Andrea Amici

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Categoria: Attualità Page 2 of 4

Io vado a votare, passaparola!

Io vado a votare
Musica & Multimedia non è un sito dedicato alla politica, né tanto meno una testata giornalistica o qualcosa di simile, ma semplicemente un sito personale, nel quale si parla di arte, di musica, e si fa anche un implicito riferimento al collegamento fra l’espressione artistica e le nuove tecnologie.
Ho deciso comunque, da libero cittadino di un paese libero, di condividere temporaneamente sul mio blog il logo dell’iniziativa “io vado a votare, passaparola” perché fermamente convinto dell’utilità teorica e pratica dei quesiti referendari che si pongono al popolo italiano.
Seppure quindi, non manzonianamente, mi ritrovo quattro-cinque lettori, con questi quattro o cinque voglio condividere la mia idea e il mio semplice impegno per fare qualcosa, una piccola goccia che tuttavia influenzerà in qualche modo il futuro.
Prima di tutte una considerazione. Nel mio precedente post di auguri alla Repubblica italiana per il suo sessantacinquesimo compleanno, ho cercato di additare, come peggiore dei mali del nostro stato, la tendenza alla disaffezione all’esercizio della democrazia. Ebbene la prossima chiamata alle urne è sicuramente la forma più alta di partecipazione democratica alla vita pubblica dello stato, poiché si abbandona la rappresentatività e si ha invece l’occasione di vivere in prima persona il proprio impegno civico. E proprio in un momento storico in cui sembra che la rappresentatività sia momentaneamente sospesa, il referendum diviene quindi un momento di altissimo impegno e necessità, creando un vero e proprio imperativo morale che rende tutti gli astensionisti in realtà dei veri e propri assenteisti dal punto di vista civico e sociale.
Secundis l’importanza e la validità dei quesiti. Non stiamo parlando qui, infatti, di piccole scelte, ma di grandi e importanti svolte. La prima ambientalistica, quella sull’energia nucleare: di fronte a chi in maniera subdola cerca soltanto un facile interesse economico e prospetta miracoli senza pensare neanche ai propri eredi, ricordiamo che l’atomo è obsoleto, come tutte le forme di energia che inquinano, petrolio compreso con l’unica differenza di avere un impatto distruttivo minore; ricordiamo che non esiste sicurezza alcuna in nessun impianto, meno che mai in uno stato dove si ha l’abitudine ad aggirare anche le più elementari norme di sicurezza in vista del guadagno; ricordiamo infine che l’Italia è un territorio geologicamente in grave dissesto e sismicamente instabile, dove le forme di energia alternative, come il sole e il vento, sono invece abbondantemente presenti ancorché ignorate.
Occorre quindi una netta presa di posizione e anche un tenere alta la guardia nei confronti di chi sicuramente vorrà eventualmente far rientrare dalla finestra ciò che viene democraticamente fatto uscire dalla porta.
La seconda scelta relativa ai beni primari, in questo caso l’acqua, che devono essere di tutti: non è la presenza del privato che può garantire un elevamento della qualità dei servizi, bensì la moralizzazione dello stato e dei suoi funzionari che ha la capacità di far fruire a tutti in maniera equa e adeguata l’accesso ai beni che sono stati creati per tutti indistintamente.
Infine che dire sul quesito che mette in campo il pronunciamento contro un esempio della legislazione ad personam : qui la risposta viene da sé; si vuole che lo stato italiano proceda sempre meno verso l’equità sociale o si vuole almeno dare un segnale di fiducia nei confronti della giustizia, seppure ribadendo la necessità di un adeguato funzionamento di tutti gli apparati dello stato?
Ci fermiamo qui, ricordando che in queste pagine si parla di arte, ma non esiste arte senza una società e soprattutto non esiste arte in un mondo devastato dall’incuria generale e autodistruttiva di capi che non hanno prospettive.

Buon compleanno, Repubblica

Sessantacinque anni, portati male.
Nata sotto grandi auspici, con grandi aspettative, grandi ideali, grandi prospettive, la Repubblica votata il 2 giugno dal popolo italiano finalmente scrollava di dosso all’Italia il debito contratto con l’idea monarchica dell’unificazione che pure aveva avuto un indiscusso successo nell’incanalare le forze risorgimentali verso una convergenza pratica, tuttavia imponendo alla neonata nazione un fardello di dipendenza a una casa regnante di non grande levatura politica, che avrebbe infine consegnato se stessa e i destini di tutti alla follia fascista.

