Andrea Amici

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Il Santuario di Loreto (foto Leonardo Ciampa)

Musica per organo di Andrea Amici a Loreto

La sera del 21 luglio 2015 nella magnifica cornice della Basilica della Santa Casa di Loreto il Maestro Leonardo Ciampa, organista e compositore di Boston, terrà un concerto d’organo nell’ambito della sua tournée italiana; aprirà il programma con la Preghiera per Organo Sub tuum praesidium confugimus di Andrea Amici, composta nel 2008 e dedicata, assieme alle altre due Preghiere per organo, allo stesso M° Ciampa che le ha eseguite in prima assoluta in Austria e negli Stati Uniti.

La partitura delle Preghiere per Organo di Andrea Amici sul leggio dell'organo della Basilica di Loreto

La partitura delle Preghiere per Organo di Andrea Amici sul leggio dell’organo della Basilica di Loreto (Foto: L. Ciampa)

Le Preghiere per organo sono una meditazione musicale su un testo sacro latino, riportato in partitura, ed espresso nel suo intimo significato attraverso le note; la musica tende  a “meditare” e approfondire stati d’animo propri della preghiera, cercando di interpretare ciò che prova lo spirito nell’atto di recitare un testo sacro fermandosi, ripetendo, meditando, ritornando indietro a rivivere momenti spiritualmente profondi e intimi.

Maggiori informazioni sulle Tre Preghiere per Organo.

Napoli esecuzione 2012

Salmo 8 per coro e pianoforte: Prima esecuzione assoluta

La Chiesa Luterana di Napoli

La Chiesa Luterana di Napoli

Il 23 aprile 2013, alla Chiesa Luterana di Napoli, si è svolta la finale della XIII edizione del concorso di composizione corale su testi sacri indetto dalla Comunità Evangelica Luterana nell’ambito della stagione concertistica “Musica e cultura a Piazza dei Martiri”.

Andrea Amici ha partecipato anche a questa edizione del premio, che ha già vinto per due volte, con il brano “Salmo 8 per coro e pianoforte“, eseguito nella serata in prima esecuzione assoluta dall’ensemble corale formato da Rosaria La Volpe e Francesca Zurzolo (soprani), Tiziana Fabbricatti e Alessandra Lanzetta (contralti), Guido Ferretti e Roberto Franco (tenori), Andrea Campese e Sergio Petrarca (bassi), provenienti da prestigiose realtà cittadine napoletane, diretti dal maestro Carlo Forni e accompagnati al pianoforte dal giovane spagnolo José Manuel Núñez.

Alla Digital Concert Hall l’apertura della stagione sinfonica

La Digital Concert Hall

La Digital Concert Hall

Grazie all’invito promozionale della Deutsche Bank ho ricevuto per e-mail un link per seguire in diretta su internet il concerto di apertura della stagione sinfonica 2012/13 dei Berliner Philharmoniker, tenutosi il 24 agosto scorso nel tardo pomeriggio; l’orchestra, che tutti da tempo siamo abituati a riconoscere come una delle più importanti al mondo, era diretta dal suo direttore principale, Sir Simon Rattle.

Da tempo ero registrato sul sito della Digital Concert Hall, www.digitalconcerthall.com, la sala da concerti virtuale che porta sui monitor dei computer e sui modelli più recenti di televisori e lettori blu-ray della Sony la Philharmonie di Berlino, per vedere le interviste esclusive ai musicisti e anche una volta per seguire una parte di un concerto gratuito dedicato alle famiglie, ma non avevo mai assistito per intero a un concerto dei Berliner in diretta web.

Con grande curiosità mi sono quindi collegato per lo streaming anche attirato dall’interessante programma che ha accostato due capolavori indiscussi del XIX e del XXI secolo: il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms e la Terza Sinfonia di Witold Lutoslawski.

