Abstract

Il blog di Musica & Multimedia, a cura di Andrea Amici. Pensieri, opinioni, tutorial, trucchi e suggerimenti, attualità: uno spazio dove annotare tutte le idee che non trovano posto in una categorizzazione sistematica; il blog, associato al suo feed rss, è anche il "giornale delle novità" per le altre sezioni del sito.

Profilo personale


Andrea Amici, docente di lettere, ha affiancato agli studi umanistici quelli musicali, diplomandosi in direzione d'orchestra e in musica corale e direzione di coro. Insegna lettere presso la scuola secondaria di primo grado dell'I.C. Pestalozzi di Catania, dove ricopre anche l'incarico di "Funzione Strumentale per l'Informatica" curando fra l'altro il sito web dell'istituzione scolastica (www.pestalozzi.cc). E' attivo anche come compositore, direttore, pianista accompagnatore, organista, multimedia and web designer.

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Il Blog di Andrea Amici

30 marzo 2008

Gestire due monitor su OSX

Da molto tempo ormai mi sono abituato a lavorare con più monitor; sin dai giorni dei vecchi pc windows montavo più schede video all'interno del case proprio per poter utilizzare più schermi e distribuire il lavoro più agevolmente. Da quando ho acquistato prima il PowerBook G4 e poi l'iMac Intel ho potuto apprezzare quanto sia completa ed efficace, nonché semplice in pieno stile Apple, la gestione degli schermi secondari.

Mi era finora sfuggita però una caratteristica che proprio adesso trovo molto utile; nel mio studio privato lavoro essenzialmente su due fronti: musica e multimedia, proprio come il nome di questo sito; la postazione è ad angolo retto: da una parte l'iMac su una scrivania con tastiera e mouse senza fili e tavoletta grafica (più tutta una serie di hard disk esterni e altro collegati...), dall'altra una master keyboard a 88 note, sulla quale rimane sospeso un monitor secondario che permette non solo una pratica estensione del desktop, ma anche la possibilità di avere lo schermo proprio di fronte quando si lavora alla tastiera musicale.

Quando sono rivolto alla tastiera pianistica della mia master keyboard mi porto sullo schermo secondario le finestre dei software musicali e non ho così la necessità di "torcere" il collo di 90°, tanto più che mouse e tastiera bluetooth si spostano facilmente sulla master. Fino a ieri il mio problema era quello di non saper spostare la barra dei menu sull'altro monitor, così da avere una sistemazione comunque non definitiva.

Mi accorgo solo oggi che nelle proprietà schermo di Leopard (c'era anche su Tiger? Francamente non ci ho mai fatto caso...) c'è la possibilità di tirare la barra dei menu sull'altro monitor e così far diventare quello il monitor principale, con conseguente spostamento anche del dock e delle finestre già presenti sullo schermo dell'iMac che così diviene lo schermo secondario.

Che dire? Ben fatto, ancora una volta, Apple! E per me... beh, attenzione a leggere bene tutto ciò che è scritto sullo schermo!

Alla prossima...

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12 settembre 2007

Logic Studio

La Apple rilascia una nuova versione del suo software per creazione musicale Logic, che giunge così all'ottava release testimoniando un profondo sforzo di investimento in termini di idee e funzionalità.

Prima di tutto il concetto di Studio: anche Logic abbandona la formula di applicazione stand-alone per accostarsi al trend delle grandi applicazioni pro come Final Cut Studio. Poi, novità più profonda, la rinnovata interfaccia, secondo un criterio che, a mio giudizio, ha già reso più appetibile applicazioni di per sé validissime come SoundTrack Pro, cioè la finestra unica, all'interno della quale il lavoro si diversifica a seconda del momento e del punto del work-flow. Guardando gli screenshots si nota (come sempre) la marcia in più di casa Apple: l'impressione è di avere a che fare proprio con ciò che si desiderava; Logic ci aveva abituato a strumenti utilissimi, a una versatilità che rendeva il lavoro estremamente gradevole e produttivo, anche se, personalmente, non ne gradivo a pieno l'estetica; ciò che si intravvede oggi è un'ulteriore avanzamento verso l'idea di un'interfaccia sempre più trasparente all'utilizzo che permette la concentrazione sul lavoro e la creatività, senza perdersi nei meandri di confusionari tecnicismi. Ancora di più si dimostra efficace nella sua minimalistica concezione l'elegante interfaccia della nuova applicazione orientata al live, che mostra delle intuizioni, anche dal punto di vista della personalizzazione, veramente degne di nota. Proprio quest'applicazione è un interessante valore aggiunto a un software che già di per sé ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un leader nel settore.

