Andrea Amici

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Tag: Dorico

Ymir

Questo brano per coro e orchestra è un viaggio fra le nebbie e le brume dei miti del nord, in un “non luogo” dove abita solo il tempo e un gigante, Ymir, primo fra tutti gli esseri viventi, saggio ma anche malvagio, ricopre tutta la terra.
Da lui sono generati la razza dei giganti, un uomo, una donna e un figlio con sei teste, mentre una mucca, dalla quale Ymir aveva avuto il nutrimento, trae dal ghiaccio Búri (“il generante”), da quale nacque un figlio identico al padre, Borr (“il generato”), che a sua volta ebbe tre figli dalla moglie Bestla figlia del gigante Bölþorn: Odino, Vìli e Vé. I tre uccisero Ymir e nel suo sangue affogarono tutti i giganti che da lui erano discesi, tranne Bergelmir che riuscì a fuggire con sua moglie dando origine alle stirpi dei giganti di ghiaccio.
Dal corpo di Ymir Odino e i suoi fratelli crearono la terra degli uomini.

Ymir è anche il nome dell’ultimo strumento virtuale (un coro di voci bianche) della serie Big Bang Orchestra della Vienna Symphonic Library, serie ispirata nella nomenclatura dall’astronomia: Ymir è infatti uno dei satelliti del pianeta Saturno.
Nato quindi inizialmente come semplice test di questa pregevole libreria, il brano si è poi evoluto e ingrandito alla lettura della mitologia norrena che in vario modo ha ispirato l’atmosfera generale e i vari episodi.

Orchestrazione virtuale e produzione audio: Andrea Amici

Strumenti virtuali:
Vienna Symphonic Library #VSL
» Big Bang Orchestra:
Solaris & Neptune (Woodwinds), Zodiac (Strings and Brass), Jupiter (Horns), Kopernikus (Trumpets), Hercules & Izar (Low Brass), Fornax (Percussions), Ymir (Children’s Choir), Ganymede (Choir), Regulus (Strings), Andromeda, Black Eye and Capricorn (Full Orchestra).
» Synchron Strings Pro
» Synchronized Woodwinds
» Synchronized Special Edition

Software:
» Steinberg Cubase Pro 11 – Dorico Pro 3.5 (DAW – Notation)
» VSL Vienna Ensemble Pro (Sound Host)
» Final Cut Pro X (Video production)

Esther - from Ben Hur

Esther da Ben Hur

La recente scomparsa dell’attrice israeliana Haya Harareet, avvenuta lo scorso 5 febbraio 2021, ha riportato alla mia attenzione il film Ben Hur, pellicola alla quale sono particolarmente affezionato, non solo per il suo intrinseco valore, ma anche per i tanti ricordi che a essa mi legano.

Ben Hur - Poster

Il grande kolossal epico-religioso diretto nel 1959 da William Wyler, vedeva Charlton Heston nel ruolo del protagonista, Giuda Ben Hur, un nobile ebreo caduto, innocente, in disgrazia al tempo dell’occupazione romana della Palestina negli anni della nascita e della vita di Gesù; il film narra quindi le intricate vicende che portano il protagonista alla vendetta per il torto subito, una vendetta che sembra avvelenargli il cuore, fino alla visione di Cristo in croce che lo fa desistere dai suoi propositi che avrebbero finito per annientarlo.

Nel film l’attrice Haya Harareet era Esther, la bella schiava che Ben Hur affranca e della quale si innamora.

Haya Harareet

La pregevolissima colonna sonora porta la firma di uno dei più acclamati compositori della golden age di Hollywood, Miklós Rózsa. Il musicista ungherese, nato a Budapest il 18 aprile del 1907 e morto a Hollywood il 27 luglio del 1995, fu decisivo nel successo indiscusso di grandi produzioni cinematografiche statunitensi dalla metà degli anni Quaranta fino ai primi anni Ottanta, contribuendo fra l’altro alla creazione di quello stile sinfonico che sarebbe divenuto uno dei tratti distintivi della scrittura musicale per le immagini.

Miklos Rozsa
Il compositore Miklós Rózsa

Al personaggio femminile di Esther il compositore dedica un bellissimo tema, che attraversa l’intero corso del film, seguendo l’evoluzione dei personaggi e della trama.