Linea guida del concerto è la coincidenza di un principio generale insito nella missione di una grande orchestra sinfonica con la sfida artistica di due grandi compositori del XIX e del XX secolo: “breathing fresh life into old art“, portare un soffio di vita nuova in un’arte antica; come infatti una grande orchestra, rivisitando il grande repertorio, lo riporta in vita attraverso l’approfondimento l’interpretazione, allo stesso modo un grande compositore può scegliere di porsi di fronte a una forma tradizionale, come può essere il concerto o la sinfonia, e ripensarla, ricrearla, immettendovi uno spirito nuovo e così portarla sempre verso nuovi e inaspettati orizzonti. È il caso proprio di Brahms e Lutoslawski, apparentemente così lontani ma in realtà animati dallo stesso spirito.

Al termine del Secondo Concerto di Brahms

Yefim Bronfman e Simon Rattle con i Berliner Philharmoniker al termine del Secondo Concerto di Brahms

Con il suo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra Brahms spinge la fusione del concerto e della sinfonia a un livello di coesione straordinario: la sua capacità di integrare le due forme è veramente nuova e inaudita; il pianoforte è alternativamente solista ma anche parte integrante dell’orchestra, dimenticando in vari punti ormai del tutto l’idea originaria del concertare, salvo poi recuperare appunto in modo assolutamente nuovo alcuni tratti vitali del dialogo fra solista e orchestra, anche allargando il ruolo solistico al violoncello, comprimario dello splendido e contemplativo terzo movimento. Primariamente il risultato è ottenuto non già tramite l’abolizione di concessioni al virtuosismo o alla spettacolarizzazione, spesso presenti nell’impervia parte pianistica, ma nella fusione delle parti attraverso procedimenti compositivi omogenei, che si trasferiscono e si fondono con grande plasticità fra lo strumento solista e l’orchestra, primariamente mediante la tecnica della variazione che si interseca con quella della durchfürung, lo sviluppo.

Quasi un secolo dopo il Concerto di Brahms, e dopo dieci anni di lavoro, vede la luce l’imponente Terza Sinfonia di Lutoslawski. I punti di contatto con la forma della sinfonia romantica sono tanti: dal motto iniziale, un poderoso motivo in note ribattute che ritorna quasi ciclicamente fra le varie sezioni dell’unico lungo movimento, a riferimenti al rondò e alla forma sonata, tutti rivissuti in una modernità mai fine a se stessa; per il compositore polacco, infatti, un brano non può far risiedere il proprio fondamento nella sola “novità”, che lo porterebbe rapidamente all’oblio, come di fatti è accaduto per gran parte della musica dei secoli passati e del XX in particolare.

La fresh life nella Sinfonia di Lutoslawski filtra da una vera e propria costellazione di geniali intuizioni compositive: la capacità di creare una macro-forma che ingloba le varie strutture formali che fra di loro si susseguono o si sovrappongono; la tecnica dell’alea limitata, la presenza cioè di sezioni in cui solo alcuni elementi sono espressi in notazione, mentre altri, in un limite ben preciso, vengono lasciati all’orchestra, creando l’idea di una “scultura che può essere vista da varie e cangianti prospettive“, secondo una definizione dell’autore; l’originalità delle testure orchestrali; la bellezza espressiva di numerosi episodi.

Simon Rattle

Simon Rattle

Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker hanno offerto una performance assolutamente mozzafiato: uno splendido concerto di altissimo livello con una tensione tecnica ed espressiva continua ed estremamente coinvolgente; Yefim Bronfman ha offerto una prova di grande talento, con un suono e una pronuncia autenticamente brahmsiani. In Lutoslawski, poi, i Berliner Philharmoniker si sono dimostrati assolutamente superlativi, guidati da Simon Rattle che ha dominato le enormi difficoltà tecniche della Sinfonia, evidenziandone con incomparabile maestria ed espressione i ponti con il secolo a lei precedente, impersonato dal brano sentito nella prima parte del concerto.

La regia, sobria ed elegante, si è dimostrata funzionale alla musica, con una cura del dettaglio ben bilanciata con l’insieme; nel complesso quindi un grande concerto e una bella opportunità di partecipare, grazie alla tecnologia, a momenti di così elevata qualità artistica e culturale.

