Andrea Amici: Preghiere per organo

Prima esecuzione assoluta - Austria 2008

Andrea Amici e Leonardo Ciampa all'organo di Dürnstein

Leonardo Ciampa e Andrea Amici all'organo della Stiftkirche di Dürnstein

Su invito del M° Leonardo Ciampa, organista e direttore musicale alla St. Mary & St. Catherine of Siena Parish in Charlestown (Boston), Andrea Amici ha iniziato la composizione di un ciclo di brani intitolati Preghiere per organo, attualmente in corso di lavorazione.

I primi due brani completi sono stati eseguiti in prima esecuzione assoluta in Austria dal M° Ciampa nel corso del suo tour estivo in Europa: la Preghiera per organo "De Profundis" a Seefeld im Tirol il 25 luglio 2008 e la Preghiera II per organo "Sub tuum praesidium confugimus" a Dürnstein il 27 luglio, alla presenza dell'autore.

Ogni brano è una meditazione musicale su un testo sacro latino, riportato in partitura, ed espresso nel suo intimo significato attraverso le note; non si tratta né di una musica a programma né di una "romanza senza parole" nell'accezione romantica: la musica tende infatti a "meditare" e approfondire stati d'animo propri della preghiera, cercando di interpretare ciò che prova lo spirito nell'atto di recitare un testo sacro fermandosi, ripetendo, meditando, ritornando indietro a rivivere momenti spiritualmente profondi e intimi.

Di volta in volta poi il testo viene anche rivissuto all'interno della musica attraverso dei segni che rendono ancora più esplicito il contatto tra le note e le parole.

  • Preghiera per organo "De Profundis"
  • Preghiera per organo "Sub tuum praesidium confugimus"

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Preghiera per organo "De Profundis"

La musica allegorica

La Preghiera "De Profundis" è stata la prima ad essere composta; il breve testo di riferimento è il seguente:

Domine Deus
de profundis ad Te clamavi
et exaudisti me

L'intenzione dell'autore è stata quella di creare un percorso musicale che aderisca idealmente in maniera totale al testo, pertanto è stata realizzata una macro-struttura, facilmente intuibile anche a un ascolto "non preparato", che interpreta una situazione iniziale di turbamento interiore, caratterizzata da un'invocazione continua che progressivamente porta dalla profondità oscura alla luce, senza che questa alla fine rappresenti un trionfalismo: non una soluzione definitiva, piuttosto un'accettazione della provvidenzialità degli avvenimenti umani.

Leggendo la partitura però si può cogliere un aspetto più profondo che fa della Preghiera un esempio di musica allegorica. Molte frasi musicali sono evidenziate dalla presenza di un testo indicato in partitura come se si trattasse di una parte di canto, mentre in calce sulla prima pagina del pezzo è indicato che assolutamente tali parole non indicano la presenza in alcun modo di una voce umana ma servono appunto solo per chiarirne il sistema allegorico che è alla base del brano.

Inizio della Preghiera "De Profundis"

L'inizio della Preghiera "De Profundis"

La prima frase (esempio a sinistra) espone due cellule motiviche iniziali, tra di loro profondamente collegate, che sono la base costitutiva dell'intero brano: ritornano continuamente in varie sezioni e la prima appare anche nel finale. Le due cellule si ricollegano alle parole Domine Deus, espresse attraverso una linea melodica superiore che si uniforma alle movenze del canto gregoriano; tutta la linea melodica della prima frase, se si eliminano le ripetizioni spezzate e parziali delle cellule motiviche essenziali, ha l'aspetto di un cantus greoriano, pur non essendo realmente tratta dal repertorio tradizionale. Le cellule così divengono due simboli e i simboli hanno - in questo brano - una spiegazione razionale e un correlativo sempre uguale, pertanto divengono delle allegorie che si inquadrano armonicamente in una struttura generale; così anche le altre frasi, come per esempio quelle al pedale nella seconda sezione, hanno un correlativo nel testo latino e quando si ripresentano nel tessuto musicale variamente trasformate e spesso non subito riconoscibili rivestono un preciso significato: chi prega interiormente esprime più volte nella sua mente degli stati d'animo mutevoli ma sempre pieni di significati, ritornando anche indietro sulle stesse parole o facendo risuonare dentro di sé singole espressioni della preghiera, in un costante accrescersi e allentarsi della tensione emotiva.

La Preghiera esprime così all'organo, lo strumento "sacro" per eccellenza, l'animo umano nell'atto di una preghiera ben precisa, l'invocazione in un momento di profondo turbamento, e lo fa attraverso l'uso di un sistema allegorico, inserito in una trama musicale quasi narrativa, almeno nel suo aspetto esteriore.

 

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Preghiera per organo "Sub tuum praesidium confugimus"

Seconda in ordine di composizione, pur essendo idealmente collegata alla prima, questa Preghiera si sviluppa in maniera diversa, toccando nell'arco di circa sette minuti, varie atmosfere e sviluppando un nuovo discorso musicale, aderente al testo ma questa volta in maniera allusiva, senza precise relazioni come nel caso delle allegorie presenti nell'altro brano.

Il testo di riferimento è la preghiera latina alla Vergine Maria:

Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias
in necessitátibus;
sed a perículis cunctis
líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

Nel corso del brano, effettivamente, è possibile rintracciare allusioni alle varie sezioni del testo, come l'iniziale invocazione realizzata all'organo con una testura a corale, o le parti più mosse - due in totale, una a partire dalla misura 39, l'altra dalla 56 - che evidentemente si riferiscono alla prima invocazione nostras deprecationes ne despicias e ai pericoli da cui si chiede la liberazione. Si inseriscono però tutta una serie di motivi, sezioni, periodi musicali che sospendono il discorso, sviluppandosi su ripetitive cellule ritmiche che sembrano interrompere il flusso più narrativo, ritornando all'atmosfera più meditativa.

Il brano, dopo varie riprese degli elementi più significativi combinati, sovrapposti o alternati in modo diverso, si conclude rischiarando sempre più l'atmosfera fino a concludersi su un accordo perfetto maggiore, particolarmente risuonante data la sua disposizione, che rappresenta il trionfo della Vergine Maria: un accordo di la maggiore conclude il brano (e concluderà l'intero ciclo delle Preghiere per organo) ricollegandosi idealmente al poderoso accordo di la maggiore che conclude Regina Coeli per doppio coro e orchestra.

L'organo del Monastero di Dürnstein

 

Rispetto alla "De Profundis" la Preghiera "Sub tuum praesidium confugimus" presenta una scrittura più vicina all'organo barocco, con estensioni più limitate soprattutto al pedale: il brano infatti è stato scritto esplicitamente per essere eseguito all'organo della Chiesa del Monastero di Dürnstein (nella foto a sinistra), uno strumento d'epoca perfettamente conservato, un bell'esempio dell'arte organaria barocca austriaca; così, tutta la sezione dalla misura 56 alla 66 con le sue figurazioni contrappuntistiche e la cellula motivica in sedicesimi vuol essere un fugace omaggio all'arte musicale del Seicento.

 

 

La prima esecuzione a Dürnstein alla presenza dell'autore

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