Da Natale a Pasqua...
Mi accorgo solo adesso, riguardando il mio blog su Musica & Multimedia, che l'ultimo post risale "solamente" al periodo natalizio: da Natale a Pasqua, quindi, senza annotare alcuna idea, alcuna novità. Tutto fermo, allora? Nessuna nuova iniziativa? Nessun nuovo lavoro?
Ebbene i pensieri e i progetti fervono e si susseguono l'un l'altro a velocità vertiginosa, solo il tempo è tiranno fra impegni di lavoro e spazi per la riflessione che - ahimè - si assottigliano sempre di più.
Tuttavia il tempo non passa invano e alle soglie di queste festività pasquali e di un brevissimo stacco dall'attività lavorativa (finché ancora ci si consentirà di usufruire di qualche giorno per potersi concentrare sulla dimensione religiosa, purtroppo oggi molto messa in secondo piano anche dai legislatori che si occupano molto di garanzie ma spesso non tutelano quelle ovvie...) vorrei illustrare alcune idee, alcuni progetti e alcuni lavori che spero presto saranno visibili a tutti su internet.
Se dovessi definire con una sola parola chiave questi ultimi mesi, userei senza dubbio: sperimentazione. E sperimentazione su vari fronti, fra i quali si pone come catalizzatore il computer, la longa manus che ormai permette sempre di più di concretizzare la propria fantasia.
Sono negli ultimi mesi approdato all'utilizzo massiccio della Adobe Creative Suite Web Standard, che adopero al lavoro per la realizzazione e il mantenimento del sito dell'I.C. Pestalozzi di Catania (www.pestalozzi.cc), merito dell'entusiasmo nei confronti dei miei "prodotti" da parte del mio dirigente scolastico, che mi ha chiesto di dotare l'istituto del miglior mezzo sul mercato. Gli sforzi, gli studi e la sperimentazione si sono indirizzati principalmente a Flash CS3, un "grande" ritorno per me, ma anche un "traumatico" ritorno! Avevo lasciato Flash anni fa (come si può vedere attraverso le vestigia informatiche di questo sito), ancora Macromedia, e lo ritrovo in una smagliante forma Adobe, un un momento di profonda maturità e a un livello di sviluppo veramente eccellente, con una perfetta integrazione creativa tra i prodotti. Ma per ActionScript 3 una transizione tutt'altro che indolore: le novità sono tante e anche strutturali, ma proprio in questi giorni arrivo a farmi le mie document class e a mettere online vari frutti delle mie sperimentazioni: nulla osta, ovviamente, che anche Musica & Multimedia presto sia toccato dalle novità. Una cosa però mi impongo, contrariamente alla mia naturale tendenza: lungi da me l'idea di buttare tutto giù e ricostruire da zero su basi nuove, la parola d'ordine sia per il sito che gestisco per lavoro, sia per il mio, sarà integrazione delle tecnologie; non esiste in realtà una soluzione definitiva, ma invece la chiave è l'utilizzo strategico delle risorse.
La sperimentazione maggiore è invece quela in campo musicale. Dopo i lavori degli ultimi mesi dello scorso anno, con la pubblicazione su YouTube e Musica & Multimedia dei tre brani Ave Maria, La Mia Fanciulla e Regina Coeli, mi sono definitivamente indirizzato all'uso del computer nella composizione musicale: mentre per i brani che ho scritto anni fa vedevano il computer come anello finale, principalmente per la preparazione della partitura, ora il processo compositivo si svolge al computer.
Igor Stravinsky affermava che per lui era meglio lavorare a contatto con la materia sonora e si riferiva alla sua abitudine di comporre al pianoforte, non solo provando le proprie idee ma anche facendo stimolare la mente dagli automatismi delle dita alla tastiera; Stravinsky ne era convinto, tanto da seguire anche dei precisi rituali e delle precise abitudini per la composizione creandosi uno spazio di lavoro attorno al pianoforte, ma naturalmente non era il solo. Oggi lavorare a contatto con la materia sonora significa molto di più che un semplice pianoforte e mi accorgo che la composizione assistita da un computer e dai campionatori è oggi una risorsa imprescindibile per ogni compositore, tanto più che adesso è possibile con librerie sonore sempre più dettagliate creare un suono orchestrale che si avvicina in maniera assolutamente impressionante alla realtà.
Il mio lavoro si svolge attorno ad un Apple iMac al quale viene collegata una master keyboard a 88 tasti pesati con "azione martelletto" CME UF-80 che controlla essenzialmente Logic, un software che sto imparando sempre più a conoscere e ad apprezzare nel pieno delle sue funzionalità.