In attesa quindi di una vera e propria prova su strada, dalle premesse si nota che anche Logic si adegua alla nuova tendenza di Apple di rendere il sistema sempre più intuitivo, lineare e potente ma sempre più essenziale al lavoro quotidiano, sia esso professionale che amatoriale. A questo punto non rimane che attendere fiduciosi il debutto di Leopard, che dovrebbe incarnare questa filosofia a livello di sistema operativo.

Un'ultima nota è doverosa e riguarda il prezzo di Logic Studio, e conseguentemente del fratellino "minore" Logic Express. Poter acquistare un software professionale a un prezzo che si aggira intorno ai 500 euro è una conquista notevole che, speriamo, segni l'inizio di una controtendenza, a dimostrazione che il software, con la sua naturale tendenza all'effimero e al continuo aggiornamento non possa oggettivamente gravare sul professionista in maniera così incidente.

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23 agosto 2007

Il futuro nel passato: Spazio 1999 su Rai.tv


L'estate, in genere, è un periodo di "riciclo" in TV; la Rai, come aveva già fatto alcune estati or sono, ripropone fra l'altro la famosissima serie fantascientifica Spazio 1999, ideata nel 1973 da Gerry e Sylvia Anderson e trasmessa per la prima volta nel 1976, un'occasione, per tutti quelli della mia generazione, di rivedere qualcosa che ci ha fatto fantasticare e giocare di immaginazione nei riguardi di un futuro che ormai è già passato. Rivedendo le immagini di questa serie, certo, si notano ingenuità e soprattutto un modo di recitare e di sceneggiare estremamente datato, tuttavia da adulti, magari, si colgono taluni aspetti di contestazione e denuncia che ancora oggi possono essere attuali: soprattutto nella sua prima serie, infatti, l'intenzione evidente degli autori è quella di mostrare una problematicità del rapporto tra l'uomo e l'esplorazione dell'universo (fortemente condizionata da esigenze politiche e propagandistiche), tra l'uomo e l'ambiente, tra l'uomo e il suo futuro tutt'altro che roseo a causa di uno sviluppo selvaggio, incontrollato e insostenibile. Se consideriamo il disastro ambientale, allora incipiente e paventato, ma di cui oggi siamo primi testimoni in questi anni visto l'assoluto disinteresse della politica internazionale, si nota come il futuro denunciato nella serie televisiva ci abbia attraversato con problematiche irrisolte aprendo scenari che purtroppo non siamo in grado di prevedere.

Un altro è il punto d'interesse di questa riproposizione estiva e cioè il "mezzo": questa volta la Rai inserisce Spazio 1999 nel "palinsesto" del suo portale Rai.tv (www.rai.tv), un'eccellente iniziativa anche se, a mio giudizio, molto mal realizzata tecnicamente. Dal punto di vista concettuale la Rai dimostra con questa operazione una grande lungimiranza: la televisione, così come oggi la conosciamo, è destinata (fortunatamente) a morire; il futuro - non troppo lontano - ci riserva la possibilità di fruire contenuti audio/video on demand, a richiesta, su dispositivi connessi alla rete: televisori attualmente corredati di set-top-box, ma prossimamente con scheda di rete integrata, cellulari a banda larga, computer multimediali e media-center; lo spettatore diviene in prima persona protagonista della scelta e soprattutto si svincola dall'orario e dalla sequenzialità del programma. In più, aziende come la Rai che hanno già alle loro spalle una vita pluridecennale, possono mettere a disposizione degli utenti i loro enormi archivi e dare la possibilità democraticamente a tutti di scegliere, limitando così anche l'imposizione di gusti e scelte di mercato che a molti non interessano affatto.

Il limite, maggiore, per Rai.tv è la scelta del suo "motore" video: l'azienda "di stato" infatti ha optato per un formato proprietario legato ad una singola azienda e ad un singolo brand, il wmv della Microsoft. A parte il discorso sulla qualità, evidentemente scadente se rapportata ad altri codec quali, ad esempio, l'H264 oggi adottato da QuickTime, YouTube, Adobe, la scelta di utilizzare un formato che funziona bene e al 100% solo con Windows e male o in modo approssimato con altre piattaforme limita enormemente la vitalità del servizio.
Chi, come me, utilizza computer Apple, ad esempio si ritrova con un funzionamento approssimato, grazie all'uso del codec Flip4Mac, che consente, all'interno del browser, di attivare un controllo QuickTime con il quale, però, è impossibile ad esempio una visione a schermo intero, possibile quindi su Mac solo a patto di utilizzare una virtualizzazione con Parallels Desktop, VMFusion o BootCamp.

