Andrea Amici

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Tag: stagione concertistica

Al via le Domeniche in Musica e la Stagione del Pietro Vinci

Primo appuntamento ieri, domenica 20 gennaio 2020, per due stagioni concertistiche che si preannunciano ricche di importanti e significativi eventi per il pubblico siciliano: le Domeniche in Musica edizione 2020, presso la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Catania, dove si è esibito il basso Dario Russo, accompagnato al pianoforte da Giulia Russo, in un programma interamente dedicato al repertorio liederistico internazionale, e la Stagione Concertistica dell’Istituto Musicale Pietro Vinci di Caltagirone(che quest’anno festeggia il ventennale dalla sua costituzione), con il primo recital del pianista Alberto Ferro all’Auditorium Steve Martland, con un omaggio a Chopin, fra poesia, vitalità, dramma e malinconia. 

Le due stagioni vedono il coordinamento artistico del M° Davide Sciacca, chitarrista, ricercatore e organizzatore musicale, e condividono alcuni eventi che verranno proposti sia a Catania che a Caltagirone. 

Locandina Stagione Concertistica 2020 - Istituto Musicale Pietro Vinci Caltagirone

Dopo i primi appuntamenti di ieri, si prosegue al Pietro Vinci di Caltagirone, sabato 22 febbraio con il tenore Riccardo Palazzo accompagnato dalla pianista Graziella Concas, con un programma dedicato alla musica russa di Čajkovskij e Rimskij-Korsakov, mentre il giorno successivo, 23 febbraio, alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Catania si esibiranno Andrea Maria Virzì e Federica Reale, flauto e pianoforte, con musiche del periodo romantico. 

Nel mese di marzo, sabato 21 e domenica 22, rispettivamente a Caltagirone e a Catania, sarà di scena il M° Carlo Ambrosio, nome di assoluto spicco ed eccellenza del panorama chitarristico internazionale.

Carlo Ambrosio
Carlo Ambrosio

Sabato 23 e domenica 24 maggio, sempre prima a Caltagirone e poi a Catania, il duo di chitarre Le Permute, formato da Davide Sciacca e Vittorio Verdi, presenterà il work in progress Loving The Beatles, con arrangiamenti di musiche del famosissimo e amato quartetto di Liverpool, espressamente realizzati per due chitarre da me stesso, Andrea Amici, e da Joe Schittino, Andrea Schiavo e Giuseppe Torrisi.

Le Permute
Le Permute (Vittorio Verdi & Davide Sciacca)

Dopo la pausa estiva, si riprende a ottobre con due appuntamenti, il 24 e il 25, che mi vedono coinvolto in prima persona con il mio progetto musicale del Lydian Ensemble, da me diretto, con un programma dal titolo “Orizzonti della musica contemporanea” con musiche mie e del Mº Joe Schittino.

Andrea Amici e il Lydian Ensemble

Chiudono le due rassegne i concerti del duo Emanuele AnzaloneMario Romeo (clarinetto e fisarmonica) il 21 novembre a Caltagirone e il 22 a Catania.

Duo Anzalone – Romeo

Le due stagioni concertistiche sono il frutto dell’intensa collaborazione e sinergia fra numerosi attori che a vario livello e ognuno con la propria specificità intervengono nella creazione di eventi di alto livello e fondamentali per la crescita culturale e sociale della Sicilia, con uno sguardo verso i più ampi orizzonti internazionali.

In particolare non si possono innanzitutto non citare le due importanti istituzioni organizzatrici e ospiti degli eventi, l’Istituto Musicale Pietro Vinci di Caltagirone, con il suo delegato alla direzione, il M° Joe Schittino, compositore di fama internazionale, che si conferma lungimirante guida di questo importante polo didattico e culturale della città, sul quale l’amministrazione comunale del sindaco, l’avv. Gino Ioppolo, ha particolarmente investito, e la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Catania, che con il M° P. Salvatore Resca ormai da anni rappresenta un punto di riferimento fondamentale a Catania nella divulgazione della musica, non solo con le rassegne concertistiche ma anche con la bella realtà del Coro Imago Vocis, una creatura del M° Resca che lo ha fondato e da anni lo dirige, diventando fra l’altro anche fucina di nuovi talenti.

