Andrea Amici

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Napoli esecuzione 2012

Salmo 8 per coro e pianoforte: Prima esecuzione assoluta

La Chiesa Luterana di Napoli

La Chiesa Luterana di Napoli

Il 23 aprile 2013, alla Chiesa Luterana di Napoli, si è svolta la finale della XIII edizione del concorso di composizione corale su testi sacri indetto dalla Comunità Evangelica Luterana nell’ambito della stagione concertistica “Musica e cultura a Piazza dei Martiri”.

Andrea Amici ha partecipato anche a questa edizione del premio, che ha già vinto per due volte, con il brano “Salmo 8 per coro e pianoforte“, eseguito nella serata in prima esecuzione assoluta dall’ensemble corale formato da Rosaria La Volpe e Francesca Zurzolo (soprani), Tiziana Fabbricatti e Alessandra Lanzetta (contralti), Guido Ferretti e Roberto Franco (tenori), Andrea Campese e Sergio Petrarca (bassi), provenienti da prestigiose realtà cittadine napoletane, diretti dal maestro Carlo Forni e accompagnati al pianoforte dal giovane spagnolo José Manuel Núñez.

Il Kresge Auditorium del MIT (Boston, MA)

Le Tre Preghiere per organo al MIT Kresge Auditorium

Il Kresge Auditorium del MIT

Il 1° febbraio 2013 Leonardo Ciampa esegue all’organo del Kresge Auditorium del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston le Tre Preghiere per Organo di Andrea Amici, per la prima volta come ciclo completo in un concerto tutto di musica contemporanea.

Le Tre Preghiere sono un ciclo di composizioni per organo, scritte su invito del M° Leonardo Ciampa; ogni brano è una meditazione in musica su un testo sacro latino, riportato in partitura, ed espresso nel suo intimo significato attraverso figure allegoriche che collegano profondamente motivi musicali con parti del testo – rendendo così ancora più esplicito il contatto tra le note e le parole – e che vengono sviluppate attraverso percorsi che estrinsecano e approfondiscono stati d’animo propri della preghiera.

L'Eterno è la mia forza incipit

L’Eterno è la mia forza, per coro e pianoforte

 

Composto nei mesi di settembre e ottobre del 2011 e dedicato alla memoria del padre dell’autore, L’Eterno è la mia forza” per coro e pianoforte è stato eseguito per la prima volta a Napoli il 18 aprile 2012 al concerto dei brani finalisti della XII Edizione del Concorso di Composizione “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri e, al termine del concerto, il brano si è aggiudicato il primo premio (“Premio della Giuria”) .

Il testo messo in musica è una parte del Salmo 27/28, nella traduzione della Bibbia luterana:

 

La partitura del brano – Fai clic sull’immagine per acquistare

L’Eterno è la mia forza e il mio scudo
in lui si è confidato il mio cuore,
e sono stato soccorso,
perciò il mio cuore festeggia,
ed io lo celebrerò col mio cantico.
L’Eterno è la forza del suo popolo,
egli è un baluardo di salvezza per il suo unto.
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
e pascili e sostienili in perpetuo.
Il Signore mi dà forza e mi protegge
in lui ho fiducia, da lui ricevo aiuto
il mio cuore esulta di gioia
e col mio canto lo ringrazio.
Il Signore protegge il suo popolo,
difende e salva il re che si è scelto.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici quelli che ti appartengono,
e come un pastore guidali sempre.

 

Come in tutti i brani corali di Andrea Amici, l’aderenza alle esigenze del testo è fondamentale: la forma musicale si modella sugli elementi sintattici e sul senso delle frasi, dividendosi in sezioni fra di loro saldamente collegate da continui richiami melodici e armonici, mentre il ritmo musicale è sempre adattato alla prosodia e alla metrica delle parole.

Dal punto di vista musicale sin dal principio del brano si ritrova una caratterizzazione del materiale melodico in senso circolare, allegoria dell’Eterno, nonché una forte verticalizzazione dell’armonia al pianoforte con ampi accordi che poggiano sulla profondità del registro grave.

Il prof. Daniele Spini premia Andrea Amici

Un altro elemento portante, che pervade moltissimi episodi, è un uso intensivo della polifonia e dell’indipendenza delle singole voci; non è raro infatti incontrare una scrittura canonica fra le varie parti reali, come anche una polifonia che aggrega in procedimenti imitativi a due a due le singole voci.