Per tutti gli abbonati alla Digital Concert Hall e tutti coloro che volessero “curiosare”, questo è il link alla pagina del concerto: http://www.digitalconcerthall.com/en/concert/4496/rattle-bronfman-brahms-lutosławski

 

L'Eterno è la mia forza incipit

L’Eterno è la mia forza, per coro e pianoforte

 

Composto nei mesi di settembre e ottobre del 2011 e dedicato alla memoria del padre dell’autore, L’Eterno è la mia forza” per coro e pianoforte è stato eseguito per la prima volta a Napoli il 18 aprile 2012 al concerto dei brani finalisti della XII Edizione del Concorso di Composizione “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri e, al termine del concerto, il brano si è aggiudicato il primo premio (“Premio della Giuria”) .

Il testo messo in musica è una parte del Salmo 27/28, nella traduzione della Bibbia luterana:

 

La partitura del brano – Fai clic sull’immagine per acquistare

L’Eterno è la mia forza e il mio scudo
in lui si è confidato il mio cuore,
e sono stato soccorso,
perciò il mio cuore festeggia,
ed io lo celebrerò col mio cantico.
L’Eterno è la forza del suo popolo,
egli è un baluardo di salvezza per il suo unto.
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
e pascili e sostienili in perpetuo.
Il Signore mi dà forza e mi protegge
in lui ho fiducia, da lui ricevo aiuto
il mio cuore esulta di gioia
e col mio canto lo ringrazio.
Il Signore protegge il suo popolo,
difende e salva il re che si è scelto.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici quelli che ti appartengono,
e come un pastore guidali sempre.

 

Come in tutti i brani corali di Andrea Amici, l’aderenza alle esigenze del testo è fondamentale: la forma musicale si modella sugli elementi sintattici e sul senso delle frasi, dividendosi in sezioni fra di loro saldamente collegate da continui richiami melodici e armonici, mentre il ritmo musicale è sempre adattato alla prosodia e alla metrica delle parole.

Dal punto di vista musicale sin dal principio del brano si ritrova una caratterizzazione del materiale melodico in senso circolare, allegoria dell’Eterno, nonché una forte verticalizzazione dell’armonia al pianoforte con ampi accordi che poggiano sulla profondità del registro grave.

Il prof. Daniele Spini premia Andrea Amici

Un altro elemento portante, che pervade moltissimi episodi, è un uso intensivo della polifonia e dell’indipendenza delle singole voci; non è raro infatti incontrare una scrittura canonica fra le varie parti reali, come anche una polifonia che aggrega in procedimenti imitativi a due a due le singole voci.

Particolarmente intenso è l’impiego dinamico ed espressivo del coro, con un continuo cambiamento delle testure, formazioni accordali che arrivano fino a otto voci, e il pianoforte che sostiene le voci, completa l’armonia e spesso partecipa delle trame contrappuntistiche.

A partire dalla misura 75, in corrispondenza delle parole “Il Signore protegge il suo popolo“, inizia un crescendo continuo, dinamico armonico e melodico, che, proprio nel punto di massima forza, fa rimanere improvvisamente sospesa l’atmosfera musicale, per una chiusura più sfumata sulle parole “sempre… sempre“, memore di una più celebre conclusione verso il silenzio sulle uguali parole tedesche “ewig… ewig…

La registrazione presente su questa pagina è quella della prima esecuzione assoluta, al concerto delle composizioni finaliste del concorso “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri”, con i componenti del Gruppo Vocale della Chiesa Luterana di Napoli, diretto dal maestro Carlo Forni e accompagnato al pianoforte da Vincenzo Caiazzo, costituito da Francesca Zurzolo e Rosalia La Volpe (soprani), Tiziana Fabbricatti e Vincenza Cardone (contralti), Andrea Campese e Roberto Franco (tenori), Angelo Florio e Sergio Petrarca (bassi).

Per acquistare una copia della partitura, collegati alla pagina: http://www.lulu.com/shop/andrea-amici/leterno-è-la-mia-forza-per-coro-e-pianoforte/paperback/product-20295829.html

Perpetuum piazza università

Perpetuum, Piccola Rapsodia per Quindici Esecutori

Andrea Amici dirige l’Ensemble MusiDOC

Perpetuum, Piccola Rapsodia per Quindici Esecutori è stato composto espressamente per l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale, ed è stato presentato in prima assoluta, diretto dall’autore, a Catania, durante un concerto organizzato dall’amministrazione comunale nell’ambito delle manifestazioni “Catania in Prima… Vera” tenutosi in Piazza Università il 10 maggio 2012.

