Cover - Jurowski - Strauss Mahler

Vladimir Jurowski, sul podio della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, presenta uno spaccato del sinfonismo di fine XIX secolo, accostando due grandi capolavori quali il poema sinfonico Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss e la Totenfeier di Gustav Mahler a un interessante poco conosciuto Symphonisches Präludium di dubbia attribuzione a Bruckner o allo stesso Mahler.

Particolarmente interessante l’interpretazione del poema sinfonico di Richard Strauss, una lettura antiretorica e sicuramente efficace nella capacità di evidenziare la complessa tessitura orchestrale messa in campo dal compositore tedesco e la densità della sua scrittura.
Anche la Totenfeier viene resa in maniera agile, asciutta, lontana dalle pur efficacissime catastrofi filosofiche e umane tratteggiate ad esempio da Leonard Bernstein, ma sempre interessante perché comunque ricca, tesa e drammatica.

Una vera preziosità dell’album è data dalla presenza del Preludio Sinfonico, una pagina orchestrale risalente al 1876, attribuita inizialmente ad Anton Bruckner o al suo entourage, scoperta dopo la Seconda Guerra Mondiale dal musicologo Heinrich Tschuppik, fra le carte di Rudolf Krzyzanowski, allievo di Bruckner che attribuiva la paternità del brano al suo maestro.
Paul Banks attribuì il Preludio Sinfonico a Mahler, complicando così ulteriormente l’identificazione del compositore; oggi generalmente si è dell’idea di ascrivere l’opera alla cerchia degli allievi di Bruckner al Conservatorio di Vienna, essendo con buona probabilità uno schizzo del maestro assegnato come esercizio di orchestrazione a Krzyzanowski.

Qualunque sia la reale paternità del brano, è indubbio che esso sia un’interessante testimonianza di uno stile sinfonico, di un modo di condurre il discorso musicale peculiari in un momento di particolare fervore e interesse della storia della musica, uno di quei momenti di passaggio, di affermazione del nuovo pur senza negare il passato, di cui sono grandi esempi i brani principali di questo album, ma anche importante “termometro” culturale questo inedito che a buon diritto si impone all’ascolto per la sua qualità.