La Quarta Sinfonia di Beethoven

Analisi del secondo movimento

La partitura della Quarta Sinfonia di Beethoven è liberamente consultabile attraverso la "William and Gayle Cook Music Library". Alcuni esempi musicali sono tratti da questa edizione online e ad essa si riferiscono anche i numeri di misura.

La forma del secondo tempo (Adagio) è identificabile con una forma-sonata priva della sezione di sviluppo, una forma tipica anche nei movimenti lenti mozartiani. Naturalmente, diversamente da quanto avviene nei movimenti esterni della sinfonia, nel secondo tempo sia i temi sia le zone secondarie di collegamento hanno una natura più lirica e meno motivica.

Tutto il movimento è caratterizzato dalla pressoché continua reiterazione di due cellule ritmiche (a e b, nell'esempio sotto) strettamente connesse tra loro e presenti sin dalle prime due misure ai violini II:

Esempio 1

Il primo tema (miss.2-16) presenta una doppia ripetizione di un periodo, affidato prima ai soli archi e poi ai fiati, accompagnati dagli archi. L’accompagnamento è sempre basato sulla cellula B, mentre tra la prima e la seconda ripetizione (mis.9) tutta l’orchestra propone in ottave la cellula A.

Alla misura 18 inizia un ponte modulante, che conduce l’armonia dal mi bemolle maggiore d’impianto al si bemolle maggiore. Si basa principalmente su un motivo, cui se ne aggiunge un secondo che da elemento di accompagnamento diviene primario (miss.21-25):

C
Elemento C Ponte

D
Elemento D Ponte

Il secondo tema, nella tonalità di si bemolle maggiore, (miss.26-33) non è all’inizio molto contrastante con il primo, ma è più frammentato e vede come protagonista il clarinetto. Si introduce nelle parti d’accompagnamento un motivo a terzine, che diverrà fondamentale nella riproposizione del primo tema:

Inizio Secondo Tema

Una codetta piuttosto estesa si presenta alla misura 34, riprendendo le cellula ritmica A e l’elemento D del ponte, mentre i fagotti espongono una frase dal carattere conclusivo, ripresa poi da tutti i fiati.

Codetta

Un ulteriore episodio (miss.38-40) ripropone la cellula ritmica A fino al fortissimo, sull’accordo di dominante del tono d’impianto (mi bemolle maggiore), preparando la ripresa del primo tema, la cui melodia viene proposta con delle fioriture realizzate con dei grappoli di terzine.

Il collegamento tra le due esposizioni del periodo del primo tema viene adesso allungato (miss.50-64) con un episodio in mi bemolle minore in fortissimo a piena orchestra e con un improvviso episodio centrale sospeso (miss.54-59) sull’accordo di dominante della tonalità di sol bemolle maggiore, con un assottigliamento dello spessore timbrico e dinamico. Segue un ultimo episodio che collega la lontana tonalità di sol bemolle maggiore con il tono d’impianto per la riproposizione del primo tema variato, mediante un’alternanza della cellula A con la prima misura del primo tema.

Episodio in fortissimo (miss. 50 e seguenti): Episodio di collegamento in fortissimo


episodio centrale sospeso (miss.54-59) sull’accordo di dominante della tonalità di sol bemolle maggiore:


Episodio di passaggio

La riesposizione del primo tema (miss.65-72) viene arricchita dall’accompagnamento in terzine, anziché basato sulla cellula B. Le rimanenti sezioni di collegamento e il secondo tema vengono riproposti nella tonalità d’impianto.

Alla misura 96 si dipana una piccola coda, che, dopo due misure introduttive basate sulla prima frase del primo tema, lascia spazio ad una vera e propria cadenza, alla quale partecipano in a solo il corno, i primi violini, il clarinetto e il flauto; la ripresa da parte dei violini dell’ultima figurazione di quest’ultimo porta alla cadenza in fortissimo (mis.101).

Dopo un’ulteriore proposizione della cellula ritmica B da parte dei timpani in pianissimo, con un crescendo una cadenza perfetta afferma per l’ultima volta la tonalità di mi bemolle maggiore, concludendo il movimento.