Andrea Amici

musicamultimedia.net

Tag: Hollywood

Esther - from Ben Hur

Esther da Ben Hur

La recente scomparsa dell’attrice israeliana Haya Harareet, avvenuta lo scorso 5 febbraio 2021, ha riportato alla mia attenzione il film Ben Hur, pellicola alla quale sono particolarmente affezionato, non solo per il suo intrinseco valore, ma anche per i tanti ricordi che a essa mi legano.

Ben Hur - Poster

Il grande kolossal epico-religioso diretto nel 1959 da William Wyler, vedeva Charlton Heston nel ruolo del protagonista, Giuda Ben Hur, un nobile ebreo caduto, innocente, in disgrazia al tempo dell’occupazione romana della Palestina negli anni della nascita e della vita di Gesù; il film narra quindi le intricate vicende che portano il protagonista alla vendetta per il torto subito, una vendetta che sembra avvelenargli il cuore, fino alla visione di Cristo in croce che lo fa desistere dai suoi propositi che avrebbero finito per annientarlo.

Nel film l’attrice Haya Harareet era Esther, la bella schiava che Ben Hur affranca e della quale si innamora.

Haya Harareet

La pregevolissima colonna sonora porta la firma di uno dei più acclamati compositori della golden age di Hollywood, Miklós Rózsa. Il musicista ungherese, nato a Budapest il 18 aprile del 1907 e morto a Hollywood il 27 luglio del 1995, fu decisivo nel successo indiscusso di grandi produzioni cinematografiche statunitensi dalla metà degli anni Quaranta fino ai primi anni Ottanta, contribuendo fra l’altro alla creazione di quello stile sinfonico che sarebbe divenuto uno dei tratti distintivi della scrittura musicale per le immagini.

Miklos Rozsa
Il compositore Miklós Rózsa

Al personaggio femminile di Esther il compositore dedica un bellissimo tema, che attraversa l’intero corso del film, seguendo l’evoluzione dei personaggi e della trama.

Il tema compare per la prima volta quando Esther viene accompagnata al cospetto del suo padrone Ben Hur dalla sorella di quest’ultimo, per chiedere l’autorizzazione a sposarsi, per seguire il volere del padre, Simonide, servo fedele e amministratore delle attività commerciali della famiglia degli Hur. Giuda, affascinato dalla donna, le concede la libertà come dono di nozze, apprendendo che in realtà il matrimonio è organizzato, ma non basato su alcun sentimento. Nella scena successiva i due rimangono da soli e si confessano reciprocamente il loro amore, che sembra destinato a non potersi realizzare.

una scena del film

La mia ricostruzione virtuale del tema di Esther di Rózsa si concentra sulla prima scena ed è basata sulla partitura condensata (condensed score) ritrovata in un microfilm catalogato con il titolo di Music for Motion Pictures – Music 3449 della United States Library of Congress, contenente centinaia di pagine di musica stampata o manoscritta destinata a vari film, composta da autori quali Rorenthal, Rota e lo stesso Rózsa.

La partitura è manoscritta e su quattro pentagrammi contiene minuziosamente, in forma ridotta, tutte le indicazioni strumentali. L’autore era solito infatti consegnare al suo orchestratore, Eugene Zador nel caso di Ben Hur, questo suo short score, come amava definirlo, estremamente dettagliato, in modo da potersi risparmiare il lavoro di preparazione della partitura orchestrale vera e propria (il full score), ma mantenendo nel contempo il totale controllo sulle scelte timbriche. Considerando l’enorme quantità e la complessità della musica scritta per il film e l’assenza di quel fondamentale ausilio oggi disponibile che è il computer, effettivamente il sistema di Rózsa di rivela estremamente efficace ed è oltremodo interessante per tutti coloro che – come me – sono soliti “curiosare” nel workflow dei grandi compositori.

Esther - condensed score
Il condensed score di Esther

Per iniziare ho ricopiato in partitura il manoscritto, immedesimandomi quindi nel lavoro dell’orchestratore, sebbene facilitato da Dorico Pro, il software di notazione della Steinberg.

Esther - full score
La mia partitura orchestrale di Esther

Il manoscritto è effettivamente dettagliatissimo e la trasposizione in partitura si rivela un’operazione relativamente semplice; le uniche eventuali criticità si riscontrano nella distribuzione delle parti alle due arpe, per le quali mi sono aiutato con la registrazione, per rendere i due strumenti il più possibile simili alle intenzioni dell’autore.

La versione registrata e inserita nel film presenta alcuni tagli rispetto alla partitura originale, dove invece solo due battute sono contrassegnate come “opzionali” (55-56). La mia ricostruzione virtuale utilizza tutta la musica in partitura.

Completata la realizzazione della partitura orchestrale, ho esportato da Dorico tutte le parti strumentali in formato midi e le ho importate in Logic Pro, dove alcune sono state mantenute, con alcune modifiche agli eventi nota e l’applicazione dei controlli continui necessari agli strumenti virtuali per la modellazione del suono, altre sono state direttamente suonate, per una maggiore espressività e per accrescere il realismo; inoltre per ogni sezione degli archi è stata inserita anche una “prima parte“, uno strumento solista che simuli lo strumento principale della fila.

Per questa produzione musicale, sono stati utilizzati i seguenti strumenti virtuali della Vienna Symphonic Library (VSL):

  • Synchron Strings Pro (archi)
  • Synchronized Special Edition 1-2 Plus (archi solisti, arpa)
  • Synchronized Woodwinds (flauto, oboe, clarinetti 1/2, fagotti 1/2)

Il video, realizzato con Final Cut Pro, contiene lo screen cast di Dorico e Logic, alternato alla scena del film per cui è stato composto il brano.