L’organico prevede un flauto, due clarinetti, un corno, due chitarre, tre pianoforti, due violini, un violoncello, un contrabbasso e due percussionisti.

Il brano, dedicato ai musicisti che l’hanno eseguito per la prima volta, è diviso in tre sezioni; ognuna rappresenta una diversa meditazione su un particolare aspetto del “tempo”.

Nella prima parte si indaga sulle proprietà combinatorie del “tempo” musicale, inteso come ritmo.

Esempio 1: linea iniziale del violoncello

Una linea melodica affidata al violoncello e al corno (esempio 1) si estende su un pattern ritmico basato su una figurazione di dieci ottavi, suddivisi in uno schema di misure 3/8+3/8+2/8+2/8, che essendo ripetuto due volte, innesca anche una forma di palindromo 3+3+2+2+3+3. Su questa linea si innestano altre figurazioni melodiche esposte da clarinetti e violini che avranno grande parte lungo tutto il brano (esempio 2).

Esempio 2: motivo dei clarinetti

Intanto, con la prima entrata del flauto, lo schema ritmico assume sempre nuove forme: 3+3+2 3+3+2, 4×7, 2, 4+4+3+2 e il tutto diviene sempre più complesso fino a che diventa irregolare la distribuzione degli accenti all’interno di misure più regolari.

Da notare alla misura 27 l’ingresso di un altro motivo, affidato a flauto, clarinetto, marimba e pianoforte, che sarà un elemento ricorrente nell’ultima parte (esempio 3).

Esempio 3

 

Alla sessantanovesima misura inizia la seconda parte, dedicata al tempo come memoria. La scansione metrica diviene più regolare, anche se con un caratteristico spostamento dell’accento armonico di un ottavo indietro in ogni misura (vedi esempio 4, rettangolo blu). L’atmosfera è naturalmente nuova e contrastante con la sezione precedente, con una tinta di malinconica nostalgia.

Tutta questa breve ma intensa sezione si basa fondamentalmente su tre elementi (esempio 4): un frammento tematico (in rosso nell’esempio) che fa da guida in tutta la sezione proposto sempre con procedimenti imitativi tra i vari strumenti dell’ensemble; un elemento armonico (in blu) verticale; un elemento di accompagnamento continuo in semicrome, affidato alla chitarra (in verde).

Esempio 4: motivi fondamentali della seconda sezione


La combinazione di questi elementi e in particolare l’intrecciarsi del primo motivo tematico in continue trasformazioni timbriche e contrappuntistiche in un costante tempo lento porta a un crescendo che si interrompe quasi bruscamente alla misura 91, per l’ingresso del motivo ritmico ostinato (esempio 5) che avvia e caratterizza la terza parte.

Esempio 5: l’inizio della terza parte

L’idea del tempo è adesso quella del continuum che fluisce nel ritmo musicale e nel suo incedere, ora lieve ora travolgente, ingloba “in perpetuo” le precedenti dimensioni, attraverso l’allegoria musicale della ripresa trasfigurata dei vari elementi apparsi nelle altre due sezioni.

Nella prima parte della terza sezione si riprende la divisione in metri irregolari, in una dimensione però più distesa, mentre gli spunti tematici provengono dalla seconda sezione (esempio 6).

Esempio 6: citazioni tematiche nella terza parte

Un breve interludio dalla misura 125 alla 145 ferma momentaneamente l’elemento ritmico ostinato e reintroduce i motivi caratteristici della prima sezione che divengono i protagonisti dell’ultima parte, nella quale attraverso procedimenti di accumulazione, distensione e contrazione degli elementi si procede sempre in crescendo verso la fine dell’intera composizione.

Perpetuum è quindi in ultima analisi un’allegoria della dimensione del tempo nel quale la nostra esistenza e la musica stessa si trovano immerse in maniera inevitabile, partecipando al suo fluire o in contrasto con esso.