La storia italiana dal 1946 a oggi è un percorso controverso, pieno di contraddizioni, di misteri insoluti, di autoinganni e un camminare spesso sull’orlo del precipizio, come anche un percorso di indubbi meriti; il pregio maggiore la democrazia, il difetto maggiore forse quello di sottostimare la democrazia. Così il popolo italiano, abituato per secoli a vedere lo stato come altro da sé, ha visto in tutti questi anni non una rappresentanza degna di sé ma un susseguirsi di imbrogli, promesse non mantenute e abbagli, culminati nella storia più recente, in cui l’illegalità viene fatta passare per normalità, l’arte degenerata di essere sempre in piedi con l’inganno, la compravendita del consenso e l’interesse personalistico diventano uno sfacciato modello di vita da imitare, un modello pronto a raggirare quanto di più fondamentale ci possa essere nell’istituzione repubblicana: la democrazia, la solidarietà sociale, il bene comune e lo sguardo coraggioso e impegnato verso il futuro.

E ci si abitua purtroppo a un livello di vita sociale e statale estremamente ridotto, diremmo dimidiato, come se lo stato sia qualcosa da subire e non da vivere; così una grossa fetta della popolazione, caratterizzata da ignoranza e passività, consegna se stessa a chi riesce a incantarla meglio con promesse a breve termine, arrivando a consegnare anche le chiavi del proprio futuro.

A un passo dalla deriva antidemocratica purtroppo più volte vissuta nella sua centocinquantenaria esistenza, l’Italia sembra oggi essersi svegliata prima di alcune scelte definitive che l’avrebbero definitivamente affondata, ma cosa accadrà adesso è cosa incerta e ancora imprevedibile. Cosa ci si aspetta? Forse l’immaginario collettivo sull’onda dell’entusiasmo attende un colpo di bacchetta magica che improvvisamente faccia sembrare tutto un brutto sogno, ma purtroppo si sa bene che così non sarà e proprio quando la delusione dei più diverrà effettiva, starà proprio alla maggioranza della popolazione dimostrare che veramente qualcosa è cambiato, dando il consenso non a chi promette, ma a chi si impegna almeno a tentare e a pensare a lungo raggio.

E allora, sessantacinque anni portati male: tuttavia, buon compleanno, Repubblica Italiana!

Henryk Górecki

Henryk Mikolaj Górecki (1933-2010)

Henryk Mikolaj Górecki (1933-2010)

Il 12 novembre 2010 è morto il compositore polacco Henryk Górecki, all’età di settantasei anni. Era nato a Czernica il 6 dicembre 1933 ed è stato uno dei grandi protagonisti della musica contemporanea mondiale, pervenendo a uno stile personale e umanisticamente molto intenso, ricco di recuperi storici, dopo un periodo di concreta affiliazione alle avanguardie, come è accaduto al suo conterraneo Penderecki e a un compositore a lui molto più simile come Arvo Pärt.

Anche io ho conosciuto Górecki grazie alla pregevolissima incisione discografica della sua Sinfonia n.3 pubblicata diretta da David Zinman alla testa della London Sinfonietta con la voce solista del soprano Dawn Upshaw.

La copertina del CD della Sinfonia n.3 diretta da Zinman

La copertina del CD della Sinfonia n.3 diretta da Zinman

Quando l’ascoltai la prima volta mi resi conto di trovarmi effettivamente di fronte a un brano che, composto nel 1976, rappresentava un esempio di totale indipendenza linguistica ed espressiva e anche – soprattutto – di enorme impatto emotivo basato su una concezione finalmente umanistica dell’arte, lontana dal vincolo della progettualità e dai rigidi schematismi intellettuali di certa arte fine a se stessa.

Dopo la bellissima esperienza della Sinfonia n.3 ho cercato di ampliare le mie conoscenze su questo autore e ho trovato altre eccellenti pagine soprattutto nei brani per coro (con o senza l’orchestra), dove si esprime una religiosità anche al di là del testo poetico utilizzato, che pervade la musica, riportando il cattolicesimo dell’autore alle radici della storia tragica della sua patria, che ha unito il pensiero religioso con il desiderio di libertà, concetti che Górecki ha saputo perfettamente rivivere nella sua arte attraverso un orientamento mistico che rende scarne le strutture musicali fino a una nuda essenzialità dei segni, assieme al recupero dello spirito profondo e malinconico della musica della Polonia.