I progetti sono tanti: numerose idee sparse, per il momento, che riempiono una cartella del computer dal laconico nome di "Appunti", e attualmente un'orchestrazione di un mio vecchio brano, Kyrie in memoriam Johann Sebastian Bach, una fuga vocale a quattro voci su doppio soggetto, già in avanzato stato di lavorazione; nella mente intanto frulla un'orchestrazione di un altro mio brano per soprano e pianoforte, Sentieri Nascosti, che in ordine cronologico dovrà forse seguire l'attuale progetto in corso e diventare per coro femminile e orchestra "ampliata" rispetto al normale organico, e inoltre una prima parte di un brano, completa di orchestrazione, che dovrebbe diventare un Divertimento per orchestra, nato come studio, come esigenza di approfondire tecniche strumentali attravero un essenziale astrattismo concettuale.
Frattanto giunge la mezzanotte ed è l'inizio di un giorno importante: Cristo risorge e con lui la speranza di un futuro migliore.Regina Coeli Laetare Alleluja!
Buona Pasqua a tutti!
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06 settembre 2007
Addio a Luciano Pavarotti

Il mondo della lirica, della musica, dello spettacolo vivono un intenso momento di lutto per la morte di Luciano Pavarotti. La notizia ha da subito fatto il giro del mondo e non poteva essere diversamente: la popolarità del tenore modenese è talmente vasta e trasversale da meritarsi ampio spazio su tutti i media.
Il valore di Pavarotti è indiscusso e dispiace che all'indomani della sua morte molti suoi detrattori si siano così ferocemente accaniti tanto da, a mio parere, meritare il monito pariniano del noli insaevire in mortuos. Personalmente non sono un fan del Big Luciano e sicuramente sono convinto del fatto che le incursioni nella musica di estremo consumo, anche se peraltro in nome della beneficenza, siano comunque molto discutibili soprattutto per la mancanza di una pariteticità dei ruoli: è stato infatti il Pavarotti della lirica che si è piegato al consumismo della musica leggera fin quasi ad annullarsi in essa; non quindi l'idea di beneficenza (ovviamente) ad essere deprecabile ma l'esito artistico e il minor rilievo qualitativo.

Il Pavarotti che mi piace ricordare invece è quello giovanissimo (e anche senza barba e sopratutto senza pose divistiche anche nell'emissione vocale) della Messa da Requiem verdiana con Karajan alla Scala o, sempre con lo stesso direttore, le opere pucciniane incise per la Decca in compagnia di Mirella Freni o ancora in generale le sue presenze al Metropolitan sempre con Verdi, tuttora documentate da splendide edizioni in dvd.
E ancora un concerto datato 1995, anche quello per beneficenza, del quale conservo un piacevolissimo ricordo (e forse anche, da qualche parte, una vecchia videocassetta) in cui il tenore era accompagnato da un serissimo Riccardo Muti al pianoforte, fra arie d'opera e romanze e canzoni di innegabile qualità, pagine in cui la voce maschile è utilizzata pur sempre nella sua impostazione lirica e non adattata in un'impossibile mediazione fra generi musicali che per nulla propongono un pensiero musicale equilibrato nelle sue componenti melodiche, armoniche e ritmiche. Anche quello con Muti fu un happening sia per l'importanza mediatica dei due protagonisti, sia come risulta comunque sempre essere la musica colta se proposta anche in televisione in orari possibili e con un'adeguata informazione preliminare.
La lista dei grandi eventi che hanno coinvolto il nome di Pavarotti nel mondo della lirica è sicuramente molto lunga e, pur fra alti e bassi, gli esiti sono comunque vari e significativi: non è certo questa la sede per elencarli tutti, cosa peraltro quasi impossibile. Ma è questo il Pavarotti che vorrei si ricordasse, l'artista con la sua missione anche inconscia di mediatore e divulgatore culturale anche nella sua, apparente o reale, freschezza interpretativa che sa di istintività, ma è anche quello che ad esempio già la Rai mostra di aver dimenticato quando la sera della morte dell'artista lo commemora riproponendo uno spettacolo molto discutibile dal punto di vista culturale come il concertone dei Tre Tenori, piuttosto che offrire ai telespettatori il vero volto di Pavarotti, un'esibizione sul palcoscenico dove il cantante lirico dà concreta prova delle sue profonde capacità artistiche, privilegiando invece l'evento, nel senso più commerciale e sopratutto più semplicistico del termine.