Particolarmente intenso è l’impiego dinamico ed espressivo del coro, con un continuo cambiamento delle testure, formazioni accordali che arrivano fino a otto voci, e il pianoforte che sostiene le voci, completa l’armonia e spesso partecipa delle trame contrappuntistiche.

A partire dalla misura 75, in corrispondenza delle parole “Il Signore protegge il suo popolo“, inizia un crescendo continuo, dinamico armonico e melodico, che, proprio nel punto di massima forza, fa rimanere improvvisamente sospesa l’atmosfera musicale, per una chiusura più sfumata sulle parole “sempre… sempre“, memore di una più celebre conclusione verso il silenzio sulle uguali parole tedesche “ewig… ewig…

La registrazione presente su questa pagina è quella della prima esecuzione assoluta, al concerto delle composizioni finaliste del concorso “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri”, con i componenti del Gruppo Vocale della Chiesa Luterana di Napoli, diretto dal maestro Carlo Forni e accompagnato al pianoforte da Vincenzo Caiazzo, costituito da Francesca Zurzolo e Rosalia La Volpe (soprani), Tiziana Fabbricatti e Vincenza Cardone (contralti), Andrea Campese e Roberto Franco (tenori), Angelo Florio e Sergio Petrarca (bassi).

Per acquistare una copia della partitura, collegati alla pagina: http://www.lulu.com/shop/andrea-amici/leterno-è-la-mia-forza-per-coro-e-pianoforte/paperback/product-20295829.html

Perpetuum piazza università

Perpetuum, Piccola Rapsodia per Quindici Esecutori

Andrea Amici dirige l’Ensemble MusiDOC

Perpetuum, Piccola Rapsodia per Quindici Esecutori è stato composto espressamente per l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale, ed è stato presentato in prima assoluta, diretto dall’autore, a Catania, durante un concerto organizzato dall’amministrazione comunale nell’ambito delle manifestazioni “Catania in Prima… Vera” tenutosi in Piazza Università il 10 maggio 2012.

L’organico prevede un flauto, due clarinetti, un corno, due chitarre, tre pianoforti, due violini, un violoncello, un contrabbasso e due percussionisti.

Il brano, dedicato ai musicisti che l’hanno eseguito per la prima volta, è diviso in tre sezioni; ognuna rappresenta una diversa meditazione su un particolare aspetto del “tempo”.

Nella prima parte si indaga sulle proprietà combinatorie del “tempo” musicale, inteso come ritmo.

Esempio 1: linea iniziale del violoncello

Una linea melodica affidata al violoncello e al corno (esempio 1) si estende su un pattern ritmico basato su una figurazione di dieci ottavi, suddivisi in uno schema di misure 3/8+3/8+2/8+2/8, che essendo ripetuto due volte, innesca anche una forma di palindromo 3+3+2+2+3+3. Su questa linea si innestano altre figurazioni melodiche esposte da clarinetti e violini che avranno grande parte lungo tutto il brano (esempio 2).

Esempio 2: motivo dei clarinetti

Intanto, con la prima entrata del flauto, lo schema ritmico assume sempre nuove forme: 3+3+2 3+3+2, 4×7, 2, 4+4+3+2 e il tutto diviene sempre più complesso fino a che diventa irregolare la distribuzione degli accenti all’interno di misure più regolari.

Da notare alla misura 27 l’ingresso di un altro motivo, affidato a flauto, clarinetto, marimba e pianoforte, che sarà un elemento ricorrente nell’ultima parte (esempio 3).

Esempio 3

 

Alla sessantanovesima misura inizia la seconda parte, dedicata al tempo come memoria. La scansione metrica diviene più regolare, anche se con un caratteristico spostamento dell’accento armonico di un ottavo indietro in ogni misura (vedi esempio 4, rettangolo blu). L’atmosfera è naturalmente nuova e contrastante con la sezione precedente, con una tinta di malinconica nostalgia.

Tutta questa breve ma intensa sezione si basa fondamentalmente su tre elementi (esempio 4): un frammento tematico (in rosso nell’esempio) che fa da guida in tutta la sezione proposto sempre con procedimenti imitativi tra i vari strumenti dell’ensemble; un elemento armonico (in blu) verticale; un elemento di accompagnamento continuo in semicrome, affidato alla chitarra (in verde).

Esempio 4: motivi fondamentali della seconda sezione


La combinazione di questi elementi e in particolare l’intrecciarsi del primo motivo tematico in continue trasformazioni timbriche e contrappuntistiche in un costante tempo lento porta a un crescendo che si interrompe quasi bruscamente alla misura 91, per l’ingresso del motivo ritmico ostinato (esempio 5) che avvia e caratterizza la terza parte.