Fondamentale, naturalmente, la strategica e infaticabile direzione artistica del M° Davide Sciacca, chitarrista, nonché ricercatore al Royal Northern College of Music di Manchester e appassionato organizzatore, divulgatore ed “esportatore” della cultura e della specificità siciliana nel mondo.

Ancora, fra gli altri collaboratori delle rassegne, si annoverano il Centro Culturale e Teatrale Magma di Catania, diretto dal dott. Salvo Nicotra, un’istituzione presente nel territorio dal 1981 che ha al suo attivo un’intensa attività concertistica, di studio e ricerca e che nella sua ormai storica sala di Via Adua a Catania ha ospitato negli anni artisti internazionali, cicli di studi, masterclass, conferenze e spettacoli teatrali; il Consolato italiano di Liverpool, di cui lo stesso Davide Sciacca è responsabile degli eventi culturali, che ha intrapreso in particolare con l’Istituto Pietro Vinci di Caltagirone una stretta collaborazione a partire dallo Steve Martland Memorial, l’evento che è culminato nell’intitolazione dell’Auditorium del Vinci al compositore di Liverpool, evento al quale ha preso parte anche il Console dott. Marco Boldini; il fotografo Ivana Verdi, abile e discreta presenza che si aggira con i suoi obiettivi a caccia di memorabili immagini degli eventi, e infine il sottoscritto, Andrea Amici, compositore, direttore d’orchestra e docente, che partecipa – come già detto – quest’anno attivamente a due eventi concertistici oltre che con il suo portale Musica & Multimedia (sulle cui pagine state navigando) e la realizzazione delle presentazioni dei concerti, come già in passato, nell’edizione 2019 delle Domeniche in Musica.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti alla pagina Facebook dell’Istituto Musicale Pietro Vinci di Caltagirone, sul sito web del Coro Imago Vocis, oltre che qui su Musica & Multimedia, di cui ricordiamo sempre di seguire la pagina ufficiale Facebook.

Alla Digital Concert Hall l’apertura della stagione sinfonica

La Digital Concert Hall

La Digital Concert Hall

Grazie all’invito promozionale della Deutsche Bank ho ricevuto per e-mail un link per seguire in diretta su internet il concerto di apertura della stagione sinfonica 2012/13 dei Berliner Philharmoniker, tenutosi il 24 agosto scorso nel tardo pomeriggio; l’orchestra, che tutti da tempo siamo abituati a riconoscere come una delle più importanti al mondo, era diretta dal suo direttore principale, Sir Simon Rattle.

Da tempo ero registrato sul sito della Digital Concert Hall, www.digitalconcerthall.com, la sala da concerti virtuale che porta sui monitor dei computer e sui modelli più recenti di televisori e lettori blu-ray della Sony la Philharmonie di Berlino, per vedere le interviste esclusive ai musicisti e anche una volta per seguire una parte di un concerto gratuito dedicato alle famiglie, ma non avevo mai assistito per intero a un concerto dei Berliner in diretta web.

Con grande curiosità mi sono quindi collegato per lo streaming anche attirato dall’interessante programma che ha accostato due capolavori indiscussi del XIX e del XXI secolo: il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Brahms e la Terza Sinfonia di Witold Lutoslawski.

Linea guida del concerto è la coincidenza di un principio generale insito nella missione di una grande orchestra sinfonica con la sfida artistica di due grandi compositori del XIX e del XX secolo: “breathing fresh life into old art“, portare un soffio di vita nuova in un’arte antica; come infatti una grande orchestra, rivisitando il grande repertorio, lo riporta in vita attraverso l’approfondimento l’interpretazione, allo stesso modo un grande compositore può scegliere di porsi di fronte a una forma tradizionale, come può essere il concerto o la sinfonia, e ripensarla, ricrearla, immettendovi uno spirito nuovo e così portarla sempre verso nuovi e inaspettati orizzonti. È il caso proprio di Brahms e Lutoslawski, apparentemente così lontani ma in realtà animati dallo stesso spirito.

