{"id":3674,"date":"2012-09-16T10:40:45","date_gmt":"2012-09-16T08:40:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.musicamultimedia.net\/andrea-amici\/?p=992"},"modified":"2012-09-16T10:40:45","modified_gmt":"2012-09-16T08:40:45","slug":"recomposed-by-max-richter-vivaldi-the-four-seasons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/recomposed-by-max-richter-vivaldi-the-four-seasons\/","title":{"rendered":"Recomposed by Max Richter &#8211; Vivaldi The Four Seasons"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a style=\"clear:left;float:left;\" href=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/wpid-photo-16set2012-1024.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"blogsy-1347784281497.7625\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/wpid-photo-16set2012-1024.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Recomposed by Max Richter<\/figcaption><\/figure>\n<p>Cosa sarebbe accaduto se Vivaldi fosse vissuto nel XXI secolo e non al suo tempo? Probabilmente un paradosso temporale, di quelli alla Star Trek: semplicemente la musica non sarebbe come la conosciamo oggi, perch\u00e9 un pezzo importante dell&#8217;evoluzione del pensiero musicale occidentale mancherebbe all&#8217;appello; ma un paradosso temporale \u00e8 anche possibile solo nella mente di un artista e se si tratta di un compositore capace come Max Richter, ecco che improvvisamente si materializzano all&#8217;ascolto <em>Le Quattro Stagioni<\/em> di Antonio Vivaldi, in un&#8217;ottica assolutamente nuova e geniale, totalmente ricomposte secondo la sensibilit\u00e0 di un musicista del nuovo millennio, con tutte le apparenti linearit\u00e0 che sottendono le grandi contraddizioni che il nostro tempo eredita dal secolo passato.<\/p>\n<p>Nella nostra musica contemporanea non esiste pi\u00f9 la contraddizione o la contrapposizione all&#8217;interno del linguaggio musicale, cos\u00ec come forse non esisteva al tempo di Vivaldi; non c&#8217;\u00e8 volont\u00e0 di rottura, non c&#8217;\u00e8 volont\u00e0 di stupire o far inorridire; semplicemente c&#8217;\u00e8 la musica, ci sono anche &#8211; e in grandissimo numero &#8211; formule e convenzioni consolidate, e tutto, come in un labirinto, si perde e vaga per sentieri sempre nuovi ma non necessariamente appellandosi a un bisogno di taglio netto col passato. Alcune tendenze estetiche, dicevamo, sono consolidate e sono alcune che hanno avuto avvio gi\u00e0 alla fine del Novecento, quando si \u00e8 abbandonato lo strapotere delle avanguardie alla ricerca di una comunicativa pi\u00f9 vicina alla sensibilit\u00e0 dell&#8217;ascolto, si \u00e8 data una rilevanza a strutture ritmiche ripetitive, a una semplificazione del materiale che non necessariamente, almeno nei casi pi\u00f9 nobili, \u00e8 coincisa con una banalizzazione.<\/p>\n<figure style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignright\"><a style=\"clear:right;float:right;\" href=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/wpid-photo-16set2012-1027.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"blogsy-1347784281486.1519\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.musicamultimedia.net\/amici\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/wpid-photo-16set2012-1027.jpg\" alt=\"Max Richter\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Max Richter<\/figcaption><\/figure>\n<p>Max Richter \u00e8 per questo ben sensibile al suo tempo: ha trovato la sua strada senza scadere nel trito di un pericoloso accostamento alla musica di consumo, nel contempo riesce ad avere una voce originale e anche una sua propria coerente idea del linguaggio musicale contemporaneo che vuole comunque tenere sempre ben saldi i fili della storia.