Esempio 5: l’inizio della terza parte

L’idea del tempo è adesso quella del continuum che fluisce nel ritmo musicale e nel suo incedere, ora lieve ora travolgente, ingloba “in perpetuo” le precedenti dimensioni, attraverso l’allegoria musicale della ripresa trasfigurata dei vari elementi apparsi nelle altre due sezioni.

Nella prima parte della terza sezione si riprende la divisione in metri irregolari, in una dimensione però più distesa, mentre gli spunti tematici provengono dalla seconda sezione (esempio 6).

Esempio 6: citazioni tematiche nella terza parte

Un breve interludio dalla misura 125 alla 145 ferma momentaneamente l’elemento ritmico ostinato e reintroduce i motivi caratteristici della prima sezione che divengono i protagonisti dell’ultima parte, nella quale attraverso procedimenti di accumulazione, distensione e contrazione degli elementi si procede sempre in crescendo verso la fine dell’intera composizione.

Perpetuum è quindi in ultima analisi un’allegoria della dimensione del tempo nel quale la nostra esistenza e la musica stessa si trovano immerse in maniera inevitabile, partecipando al suo fluire o in contrasto con esso.

La registrazione video presente su questa pagina propone la prima esecuzione assoluta del brano, con l’Ensemble MusiDOC diretto dall’autore, durante il concerto a Piazza Università a Catania, il 10 maggio 2012. Flauto: Joanna Moschella, clarinetti: Gaetano Cristofaro e Alfredo Spoto, corno: Simone Primerano, pianoforti: Antonella Faliti, Annalisa Mangano, Antonio Marchetta, chitarre: Massimo Genovese e Marco Crispo, percussioni: Simone Bruno e Rosario Gioeni, violini: Alexandra Dimitrova e Samantha Fidanza, violoncello: Daniela Perdicaro, contrabbasso: Patrizia Privitera.

Il Lungo Viaggio, colonna sonora di Andrea Amici

Il Lungo Viaggio – Suite per orchestra

 

La locandina del cortometraggio

La Suite per orchestra “Il Lungo Viaggio” è stata composta da Andrea Amici per la colonna sonora dell’omonimo cortometraggio prodotto dal Liceo “G. Seguenza” di Messina in collaborazione con l’Università degli Studi della medesima città, nell’ambito del Progetto Cinema Officina Performativa 2010. Il lavoro è stato presentato in prima visione all’aula magna dell’Università di Messina l’11 giugno 2010.

Il corto, interpretato interamente da giovani liceali, con la regia di Giuliano Pagliaro, mette in scena le problematiche degli adolescenti che si affacciano verso il loro improbabile futuro, dove le possibilità di auto realizzazione sono scarse e i sogni sono destinati a infrangersi scontrandosi con la necessità di limitare le proprie ambizioni al poco che è possibile nel proprio contesto. L’unica soluzione per alcuni sembra quella di intraprendere  “il lungo viaggio” dell’emigrazione che si trasforma per il protagonista nel lungo viaggio interiore attraverso le dimensioni della memoria, dell’amicizia, della necessità di assumere in prima persona determinazioni positive nei confronti della propria realtà di appartenenza.

Nell’età dell’oro della musica da film non era raro che i compositori traessero una suite da concerto dalle grandi partiture sinfoniche che realizzavano spesso per più dell’intera durata della pellicola, per far sì che, come affermava Leonard Bernstein, almeno qualcosa di quella musica sopravvivesse al di fuori della sua destinazione e non finisse tutta fra le polveri degli archivi. Questa pratica è continuata spesso anche in tempi più recenti, basti pensare alle suite da concerto di John Williams o alle nuove versioni sinfoniche delle colonne sonore di Ennio Morricone, anche di quelle che nei film non erano destinate all’orchestra. Oggi, in maniera analoga, il compositore o i suoi assistenti selezionano brani che vengono destinati alla pubblicazione in disco, il tutto comunque a testimonianza del fatto che la musica da film nei suoi esempi migliori, anche se privata dell’immagine, “funziona” perfettamente come musica “assoluta”.