Un addio quindi a una controversa personalità, che comunque nelle sue scelte artistiche e di vita ha estrinsecato un aspetto della problematicità del nostro tempo nella tensione e il compromesso fra l'apparenza e la ricerca di un'identità morale e culturale.
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21 luglio 2007
Il web portatile
La vacanza estiva porta spesso lontano dalla propria sede e dalla propria adsl; abituati ormai ad essere connessi ad alta velocità per tutto l'anno, per passione, per propaggini di lavoro estivo o semplicemente per "sana" abitudine, si rende necessaria una connessione a internet anche in assenza della propria attrezzatura casalinga.
L'infrastruttura dei gestori di telefonia mobile consente oggi effettivamente una discreta connettività che, seppure non consenta di staccarsi ancora dal cordone ombelicale della rete fissa, tuttavia si propone come un valido supporto alla necessità di connettività in movimento.
I limiti tutt'oggi sono costituiti da due fattori, il primo dei quali, alla fin fine non poi così troppo rilevante, è quello della larghezza di banda: se pure l'umts non sia paragonabile all'ampiezza delle ultime linee dati della telefonia fissa, in ogni caso dà la possibilità di fruire di quasi tutti i servizi disponibili senza incappare in estenuanti tempi di attesa che alla fine pregiudicano l'esperienza comunicativa; il vero limite invece sono le tariffe, realmente proibitive, data l'effettiva assenza di un piano flat. Il traffico dati sulle reti mobili prevede alla base una tariffazione "a consumo", quindi basato sul traffico generato.
A conti fatti quindi la linea mobile, tranne a condizione di essere un ricco industriale, potrebbe servire a mala pena per controllare la propria casella di posta elettronica, senza neanche aprirne tutti i messaggi. Considerando poi che quasi nessun sito presenta una versione ottimizzata per i cellulari, o comunque un'economizzazione delle risorse, il dispendio in fatto di kilobyte è veramente proibitivo.
Entrano in gioco a questo punto le tanto sbandierate offerte dei gestori nostrani mascherate da occasioni imperdibili a suon di divertenti gag, musica e attori o calciatori famosi.
Passandole in rassegna effettivamente il panorama appare vasto, ma non sempre conveniente; per prima cosa, prima di scegliere occorre valutare attentamente le proprie abitudini e capire di cosa si ha bisogno.
Il navigatore occasionale probabilmente potrà accontentarsi di promozioni che scambiano la tariffazione a consumo con quella a tempo, ma ricordo a tutti che fu una grande conquista per il consumatore quando si passò al flat e ci si liberò dell'ansia di consultare le pagine a una velocità che di fatto impone dei tempi di riflessione nulli, soprattutto anche in considerazione dei tempi di rendering delle singole pagine.
Personalmente quindi scarto questo tipo di offerta a priori, in favore di quelle che comunque basano la tariffazione sul consumo, anche se sembra che i gestori tendano a uniformare le loro offerte all'opposto.
La proposta che a mio parere si avvicina maggiormente alle esigenze del "navigatore" moderno è quella della Wind che propone un bonus di traffico dati consistente nel suo piano Mega No Limit.
Con un'offerta di questo tipo è effettivamente possibile consultare il web, la posta ma anche aggiornare il proprio blog, procedere all'upload delle foto delle vacanze da condividere con gli amici e i parenti sui vari servizi come Panoramio, Flickr o Picasa, svolgere attività più avanzate come lo sviluppo di pagine html e della loro grafica e gestire l'aggiornamento di un sito via ftp, ricordando naturalmente che comunque c'è un limite nella gestione di volumi troppo grandi di dati.
Basta quindi in questa condizione attrezzarsi di un telefono cellulare possibilmente umts e via bluetooth utilizzarlo come modem per il computer portatile per crearsi una postazione mobile (sempre) connessa ad internet.
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18 luglio 2007
La necessità di una rifondazione umanistica dell'arte
Un pianista improvvisamente fischiato, un pianista che insulta un pubblico che da sempre gli tributa un successo sicuramente meritato ma, a mio avviso, altrettanto alle volte gonfiato da un fanatismo quasi faziosamente alimentato da frange di "estimatori" in visibilio per una presunta capacità di diagonalizzazione a cavallo di stili diversi.