La Rai non consente, allo stato attuale, per tutti i contenuti del suo portale (eccezion fatta per i podcast) di scaricare i video, cosa che avrebbe, ad esempio, permesso a noi utenti Apple di vedere i filmati a schermo intero aprendoli all'interno di QuickTime, ma proprio la limitazione questa volta può diventare un punto di forza, con qualche piccolo accorgimento che andiamo subito a spiegare.

Una piccola premessa: in generale gli streaming video si possono facilmente salvare sul proprio computer attraverso l'ottimo software VLC (http://www.videolan.org/vlc/) un open source che, fra le tantissime possibilità, permette anche di aprire un video su internet e, per così dire, ritrasmetterlo su una rete o su un file; l'operazione naturalmente necessita dell'esatta url del file wmv, cosa che nel nuovo portale Rai.tv è molto difficile da ottenere: alcuni script, infatti, reindirizzano in maniera automatica il browser e anche con alcuni accorgimenti nati in ambiente Linux per evitare le prime (ancora più pesanti) limitazioni dovute all'implementazione dei controlli ActiveX, il risultato non è garantito, oltre che estremamente macchinoso.

Ebbene, con un computer Apple, QuickTime e Flip4Mac magicamente è possibile salvare questi streaming sul proprio hard disk e da lì vederli a schermo intero o fare qualsivoglia conversione!

Innanzitutto puntando il browser alla pagina della trasmissione (con Flip4Mac correttamente installato) si avvia il filmato e se ne attende il completo scaricamento senza chiudere ovviamente la finestra con la pagina web (anche mettendo il filmato in pausa, il download nella cache continua); non appena il filmato è stato completamente scaricato (lo si desume dalla barra grigia di progresso, che nel frattempo si allunga sino alla fine del video), fare clic sul triangolino in basso a destra e scegliere dal menu "Save as QuickTime Movie...", come nella figura qui in basso.

A questo punto compare la tipica maschera per il salvataggio del file sul proprio computer: tutto qui, a questo punto il filmato è perfettamente visibile lanciandolo con un doppio clic o dall'interno di QuickTime, che inoltre permette l'esportazione del file in altri formati.

In questo modo è possibile trasferire il video su un lettore divx da tavolo, oppure comprimerlo in mp4 o 3gp per vederlo su un dispositivo mobile.


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18 marzo 2007

L2 iSync Phone Plugin in pensione

L'hanno chiamato in rete l'ultimo ruggito della Tigre: da pochi giorni su Aggiornamento Software è disponibile l'update del sistema operativo Mac Os X Tiger alla versione 10.4.9 che sembra (anche dal codice stesso) ormai veramente l'ultimo aggiornamento prima dell'uscita della versione 10.5, il tanto atteso (da noi mac-users) Mac Os X Leopard che, da quanto si sa, sarà veramente un'altra pietra miliare nella storia dei sistemi operativi, non solo della Mela.
Tempo addietro avevo sviluppato un piccolo plug-in per sincronizzare il mio cellulare Motorola L2 (non ufficialmente supportato) con iSync, il software integrato in ogni Mac per la sincronizzazione della rubrica e del calendario con il cellulare. Lo trovate in Musica & Multimedia a questa pagina: http://www.musicamultimedia.net/multimedia/l2-phone-plugin/index.shtml .
Ho notato oggi, dopo aver avviato iSync per la prima volta dopo l'ultimo aggiornamento, che il mio plug-in va (dopo mesi di onorato servizio) in pensione: un messaggio d'errore mi diceva di eliminarlo; con un po' di titubanza ho eseguito e al riavvio di iSync ho notato che il cellulare viene automaticamente adesso riconosciuto; non c'è più la mia iconina dell'L2 ma una evidentemente creata dalla Apple....... Beh, con un po' di nostalgia penso al lavoro che ho fatto e spero che sia stato utile anche a qualcun altro; comunque, chi ancora usa 10.4.8 può tranquillamente servirsi del plug-in, in pensione solo se sul sistema c'è 10.4.9.

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