Il tema compare per la prima volta quando Esther viene accompagnata al cospetto del suo padrone Ben Hur dalla sorella di quest’ultimo, per chiedere l’autorizzazione a sposarsi, per seguire il volere del padre, Simonide, servo fedele e amministratore delle attività commerciali della famiglia degli Hur. Giuda, affascinato dalla donna, le concede la libertà come dono di nozze, apprendendo che in realtà il matrimonio è organizzato, ma non basato su alcun sentimento. Nella scena successiva i due rimangono da soli e si confessano reciprocamente il loro amore, che sembra destinato a non potersi realizzare.

una scena del film

La mia ricostruzione virtuale del tema di Esther di Rózsa si concentra sulla prima scena ed è basata sulla partitura condensata (condensed score) ritrovata in un microfilm catalogato con il titolo di Music for Motion Pictures – Music 3449 della United States Library of Congress, contenente centinaia di pagine di musica stampata o manoscritta destinata a vari film, composta da autori quali Rorenthal, Rota e lo stesso Rózsa.

La partitura è manoscritta e su quattro pentagrammi contiene minuziosamente, in forma ridotta, tutte le indicazioni strumentali. L’autore era solito infatti consegnare al suo orchestratore, Eugene Zador nel caso di Ben Hur, questo suo short score, come amava definirlo, estremamente dettagliato, in modo da potersi risparmiare il lavoro di preparazione della partitura orchestrale vera e propria (il full score), ma mantenendo nel contempo il totale controllo sulle scelte timbriche. Considerando l’enorme quantità e la complessità della musica scritta per il film e l’assenza di quel fondamentale ausilio oggi disponibile che è il computer, effettivamente il sistema di Rózsa di rivela estremamente efficace ed è oltremodo interessante per tutti coloro che – come me – sono soliti “curiosare” nel workflow dei grandi compositori.

Esther - condensed score
Il condensed score di Esther

Per iniziare ho ricopiato in partitura il manoscritto, immedesimandomi quindi nel lavoro dell’orchestratore, sebbene facilitato da Dorico Pro, il software di notazione della Steinberg.

Esther - full score
La mia partitura orchestrale di Esther

Il manoscritto è effettivamente dettagliatissimo e la trasposizione in partitura si rivela un’operazione relativamente semplice; le uniche eventuali criticità si riscontrano nella distribuzione delle parti alle due arpe, per le quali mi sono aiutato con la registrazione, per rendere i due strumenti il più possibile simili alle intenzioni dell’autore.

La versione registrata e inserita nel film presenta alcuni tagli rispetto alla partitura originale, dove invece solo due battute sono contrassegnate come “opzionali” (55-56). La mia ricostruzione virtuale utilizza tutta la musica in partitura.

Completata la realizzazione della partitura orchestrale, ho esportato da Dorico tutte le parti strumentali in formato midi e le ho importate in Logic Pro, dove alcune sono state mantenute, con alcune modifiche agli eventi nota e l’applicazione dei controlli continui necessari agli strumenti virtuali per la modellazione del suono, altre sono state direttamente suonate, per una maggiore espressività e per accrescere il realismo; inoltre per ogni sezione degli archi è stata inserita anche una “prima parte“, uno strumento solista che simuli lo strumento principale della fila.

Per questa produzione musicale, sono stati utilizzati i seguenti strumenti virtuali della Vienna Symphonic Library (VSL):

  • Synchron Strings Pro (archi)
  • Synchronized Special Edition 1-2 Plus (archi solisti, arpa)
  • Synchronized Woodwinds (flauto, oboe, clarinetti 1/2, fagotti 1/2)

Il video, realizzato con Final Cut Pro, contiene lo screen cast di Dorico e Logic, alternato alla scena del film per cui è stato composto il brano.

Dorico and VSL

Dorico + VSL

Dorico e il Synchron Player della VSL

Grandi novità per il mondo della notazione, un passo verso una maggiore integrazione fra partitura e suono: Vienna Symphonic Library e Dorico avviano una vera e propria partnership con la release di expression map e template per l’utilizzo di tutti i volumi della Synchron-ized Special Edition con l’innovativo software di notazione Steinberg. 

Le premesse sono molto interessanti: un installer che si scarica dalla propria pagina personale sul sito VSL crea automaticamente tutte le expression map e i template necessari per rendere pressoché immediatamente operativo il playback senza particolari interventi da parte dell’utente. 

Soltanto si rende necessario operare qualche scelta, prima fra tutte l’utilizzo o meno della Vel.FX, l’uso cioè di un controller per la dinamica degli strumenti anziché la velocity della nota, opzione che “consuma” risorse ma naturalmente è essenziale per accrescere il realismo; il parametro si attiva e si disattiva con un semplice controller midi (il 28 di default) che può essere inserito nell’apposita traccia all’interno della finestra di riproduzione di Dorico, dove, fra l’altro, (cosa questa che rende il software Steinberg estremamente versatile) si può intervenire su tutti i parametri offerti dal Synchron Player della VSL, mappabili interamente con controlli midi, per rendere il playback più realistico. 

