Un viaggio letterario

attraverso la personalità di un eccentrico artista decadente


Gabriele D'Annunzio: Una vita inimitabile

Gabriele D’Annunzio definiva la sua esistenza “una vita inimitabile” e costruì intorno a sé il mito di una vita come un'opera d'arte.

Pescara antica

Nacque a Pescara il 12 marzo 1863, da una famiglia benestante che gli consentì di effettuare sin da giovane una vita ricca di esperienze. Durante gli anni del liceo si distinse non solo per le sue qualità e il suo accanimento nello studio, ma anche per la sua condotta indisciplinata, manifestando un carattere estremamente forte e un atteggiamento di superiorità. Il suo primo successo letterario risale proprio a questo periodo, con la raccolta di poesie Primo Vere. Il frontespizio di In breve tempo, mentre si era trasferito a Roma, divenne una figura di primo piano nel panorama letterario non solo italiano ma anche europeo e allo stesso tempo anche un personaggio mondano, grazie a una vita lussuosa e ricca di amori e avventure.

Nella sua lunga attività letteraria fu uno degli interpreti più validi delle correnti di pensiero e delle tendenze letterarie europee: nelle sue opere si ritrovano originalmente mescolate tendenze culturali, idee filosofiche estreme, elementi autobiografici; in particolare la sua poesia e i suoi romanzi sono caratterizzati da un raffinato estetismo, da un acceso sensualismo e dalla tendenza ad ignorare la realtà sociale a favore di un mondo spirituale elevato ed esclusivo. Tutta la sua vita e la sua arte realizzano quella sintesi che il Decadentismo europeo aveva aspirato negli ideali dell’estetismo.

Durante la Prima Guerra Mondiale prese parte a imprese spettacolari come la beffa di Buccari e il volo su Vienna; terminata la guerra il suo gusto per i grandi gesti lo portò ad occupare la città di Fiume insieme con un gruppo di volontari. La sua attività politica, quella mondana e quella letteraria fecero di D'Annunzio un vero e proprio “maestro di costume”: con il suo atteggiamento divenne infatti presto un punto di riferimento per chi voleva distinguersi nel panorama nazionale. Questi atteggiamenti nella vita e nell’arte sono in parte dovuti ad una naturale indole del poeta ma anche alle idee teorizzate dal filosofo tedesco Nietzsche riguardo il superuomo. Il Vittoriale degli ItalianiDurante il periodo fascista D’Annunzio, pur apprezzato dal regime, dimostrò una certa diffidenza nei confronti di Mussolini e del suo partito, e si ritirò, celebrato come eroe nazionale, presso Gardone, sul lago di Garda, in una sontuosa villa oggi trasformata nel museo del Vittoriale degli Italiani (foto a destra). Vi rimase fino alla morte avvenuta il primo marzo del 1938.

I generi letterari presenti nell’opera di D’Annunzio sono molteplici: poesia lirica, poesia epica, romanzo, novelle, teatro, scritti di critica, cronaca giornalistica e prosa d’arte; lo scrittore ha manifestato da una parte la capacità di impadronirsi di tutti i generi letterari, di assimilare autori e opere del passato, dall’altra fu pronto a far proprie le tendenze più recenti, costruendo una monumentale sintesi del decadentismo europeo, la cui espressione più significativa resta il romanzo Il piacere. D’Annunzio si rivela il letterato italiano più attento alla modernità ed è, assieme a Pirandello, il primo scrittore italiano a intuire le grandi possibilità espressive del cinema e a lavorare per la nascente industria cinematografica.

Una costante di tutta l’opera dannunziana è l’estetismo decadente, comune ad altri scrittori europei come Wilde e Huysmans, l’aspirazione a un’esistenza d’eccezione, al vivere inimitabile, a fare della propria vita un’opera d’arte: queste qualità sono impersonate dal protagonista del romanzo “Il piacere”; Il Piacereestetismo è anche culto della sensazione, del corporeo e dell’istintivo in senso irrazionale; per D’Annunzio la sensazione è l’unico mezzo di conoscenza della realtà, che permette collocare la vita dell’uomo dentro la vita della natura. Da queste idee deriva l’idea del poeta come “superuomo-artefice” che produce oggetti dell’arte, attraverso una lunga elaborazione tecnica; l’arte è considerata il prodotto di una mente superiore; lo scrittore si definiva l’imaginifico, il creatore di immagini, attraverso suoni ricercati e parole preziose e rare. La sua abilità non è però solo tecnica e formale: lo scrittore sa anche colpire l’immaginazione del lettore con miti del passato e con personaggi e situazioni proprie del presente che offrono una carica di emozioni e sensazioni. Il fine dell’opera d’arte è di imporre la propria bellezza, suscitando sensazioni nuove e forti nei lettori, l’opera non è significativa solo per le idee che trasmette, ma soprattutto per la sua forma.

Manoscritto de

In una società in via di industrializzazione e caratterizzata dalla riduzione dell’analfabetismo e dallo sviluppo dell’editoria che rende possibile la lettura di massa, D’Annunzio si propone come un intellettuale nuovo, che sa dare al pubblico borghese, desideroso di migliorarsi intellettualmente, modelli aristocratici, personaggi d’eccezione, amori raffinati, ambienti falso-antichi che i lettori non possono che ammirare. Il “dannunzianesimo” diviene così un fenomeno di costume, il poeta sembra disprezzare la folla, ma sa inserirsi nell’industria culturale ed editoriale, scrivendo egli stesso per i giornali alla moda, pubblicando con editori più importanti, partecipando al cinema, diffondendo presso il pubblico medio il suo modello aristocratico.

D’Annunzio esordisce, ancora sedicenne, con la raccolta di versi “Primo vere”. Il titolo, allude alla giovinezza del poeta. Già sono presenti elementi di naturalismo e sensualità che saranno preponderanti nel secondo libro, “Canto novo”, che parla di due giovani amanti che vivono in simbiosi con la natura. Nel “Poema paradisiaco”, D’Annunzio si rivolge alle cose dell’infanzia, la casa natia, la vecchia madre, per ritrovare l’innocenza perduta.

Alcyone si separa da Ceyx

Il capolavoro poetico di D’Annunzio è la raccolta delle “Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi”, composto dai libri: Maia, Elettra e Alcyone, Merope e Asterope. Maia è un libro quasi interamente occupato dalla lunghissima lode alla vita che narra in versi brevi e in tappe un viaggio in Grecia. Elettra contiene componimenti che celebrano vari eroi, tra cui Verdi, Garibaldi, Hugo, Dante. Alcyone è giudicato il capolavoro della produzione poetica dannunziana. Lo scrittore celebra la grande Estate; il superuomo dannunziano si lascia alle spalle l’eroismo civile e guerresco e si immerge totalmente nella natura. Gli ultimi due libri celebrano, invece, aspetti eroici della storia contemporanea e sono i più retorici.

L’ultima opera poetica è il “Notturno”, che risale al tempo dell’immobilità e del buio forzato seguito all’incidente durante un volo di guerra, che causò la perdita di un occhio; in quest’opera D’Annunzio rinuncia alla sua tipica grandezza esteriore per concentrarsi nella malinconia e nella propria intimità.