Del tutto diversa è la storia di questa Suite da “Il Lungo Viaggio”; essa infatti è l’antecedente della colonna sonora, in quanto la musica è stata scritta dal compositore prima del montaggio del film, solo leggendone la sceneggiatura, senza aver visto alcuna immagine. La Suite è quindi una sequenza di brani ispirati all’idea del cortometraggio, che poi il regista ha inserito come colonna sonora, probabilmente anche legando il montaggio di alcune scene alla musica stessa. “Il lungo viaggio” è formato da nove brani chiaramente suddivisi in due parti con un brano che nella seconda richiama l’inizio (“La spiaggia”). I primi cinque brevi movimenti sono tutti caratterizzati da elementi tematici frammentati e incerti.

Il primo brano (“La spiaggia“) è di atmosfera rarefatta e misteriosa, in quanto destinato a una scena irreale in cui i giovani si trovano riuniti su una spiaggia e immobili, come un coro di tragedia greca, recitano assieme dei versi. Una singola nota-pedale ripetuta affidata all’arpa e gli armonici dei violini mantengono immobile l’atmosfera generale mentre un soprano solista e altre sezioni dell’orchestra tratteggiano delle rapide pennellate senza direzione.

Un fotogramma ambientato nella Piazza del Duomo di Messina

Il secondo, il terzo e il quinto movimento, “La città e i giovani” e “Sera” (prima e seconda parte), abbandonano momentaneamente la scrittura sinfonica in favore dell’elettronica e del trio o quartetto jazz acustico o elettrico.

Fra le due versioni di “Sera” si trova il quarto brano, “Il Futuro“, l’unico non entrato nella colonna sonora del cortometraggio; gli elementi tematici già in questo movimento iniziano a essere più articolati, anche se privi di sviluppo.

Il sesto movimento, “Partenza“, segna l’inizio della seconda parte; appare un tema più lungo e articolato, che dominerà l’intera suite da questo momento in poi. In questa prima esposizione al pianoforte, con un discreto accompagnamento degli archi, il tema si caratterizza per la sua malinconia: è il momento della partenza del protagonista e del distacco verso l’ignoto.

La partenza; un’inquadratura del cortometraggio

Il settimo brano, “Il lungo viaggio“, rappresenta il cuore dell’intera suite; il tema già ascoltato nel precedente movimento, viene sviluppato nelle sue potenzialità drammatiche. Il breve viaggio per mare – il protagonista attraversa lo Stretto di Messina verso il proprio ignoto futuro accompagnato da un amico – si trasforma in una tensione interiore evocata dalla musica con un’orchestrazione tesa dal sapore tardoromantico.

La ripresa de “La Spiaggia” riporta all’atmosfera iniziale, ma immediatamente sul pedale dell’arpa e sui frammenti già ascoltati precedentemente si innesta un nuovo episodio caratterizzato da una maggiore distensione; le tensioni de “Il lungo viaggio” sono ormai alle spalle e le medesime caratteristiche dell’orchestra servono adesso a esprimere un drastico cambio.

Lo Stretto di Messina è il bellissimo sfondo del “lungo viaggio”

Si giunge quindi alla conclusione, nella quale, gli elementi “elettronici” si fondono con quelli sinfonici e il tema apparso in “Partenza” acquisisce una luce nuova, pur non abbandonando la sua sottile vena di malinconia. Questa esposizione del tema assume un carattere quasi da “melodia infinita” wagnerianamente intesa, volutamente caratterizzata da un senso di sospensione, di inconclusione: il lungo viaggio rimane aperto e sempre attuale…

 

Andrea Amici dirige l'Orchestra MusiDOC

Andrea Amici dirige l’Ensemble MusiDOC

Andrea Amici e l’Ensemble MusiDOC

Nel corso di un concerto tenutosi a Catania in Piazza Università il 10 maggio 2012 nell’ambito delle manifestazioni culturali denominate “Catania in Prima…Vera” promosse dall’amministrazione comunale, Andrea Amici ha diretto l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondaria di primo grado a indirizzo musicale, in tre brani, due suoi arrangiamenti e uno completamente originale scritto per l’occasione.

I due arrangiamenti sono due estesi collage musicali, il primo su temi di George Gershwin, intitolato The Gershwin Years, e il secondo su temi del celebre musical My Fair Lady di Frederick Loewe.

Il brano composto per l’occasione da Andrea Amici e diretto in prima assoluta al concerto si intitola Perpetuum, piccola rapsodia per quindici esecutori; dedicato ai componenti dell’Ensemble MusiDOC, consiste in una meditazione sul tempo nelle sue varie accezioni: il tempo musicale e in generale le sue possibilità di combinazione, il tempo come memoria e infine il tempo come continuità quasi infinita che “in perpetuo” ingloba le altre dimensioni.

Vai alla pagina di approfondimento, con l’analisi e il video della prima esecuzione.