Innegabile il talento di Keith Jarrett che a me pare eternamente da bambino prodigio, ostentatamente alla ricerca di una semplicità e purezza di approccio che forse tradisce l'assenza di mezzi culturali di approfondimento della dimensione teoretica.
Ma torniamo all'attualità, a un insulto verso una città che di per sé meriterebbe rispetto sol perché paga, se non per la sua centenaria tradizione culturale; tutto per un flash, più propriamente per l'assenza di una quarta dimensione che per l'arte non può che coincidere con un'estrinsecazione di umanesimo.
L'episodio di primo acchito può sembrare una di quelle pose tipiche dell'idiosincrasia del divo, ma a ben guardare forse affonda le sue radici in una ben più profonda assenza di una dimensione umana dell'arte.
A sentire le funamboliche improvvisazioni del nostro, accompagnate da quel discutibile vocaleggiare in falsetto che i più osannano come una forma di trance mistica (in un periodo peraltro di totale indifferenza nei confronti dell'estasi compositiva di stampo ultraromantico) sembra che l'arte si limiti ad una superficiale ripetizione di formule, che ruotano su se stesse esaurendosi in un poco approfondito giuoco di esteriorità.
La mancanza di approfondimento si palesa in tutta la sua assenza di problematicità nelle esecuzioni del repertorio classico di Jarrett, dove si evidenziano i limiti di un mancato approfondimento umanistico.
Umanesimo non è solo approfondimento culturale, ma soprattutto sostanzialità di un'universale visione dell'arte inquadrata in valori umani, per la fondazione di un'estetica che alla vacuità sostituisca una profondità di analisi non fine a se stessa ma portatrice di valori. E questi valori accrescono a loro volta la coscienza che l'arte è condivisione, apertura, missione, fratellanza: "alle menschen werden brüder", secondo le parole di Schiller, sulla base di un comune senso di umanità, di un arricchimento dell'umanità attraverso un sogno di bellezza ben lontano da un insulto alle persone e alla cultura di un luogo che ha come unica colpa l'aver voluto gustare il pianismo di un artista e in particolare la possibilità di portare a casa un'immagine, un ricordo di un'esperienza da condividere.
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02 luglio 2007
Summertime...
... and the living is easy...
finite (quasi) le fatiche lavorative con tutti gli aggiornamenti sul sito www.pestalozzi.cc che gestisco da poco meno di un anno, ci affacciamo all'estate, che si è preannunciata torrida con i picchi di 45 gradi dalle nostre parti e che ci ha fatto sicuramente riflettere sulla necessità di una seria valutazione dei danni ambientali di cui si parlava sin da quando io ero uno scolaretto e che sono stati talmente trascurati da sboccare, purtroppo, in tempi ben più rapidi di quanto si pensasse, in veri e propri disastri.
In questo periodo di silenzio sul mio blog e in generale su musicamultimedia.net, ho approfondito lo sviluppo di pagine per internet con l'utilizzo dei framework javascript ajax e web 2.0, in particolare la libreria Prototype e la sua estensione Scriptaculous; i risultati delle mie sperimentazioni sono implementati sul sito dell'I.C. Pestalozzi (www.pestalozzi.cc) e saranno presenti nelle nuove pagine di musicamultimedia.
Musica & Multimedia frattanto attende nuovi aggiornamenti; da un po' non viene pubblicato niente, ma fra alti e bassi son riuscito a ritagliare un po' di tempo per qualche piccolo lavoro (o rifacimento di lavori passati).
In via di completamento un'analisi sulla Sinfonia Incompiuta di Schubert, realizzata originariamente durante gli studi di direzione d'orchestra al Conservatorio di Palermo; in fase di avvio invece una nuova sezione, all'interno della macrosezione Musica, intitolata Collezione, dedicata a recensioni personali di compact disc e dvd; naturalmente opinioni assolutamente "indipendenti" e slegate da qualunque logica di mercato e, come si evince dal titolo, recensioni che si riferiscono a materiali già in mio possesso, appartenenti appunto alla mia... collezione.
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16 gennaio 2007
Cinquantesimo Anniversario della morte di Arturo Toscanini
Oggi ricorre il 50° anniversario della morte di Arturo Toscanini, il più grande direttore d'orchestra di tutti i tempi, colui che (come Liszt nell'800 per il pianoforte) fece del direttore d'orchestra la figura che tutti siamo abituati a conoscere e - in certi casi - purtroppo già in decadenza.