Per il nuovo anno

Una riflessione sempre lucida e attuale per il capodanno:

 

Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest’anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

(Giacomo Leopardi, Operette Morali)

Buon Natale 2009

presepecasaamici_auguri2009

A tutti i migliori auguri per un Natale 2009 sereno, ricco di pace e gioia interiore!

Andrea Amici

Nel 52° anniversario della morte di Umberto Saba

Statua di Umberto Saba a Trieste - Fonte WikiPedia

Statua di Umberto Saba a Trieste - Fonte WikiPedia

Ricorre oggi il cinquantaduesimo anniversario della morte del poeta triestino Umberto Saba (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), uno dei più importanti scrittori del XIX/XX secolo, esponente autorevole della poesia italiana e realizzatore di una alternativa via “narrativa” nella versificazione, fra il soggettivismo analogico del simbolismo e l’oggettivismo allegorico di Montale.

Fortunatamente oggi la poesia di Saba ha ottenuto la sua giusta collocazione e il giusto riconoscimento nel panorama letterario italiano e internazionale, godendo una meritata stima negli ambienti intellettuali e non solo. In queste pagine mi piace riportare una foto della significativa statua del poeta a Trieste, ritratto a passeggio per le vie della “sua” città, non su un piedistallo o in evidenza in una piazza, ma proprio come una persona comune che si mescola nel vissuto del suo tempo e del suo spazio ma che con la sua poesia ha dato qualcosa che rende la sua personalità e la sua arte trascendente alla contingenza storico-geografica.

Nel contempo, un mio personale omaggio, di qualche anno fa, alla poesia di Umberto Saba: un madrigale per cinque voci miste su testo di una sua poesia, La mia fanciulla.

Maggiori informazioni su questo brano alla pagina:
http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-la-mia-fanciulla/

Una riflessione sulla prima esecuzione della mia Preghiera III per organo

Andrea Amici: Tre Preghiere per organo op.7 (Ed. CIC/Evensong)

A.Amici: Tre Preghiere per organo op.7

In questo momento, dall’altro lato del mondo, qualcuno ha la possibilità di ascoltare la mia musica come io non l’ho mai ascoltata: è quanto sta accadendo adesso con la prima esecuzione della mia Preghiera III per organo “Veni Creator Spiritus” in Virginia, negli Stati Uniti.

Ringrazio il collega e caro amico M° Leonardo Ciampa per la commissione dei tre brani, per questa prima esecuzione e per aver portato in tournée negli Stati Uniti le mie Tre Preghiere per organo.

Preghiera III per organo – Prima esecuzione assoluta

La partitura delle Tre Preghiere per organo, edizione CIC

La partitura delle Tre Preghiere per organo, edizione CIC

Il 12 luglio il M° Leonardo Ciampa eseguirà in prima assoluta alla First Presbyterian Church di Waynesboro in Virginia (USA) la mia Preghiera III per organo “Veni Creator Spiritus”; si conclude così il ciclo delle Tre Preghiere per organo, i tre brani commissionati dal M° Ciampa lo scorso anno e a lui dedicati.

Le prime due Preghiere sono già state eseguite dallo stesso organista in Austria in due concerti a Seefeld-im-Tirol e a Dürnstein, come è possibile leggere nella pagina del sito dedicata all’evento.

La partitura delle Tre Preghiere per organo op.7 è disponibile nell’edizione del Consortium Internationale Compositorum e ordinabile facendo clic qui.

Le Tre Preghiere per organo op.7 sono un ciclo di composizioni con carattere di poema sinfonico per organo; ogni Preghiera è una meditazione musicale su un testo sacro latino, riportato in partitura, ed espresso nel suo intimo significato attraverso le note; la musica tende infatti a “meditare” e approfondire stati d’animo propri della preghiera, cercando di interpretare ciò che prova lo spirito nell’atto di recitare un testo sacro fermandosi, ripetendo, meditando, ritornando indietro a rivivere momenti spiritualmente profondi e intimi.

Di volta in volta poi il testo viene anche rivissuto all’interno della musica attraverso dei segni che rendono ancora più esplicito il contatto tra le note e le parole; poiché in partitura alcune note e figurazioni musicali sono collegate esplicitamente con delle parole, come se si trattasse di una parte di canto, diventano dei simboli del testo univocamente percepibili; le Preghiere divengono così un esempio di musica allegorica in cui si crea un codice semantico sistematico di riferimento simbolico che innerva tutto il percorso poetico e musicale.