Vel.FX on off

Le expression map sono comunque già pronte per lavorare contemporaneamente con e senza Vel.FX, perché la dinamica viene controllata contemporaneamente dalla velocity e dal CC2 (il controller di default per la Vel.FX), quindi semplicemente inserendo l’evento midi di attivazione o disattivazione ci si può avvantaggiare di entrambi i sistemi: per le note tenute, ad esempio, è più naturale l’utilizzo di un controller per la dinamica, mentre per le note staccate è più che sufficiente la velocità di pressione.

Expression map

Le possibilità di sviluppo sono ovviamente notevoli: con gli strumenti messi a disposizione è possibile utilizzare out of the box i suoni utilizzando il modello di riproduzione installato, che si occupa di caricare e mappare gli strumenti, ma naturalmente le varie expression map possono essere integrate in un template più ampio, che metta insieme più librerie sonore, anche “all’esterno” di Dorico, ad esempio con Vienna Ensemble Pro.

I brani dimostrativi mettono in rilievo le potenzialità dell’integrazione.

Maggiori informazioni sul Blog di Dorico e nelle sezioni dell’help online di Vienna Symphonic Library:

https://www.vsl.info/en/tutorials/guides/dorico-integration/quickguide

Inserire dinamiche precise in Dorico

Inserire le dinamiche in Dorico è un procedimento caratterizzato da grande flessibilità: dalla semplice scelta del segno e conseguente “clic” su un elemento della partitura all’uso del popover, il software targato Steinberg permette di scegliere di volta in volta la modalità più appropriata e più consona al proprio modo di lavorare e alla situazione, ma soprattutto dà la possibilità di inserire le dinamiche con estrema precisione nei punti desiderati.

Tralasciando i metodi più ovvi nella logica del software, voglio soffermare l’attenzione su un approccio molto interessante e utile, interamente da tastiera, adatto all’inserimento di più segni uno dietro l’altro, quali ad esempio una dinamica di partenza, delle forcelle di crescendo/diminuendo e altre dinamiche fosse intermedie e finali.

Per prima cosa posizionarsi nel punto della partitura dove inserire il primo segno, premendo Maiuscolo+N; ci si può naturalmente spostare a destra o a sinistra con i tasti freccia, aumentando o diminuendo se necessario la griglia, per posizionarsi in maniera precisa, anche non in corrispondenza di una nota. Attivare quindi il popover, con la combinazione di tasti Maiuscolo+D. Inserire la dinamica; se si tratta di una dinamica immediata, come pp e f, inserire digitarla e premere Invio; se invece si tratta di un crescendo (o diminuendo), digitare < (o >), premere Invio e poi la barra spazio per “allungare” quanto necessario la forcella, quindi premere Invio per terminare.

Con un po’ di pratica il procedimento diviene molto logico e intuitivo, dando degli ottimi risultati.

Dyad - A Star Wars Medley

Dyad – A Star Wars Medley

Musica di John Williams
Arrangiamento e produzione con strumenti virtuali: Andrea Amici

Un medley su temi vecchi e nuovi tratti dalle colonne sonore di Star Wars, nato come uno studio sulla musica di John Williams.

I brani inclusi sono: “Parents” e “Farewell” da “The Rise of Skywalker”, “Rey’s Theme” da “The Force Awakens”, “Across the Stars” da “Attack of the Clones” e un frammento conclusivo dal tema principale dell’intera saga.

I pannelli, con vari adattamenti, sono accostati l’uno all’altro spesso attraverso dei ponti di raccordo “in stile”; poiché non di tutti i brani che ho scelto sono in possesso degli originali, ho trascritto alcuni pezzi della colonna sonora (quelli dell’ultimo film, “The Rise of Skywalker”), individuandone le parti principali e integrando ciò che dalla registrazione non è stato possibile ricavare cercando ovviamente di mantenere nella ri-orchestrazione le caratteristiche peculiari dell’inconfondibile scrittura del compositore.

Il video presenta lo screencast della partitura scritta in Dorico Pro 3, il software di notazione musicale della Steinberg, mentre la registrazione audio è realizzata in Logic Pro X con strumenti virtuali (principalmente appartenenti alla Composer Cloud della EastWest Sounds), a partire dall’esportazione MIDI dal software di notazione, integrata con parti “live”.

La grafica finale è realizzata da Elena Amici. Sul suo canale lo stesso medley è la colonna sonora del suo video “Two that are one: A Star Wars and Art Block Story” ➜ https://youtu.be/0i2Y8VFyMR0

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