La registrazione video presente su questa pagina propone la prima esecuzione assoluta del brano, con l’Ensemble MusiDOC diretto dall’autore, durante il concerto a Piazza Università a Catania, il 10 maggio 2012. Flauto: Joanna Moschella, clarinetti: Gaetano Cristofaro e Alfredo Spoto, corno: Simone Primerano, pianoforti: Antonella Faliti, Annalisa Mangano, Antonio Marchetta, chitarre: Massimo Genovese e Marco Crispo, percussioni: Simone Bruno e Rosario Gioeni, violini: Alexandra Dimitrova e Samantha Fidanza, violoncello: Daniela Perdicaro, contrabbasso: Patrizia Privitera.

Andrea Amici dirige l'Ensemble MusiDOC

Andrea Amici e l'Ensemble MusiDOC

Nel corso di un concerto tenutosi a Catania in Piazza Università il 10 maggio 2012 nell’ambito delle manifestazioni culturali denominate “Catania in Prima…Vera” promosse dall’amministrazione comunale, Andrea Amici ha diretto l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondaria di primo grado a indirizzo musicale, in tre brani, due suoi arrangiamenti e uno completamente originale scritto per l’occasione.

I due arrangiamenti sono due estesi collage musicali, il primo su temi di George Gershwin, intitolato The Gershwin Years, e il secondo su temi del celebre musical My Fair Lady di Frederick Loewe.

Il brano composto per l’occasione da Andrea Amici e diretto in prima assoluta al concerto si intitola Perpetuum, piccola rapsodia per quindici esecutori; dedicato ai componenti dell’Ensemble MusiDOC, consiste in una meditazione sul tempo nelle sue varie accezioni: il tempo musicale e in generale le sue possibilità di combinazione, il tempo come memoria e infine il tempo come continuità quasi infinita che “in perpetuo” ingloba le altre dimensioni.

Vai alla pagina di approfondimento, con l’analisi e il video della prima esecuzione.

Andrea Amici dirige l'Orchestra MusiDOC

Andrea Amici dirige l’Ensemble MusiDOC

Andrea Amici e l’Ensemble MusiDOC

Nel corso di un concerto tenutosi a Catania in Piazza Università il 10 maggio 2012 nell’ambito delle manifestazioni culturali denominate “Catania in Prima…Vera” promosse dall’amministrazione comunale, Andrea Amici ha diretto l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondaria di primo grado a indirizzo musicale, in tre brani, due suoi arrangiamenti e uno completamente originale scritto per l’occasione.

I due arrangiamenti sono due estesi collage musicali, il primo su temi di George Gershwin, intitolato The Gershwin Years, e il secondo su temi del celebre musical My Fair Lady di Frederick Loewe.

Il brano composto per l’occasione da Andrea Amici e diretto in prima assoluta al concerto si intitola Perpetuum, piccola rapsodia per quindici esecutori; dedicato ai componenti dell’Ensemble MusiDOC, consiste in una meditazione sul tempo nelle sue varie accezioni: il tempo musicale e in generale le sue possibilità di combinazione, il tempo come memoria e infine il tempo come continuità quasi infinita che “in perpetuo” ingloba le altre dimensioni.

Vai alla pagina di approfondimento, con l’analisi e il video della prima esecuzione.