Maggiori informazioni sull’intero ciclo delle Tre Preghiere, con l’ascolto delle registrazioni dei brani alla pagina: http://www.musicamultimedia.net/musica/amici-preghiere-per-organo/

Concorso Organistico Città di Ovada 2009

Concorso Organistico Città di Ovada

L’Associazione Culturale “Iniziativa C.A.M.T. Monferrato” con il contributo di: Fondazione CRT, Comune di Ovada – Assessorato alla Cultura, Comune di Cremolino, Regione Piemonte – Assessorato alla Cultura, e in collaborazione con la Veneranda Confraternita della SS. Trinità, e S. Giovanni Battista di Ovada Parrocchia di Cremolino, indice e organizza il CONCORSO ORGANISTICO INTERNAZIONALE “Città di Ovada” che si svolgerà presso l’Oratorio di San Giovanni Battista e la Parrocchia di Cremolino (AL) tra l’8 e il 10 Settembre 2009.

Tutte le informazioni e il bando sono reperibili all’indirizzo:

http://www.camtmonferrato.it/organova2009.html

Arvo Pärt: Sinfonia n.4 "Los Angeles"

Il 10 gennaio 2009 Esa-Pekka Salonen ha diretto alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles la prima esecuzione assoluta della Sinfonia n.4 “Los Angeles” di Arvo Pärt, lavoro commissionato dalla Los Angeles Philharmonic Association della quale  il direttore finlandese è direttore musicale e dal “Canberra International Music Festival/Ars Musica Australis”. 

Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 "Los Angeles"

Arvo Pärt ed Esa-Pekka Salonen al termine della prima esecuzione della Sinfonia n.4 "Los Angeles"

La Sinfonia ha una durata di poco più di mezz’ora ed è scritta per un’orchestra di archi, timpani, percussioni (due esecutori) e arpa.

Dai primi lavori, via via passando attraverso la reazione ai fronti precostituiti dell’arte di stato dell’Unione Sovietica e dell’avanguardia seriale, proseguendo per la scelta di un essenzialismo basato sull’originale procedimento compositivo dei tintinnabula che lo ha apparentato al minimalismo ma in quella particolare sfaccettatura tipica di altri compositori di area cristiana come ad esempio Gorecki , il lungo percorso del compositore estone approda adesso a un “ultimo stile”, ultimo ovviamente nel senso latino del termine, non inteso certo come conclusivo, caratterizzato da una matura bellezza e soprattutto dalla riscoperta di percorsi narrativi che si allontanano dalla ripetitività del tintinnabulum per avventurarsi in discorsi musicali che scavano sempre di più nell’interiorità attraversando atmosfere emotivamente diverse, il tutto attraverso un colore orchestrale che diviene sempre più austero dal punto di vista timbrico e che concede poco all’effetto esteriore, ma è tutto introiettato verso una sorta di visione interiore talvolta ferma ed estatica, talvolta contraddittoria e lacerata.

E proprio quest’ultima caratteristica è spesso presente nell’arco del percorso musicale della Sinfonia con echi mahleriani sia per quanto riguarda la frammentazione della polifonia sia per gli improvvisi passi di marcia funebre, spesso presenti e riconducibili all’idea del  dolore umano originato dall’ingiustizia, uno dei motivi conduttori di quest’opera, come lo stesso autore ha estrinsecato nelle note alla prima esecuzione, ribadendo che, con la dedica al dissidente politico Mikhail Khodorkovsky imprigionato in Siberia, questo brano è dedicato a tutti coloro che in Russia sono tutt’oggi detenuti per le loro idee senza diritti, augurandosi anche che la Sinfonia stessa possa diventare una sorta di “piccione viaggiatore” che un giorno possa raggiungere anche la Siberia. 

La casa editrice Universal Edition di Vienna mette a disposizione di tutti gratuitamente la partitura completa della Sinfonia da leggere e da stampare, attraverso la piattaforma Issuu.com; la riproduciamo qui di seguito grazie alla possibilità di incorporarne il lettore; è possibile sfogliare le pagine e anche accedere a comode visualizzazioni a schermo intero.

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Per chi volesse ascoltare il brano, su YouTube ho trovato la registrazione della prima esecuzione europea, diretta da Cem Mansur alla guida dell’Orchestra Filarmonica di Helsinki:


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