<\/p>\n<p>Ecco cos\u00ec che si affaccia ancora nell&#8217;estetica musicale il problema del rapporto col passato. C&#8217;\u00e8 chi malignamente dice che ogni qual volta un compositore perde un po&#8217; della sua fantasia e della sua creativit\u00e0 si rivolge al mito del passato, per coprire il suo vuoto: \u00e8 accaduto quando Stravinsky fece la sua &#8220;virata&#8221; neoclassica, ma gi\u00e0 in quel caso si vide che la cosa era ben pi\u00f9 profonda di una semplice mancanza di fantasia, visto che, anzi, il grande compositore dimostr\u00f2 una forza creativa almeno pari al suo periodo precedente.<\/p>\n<p>Max Richter, proprio come Stravinsky con <em>Pulcinella<\/em>, si mette di fronte a un materiale musicale storicamente ben definito e pure universalmente noto come <em>Le Quattro Stagioni <\/em>e si accosta al grande capolavoro vivaldiano intanto con un rispetto esemplare: nessun intento di parodia, nessuna ironia, ma un modo di rivivere dall&#8217;interno l&#8217;esperienza musicale.<\/p>\n<p>Le note di Vivaldi ci sono tutte, di volta in volta in modo differente e soprattutto su piani differenti, perch\u00e9 questa musica di Richter \u00e8 in ultima analisi un rapporto di diverse profondit\u00e0 e prospettive con la storia; esemplare \u00e8 a tal proposito l&#8217;inizio della <em>Primavera<\/em>: nei primi quarantatr\u00e9 secondi introduttivi (<em>Spring 0<\/em>) il materiale vivaldiano \u00e8 posto sullo sfondo, in lontananza, mentre a partire dal vero e proprio primo movimento (<em>Spring 1<\/em>) si pone in primo piano e lo sfondo diviene una serie di armonie tenute, in contrasto non solo per movimento ma soprattutto per densit\u00e0 armonica, con una vera e propria trasfigurazione musicale di quanto gi\u00e0 \u00e8 presente nella nostra consolidata memoria del capolavoro di Vivaldi. Ma gi\u00e0 in questo primo movimento si assiste a un procedimento tipico di tutta l&#8217;intera composizione, cio\u00e8 il continuo sfalsarsi dei piani opposti: ci\u00f2 che \u00e8 sullo sfondo pi\u00f9 o meno lentamente si porta in avanti e viceversa, come in un gioco continuo di specchi, fino a trovare alcuni punti, come ad esempio in <em>Spring 3<\/em>, in cui il materiale settecentesco e quello del ventunesimo secolo si trovano consistenti. In queste sezioni si trovano i momenti di massimo splendore e massima reinvenzione: tutto Vivaldi \u00e8 in questa musica nuova e questa musica nuova riempie completamente Vivaldi ed \u00e8 qui che proprio sembra di dimenticare che ci troviamo di fronte a una ricomposizione e in maniera trasparente pare proprio che il &#8220;Prete Rosso&#8221; si sia paradossalmente rimaterializzato nel nostro tempo o che sia tutta &#8220;farina del sacco&#8221; di Richter.<\/p>\n<p>\u00c8 poi interessantissimo notare quanti spunti di propulsione ritmica si ritrovino nell&#8217;originale di Vivaldi e quanto basti poco a Richter per rendere questa musica in perfetta sintonia con le scansioni moderne: basta aggiungere o sottrarre una suddivisione per creare subito qualcosa di nuovo, inaspettato e originale, per portare <em>Le Quattro Stagioni <\/em>nel mondo compositivo contemporaneo, basta interrompere il tessuto musicale in crescendo in maniera brusca per dare un colpo di novit\u00e0 e freschezza. Sono tantissimi i piccoli interventi proprio sulle note esistenti e sul discorso gi\u00e0 presente che non \u00e8 possibile ovviamente elencarli tutti, ma sicuramente \u00e8 esemplare il modo in cui Max Richter riesca a creare sempre una novit\u00e0 perfettamente coerente e a far rivivere questo grande capolavoro in un&#8217;ottica e una prospettiva assolutamente nuove e originali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"text-align:center;\">[youtube https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tidGU4S69DI]<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sarebbe accaduto se Vivaldi fosse vissuto nel XXI secolo e non al suo tempo? 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