli: è stato infatti il Pavarotti della lirica che si è piegato al consumismo della musica leggera fin quasi ad annullarsi in essa; non quindi l'idea di beneficenza (ovviamente) ad essere deprecabile ma l'esito artistico e il minor rilievo qualitativo.

Il Pavarotti che mi piace ricordare invece è quello giovanissimo (e anche senza barba e sopratutto senza pose divistiche anche nell'emissione vocale) della Messa da Requiem verdiana con Karajan alla Scala o, sempre con lo stesso direttore, le opere pucciniane incise per la Decca in compagnia di Mirella Freni o ancora in generale le sue presenze al Metropolitan sempre con Verdi, tuttora documentate da splendide edizioni in dvd.

E ancora un concerto datato 1995, anche quello per beneficenza, del quale conservo un piacevolissimo ricordo (e forse anche, da qualche parte, una vecchia videocassetta) in cui il tenore era accompagnato da un serissimo Riccardo Muti al pianoforte, fra arie d'opera e romanze e canzoni di innegabile qualità, pagine in cui la voce maschile è utilizzata pur sempre nella sua impostazione lirica e non adattata in un'impossibile mediazione fra generi musicali che per nulla propongono un pensiero musicale equilibrato nelle sue componenti melodiche, armoniche e ritmiche. Anche quello con Muti fu un happening sia per l'importanza mediatica dei due protagonisti, sia come risulta comunque sempre essere la musica colta se proposta anche in televisione in orari possibili e con un'adeguata informazione preliminare. 

La lista dei grandi eventi che hanno coinvolto il nome di Pavarotti nel mondo della lirica è sicuramente molto lunga e, pur fra alti e bassi, gli esiti sono comunque vari e significativi: non è certo questa la sede per elencarli tutti, cosa peraltro quasi impossibile. Ma è questo il Pavarotti che vorrei si ricordasse, l'artista con la sua missione anche inconscia di mediatore e divulgatore culturale anche nella sua, apparente o reale, freschezza interpretativa che sa di istintività, ma è anche quello che ad esempio già la Rai mostra di aver dimenticato quando la sera della morte dell'artista lo commemora riproponendo uno spettacolo molto discutibile dal punto di vista culturale come il concertone dei Tre Tenori, piuttosto che offrire ai telespettatori il vero volto di Pavarotti,  un'esibizione sul palcoscenico dove il cantante lirico dà concreta prova delle sue profonde capacità artistiche, privilegiando invece l'evento, nel senso più commerciale e sopratutto più semplicistico del termine. 

Un addio quindi a una controversa personalità, che comunque nelle sue scelte artistiche e di vita ha estrinsecato un aspetto della problematicità del nostro tempo nella tensione e il compromesso fra l'apparenza e la ricerca di un'identità morale e culturale.

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04 settembre 2007

Spettacoli della Natura

L'Etna offre oggi a tutti gli abitanti della città di Catania uno splendido spettacolo: le fotografie che ho appena scattato parlano da sole! (fai clic sulle miniature per ingrandire)





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