Al termine del Secondo Concerto di Brahms

Yefim Bronfman e Simon Rattle con i Berliner Philharmoniker al termine del Secondo Concerto di Brahms

Con il suo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra Brahms spinge la fusione del concerto e della sinfonia a un livello di coesione straordinario: la sua capacità di integrare le due forme è veramente nuova e inaudita; il pianoforte è alternativamente solista ma anche parte integrante dell’orchestra, dimenticando in vari punti ormai del tutto l’idea originaria del concertare, salvo poi recuperare appunto in modo assolutamente nuovo alcuni tratti vitali del dialogo fra solista e orchestra, anche allargando il ruolo solistico al violoncello, comprimario dello splendido e contemplativo terzo movimento. Primariamente il risultato è ottenuto non già tramite l’abolizione di concessioni al virtuosismo o alla spettacolarizzazione, spesso presenti nell’impervia parte pianistica, ma nella fusione delle parti attraverso procedimenti compositivi omogenei, che si trasferiscono e si fondono con grande plasticità fra lo strumento solista e l’orchestra, primariamente mediante la tecnica della variazione che si interseca con quella della durchfürung, lo sviluppo.

Quasi un secolo dopo il Concerto di Brahms, e dopo dieci anni di lavoro, vede la luce l’imponente Terza Sinfonia di Lutoslawski. I punti di contatto con la forma della sinfonia romantica sono tanti: dal motto iniziale, un poderoso motivo in note ribattute che ritorna quasi ciclicamente fra le varie sezioni dell’unico lungo movimento, a riferimenti al rondò e alla forma sonata, tutti rivissuti in una modernità mai fine a se stessa; per il compositore polacco, infatti, un brano non può far risiedere il proprio fondamento nella sola “novità”, che lo porterebbe rapidamente all’oblio, come di fatti è accaduto per gran parte della musica dei secoli passati e del XX in particolare.

La fresh life nella Sinfonia di Lutoslawski filtra da una vera e propria costellazione di geniali intuizioni compositive: la capacità di creare una macro-forma che ingloba le varie strutture formali che fra di loro si susseguono o si sovrappongono; la tecnica dell’alea limitata, la presenza cioè di sezioni in cui solo alcuni elementi sono espressi in notazione, mentre altri, in un limite ben preciso, vengono lasciati all’orchestra, creando l’idea di una “scultura che può essere vista da varie e cangianti prospettive“, secondo una definizione dell’autore; l’originalità delle testure orchestrali; la bellezza espressiva di numerosi episodi.

Simon Rattle

Simon Rattle

Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker hanno offerto una performance assolutamente mozzafiato: uno splendido concerto di altissimo livello con una tensione tecnica ed espressiva continua ed estremamente coinvolgente; Yefim Bronfman ha offerto una prova di grande talento, con un suono e una pronuncia autenticamente brahmsiani. In Lutoslawski, poi, i Berliner Philharmoniker si sono dimostrati assolutamente superlativi, guidati da Simon Rattle che ha dominato le enormi difficoltà tecniche della Sinfonia, evidenziandone con incomparabile maestria ed espressione i ponti con il secolo a lei precedente, impersonato dal brano sentito nella prima parte del concerto.

La regia, sobria ed elegante, si è dimostrata funzionale alla musica, con una cura del dettaglio ben bilanciata con l’insieme; nel complesso quindi un grande concerto e una bella opportunità di partecipare, grazie alla tecnologia, a momenti di così elevata qualità artistica e culturale.

Per tutti gli abbonati alla Digital Concert Hall e tutti coloro che volessero “curiosare”, questo è il link alla pagina del concerto: http://www.digitalconcerthall.com/en/concert/4496/rattle-bronfman-brahms-lutosławski

 

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