{"id":1051,"date":"2012-05-24T10:01:35","date_gmt":"2012-05-24T08:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.musicamultimedia.net\/andrea-amici\/?p=837"},"modified":"2012-05-24T10:01:35","modified_gmt":"2012-05-24T08:01:35","slug":"quando-il-jazz-era-piu-freddo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/quando-il-jazz-era-piu-freddo\/","title":{"rendered":"Quando il jazz era pi\u00f9 freddo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_856\" aria-describedby=\"caption-attachment-856\" style=\"width: 339px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/051_miles_ahead2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-856\" title=\"051_Miles_Ahead2\" src=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/051_miles_ahead2.jpg\" alt=\"Miles Ahead\" width=\"339\" height=\"340\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-856\" class=\"wp-caption-text\">La copertina dell&#039;album Miles Ahead di Miles Davis e Gil Evans<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anni fa ho dedicato molto tempo al jazz e anche a riprodurre al pianoforte ci\u00f2 che ascoltavo, esplorando ci\u00f2 che questa musica aveva da dire, principalmente nel fraseggio e nell&#8217;armonia, ma ben presto fu un percorso che si esaur\u00ec, non vedendo personalmente sbocchi nell&#8217;evoluzione del linguaggio. Cos&#8217;era che mancava principalmente alla mia esperienza jazzistica ovvero a come personalmente vedo l&#8217;estetica del jazz? La risposta mi fu chiara col tempo: la possibilit\u00e0 di meditare sull&#8217;idea e la strutturazione del pensiero, che se pure possono avere uno spunto dall&#8217;improvvisazione, ma difficilmente possono in essa trovare la conclusione.<\/p>\n<p>Personalmente ritengo che nella creazione confluisca quanto di pi\u00f9 inconscio e profondo ci possa essere e vedo con occhio diffidente tutti coloro che esauriscono la composizione musicale in un semplice sviluppo del potenziale del materiale, tuttavia non riesco a concepire una musica che evada completamente dalla notazione e dalla riflessione (e spesso dalla lotta) che ci\u00f2 comporta.<\/p>\n<p>La composizione non pu\u00f2 prescindere dalla strutturazione delle idee e dalla riflessione attraverso l&#8217;elaborazione e la scrittura che hanno come diretta conseguenza l&#8217;esatta presentazione attraverso un codice comune di un pensiero espresso attraverso un mezzo musicale, procedimento complesso che alla fine porta anche alla possibilit\u00e0 di riproduzione di quella complessit\u00e0 attraverso l&#8217;interpretazione, ultimo ma non meno fondamentale anello della catena.<\/p>\n<p>Un momento della storia del jazz ha visto una fioritura di alcuni esempi di contatto fra un certo idioma e la strutturazione compositiva che ho prima cercato di riassumere ed \u00e8 stato nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta del secolo scorso, con la bellissima esperienza dei tre album che <strong>Miles Davis<\/strong> ha realizzato assieme a <strong>Gil Evans<\/strong>: <em>Miles Ahead, Sketches of Spain <\/em>e <em>Porgy and Bess. <\/em><\/p>\n<p>Era il periodo del cosiddetto <strong><em>Cool jazz<\/em><\/strong>, una nuova esperienza che si lasciava alle spalle tutte le esperienze &#8220;calde&#8221; degli stili precedenti verso un nuovo genere. Non \u00e8 tanto l&#8217;idea del freddo o del caldo che interessa in questa discussione, bens\u00ec il fatto che il jazz diventi, nell&#8217;esperienza di Miles Davis e Gil Evans, come la cosiddetta musica classica, un pensiero strutturato dalla notazione, con dei connotati linguistici ben precisi, pur lasciando grande spazio agli interpreti anche con la presenza dell&#8217;improvvisazione, cosa comunque non aliena dalla musica classica contemporanea, come nelle eccezionali partiture di Lutoslawski.<\/p>\n<p>Curiosando su YouTube \u00e8 possibile trovare un estratto di una registrazione video in cui una compagine orchestrale, innovativa per il jazz dell&#8217;epoca, diretta da un informale Gil Evans, con Miles Davis al flicorno solista, propone due brani dall&#8217;album <em>Miles Ahead<\/em>. Una musica di pi\u00f9 alto livello rispetto alle normali esecuzioni jazzistiche, dato proprio dalla struttura che incornicia l&#8217;inventiva.<\/p>\n<p>[HTML1]<\/p>\n<p>E come la musica colta basata sulla scrittura, \u00e8 possibile a distanza di anni ricreare, reinterpretare, far rivivere il pensiero. I brani disponibili su YouTube inseriti qui sotto sono nuove e pregevoli esecuzioni dell&#8217;album <em>Miles Ahead<\/em>; il jazz esce dalla sua effimera vita, seppure nei migliori esempi pregevole, per salire a un grado pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>[HTML2]<\/p>\n<p>[HTML3]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni fa ho dedicato molto tempo al jazz e anche a riprodurre al pianoforte ci\u00f2 che ascoltavo, esplorando ci\u00f2 che questa musica aveva da dire, principalmente nel fraseggio e nell&#8217;armonia, ma ben presto fu un percorso che si esaur\u00ec, non vedendo personalmente sbocchi nell&#8217;evoluzione del linguaggio. 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