Un Prokofiev triste al Bellini di Catania

20110514-090020.jpgFra gli applausi inconsapevoli di una giovane generazione completamente ignara della grande cultura di cui è erede, ho vissuto un momento di enorme tristezza e pena per la decadenza in cui versa inevitabilmente un ideale di civiltà oggi in maniera inesorabile abbandonato.
Mi sono trovato al Teatro Massimo Bellini di Catania per assistere assieme ai miei alunni a Pierino e il Lupo di Prokofiev. Dopo aver discusso in classe nel giorno precedente sull’importanza sociale di una storica istituzione quale può essere il teatro d’opera, come lievito di civiltà e luogo d’eccellenza nel quale prendono vita i sogni di bellezza dell’uomo, e dopo aver la mattina stessa, pur essendo docente di lettere, fatto una speciale introduzione alla partitura per orchestra del brano del compositore russo (mostrandola e facendo vedere materialmente come è fatta e qual è il compito degli interpreti e del direttore d’orchestra), giunto nella magica atmosfera di un palco di secondo ordine nell’impareggiabile cornice del Massimo catanese, ho avuto la sorpresa di un pasticcio teatrale, fatto di pressappochismo, superficialità e soprattutto direi totalmente anti teatrale.
Prima sgradita sorpresa, la presentazione in forma di balletto dal sapore vagamente carnascialesco, con costumi da libro illustrato per bambini e un attore con ruolo di voce recitante dal tono grottesco.
Ma non era la peggiore: a far risuonare fra gli stucchi della sala e i diaframmi dei suoi occupanti altro non era se non una pessima base musicale preregistrata e montata alla meno peggio che partiva da un portatile della Apple diffondendosi attraverso uno scarsissimo impianto di amplificazione del resto bastante in un posto dove gli amplificatori dovrebbero servire soltanto per degli annunci.
Della splendida musica di Prokofiev non giungeva quindi che uno sbiadito e pallido fantasma, mentre delle intenzioni dell’autore di promuovere la conoscenza della musica sinfonica e degli strumenti dell’orchestra non restava assolutamente niente: l’intento didattico ormai totalmente defunto, quello musicale e artistico inesistente.
Eppure lo spettacolo ha avuto successo, perché l’ignoranza non è contrastata da alcuna forma di coscienza o conoscenza, chi è uscito fuori dal Teatro, poiché si trattava di un pubblico inesperto e inconsapevole, è tornato a casa pensando che anche l’arte sia alla fin fine come tutte le banalità che vengono propinate in televisione, pertanto qualcosa di effimero, superficiale e alla fine inutile.

Primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri a Napoli

Andrea Amici riceve il primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri - Comunità Evangelica Luterana di Napoli, 27 aprile 2009

Andrea Amici riceve il primo premio al Concorso di Composizione su testi sacri - Comunità Evangelica Luterana di Napoli, 27 aprile 2009

Il mio brano Salmo 116 per coro e pianoforte è stato eseguito in prima assoluta il 27 aprile durante il concerto dei finalisti della IX Edizione del Concorso di Composizione su testi sacri indetto dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli. Il coro, diretto dal M° Eduardo Bochicchio ha eseguito i cinque brani giunti in finale e al termine del concerto la giuria, formata da Patrizio Marrone, direttore del Conservatorio di Napoli, dai compositori Carlo Galante e Gaetano Panariello, da Daniele Spini, attualmente direttore artistico per la musica e la danza del Teatro di Udine e da Eduardo Bochicchio, direttore del coro luterano di Napoli, mi ha assegnato il primo premio.


Fra qualche giorno, sul sito Musica & Multimedia, sarà disponibile una pagina di approfondimento sul brano.

Andrea Amici: Salmo 116 – Prima esecuzione

La Chiesa Luterana di Napoli

La Chiesa Luterana di Napoli

La mia composizione Salmo 116 per coro e pianoforte è stata selezionata  tra le cinque che saranno eseguite il 27 aprile alle ore 20;30 nella Chiesa Luterana di Napoli, in via Carlo Poerio 5, in occasione della finale della IX Edizione del Concorso di Composizione della Comunità Evangelica Luterana di Napoli.

Il brano, inedito e non ancora eseguito, è una lettura musicale di una parte dello splendido testo del Salmo 116, una voce di speranza nella redenzione e nella beatitudine finale. Nel corso della composizione vengono attraversate atmosfere diverse, sollecitate dal testo che viene musicalmente approfondito nei suoi valori semantici e letterari ma soprattutto spirituali, in un linguaggio che riporta in vita stilemi corali e madrigalismi del passato con una vocalità che si modella sul parlato, stratificazioni armoniche che collegano insieme tonalità e modalità, libere aggregazioni sonore e testure vocali sempre varie che si intrecciano con il discorso pianistico che si presenta non come semplice accompagnamento ma come parte integrante della ricerca di una sintesi tra note e parole.

Al termine del concerto la Giuria assegnerà il premio al vincitore del concorso e il pubblico assegnerà il Premio “Franco Caracciolo”.

Un plauso, naturalmente, alla Comunità Evangelica Luterana di Napoli e all’organizzatrice del premio, la sig.ra Luciana Renzetti, per la bella iniziativa che promuove la nuova musica legandola ai fondamentali valori spirituali che sono la migliore base dell’espressione artistica.


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