Andrea Amici dirige l'Ensemble MusiDOC

Andrea Amici e l'Ensemble MusiDOC

Nel corso di un concerto tenutosi a Catania in Piazza Università il 10 maggio 2012 nell’ambito delle manifestazioni culturali denominate “Catania in Prima…Vera” promosse dall’amministrazione comunale, Andrea Amici ha diretto l’Ensemble MusiDOC, una formazione cameristica composta da quindici docenti delle scuole secondaria di primo grado a indirizzo musicale, in tre brani, due suoi arrangiamenti e uno completamente originale scritto per l’occasione.

I due arrangiamenti sono due estesi collage musicali, il primo su temi di George Gershwin, intitolato The Gershwin Years, e il secondo su temi del celebre musical My Fair Lady di Frederick Loewe.

Il brano composto per l’occasione da Andrea Amici e diretto in prima assoluta al concerto si intitola Perpetuum, piccola rapsodia per quindici esecutori; dedicato ai componenti dell’Ensemble MusiDOC, consiste in una meditazione sul tempo nelle sue varie accezioni: il tempo musicale e in generale le sue possibilità di combinazione, il tempo come memoria e infine il tempo come continuità quasi infinita che “in perpetuo” ingloba le altre dimensioni.

Vai alla pagina di approfondimento, con l’analisi e il video della prima esecuzione.

scena da Il Lungo Viaggio

Presentazione del cortometraggio “Il lungo viaggio”

La locandina del cortometraggio

La locandina del cortometraggio

L’11 giugno 2010, all’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina, è stato presentato il cortometraggio dal titolo “Il lungo viaggio” realizzato dal Liceo Scientifico “G. Seguenza” in collaborazione con l’Università di Messina nell’ambito del Progetto Cinema Officina Performativa 2010.

La colonna sonora del cortometraggio, interpretato da studenti, con la regia di Giuliano Pagliaro, è stata composta, orchestrata e realizzata da Andrea Amici.

Prima esecuzione della Cantata Luterana "Sola nel mondo eterna"

Il Coro Luterano di Napoli durante la prima esecuzione della Cantata Luterana

Un momento del concerto

Prima esecuzione assoluta alla Chiesa Luterana di Napoli il 22 aprile 2010 della Cantata Luterana “Sola nel mondo eterna”, composta da Andrea Amici, brano finalista alla X edizione del concorso di composizione “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri, concorso che, nella precedente edizione, era stato vinto da Andrea Amici con “Salmo 116 per coro e pianoforte“.

Il brano, che mette in musica un florilegio di testi sacri e profani selezionati da Holger Milkau, Decano della CELI e Pastore della Comunità Evangelica Luterana di Napoli, è scritto per soprano, coro e quartetto d’archi ed è stato eseguito dal Coro Luterano di Napoli con la partecipazione del soprano solista Silvia del Grosso e del Quartetto formato da Giuseppe Carotenuto, Francesco Maggio (violini), Annamaria Sullo (viola), Manuela Albano (violoncello), diretti dal M° Eduardo Bochicchio.
Nei prossimi giorni sarà disponibile la partitura e la registrazione completa effettuata da Andrea Amici nella versione per soprano solista, coro sinfonico e orchestra d’archi.

Un momento della prima esecuzione della Cantata Luterana

Prima esecuzione della Cantata Luterana “Sola nel mondo eterna”

Prima esecuzione assoluta alla Chiesa Luterana di Napoli il 22 aprile 2010 della Cantata Luterana “Sola nel mondo eterna”, composta da Andrea Amici, brano finalista alla X edizione del concorso di composizione “Musica e Cultura a Piazza dei Martiri, concorso che, nella precedente edizione, era stato vinto da Andrea Amici con “Salmo 116 per coro e pianoforte“.

Il brano, che mette in musica un florilegio di testi sacri e profani selezionati da Holger Milkau, Decano della CELI e Pastore della Comunità Evangelica Luterana di Napoli, è scritto per soprano, coro e quartetto d’archi ed è stato eseguito dal Coro Luterano di Napoli con la partecipazione del soprano solista Silvia del Grosso e del Quartetto formato da Giuseppe Carotenuto, Francesco Maggio (violini), Annamaria Sullo (viola), Manuela Albano (violoncello), diretti dal M° Eduardo Bochicchio.
Nei prossimi giorni sarà disponibile la partitura e la registrazione completa effettuata da Andrea Amici nella versione per soprano solista, coro sinfonico e orchestra d’archi.

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