La Sinfonia "Incompiuta" di Schubert

Una panoramica sulla discografia

La discografia dell'Incompiuta è a dir poco sterminata: frugando fra i cataloghi o curiosando fra gli scaffali dei negozi si nota che esistono centinaia di incisioni e tutte le etichette discografiche, pur avendone già in catalogo molte versioni, continuano a sfornare sempre nuove "Incompiute", a testimonianza dell'incredibile popolarità del brano (e quindi della sua innegabile capacità di vendere) ma anche della forza interrogativa di questo capolavoro, con il quale, al di là delle pur presenti esigenze di marketing, ogni artista è desideroso di confrontarsi, alla ricerca di una personale lettura che possa ancor più penetrare nei meandri del genio schubertiano.

La problematicità dell'interpretazione dell'Incompiuta è palese se si ascoltano interpretazioni fra loro dissimili, ma tutte sicuramente valide. Chi scrive ha conosciuto la Sinfonia n.8 in un disco di Arturo Toscanini, che riproduceva un'incisione del 1950, cioè del tardo periodo del Maestro con la NBC Symphony Orchestra, ora riedita nella collezione Arturo Toscanini - The Immortal.

Toscanini

Un'interpretazione caratterizzata da un senso di algida tragicità, stretta in un'inesorabile incedere ritmico, drammatica e tesa, estremamente curata in ogni minimo dettaglio senza per questo perdere di vista una globalità dell'interpretazione che scorre viva senza quasi che l'ascoltatore si accorga dell'innumerevole quantità di accorgimenti tecnici che rendono questa lettura un vero e proprio termine di paragone. Toscanini non solo nella "sua" Incompiuta mostra la sua chiarezza e lucidità interpretativa ma anche dimostra un perfetto inquadramento dell'opera nella sua dimensione storica; da questo punto di vista il Maestro si dimostra molto più moderno di qualunque suo contemporaneo, proprio lui che era tacciato di immobilismo culturale. Le moderne interpretazioni di opere del principio dell'Ottocento tendono oggi a scrostare le sovrastrutture ultraromantiche del filone che naturalmente affonda le sue radici nell'antitesi toscaniniana, in quel Furtwaengler che nella sua interpretazione estrinsecava l'incarnazione di un idealismo romantico che nel riconoscere l'importanza della storia in realtà la guidava piegandola a parametri esclusivamente personali. Harnoncourt

Ascoltando un'interpretazione fra le ultime di Claudio Abbado, per non dire naturalmente quelle delle scuole filologiche fra le quali una delle migliori è sicuramente quella di Nikolaus Harnoncourt, si riconosce quell'impronta che effettivamente rimonta alla lezione toscaniniana: Schubert è una personalità problematica a cavallo fra l'idealismo etico beethoveniano e il naufragio verso un idealismo irrazionale, ma non è ancora, pur intravvedendone gli abissi, un protagonista della stagione romantica in cui la visionarietà e l'esame delle voragini interiori diviengono il fondamento dell'estetica e della creazione artistica. Toscanini vede nell'Incompiuta la crisi, ne esamina la tragicità con categorie tutte umane, ripresentando il capolavoro in tutta la sua problematicità e in tutta la sua forza, ma senza spostarlo in avanti: precursione ma non realtà in atto.

Furtwaengler

La lettura antitetica, come già detto è quella di Wilhelm Furtwaengler, che con il suo idealismo apre la strada ad una visione del tutto diversa e più personalistica dell'interpretazione.

Bernstein - Giulini

L'Incompiuta diviene un profondo abisso esistenziale: il tempo estremamente lento e ricco di rallentandi esaspera un senso di disperazione interiore; ogni sperimentalismo formale viene dilatato fino a scomparire in un vorticoso lento percorso interiore sottolineato da un turgore sinfonico che tende ad ingigantire e a spostare l'orchestrazione di almeno cinquant'anni avanti, come anche avveniva (con uno spostamento anche più ampio) con le sinfonie di Beethoven nell'interpretazione del tedesco.

La linea idealista di Furtwaengler prosegue in una "scuola di pensiero" che si tramanda attraverso le interpretazioni di Bruno Walter per giungere a esiti comuni, anche se fra loro ovviamente diversi, come possono essere ad esempio quelli di Leonard Bernstein e Carlo Maria Giulini: del primo le due interpretazioni fondamentali sono quelle dello storico periodo con la New York Philharmonic e quella più matura, ma sostanzialmente simile, con l'Orchestra del Concertgebouw di Asterdam; nel maestro americano si concretizza ancora una volta una linea idealista, ma con una vena sicuramente più intimista, già presente in Bruno Walter: l'epica tragicità di Furtwaengler si stempera in una visione interiore più desolata e malinconica, dove anche i momenti più vigorosi acquistano in "umanità" e nel contempo sono il chiaro segno di uno scontro fra ideale e reale che dal mondo delle idee scende nell'intimità umana. Anche Giulini offre degli esiti estremamente interessanti nella lettura dell'Incompiuta: pur collocandosi nella medesima linea, la sua interpretazione si arricchisce di una ancor maggiore profondità di pensiero, fatto di un umanesimo vissuto oltre che ragionato: ascoltando l'esecuzione di Giulini si nota una nobiltà e un'approfondimento che conferiscono all'interpretazione un valore etico oltre che musicale notevole.

Kleiber

Fra le varie interpretazioni è estremamente interessante quella di Carlos Kleiber con i Wiener Philharmoniker; rarissime le apparizioni di Kleiber e ancor di più le sue incisioni: questa è di un valore incredibile, che ci riporta alla lettura toscaniniana e rivela una capacità di centrare il segno fuori dal comune. Come nel Maestro italiano, anche in questa interpretazione la perfezione e la continuità del discorso scorrono con un senso di necessità il cui segreto affonda in una totale simbiosi realizzata nel segreto dello studio, dell'approfondimento e dell'intuizione. Senza sovrastrutture, Kleiber porta avanti un'Incompiuta in un pieno stile schubertiano, dove ogni elemento si colloca in un equilibrio formale che tiene conto di astrazioni, innovazioni e interiorità senza mai cedere a facili effetti e pure ritrovando una drammaticità interiore ideale e reale.

Solo alcune, nel mare delle incisioni di quest'opera, semplicemente per dare alcune chiavi di lettura; si approfondisce sempre di più l'interpretazione di questo capolavoro, nel corso della storia della registrazione: psicologia e problematicità nell'interpretazione di Sinopoli, ad esempio, sintesi fra antico e moderno, rispetto per l'interpretazione del passato e integrazione della filologia nell'idea soggettiva nell'ultimo Abbado, vigore etico nella lettura di Muti; ogni interprete porta avanti la sua Incompiuta e il grande capolavoro continua a offrire spunti sempre nuovi, segno di una vitalità incredibile propria di ogni grande opera capace di offrire sempre nuove sorprese a chi è in grado di interrogarla attraverso l'approfondimento e la lettura.