E' importante che questo grande venga ricordato nel mondo intero, non solo per la sua musica che ancora oggi, grazie alle incisioni discografiche, continua a essere un modello di perfezione interpretativa e un arricchimento dello spirito per tutti coloro che hanno la fortuna e la sensibilità di accostarsi ad essa, ma anche per il grande modello di moralità e integrità che Toscanini ha rappresentato e che l'uomo ha manifestato nella serietà del lavoro e dell'approccio interpretativo, nelle scelte politiche, nella filantropia di tante sue iniziative. Poco importa, infatti, che il carattere di Toscanini fosse così spesso rude o intransigente, di fronte ai grandissimi meriti della sua personalità e delle sue scelte: convinto repubblicano, non solo fu, ad esempio, l'unico a schierarsi apertamente contro tutti i regimi totalitari e a scegliere e additare la via dell'esilio come forma di protesta (ricordiamoci che lasciò l'Italia fascista e anche l'amato festival di Bayreuth per non avere nulla a che spartire con il regime nazista), ma per l'Italia in guerra e nei difficili momenti della prima ricostruzione morale prima ancora che strutturale e della critica scelta della forma di governo monarchica o repubblicana fu un vero e proprio faro, un modello di integrità al quale tendere e anche nel momento del bisogno una mano paterna pronta al contributo materiale oltre che umano. Un uomo quindi che ha ancora oggi molto da insegnare alle giovani generazioni e anche alle meno giovani che spesso dimenticano da dove siamo venuti e le priorità sulle quali occorrerebbe puntare per una vera rinascita non solo culturale ma integrale. E che purtroppo la cultura generalmente vada in altra direzione ce lo dimostra la Rai: giorni fa un annuncio reclamizzava la "Giornata Toscanini" nel corso della quale i palinsesti si sarebbero occupati del direttore d'orchestra e i vertici dell'azienda assicuravano di inaugurare con questo evento una "eventizzazione della cultura", ma come sempre troppo poco: programmi monografici brevi e in onda solo a notte fonda e solo piccoli cenni nelle trasmissioni diurne, pomeridiane e serali; è questa quindi l'eventizzazione della cultura? A me sembra che non ci sia niente di nuovo sotto il sole e purtroppo la strada da compiere sembra non solo molto lunga ma soprattutto molto in salita. Speriamo tuttavia che qualcuno, accostandosi anche al modello di Toscanini, si accorga quanto la cultura nel nostro Paese andrebbe potenziata, sponsorizzata e "eventizzata" realmente, perché solo attraverso la maturazione culturale, l'istruzione, la ricerca è possibile un vero rilancio con ricadute efficaci e durature su tutto il sistema e sulla produttività.
Su questo sito una pagina è dedicata ad Arturo Toscanini, con una recensione di una ristampa di sue incisioni del periodo d'oro con la NBC Symphony Orchestra.
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11 ottobre 2006
Due giorni fra Windows e Linux
Cronaca di un pc che non vuol proprio saperne di funzionare...
Naturalmente a casa ho un pc, un po' vecchiotto, ormai, acquistato "solo" cinque anni fa: un pentium 4 di prima generazione con i suoi bravi 512mb di ram e tutta una serie di ammennicoli assemblati all'interno del suo cassone... impossibile lavorarci: da sempre problemi, installazioni continue, drivers... per giunta un pc nato nel momento di passaggio da Windows 2000 a XP. Ancora è in vita, per accanimento terapeutico dello scrivente, che si ostina a tenerlo acceso ventiquattr'ore al giorno per farlo lavorare da webserver e anche come postazione sempre pronta per skype e msn messenger, ma i problemi sono continui. Da un paio di giorni sto cercando di mettergli su una distribuzione di linux, per vedere un po' se le cose migliorano, ma purtroppo niente: il buon vecchio caro pc evidentemente ha problemi col suo hardware e d'altra parte come potrebbe essere diversamente? Un commerciante qualunque, possibilmente un improvvisato assemblatore che ha sviluppato le sue competenze leggendo magari semplicemente qualche rivista, ha messo insieme uno scatolone bruttissimo da vedere e altrettanto bacato nel risultato.
Quindi, con tutto il rispetto che nutro per Linux (Windows non lo nominiamo proprio... anche se purtroppo sembra l'unico sistema operativo che pur fra continue fermate e crash fa funzionare il pc), continuo a restare del parere che le uniche macchine con cui sia garantito lavorare siano quelle della Apple: hardware e software che vanno di pari passo, per un computer che appena acceso permette di concentrarsi sulla creatività, lasciando perdere qualunque aspetto tecnico...
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