L’Ufficio delle Letture di oggi, 6 giugno 2015, sabato della prima settimana, propone come seconda lettura un brano tratto dalla «Esposizione su Giovanni» (Cap. 14, lect. 2) di san Tommaso d’Aquino, dottore della Chiesa, a proposito di Gv 14, 6 “Io sono la via, la verità e la vita”. Traggo dal testo tre citazioni, senza necessità di aggiungere altro.

Via secondo l’umanità, meta secondo la divinità. Dunque, in quanto uomo, dice: «Io sono la via»; in quanto Dio aggiunge: «la verità e la vita».

Il punto d’arrivo di questa via infatti è la fine del desiderio umano. Ora l’uomo desidera due cose principalmente: in primo luogo quella conoscenza della verità che è propria della sua natura. In secondo luogo la permanenza nell’essere, proprietà questa comune a tutte le cose. In Cristo si trova l’una e l’altra.

Dice Agostino: «Cammina attraverso l’uomo e giungerai a Dio». È meglio zoppicare sulla via, che camminare a forte andatura fuori strada. Chi zoppica sulla strada, anche se avanza poco, si avvicina tuttavia al termine. Chi invece cammina fuori strada, quanto più velocemente corre, tanto più si allontana dalla meta.

L’immagine in alto, tratta dal sito http://www.atlantedellarteitaliana.it/, è una riproduzione del dipinto di Stefano di Giovanni, il SassettaStorie di San Tommaso d’Aquino, 1423-1424, San Tommaso d’Aquino in preghiera, 24×39 cm.