Composer's cameos

Quando il compositore diviene attore

Qualche sera fa la Rai ha riproposto un grande classico del cinema italiano d’autore, Ieri oggi domani, uno degli indiscussi capolavori di Vittorio De Sica, che in tre episodi “d’autore” offre, con un’alternanza di atmosfere contrastanti, altrettanti quadri dell’Italia del dopoguerra, affidati alla qualità incomparabile della coppia Mastroianni-Loren ma anche a tutto un contorno che, nelle mani del grande regista, crea un risultato di assoluta eccezione, premiato, fra l’altro, con l’Oscar come miglior film straniero.
La colonna sonora del film è firmata da Armando Trovajoli, uno dei grandi nomi della musica italiana e internazionale della seconda metà del Novecento.

Armando Trovajoli

Armando Trovajoli

Nel secondo episodio del film, Anna, la bella e ricca signora milanese (interpretata da Sofia Loren) che finge un’evasione dall’aridità del suo quotidiano attraverso un tentativo di intraprendere una relazione amorosa con un uomo di più modesta condizione sociale (Marcello Mastroianni), dopo un incidente stradale, che ne rivela agli occhi dell’amante la vera natura, viene aiutata da un suo “pari”, Giorgio Ferrario, altra espressione dell’alta ed efficiente borghesia milanese, che si trova casualmente a passare con la sua macchina di lusso sportiva e mette a disposizione della donna non solo la propria perizia tecnica ma anche la propria “valutazione” sul caso, offrendosi infine di riaccompagnarla a casa. Ad interpretare questo personaggio è proprio il compositore Armando Trovajoli, che si dimostra perfettamente all’altezza della situazione e a proprio agio nelle vesti di attore.

Il mondo del cinema non è affatto nuovo a questo tipo di espedienti, che impreziosiscono di particolari da intenditori prodotti già di per sé interessanti; registi, attori e personaggi famosi fanno la loro comparsa all’interno di pellicole alle quali in qualche maniera sono legati, fino a giungere al caso di Alfred Hitchcock il cui cameo è praticamente un appuntamento fisso di ogni suo film.

Più volte anche il compositore diviene attore: eccone alcuni esempi.

Bernard Herrmann interpreta se stesso nella magnifica sequenza del grande concerto d’occasione alla Royal Albert Hall, come direttore d’orchestra della splendida Storm Clouds Cantata di Arthur Benjamin ne L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock, con uno strepitoso risultato drammatico; le inquadrature del regista mettono in grande rilievo non solo la perfetta corrispondenza delle trame musicali con l’incombente senso di pericolo e di angoscia vissuto dalla protagonista, ma anche valorizzano la figura del direttore d’orchestra che con grandissima professionalità porta avanti con grande perizia tecnica la compagine sinfonico-corale.

Bernard Herrmann

Bernard Herrmann direttore d’orchestra ne L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock

Un altro grande successo dei primi anni Cinquanta, Come sposare un milionario, interpretato dalle tre stelle del momento Betty Grable, Marilyn Monroe e Lauren Bacall, inizia con una sequenza musicale che ha come protagonista la 20th Century Fox Orchestra diretta da Alfred Newman, la pluripremiata icona dell’età dell’oro della musica da film, compositore anche dell’efficace colonna sonora della commedia. La sequenza, che non ha alcun legame con la trama del film, ha lo scopo di enfatizzare il nuovo standard del Cinemascope con formato widescreen e suono stereofonico.

Alfred Newman - How to marry a millionaire

Alfred Newman dirige l’orchestra nella sequenza iniziale di Come sposare un milionario

Nel recente Tomorrowland – Il mondo di domani è Michael Giacchino che appare nelle vesti di un operatore dell’attrazione “Small World“. Il compositore, fra l’altro, è presente più volte nascosto fra i personaggi e le comparse di film: è uno stormtrooper in Star Wars Il Risveglio della Forza ed è anche la voce di un reporter in Ratatouille.

Michael Giacchino in Tomorrowland

Michael Giacchino in Tomorrowland

Ma un caso realmente eccentrico è la presenza di Howard Shore nelle vesti del direttore dell’orchestra del teatro newyorchese da cui scappa King Kong, nell’omonimo film del 2005. Un vero e proprio paradosso, dal momento che la partitura di Howard Shore fu respinta dalla produzione del film e rimpiazzata dalla nuova scritta da James Newton-Howard, nonostante la partitura fosse pressoché completa. La scena era stata evidentemente già girata prima che la decisione sulla colonna sonora fosse presa e per ovvie ragioni non poteva essere più sostituita, così la presenza di Shore aleggia su questa non del tutto chiara vicenda del rifiuto della partitura.

Howard Shore direttore d'orchestra in King Kong del 2005

Howard Shore direttore d’orchestra in King Kong del 2005

E sono veramente tantissimi i compositori che spuntano qua e là fra i fotogrammi dei loro film: Jerry Goldsmith in Gremlins del 1984, James Horner di passaggio fra l’equipaggio dell’Enterprise in Star Trek II – L’ira di Khan, David Newman che impersona un poliziotto intento a puntare la sua pistola in The Runestone e il grande Miklós Rózsa nel ruolo di direttore d’orchestra in Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder.

James Horner in Star Trek II

James Horner in Star Trek II

Vi viene in mente qualche altro esempio? Segnalatemelo nei commenti o attraverso la pagina Facebook di Musica & Multimedia…

Andrea Amici

3 agosto 2017

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Navigando fra le pagine di questo sito, ne accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" autorizzi il loro utilizzo. Consulta la pagina Informativa sui cookie per maggiori informazioni.

Chiudi